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Storia di un alcolista

24 Settembre 2019

La storia di un alcolista che voglio presentare oggi non ha un lieto fine.  Ho deciso di presentare questa esperienza di vita solo perché il soggetto coinvolto ha espresso il desiderio di poter diffondere la sua personale storia di dipendenza dall’alcol. L’obiettivo non è quello di demonizzare l’alcol o le bevande alcoliche in generale, anzi vuole essere motivo di riflessione e spunto per poter leggere il fenomeno alcol anche da un diverso punto di vista. La prospettiva dalla quale prenderemo in esame il fenomeno alcolismo è quella della dipendenza, ovvero dell’assoluto bisogno di bere che provoca sintomi di forte astinenza se e quando non si ha l’alcol a disposizione. Un vortice nel quale una volta entrati si fa fatica a trovare soluzioni efficaci e ad uscirne.

La storia di Tommaso 

Tommaso (nome di fantasia) ha 59 anni e beve da quando ne ha dieci. La nonna quando era piccino usava dargli piccole quantità di liquore a fine pasto, racconta lui, per rinvigorirlo e farlo crescere più forte. Non possiamo dedurre che la sua dipendenza sia effettivamente iniziata per il prematuro contatto con l’alcol, tuttavia sappiamo benissimo come questo tipo di abitudine sia in realtà particolarmente dannosa. L’alcol sotto qualsiasi forma non fa bene ai bambini anzi è pericoloso e del tutto inadatto durante il percorso di crescita. 

Tommaso racconta di aver iniziato a prendere le prime sbronze in età preadolescenziale, con gli amici. Inizia a lavorare molto presto all’età di sedici anni, durante le pause pranzo era solito bere insieme ai colleghi e anche alla fine del lavoro il bar era il luogo che frequentava assiduamente. Non ricorda periodi di distacco, di astinenza, l’alcol è sempre stato presente nella sua vita, anche se solo negli ultimi dieci anni ha avvertito un deciso peggioramento e ha iniziato a viverne la dipendenzacome un problema. 

Quando l’alcol diventa un problema

Tommaso definisce il “bere” come  qualcosa di normale, un’abitudine, un’azione come tante nel corso della giornata. Le sensazioni che genera l’alcol gli consentivano di mitigare la rabbia covata durante gli anni per le ingiustizie della società, perché Tommaso ha sempre lavorato duro e si sente in debito con la fortuna. La sua attività di artigiano ha subito un forte peggioramento con la crisi, tanto da portarlo a perdere tutto e a vendere l’attività. Contemporaneamente il consumo di alcol ha visto un progressivo aumento, soprattutto nel periodo di difficoltà economica e lavorativa. T. sentiva il bisogno di spegnere le emozioni negative, di non avvertirela sofferenza per aver perso la cosa a cui più teneva: il suo lavoro. Questo declino lavorativo ha avuto anche un risvolto personale ancora più buio a seguito dell’addio della fidanzata, stufa del consumo di alcolici da parte di T. e le sue difficoltà a reagire e rialzarsi. 

Oggi Tommaso ha iniziato un programma di disintossicazione presso una clinica, è motivato a smettere di bere ma è anche piuttosto lucido nel riconoscere i propri limiti. Il consumo di alcol nella sua vita è stato così importante che egli teme di non poter stare senza bere e di non riuscire ad affrontare i lati oscuri della sua personalità e del suo carattere. Ha iniziato una nuova avventura, ma sente di aver perso molto nella sua vita, sa che purtroppo a 59 anni non si può tornare indietro e il bagaglio di esperienze negative sono ancora vivide e fanno male.

T. ha voluto condividere la sua storia per stimolare tutte le persone a farsi un esame di coscienza e a comprendere come la dipendenza dall’alcol non sia qualcosa da sottovalutare, ma sia un problema da prendere in esame al più presto in modo tale da avere il tempo per affrontarlo e sconfiggerlo prima che i danni diventino irreparabili.

Se pensi di avere un problema con l’alcol o se qualcuno della tua famiglia presenta sintomi di dipendenza da bevande alcoliche contattami per una consulenza o per avere maggiori informazioni.

Categorie:

Tag: alcoldipendenza, dipendenza da alcol, storie di dipendenza

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