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Terapia Breve Strategica e disturbi alimentari

17 Settembre 2020

I disturbi del comportamento alimentare sono una tipologia di problematica psicologica molto diffusa. Il cibo è un piacere fondamentale e nel nostro “bel Paese” c’è una grande attenzione all’alimentazione. In ogni situazione, al bar, in ufficio, con gli amici, non si fa altro che parlare di cibo, ricette e cene al ristorante. Il momento del pasto è una situazione conviviale che soddisfa e fa sentire bene le persone. Tuttavia nel caso di persone con problematiche di disturbi del comportamento alimentare, il cibo può diventare una “prigione” che sconvolge la vita. L’articolo di oggi mira a far conoscere le diverse patologie connesse con il cibo ed il loro profondo legame con le dinamiche emotive.

I disturbi del comportamento alimentare: anoressia e bulimia

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che si caratterizza per una ricerca ossessiva della magrezza e la conseguente paura di ingrassare. Questi due requisiti determinano un’importante riduzione dell’assunzione di cibo, in alcuni casi addirittura una vera e propria astensione dallo stesso. In tal modo il peso corporeo si riduce notevolmente, senza per questo far sentire il soggetto anoressico realmente soddisfatto. Diventa una vera e propria ricerca ossessiva della magrezza.

Viceversa nella bulimia vi è una ricerca sfrenata del cibo. La persona vive il cibo come qualcosa di irrinunciabile e, pur cercando di frenarsi, perde il controllo concedendosi delle vere e proprie abbuffate alimentari. Spesso accade che il peso aumenti in maniera considerevole, portando a situazioni di sovrappeso o addirittura di obesità.

Binge eating e Jo-jo

In queste due situazioni particolari, la problematicità è data dall’alternarsi di digiuno e di dieta a situazioni diperdita di controllo. Nel caso del binge eating questi momenti di astensione dal cibo e successiva perdita di controllo con abbuffata si possono verificare anche nello stesso giorno. Oppure nell’arco di una settimana, vi possono essere giorni interi di dieta e giorni interi di totale perdita di controllo e di ricerca del piacere del cibo. Nel caso Jo-jo la differenza essenziale sta nel fatto che a lunghi periodi di dieta restrittiva segue una ripresa con abbuffate di cibo alla ricerca di una alimentazione “normale”, con conseguente rapido aumento del peso corporeo. In realtà nei momenti di dieta restrittiva il nostro corpo tende a conservare le riserve di grasso e quindi a bruciare meno, perciò nel momento in cui si riprende a mangiare si riprende velocemente peso. Ovviamente questa situazione genera effetti negativi sul metabolismo.

Vomiting

Nel vomiting l’impulso a mangiare e vomitare è impossibile da controllare. Questa particolare forma di disturbo del comportamento alimentare si sviluppa nel momento in cui la persona trae piacere dalla sequenza:mangiare e vomitare. In un primo momento l’atto del vomitare serve solo per liberarsi dal cibo ingurgitato, evitando così di aumentare di peso. Solo in un secondo momento mangiare e vomitare si trasforma in un vero e proprio rituale piacevole, un vortice da cui diventa complicato e molto difficile uscire.

I disturbi del comportamento alimentare e la dinamica di piacere

Una delle caratteristiche che accomuna tutti questi disturbi del comportamento alimentare è la dinamica del piacere. Il cibo è uno strumento attraverso il quale ci possiamo concedere o privare di questa emozione primaria. Le dinamiche emotive connesse con il cibo sono essenziali per poter affrontare e superare i disturbi del comportamento alimentare. Segui il mio blog per avere più informazioni; nelle prossime settimane inoltre uscirà il mio e-book sui disturbi del comportamento alimentare. L’articolo di oggi è un anticipo di alcuni aspetti che troverai esposti in dettaglio in questa guida gratuita, con anche esempi e alcuni consigli pratici.

Se vuoi maggiori info segui le mie pagine social dalle quali potrai scaricare l’e-book, oppure chiamami al 340.41.90.915 per avere maggiori informazioni.

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Tag: anoressia, binge eating, bulimia, disturbi del comportamento alimentare, jo jo, Terapia Breve Strategica, vomiting

Ansia e attacchi di panico possono diventare così invalidanti da non permetterci di sentirci più sicuri in nessuna delle nostre attività quotidiane. Oggi parlerò di ansia, e lo farò attraverso un racconto di terapia, per far capire come l’ansia possa veramente essere superata, perchè non è necessario conviverci ma è davvero possibile tornare a vivere in maniera serena. La storia che mi accingo a raccontarvi è reale. La sua particolarità sta nel fatto che la sensazione di paura ha determinato come conseguenza una totale insicurezza e indecisione. L’autostima del soggetto si è ridotta praticamente a zero, la capacità di cambiare e prendere decisioni senza essere sovrastati dall’ansia sembrava diventato qualcosa di impossibile.

Se vuoi saperne di più su ansia e attacchi di panico, scarica il mio e-book gratuito:

ANSIA E PAURA, una breve guida sulle diverse patologie fobiche e sulle strategie per superare ansia e panico.

Ansia e attacchi di panico: la storia di S.

S. si presenta nel mio studio dopo aver svolto altrove un lungo percorso di terapia. Ha molto chiaro come la sua ansia sia legata ad una realtà lavorativa poco edificante e ad una difficoltà nel prendere decisioni. Lavora da anni come dipendente e ha sviluppato competenze significative nel proprio campo. Nella prima fase della carriera il capo lo ha sempre valorizzato, tuttavia a seguito di un spiacevole evento con un cliente, il capo ha iniziato a rendergli la vita lavorativa più complicata. Invece di supportarlo e aiutarlo a superare l’errore, il capo ha creato una situazione di tensione, S. ha avvertito sempre più l’insicurezza durante ogni attività lavorativa, tanto da iniziare a vivere sensazioni di panico.

la cosa peggiore è quella di sentirsi come morire durante il turno, non riesco a controllarmi, stringo i denti ma temo di crollare da un momento all’altro”.

Le tentate soluzioni

L’autocontrollo che esercita sulle sue sensazioni lo aiuta a portare a termine la giornata di lavoro; questo modo di affrontare il lavoro al momento sembra funzionale. Ma le giornate di lavoro diventano interminabili, il capo si accorge che la brillantezza è sparita. Invece di supportarlo inizia a vessarlo, arrivando addirittura a pensare al licenziamento. S. è in crisi, riversa le sue preoccupazioni in famiglia, con i fratelli e i genitori. Inizia ad uscire sempre meno di casa, rinunciando anche ad alcune sue passioni. Diventa insicuro in qualsiasi cosa, più si chiude in se stesso e più il problema aumenta creando una “prigione” nella quale l’ansia e gli attacchi di panico trovano nutrimento.

Ansia e attacchi di panico: come superarli

Il primo step della terapia si è incentrato sul favorire una riduzione della sintomatologia attraverso alcune strategie paradossali: S. ha iniziato a sperimentare come la paura affrontata si può trasformare in coraggio.

Attraverso il training definito la peggiore fantasia, S. ha vissuto in prima persona il fatto che se toccata con mano la paura svanisce. Questa tecnica è molto efficace, in quanto spinge la persona a non evitare ma addirittura ad affrontare le sue paure, a guardarle in faccia. Spesso descrivo la paura come un fantasma, più noi scappiamo dal fantasma e più quest’ultimo ci rincorre e ci spaventa. Attraverso la tecnica della peggiore fantasia si smette di scappare al fantasma e lo si tocca, facendolo scomparire. S. racconta come l’applicazione di questa tecnica gli abbia sin da subito fatto avvertire una forza nuova, l’insicurezza si è mano a mano sgretolata, lasciando sempre più spazio a nuove (ritrovate) energie.

Pensavo fosse un esercizio impossibile, invece mi ha aiutato ad uscire dalle mie paure

La Terapia Breve Strategica per il trattamento di ansia e panico

S. durante, il percorso di terapia, ha trovato una soluzione alla sua ansia e all’insicurezza che aveva maturato. E’ riuscito addirittura a licenziarsi e ad aprire una Partita IVA, diventando un lavoratore autonomo. Inoltre anche le passioni e gli hobby che aveva lasciato in sospeso, sono tornati parte integrante della sua vita. L’indecisione è ormai un lontano ricordo. La terapia breve strategica è efficace ed efficiente in quanto aiuta la persona a superare l’ansia e gli attacchi di panico, per poi favorire il consolidamento di una nuova realtà di benessere e salute mentale.

Se vivi una situazione simile e vuoi superare ansia e panico, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it in breve tempo riusciremo insieme a superare i tuoi problemi.

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Tag: ansia, Attacchi di Panico, fobie, monofobie, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Quest’anno il TEDxCortina 2020 ha avuto luogo in una cornice speciale: il rifugio Lagazuoi. L’ultima volta che avevo raggiunto il rifugio Lagazuoi era stata una lunga giornata di montagna, molto dislivello, un lunghissimo sentiero attrezzato e tantissima pioggia. Gli ultimi 600 metri di dislivello erano stati massacranti: stanchezza fisica, lieve dolore alle ginocchia, pioggia forte, tuttavia l’arrivo al rifugio alpino valeva la pena. La doccia bollente e l’ottima cucina mi avevano fatto recuperare dalle fatiche, e la bellezza del rifugio era stato un nutrimento per gli occhi. Situato a 2.752 metri sul livello del mare, il Lagazuoi si trova in una posizione panoramica nei confronti di numerose vette dolomitiche: le Tofane, le Odle, la Marmolada, solo per citarne alcune.

Purtroppo quest’anno non sono potuto essere presente di persona all’avvenimento, tuttavia averlo seguito in rete mi ha riportato nel meraviglioso ambiente alpino del rifugio. L’articolo di oggi è un report di quanto ascoltato in streaming durante il TEDxCortina 2020, tenutosi all’aperto nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti contagio.

TEDxCortina 2020: “Emergenze”, un tema attuale

Il tema delle Emergenze, scelto dal team del TEDx addirittura prima della pandemia COVID-19, è decisamente molto attuale. Come psicologo e psicoterapeuta mi trovo spesso a lavorare con problematiche connesse a momenti di crisi e di emergenza. La salute mentale ed il benessere possono facilmente essere intaccati da momenti di difficoltà, da situazioni problematiche con risvolti stressanti, che incontriamo quotidianamente. In particolare i recenti mesi di emergenza sanitaria hanno comportato conseguenze e riflessioni importanti nella vita di ciascuno di noi. TedxCortina ha affrontato la tematiche dell’emergenza da diverse prospettive, avvalorando l’importanza di sapersi adattare alle situazioni allarmanti ed entrare nella dinamica del cambiamento: Perché emergenza è necessità, ma anche possibilità e responsabilità di coltivare il cambiamento”.

 

Gli speaker del TEDxCortina 2020

L’epidemiologa Ilaria Dorigatti ha aperto l’edizione del TEdxCortina 2020 parlando di contagio. Una seconda ondata di COVID-19 può essere evitata solamente dall’essere umano più imprevedibile: l’uomo. Solo seguendo in maniera rispettosa le regole e le norme sanitarie possiamo veramente evitare un nuovo lockdown. Il futuro è incerto, la nostra responsabilità personale farà la differenzaThomas Ambrosi, C.E.O. di ONO Exponential Farming, una start-up innovativa nel settore dell’Agritech, distingue tra emergenze lente e veloci, situazioni cioè che richiedono risposte più o meno rapide; il concetto di emergenza ci porta a modificare le nostre abitudini e a prospettarci un futuro diverso. L’emergenza intesa come possibilità e non come limite. Marco Landi, ex presidente di Apple, vede l’uomo – ed in particolare i giovani – al centro del progetto futuro, per questo è importate continuare a valorizzarli, puntando sull’innovazione come motore per la crescita. Nina Zilli, cantautrice, personaggio televisivo e conduttrice radiofonica, ha gridato che dobbiamo indignarci di fronte alle ingiustizie e comunicare al mondo quello che pensiamo. Claudia Belli, (head) Social business e Microfinance Mgr. – BNP PARIBAS, alla domanda: “Cosa risolverà le emergenze?”, ha risposto: “Modelli sociali che possono creare soluzioni inedite, con impatto positivo”Luca Foresti, A.D. del Centro Medico Sant’Agostino, mette in primo piano la volontà come motore per costruire uno stile di vita sano, l’importanza di sentirsi bene con se stessi sia in termini di salute fisica che mentale. Come psicologo psicoterapeuta non posso che concordare con la tesi del dottor Foresti, ricordando che uno stile di vita salutare genera la condizione di benessere necessaria per affrontare positivamente lo stress della vita modernaSimona Atzori, ballerina e pittrice, ha emozionato con il suo slogan: “Io ho le mani in basso!”. Dalla nascita Simona è priva delle mani, tuttavia questo non l’ha scoraggiata, con grande forza di volontà ha spostato il focus dalle mani ai piedi, che sono diventati il mezzo per esprimersi. Non ha mai guardato a quello che manca, ma a quello che c’è! Gaetano Farina, Tenente Colonnello dell’Aeronautica Militare, comandante delle Frecce Tricolori, ha sottolineato l’importanza della formazione e dell’addestramento per prevenire le possibili emergenze. Solo lo studio e l’attenzione continua aiutano a riconoscere un problema prima che si presenti.

La chiusura del TEDxCortina ha visto sul palco Vittorio Di Tomaso, Presidente e CEO di Celi, una PMI innovativa nel campo della progettazione di sistemi basati su Intelligenza Artificiale. Di Tomaso ha presentato l’innovativo progetto di “benessere urbano”, in grado di migliorare l’esperienza urbana delle persone attraverso la raccolta dati, effettuata tramite l’ausilio di cosiddette “panchine sensoriali”.

TEDxCortina un evento ecosostenibile

Il TEDxCortina 2020 è stato come sempre un evento splendido, ricco di interessanti spunti di innovazione e divulgazione, impreziosito dal fatto di essere stato organizzato in un luogo speciale, nel rispetto del criterio di sostenibilità ambientale e di uso consapevole delle risorse.

Il 17 ottobre vi aspettiamo al TEDxPadova 2020, al quale collaboro in team, con il ruolo di “Speaker Assistant”. Il tema del convegno sarà “Identità” e stupirà con ospiti di primo piano; vi consiglio di seguire il sito di TEDxPadova, per rimanere aggiornati su tutte le news  relative all’evento.

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Tag: emergenze, psicologia dell'emergenza, TEDxCortina, TEDxCortina 2020, TEDxPadova

Cos’è il TEDx Padova Salon e cos’è il TED

Innanzi tutto vorrei chiarire che la sigla TED è l’acronimo di Technology, Entertainment and Design, una Organizzazione internazionale che si prefigge lo scopo di facilitare la diffusione di idee riguardanti una grande varietà di argomenti (dalla scienza, al business, alle tematiche globali) attraverso brevi conferenze tenute da esperti di ogni settore. TEDx Padova è la sigla dell’ente locale, indipendente, organizzatore di peculiari eventi sul proprio territorio. Il TEDx Padova Salon è uno degli eventi satellite all’evento principale, che permettono alla community di rimanere collegati con il TEDx Padova durante tutto l’anno.

TEDx è innovazione

Quando cerco di dare una definizione più personale di cosa significhi TEDx per me, entro in un mondo meccanico fatto di ingranaggi, immagino una serie di ruote dentate che si inseriscono una nell’altra, dapprima ferme ed immobili, che iniziano poi lentamente a ruotare e proseguono in maniera sempre più veloce e coordinata. Ogni intervento (speech) che ascolto durante il TEDx fa lavorare gli ingranaggi della mia mente, crea spunti di riflessione, mi fa vivere un’esperienza formativa e di valore. Questo è’ quello che puntualmente mi è successo anche durante l’ultimo TEDxPadova Salon.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Il Salon è un evento satellite che anticipa l’evento annuale di TEDx Padova. Il titolo come l’acqua prende spunto dalla considerazione che l’acqua è un elemento fondamentale, qualcosa di cui noi tutti abbiamo bisogno. Allo stesso modo, appunto come l’acqua, anche la solidarietà è qualcosa, un valore, di cui tutti noi abbiamo bisogno e di cui non possiamo fare a meno. E’ questo il grande insegnamento che ci portiamo a casa dall’interessante Salon di lunedì 27 luglio, svoltosi nella meravigliosa cornice del Castello Carrarese in centro Padova. In particolare questo evento sottolinea l’importanza della città di Padova come Capitale Europea del Volontariato per l’anno 2020, ed è stato organizzato appunto in collaborazione con il CSV (Centro Servizio Volontariato) della provincia di Padova.  Oggi vorrei brevemente riassumere gli interventi di questo evento sui generis, a mio giudizio così particolare ed emozionante.

Le storie di chi lavora nel sociale

Patrizia Tolot, della cooperativa “Down Dadi” di Padova, ci ha fatto entrare nel vivo della loro attività, ci ha fatto capire come affrontare il tabù della diversità di coloro che sono affetti da sindrome di Down. Inoltre ha sottolineato l’importanza della mission della cooperativa: favorire una sempre maggiore autonomia per le persone affette da disabilità intellettive, sia dal punto di vista occupazionale che sociale.

La psicologa psicoterapeuta Patrizia Zantedeschi, responsabile del centro antiviolenza, ci ha illustrato le problematiche che si presentano nel Centro Veneto Progetti Donna. La sua scioccante statistica, ovvero che una donna su tre è vittima di violenza, fisica o verbale, ha riportato l’attenzione su una tematica, quella della violenza sulle donne, che non può essere considerata come argomento scontato e relegata in secondo piano nell’attenzione generale.

Storie d’integrazione

Si sono poi succeduti quattro speaker speciali, protagonisti di storie di integrazione sociale, quattro persone le cui storie raccontano di lunghi viaggi e di grandi sofferenze prima di poter finalmente arrivare ad inserirsi e ad integrarsi nel mondo del lavoro, attraverso la Cooperativa di Solidarietà.

Mamadou è stato costretto ad intraprendere un lungo viaggio che dal Mali lo ha portato in Italia; ha vissuto ingiustamente l’esperienza del carcere in Libia, ha visto morire decine di persone durante la traversata in barcone, ha dovuto lottare duramente per riuscire ad integrarsi. Aneto è arrivata in Italia con la promessa di un lavoro in un negozio di scarpe e si è ritrovata invece sul marciapiede. Solo la sua grande forza d’animo l’ha aiutata a scappare e a cercare una nuova vita. Fhad avrebbe potuto essere un grande campione di atletica se le problematiche burocratiche non avessero ostacolato il suo sogno. Anche lui, però, con la forza di volontà è riuscito a rialzarsi e ad integrarsi nel tessuto sociale del padovano. Infine Hannou e sua moglie Youssef hanno raccontato le loro storie. Il primo ha lottato e superato ogni pregiudizio, riuscendo infine a partecipare alla vita politica della città di Padova. Sua moglie ha continuato ad indossare il velo, simbolo culturale in cui si riconosce, contro tutto e contro tutti i pregiudizi.

La presentatrice Francesca Trevisi ha brillantemente condotto la serata e a renderla ancora più prestigiosa hanno contribuito la lettura del “Pranzo di Babette” da parte dell’attrice e scrittrice Lella Costa e le musiche dell’Orchestra Radiomondo, diretta dal maestro Maurizio Camardi.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Con la metafora di quanto sia vitale la solidarietà – esattamente come l’acqua – per chi ne ha bisogno, l’evento sponsorizzato dal TEDx Padova Salon insegna l’importanza dell’aiuto reciproco, del sostegno, dell’integrazione e soprattutto di come quest’ultima sia effettivamente realizzabile nella nostra società.

In chiusura vorrei sottolineare come questo evento sia stato reso possibile dal grandissimo lavoro di tutto il team di TEDx Padova, che come sempre riesce a realizzare qualcosa di importante (magico) attraverso il lavoro sincrono e ben coordinato di tutti i suoi componenti. Rimanete collegati e non dimenticate la data del 17 ottobre 2020 quando andrà in scena l’annuale TEDx Padova 2020, avente per tema: “Identità”.

 

 

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Adolescenza, ansia e panico

C’è chi pensa che l’ansia ed il panico non si verifichi in adolescenza e sia un problema solo degli adulti. In realtà l’ansia ed il panico in adolescenza possono creare grandi difficoltà e momenti di chiusura relazionale anche e soprattutto nei ragazzi. Dando vita a situazioni di evitamento”, di impedimento e di crisi vera propria, molto complesse da superare. Il senso di nervosismo e di preoccupazione possono prendere il sopravvento e favorire una rinuncia a frequentare gli amici, ad andare a scuola o a continuare l’attività sportiva.

Quali conseguenze per ansia e panico?

Le conseguenze di queste intense emozioni di ansia e panico possono derivare dalla paura di non riuscire (es. nello studio, nello sport), di non farcela anche nelle situazioni più semplici da gestire, e possono comportare una successiva difficoltà anche nella strutturazione dell’identità personale. Oggi, attraverso le storie vere di alcuni giovani ragazzi, affronteremo questa importante problematica dell’ansia e del panico in adolescenza.

Marco ci racconta l’ansia ed il panico in adolescenza

Ero in gita a Vienna e ad un certo punto mi sono sentito morire

Marco (nome di fantasia) esordisce in questo modo al primo appuntamento nel mio studio. La sensazione che descrive è stata quella di una de-personalizzazione, come se non fosse lui a vivere quelle emozioni  e come se stesse per morire proprio in quel momento. Il panico aveva preso il sopravvento durante la mattina in giro per la città.

Il racconto di Marco

La sera precedente avevamo fatto tardi con i compagni di classe, ridendo scherzando e bevendo qualche birra di troppo”, racconta Marco, “poi improvvisamente ho sentito una morsa allo stomaco e ho iniziato ad aver paura”. Per la prima volta nella sua vita aveva sperimentato cosa significasse veramente morire di paura”; Marco ha stretto i denti per sopportare lo stress emotivo, non ne ha parlato con nessuno e ha cercato di evitare di attirare l’attenzione. I pensieri sono diventati insopportabili, si è sentito fuori luogo, fuori dal proprio corpo, però ha retto e sopportato fino al rientro a casa. Si è rivolto al mio studio per cercare di controllare i pensieri negativi e capire se questa sensazione di de-personalizzazione fosse reale o meno.

La terapia breve strategica

Il lavoro terapeutico sul disturbo ansiogeno ha portato in breve tempo ad ottimi risultati, in particolare riducendo i sintomi della paura improntando un lavoro sulla consapevolezza di se stesso. Le grandi paure del futuro, di come sarà la sua vita e di come di svilupperà la sua identità, sono state risolte con successo e hanno condotto ad deciso miglioramento della sintomatologia.

Federica e la paura di andare a scuola

Federica (nome di fantasia) ha smesso di andare a scuola. Da alcuni mesi la paura di non essere all’altezza e di non riuscire a superare le verifiche le ha creato un blocco psicologico:

Quando sono in classe entro in uno stato di tensione, mi viene paura e mi trovo costretta ad uscire e a rifugiarmi in bagno”.

La paura di perdere il controllo prende il sopravvento, lasciandola senza forze. Nell’ultimo periodo Federica per l’ansia non riusciva neppure a salire sull’autobus, ormai era più di un mese che non andava a scuola.

Il percorso di psicoterapia

Sin dal primo appuntamento iniziamo a lavorare sulla sensazione di ansia, cercando di ridurre la paura attraverso il riconoscimento delle sensazioni e la conoscenza del modo migliore per affrontarle e superarle, nei momenti più delicati. L’uso di uno strumento specifico come il “diario di bordo”, un accorgimento terapeutico che serve a monitorare gli attacchi di panico nel momento stesso in cui arrivano, le ha permesso di essere più tranquilla, tanto che già alla seconda seduta è riuscita nuovamente a tornare a scuola. L’intero percorso di terapia strategica è stato veramente efficace, Federica ha rapidamente trovato un soddisfacente stato di serenità e benessere.

Adolescenza, ansia e panico: la terapia breve strategica

La Terapia Breve Strategica lavora nel breve periodo proprio per ridurre i sintomi della paura, favorendo la costruzione di una nuova realtà. Specialmente in adolescenza, quando la costruzione dell’identità è un momento delicato e fondamentale, è importante intervenire in maniera tempestiva sui casi di ansia e panico, per favorire sin da subito un miglioramento ed una decisiva soluzione del problema.

Se vuoi saperne di più su come funziona la terapia breve strategica, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

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Tag: adolescenza, ansia, Attacchi di Panico, genitori, genitorialità, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Genitorialità e adolescenza saranno trattate in questo articolo partendo da un recentissimo fatto di cronaca avvenuto in Umbria: la morte di due ragazzi di 15 e 16 anni che avevano assunto una dose di metadone scambiandolo per purple drank, la droga dei trapper (sigla che identifica i musicisti esponenti del trap, un sottogenere musicale del rap). Le modalità che hanno portato al drammatico epilogo stanno emergendo con chiarezza, e a colpire l’attenzione è soprattutto la facilità con la quale i nostri ragazzi arrivano a consumare le prime dosi di sostanze stupefacenti. Il fatto che si tratti di due giovanissimi in età adolescenziale ci fa ulteriormente riflettere sul ruolo della società nel contrasto al fenomeno dilagante dello spaccio e su quello delle famiglie nel rapporto con i figli, in particolare nel delicato momento della loro crescita.

Adolescenza, famiglia e gruppo dei pari

Nelle fasi della pubertà e preadolescenza, tra gli 11 e i 14 anni, il corpo del bambino si sviluppa, le sue emozioni si fanno più intense, il rapporto con i coetanei cambia registro, compaiono i primi turbamenti sessuali. Nel ragazzo si scontrano due opposte tendenze: da una parte egli vorrebbe rimanere al sicuro nel mondo dell’infanzia, dall’altra invece è tentato di esplorare il mondo degli adulti, ed in questo contesto si sente attratto principalmente da tutto quello che è estraneo alla famiglia. Diventano importanti gli amici, la loro solidarietà, l’accettazione all’interno del gruppo, le pratiche di socializzazione, il fumo, il consumo di alcool e – purtroppo sempre più di sovente – anche l’assunzione di sostanze stupefacenti. D’altra parte è anche vero che i comportamenti degli adolescenti sono in qualche modo il riflesso dell’ambiente familiare in cui vivono.  C’è da chiedersi qual è il ruolo della famiglia in tutto questo, non come se fossimo in tribunale, per “sputare” una sentenza, ma per aiutare le famiglie a migliorarsi e a capire come trovare soluzioni funzionali.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia come sistema organizzato 

La famiglia è il luogo di incontro dei diversi ruoli e delle diverse esigenze dei componenti il nucleo familiare. La famiglia è un sistema organizzato e come tale ha bisogno di regole certe, basate su un sistema di principi ben definiti e di direttive altrettanto chiare e condivise. Se non esiste una linea comune ad entrambi i genitori, si corre il rischio che i figli tentino di approfittare di uno dei due per soddisfare le proprie esigenze. In termini tecnici potremmo dire che si rischia di attivare dei circoli viziosi disfunzionali.

Genitori si diventa

E’ forse paradossale sostenere che genitori non si nasce, si diventa, ma certo il percorso non è dei più facili, viste anche le ingerenze esterne del mondo dei social, della televisione, e delle amicizie dei nostri figli. Uno degli aspetti fondamentali è rappresentato dalle modalità e dalle forme della comunicazione all’interno del nucleo familiare. La comunicazione infatti risulta essenziale per costruire e mantenere un corretto rapporto relazionale a livello affettivo-emotivo. Vi sono occasioni in cui è opportuno assumere con i figli posizioni più morbide e flessibili, altre in cui è invece indicata una posizione più rigida e direttiva. La situazione ideale è quella di saper modulare l’atteggiamento genitoriale in relazione alle differenti situazioni che si possono venire a creare: l’importante è che la comunicazione non venga mai a mancare e che sia adeguata al particolare momento.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia e i modelli di relazione

La famiglia è l’ambito in cui avviene la comunicazione genitori–figli ed è il centro focale di questo rapporto. E’ necessario pertanto comprendere bene come funziona il nostro ambiente familiare, per essere in grado di impostare correttamente l’insieme di regole in grado di influire sulla crescita funzionale dei nostri figli e per correggere eventuali aspetti negativi. Volendo fornire qualche indicazione più di dettaglio, si possono individuare alcune tipologie di modelli familiari che presentano ciascuna caratteristiche peculiari riguardo al loro funzionamento.

Il modello democratico permissivo

Il modello democratico permissivo, nel quale il rapporto è improntato sul dialogo tra i componenti della famiglia ed i genitori svolgono il ruolo di amici, persino di confidenti, dei propri figli. In questo tipo di famiglia regna una democrazia incondizionata, ma proprio per questo i figli si sentono caricati di una responsabilità a volte troppo grande per loro.

Il modello iperprotettivo

Nel modello iperprotettivo i genitori si sostituiscono in tutto ai propri figli, anticipandone i bisogni e risolvendo le difficoltà, nel tentativo di rendere loro la vita più facile. Il rischio in questi casi è quello che i figli crescano all’ombra dei genitori e che sviluppino comportamenti di incertezza e di insicurezza nei confronti del mondo esterno.

Il modello autoritario

Il modello autoritario è caratterizzato da modalità relazionali di tipo rigido ed impositivo. Il genitore (talvolta anche entrambi i genitori) esercitano il potere da una posizione dominante, ordine e disciplina sono i valori di riferimento, i figli non hanno voce in capitolo. Il controllo delle decisioni finisce per scoraggiare qualsiasi iniziativa non in linea con il sistema di regole imposte, l’eventuale posizione di rifiuto può condurre a posizioni radicali di contrapposizione.

Il modello delegante

Nel modello delegante i genitori delegano il loro ruolo alla famiglia allargata, di solito ai nonni, generando una dinamica interna di competizione in termini affettivi. Venendo a mancare una figura autorevole, e non essendo i nonni modelli adatti ad essere imitati, i genitori inducono nei figli la sensazione di essere persone deboli e poco convincenti.

Senza scendere più a fondo nel dettaglio e senza trattare ulteriori schemi caratteristici – ad esempio quelli della famiglia sacrificante e della famiglia intermittente – è importante notare che ciascun modello è caratterizzato da regole e strategie comunicative assolutamente peculiari, che tendono ad influire sulla crescita dei nostri figli.

Assume quindi la massima importanza capire a quale modello si ispira il nostro rapporto con i figli, per essere in grado di impostare o correggere, ove necessario, il dialogo genitoriale e per dare la giusta dimensione alla relazione affettiva che lega i membri della famiglia.

Se senti di avere delle difficoltà con tuo figlio oppure se sei un adolescente che ha bisogno di aiuto, contattami al 340.41.90.915 per una consulenza o per avere maggiori informazioni.

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Tag: adolescenza, dipendenza, genitorialità

Che cos’è l’efficacia personale? Come facciamo a gestire al meglio la nostra vita e le nostre decisioni? Molte volte ci siamo chiesti più o meno consciamente come fare per riuscire nella vita lavorativa, e in quelle strettamente connesse di relazioni sociali e famigliare. E soprattutto come fare per essere sempre efficaci ed anche efficienti. L’articolo di oggi prende in esame quegli aspetti che possono essere rielaborati e migliorati allo scopo di aumentare la concezione di efficacia ed efficienza nella nostra quotidianità.

Efficacia ed efficienza

Pur avendo significati diversi i due termini, nel contesto giornaliero abituale, vengono spesso impiegati come sinonimi. L’efficacia personale, secondo il mio punto di vista, è soggettiva, nel senso che ciascuno di noi stessi ha la tendenza ad un esame critico di ciò che facciamo, tuttavia vi sono alcuni aspetti che possono essere presi in esame, in termini generali, per aiutare a sentirsi più risolutivi, più incisivi nella nostra vita. Con efficacia si intende quindi la capacità di raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati, mentre l’efficienza riguarda la capacità di ottenerlo con il modalità e le risorse minime indispensabili.

 

Troppi impegni!

Sul lavoro il telefono squilla ogni cinque minuti, bisogna rispondere a troppe mail, ci sono continue riunioni, senza contare poi gli impegni familiari: la spesa, la casa, i figli… Gli obblighi sono sempre tantissimi e possono crearci un senso di frustrazione. Non riuscire a tenere tutto sotto controllo potrebbe indurre una sensazione di disagio e di conseguenza attenuare la nostra sensazione di efficacia personale. Gli impegni eccessivi possono determinare un blocco psicologico, che ci porta a non iniziare o a non portare a termine nulla, una sorta di “rifiuto” nei confronti delle troppe cose da fare. Un’altra sensazione negativa è quella di non riuscire ad intravvedere mai la fine di un lavoro, di un compito, di una incombenza. Le giornate iniziano ma non finiscono mai, c’è sempre qualcosa da fare e impegni da assolvere. Entrambe queste situazioni ci portano a vivere una sensazione di scarsa efficacia personale, con il rischio di sentirsi emotivamente tristi e arrabbiati con se stessi.

Come gestire gli impegni

Per gestire al meglio i nostri impegni, e dare quindi un’organizzazione ben articolata alle nostre giornate, è fondamentale attribuire un grado di “priorità” alle nostre attività e ai nostri obiettivi. Di fronte ad un nuovo progetto può essere utile chiedersi quale sia il risultato che vogliamo raggiungere, cercando di stimare l’impegno che dobbiamo investire per arrivare al nostro scopo. In questo modo saremo in grado di valutare le energie necessarie, il tempo di cui abbiamo bisogno ed il grado di coinvolgimento necessario. Riguardo al grado di priorità, sarebbe importante scartare a priori tutte quelle richieste che sono chiaramente superflue, poco importanti o che comunque possiamo rimandare al giorno successivo. Il fatto di essere in grado di organizzarsi senza essere travolti dagli impegni, trovando le soluzioni opportune e mantenendo in alcune situazioni una “dose minima” di cose da fare, aumenta l’efficacia personale.

Paura di non farcela

Il fallimento in qualche caso può essere dietro l’angolo, per questo la paura di sbagliare talvolta ci blocca e non ci consente di mettere in atto le azioni che ci siamo prefissati. Nella nostra società moderna i fallimenti vengono interpretati sempre in chiave negativa. In realtà ogni volta che sbagliamo o abbiamo un insuccesso, questo dovrebbe essere interpretato come un’opportunità di modificare il nostro approccio, una nuova e diversa possibilità di crescita, che ci consenta di diventare ancora più efficaci e performanti. Può sembrare paradossale, ma sbagliare è necessario, quasi fondamentale, così come è fondamentale soprattutto non fermarsi, ripartire. E’ facile che una battuta d’arresto possa scoraggiarci, tuttavia è ancora più importante gestire le emozioni di sofferenza e disagio, per poter così ripartire, trasformando un limite in risorsa.

Insoddisfazione lavorativa ed efficacia personale

L’insoddisfazione lavorativa il più delle volte è direttamente proporzionale alla sensazione di non essere efficaci. Non poterci esprimere come vorremmo anche sul lavoro genera dei veri e propri blocchi emotivi e innesca una sorta di routine che ci fa vivere la quotidianità in maniera poco soddisfacente e positiva. Nelle situazioni lavorative si riscontrano alcuni aspetti che possono determinare una sensazione di scarsa efficacia personale.

Cosa porta all’insoddisfazione lavorativa

Il primo è il fatto di sentirsi ignorati, come invisibili, e di conseguenza di non riuscire ad attirare le attenzioni dei colleghi e del capo, oppure dei collaboratori. L’impossibilità di stabilire una relazione sana con i colleghi e con i propri collaboratori genera una sensazione di incapacità ed inefficacia. Un secondo aspetto è quello di non riuscire a dare rilevanza e spessore al proprio lavoro. Se il nostro lavoro non conta né per me stesso né tantomeno per qualcun altro, difficilmente sarò soddisfatto e mi sentirò efficace. L’insoddisfazione lavorativa è molto diffusa e a sua volta provoca una condizione di scarsa efficacia personale. Cercare di lavorare su questo aspetto così pregnante della propria vita deve diventare una priorità per favorire un funzionale percorso di crescita personale.

Se vuoi saperne di più sull’efficacia personale o fissare una consulenza psicologica, chiamami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

 

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Terapia Breve Strategica e disturbi alimentari

17 Settembre 2020

I disturbi del comportamento alimentare sono una tipologia di problematica psicologica molto diffusa. Il cibo è un piacere fondamentale e nel nostro “bel Paese” c’è una grande attenzione all’alimentazione. In ogni situazione, al bar, in ufficio, con gli amici, non si fa altro che parlare di cibo, ricette e cene al ristorante. Il momento del pasto è una situazione conviviale che soddisfa e fa sentire bene le persone. Tuttavia nel caso di persone con problematiche di disturbi del comportamento alimentare, il cibo può diventare una “prigione” che sconvolge la vita. L’articolo di oggi mira a far conoscere le diverse patologie connesse con il cibo ed il loro profondo legame con le dinamiche emotive.

I disturbi del comportamento alimentare: anoressia e bulimia

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che si caratterizza per una ricerca ossessiva della magrezza e la conseguente paura di ingrassare. Questi due requisiti determinano un’importante riduzione dell’assunzione di cibo, in alcuni casi addirittura una vera e propria astensione dallo stesso. In tal modo il peso corporeo si riduce notevolmente, senza per questo far sentire il soggetto anoressico realmente soddisfatto. Diventa una vera e propria ricerca ossessiva della magrezza.

Viceversa nella bulimia vi è una ricerca sfrenata del cibo. La persona vive il cibo come qualcosa di irrinunciabile e, pur cercando di frenarsi, perde il controllo concedendosi delle vere e proprie abbuffate alimentari. Spesso accade che il peso aumenti in maniera considerevole, portando a situazioni di sovrappeso o addirittura di obesità.

Binge eating e Jo-jo

In queste due situazioni particolari, la problematicità è data dall’alternarsi di digiuno e di dieta a situazioni diperdita di controllo. Nel caso del binge eating questi momenti di astensione dal cibo e successiva perdita di controllo con abbuffata si possono verificare anche nello stesso giorno. Oppure nell’arco di una settimana, vi possono essere giorni interi di dieta e giorni interi di totale perdita di controllo e di ricerca del piacere del cibo. Nel caso Jo-jo la differenza essenziale sta nel fatto che a lunghi periodi di dieta restrittiva segue una ripresa con abbuffate di cibo alla ricerca di una alimentazione “normale”, con conseguente rapido aumento del peso corporeo. In realtà nei momenti di dieta restrittiva il nostro corpo tende a conservare le riserve di grasso e quindi a bruciare meno, perciò nel momento in cui si riprende a mangiare si riprende velocemente peso. Ovviamente questa situazione genera effetti negativi sul metabolismo.

Vomiting

Nel vomiting l’impulso a mangiare e vomitare è impossibile da controllare. Questa particolare forma di disturbo del comportamento alimentare si sviluppa nel momento in cui la persona trae piacere dalla sequenza:mangiare e vomitare. In un primo momento l’atto del vomitare serve solo per liberarsi dal cibo ingurgitato, evitando così di aumentare di peso. Solo in un secondo momento mangiare e vomitare si trasforma in un vero e proprio rituale piacevole, un vortice da cui diventa complicato e molto difficile uscire.

I disturbi del comportamento alimentare e la dinamica di piacere

Una delle caratteristiche che accomuna tutti questi disturbi del comportamento alimentare è la dinamica del piacere. Il cibo è uno strumento attraverso il quale ci possiamo concedere o privare di questa emozione primaria. Le dinamiche emotive connesse con il cibo sono essenziali per poter affrontare e superare i disturbi del comportamento alimentare. Segui il mio blog per avere più informazioni; nelle prossime settimane inoltre uscirà il mio e-book sui disturbi del comportamento alimentare. L’articolo di oggi è un anticipo di alcuni aspetti che troverai esposti in dettaglio in questa guida gratuita, con anche esempi e alcuni consigli pratici.

Se vuoi maggiori info segui le mie pagine social dalle quali potrai scaricare l’e-book, oppure chiamami al 340.41.90.915 per avere maggiori informazioni.

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Tag: anoressia, binge eating, bulimia, disturbi del comportamento alimentare, jo jo, Terapia Breve Strategica, vomiting

Ansia e attacchi di panico possono diventare così invalidanti da non permetterci di sentirci più sicuri in nessuna delle nostre attività quotidiane. Oggi parlerò di ansia, e lo farò attraverso un racconto di terapia, per far capire come l’ansia possa veramente essere superata, perchè non è necessario conviverci ma è davvero possibile tornare a vivere in maniera serena. La storia che mi accingo a raccontarvi è reale. La sua particolarità sta nel fatto che la sensazione di paura ha determinato come conseguenza una totale insicurezza e indecisione. L’autostima del soggetto si è ridotta praticamente a zero, la capacità di cambiare e prendere decisioni senza essere sovrastati dall’ansia sembrava diventato qualcosa di impossibile.

Se vuoi saperne di più su ansia e attacchi di panico, scarica il mio e-book gratuito:

ANSIA E PAURA, una breve guida sulle diverse patologie fobiche e sulle strategie per superare ansia e panico.

Ansia e attacchi di panico: la storia di S.

S. si presenta nel mio studio dopo aver svolto altrove un lungo percorso di terapia. Ha molto chiaro come la sua ansia sia legata ad una realtà lavorativa poco edificante e ad una difficoltà nel prendere decisioni. Lavora da anni come dipendente e ha sviluppato competenze significative nel proprio campo. Nella prima fase della carriera il capo lo ha sempre valorizzato, tuttavia a seguito di un spiacevole evento con un cliente, il capo ha iniziato a rendergli la vita lavorativa più complicata. Invece di supportarlo e aiutarlo a superare l’errore, il capo ha creato una situazione di tensione, S. ha avvertito sempre più l’insicurezza durante ogni attività lavorativa, tanto da iniziare a vivere sensazioni di panico.

la cosa peggiore è quella di sentirsi come morire durante il turno, non riesco a controllarmi, stringo i denti ma temo di crollare da un momento all’altro”.

Le tentate soluzioni

L’autocontrollo che esercita sulle sue sensazioni lo aiuta a portare a termine la giornata di lavoro; questo modo di affrontare il lavoro al momento sembra funzionale. Ma le giornate di lavoro diventano interminabili, il capo si accorge che la brillantezza è sparita. Invece di supportarlo inizia a vessarlo, arrivando addirittura a pensare al licenziamento. S. è in crisi, riversa le sue preoccupazioni in famiglia, con i fratelli e i genitori. Inizia ad uscire sempre meno di casa, rinunciando anche ad alcune sue passioni. Diventa insicuro in qualsiasi cosa, più si chiude in se stesso e più il problema aumenta creando una “prigione” nella quale l’ansia e gli attacchi di panico trovano nutrimento.

Ansia e attacchi di panico: come superarli

Il primo step della terapia si è incentrato sul favorire una riduzione della sintomatologia attraverso alcune strategie paradossali: S. ha iniziato a sperimentare come la paura affrontata si può trasformare in coraggio.

Attraverso il training definito la peggiore fantasia, S. ha vissuto in prima persona il fatto che se toccata con mano la paura svanisce. Questa tecnica è molto efficace, in quanto spinge la persona a non evitare ma addirittura ad affrontare le sue paure, a guardarle in faccia. Spesso descrivo la paura come un fantasma, più noi scappiamo dal fantasma e più quest’ultimo ci rincorre e ci spaventa. Attraverso la tecnica della peggiore fantasia si smette di scappare al fantasma e lo si tocca, facendolo scomparire. S. racconta come l’applicazione di questa tecnica gli abbia sin da subito fatto avvertire una forza nuova, l’insicurezza si è mano a mano sgretolata, lasciando sempre più spazio a nuove (ritrovate) energie.

Pensavo fosse un esercizio impossibile, invece mi ha aiutato ad uscire dalle mie paure

La Terapia Breve Strategica per il trattamento di ansia e panico

S. durante, il percorso di terapia, ha trovato una soluzione alla sua ansia e all’insicurezza che aveva maturato. E’ riuscito addirittura a licenziarsi e ad aprire una Partita IVA, diventando un lavoratore autonomo. Inoltre anche le passioni e gli hobby che aveva lasciato in sospeso, sono tornati parte integrante della sua vita. L’indecisione è ormai un lontano ricordo. La terapia breve strategica è efficace ed efficiente in quanto aiuta la persona a superare l’ansia e gli attacchi di panico, per poi favorire il consolidamento di una nuova realtà di benessere e salute mentale.

Se vivi una situazione simile e vuoi superare ansia e panico, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it in breve tempo riusciremo insieme a superare i tuoi problemi.

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Tag: ansia, Attacchi di Panico, fobie, monofobie, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Quest’anno il TEDxCortina 2020 ha avuto luogo in una cornice speciale: il rifugio Lagazuoi. L’ultima volta che avevo raggiunto il rifugio Lagazuoi era stata una lunga giornata di montagna, molto dislivello, un lunghissimo sentiero attrezzato e tantissima pioggia. Gli ultimi 600 metri di dislivello erano stati massacranti: stanchezza fisica, lieve dolore alle ginocchia, pioggia forte, tuttavia l’arrivo al rifugio alpino valeva la pena. La doccia bollente e l’ottima cucina mi avevano fatto recuperare dalle fatiche, e la bellezza del rifugio era stato un nutrimento per gli occhi. Situato a 2.752 metri sul livello del mare, il Lagazuoi si trova in una posizione panoramica nei confronti di numerose vette dolomitiche: le Tofane, le Odle, la Marmolada, solo per citarne alcune.

Purtroppo quest’anno non sono potuto essere presente di persona all’avvenimento, tuttavia averlo seguito in rete mi ha riportato nel meraviglioso ambiente alpino del rifugio. L’articolo di oggi è un report di quanto ascoltato in streaming durante il TEDxCortina 2020, tenutosi all’aperto nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti contagio.

TEDxCortina 2020: “Emergenze”, un tema attuale

Il tema delle Emergenze, scelto dal team del TEDx addirittura prima della pandemia COVID-19, è decisamente molto attuale. Come psicologo e psicoterapeuta mi trovo spesso a lavorare con problematiche connesse a momenti di crisi e di emergenza. La salute mentale ed il benessere possono facilmente essere intaccati da momenti di difficoltà, da situazioni problematiche con risvolti stressanti, che incontriamo quotidianamente. In particolare i recenti mesi di emergenza sanitaria hanno comportato conseguenze e riflessioni importanti nella vita di ciascuno di noi. TedxCortina ha affrontato la tematiche dell’emergenza da diverse prospettive, avvalorando l’importanza di sapersi adattare alle situazioni allarmanti ed entrare nella dinamica del cambiamento: Perché emergenza è necessità, ma anche possibilità e responsabilità di coltivare il cambiamento”.

 

Gli speaker del TEDxCortina 2020

L’epidemiologa Ilaria Dorigatti ha aperto l’edizione del TEdxCortina 2020 parlando di contagio. Una seconda ondata di COVID-19 può essere evitata solamente dall’essere umano più imprevedibile: l’uomo. Solo seguendo in maniera rispettosa le regole e le norme sanitarie possiamo veramente evitare un nuovo lockdown. Il futuro è incerto, la nostra responsabilità personale farà la differenzaThomas Ambrosi, C.E.O. di ONO Exponential Farming, una start-up innovativa nel settore dell’Agritech, distingue tra emergenze lente e veloci, situazioni cioè che richiedono risposte più o meno rapide; il concetto di emergenza ci porta a modificare le nostre abitudini e a prospettarci un futuro diverso. L’emergenza intesa come possibilità e non come limite. Marco Landi, ex presidente di Apple, vede l’uomo – ed in particolare i giovani – al centro del progetto futuro, per questo è importate continuare a valorizzarli, puntando sull’innovazione come motore per la crescita. Nina Zilli, cantautrice, personaggio televisivo e conduttrice radiofonica, ha gridato che dobbiamo indignarci di fronte alle ingiustizie e comunicare al mondo quello che pensiamo. Claudia Belli, (head) Social business e Microfinance Mgr. – BNP PARIBAS, alla domanda: “Cosa risolverà le emergenze?”, ha risposto: “Modelli sociali che possono creare soluzioni inedite, con impatto positivo”Luca Foresti, A.D. del Centro Medico Sant’Agostino, mette in primo piano la volontà come motore per costruire uno stile di vita sano, l’importanza di sentirsi bene con se stessi sia in termini di salute fisica che mentale. Come psicologo psicoterapeuta non posso che concordare con la tesi del dottor Foresti, ricordando che uno stile di vita salutare genera la condizione di benessere necessaria per affrontare positivamente lo stress della vita modernaSimona Atzori, ballerina e pittrice, ha emozionato con il suo slogan: “Io ho le mani in basso!”. Dalla nascita Simona è priva delle mani, tuttavia questo non l’ha scoraggiata, con grande forza di volontà ha spostato il focus dalle mani ai piedi, che sono diventati il mezzo per esprimersi. Non ha mai guardato a quello che manca, ma a quello che c’è! Gaetano Farina, Tenente Colonnello dell’Aeronautica Militare, comandante delle Frecce Tricolori, ha sottolineato l’importanza della formazione e dell’addestramento per prevenire le possibili emergenze. Solo lo studio e l’attenzione continua aiutano a riconoscere un problema prima che si presenti.

La chiusura del TEDxCortina ha visto sul palco Vittorio Di Tomaso, Presidente e CEO di Celi, una PMI innovativa nel campo della progettazione di sistemi basati su Intelligenza Artificiale. Di Tomaso ha presentato l’innovativo progetto di “benessere urbano”, in grado di migliorare l’esperienza urbana delle persone attraverso la raccolta dati, effettuata tramite l’ausilio di cosiddette “panchine sensoriali”.

TEDxCortina un evento ecosostenibile

Il TEDxCortina 2020 è stato come sempre un evento splendido, ricco di interessanti spunti di innovazione e divulgazione, impreziosito dal fatto di essere stato organizzato in un luogo speciale, nel rispetto del criterio di sostenibilità ambientale e di uso consapevole delle risorse.

Il 17 ottobre vi aspettiamo al TEDxPadova 2020, al quale collaboro in team, con il ruolo di “Speaker Assistant”. Il tema del convegno sarà “Identità” e stupirà con ospiti di primo piano; vi consiglio di seguire il sito di TEDxPadova, per rimanere aggiornati su tutte le news  relative all’evento.

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Cos’è il TEDx Padova Salon e cos’è il TED

Innanzi tutto vorrei chiarire che la sigla TED è l’acronimo di Technology, Entertainment and Design, una Organizzazione internazionale che si prefigge lo scopo di facilitare la diffusione di idee riguardanti una grande varietà di argomenti (dalla scienza, al business, alle tematiche globali) attraverso brevi conferenze tenute da esperti di ogni settore. TEDx Padova è la sigla dell’ente locale, indipendente, organizzatore di peculiari eventi sul proprio territorio. Il TEDx Padova Salon è uno degli eventi satellite all’evento principale, che permettono alla community di rimanere collegati con il TEDx Padova durante tutto l’anno.

TEDx è innovazione

Quando cerco di dare una definizione più personale di cosa significhi TEDx per me, entro in un mondo meccanico fatto di ingranaggi, immagino una serie di ruote dentate che si inseriscono una nell’altra, dapprima ferme ed immobili, che iniziano poi lentamente a ruotare e proseguono in maniera sempre più veloce e coordinata. Ogni intervento (speech) che ascolto durante il TEDx fa lavorare gli ingranaggi della mia mente, crea spunti di riflessione, mi fa vivere un’esperienza formativa e di valore. Questo è’ quello che puntualmente mi è successo anche durante l’ultimo TEDxPadova Salon.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Il Salon è un evento satellite che anticipa l’evento annuale di TEDx Padova. Il titolo come l’acqua prende spunto dalla considerazione che l’acqua è un elemento fondamentale, qualcosa di cui noi tutti abbiamo bisogno. Allo stesso modo, appunto come l’acqua, anche la solidarietà è qualcosa, un valore, di cui tutti noi abbiamo bisogno e di cui non possiamo fare a meno. E’ questo il grande insegnamento che ci portiamo a casa dall’interessante Salon di lunedì 27 luglio, svoltosi nella meravigliosa cornice del Castello Carrarese in centro Padova. In particolare questo evento sottolinea l’importanza della città di Padova come Capitale Europea del Volontariato per l’anno 2020, ed è stato organizzato appunto in collaborazione con il CSV (Centro Servizio Volontariato) della provincia di Padova.  Oggi vorrei brevemente riassumere gli interventi di questo evento sui generis, a mio giudizio così particolare ed emozionante.

Le storie di chi lavora nel sociale

Patrizia Tolot, della cooperativa “Down Dadi” di Padova, ci ha fatto entrare nel vivo della loro attività, ci ha fatto capire come affrontare il tabù della diversità di coloro che sono affetti da sindrome di Down. Inoltre ha sottolineato l’importanza della mission della cooperativa: favorire una sempre maggiore autonomia per le persone affette da disabilità intellettive, sia dal punto di vista occupazionale che sociale.

La psicologa psicoterapeuta Patrizia Zantedeschi, responsabile del centro antiviolenza, ci ha illustrato le problematiche che si presentano nel Centro Veneto Progetti Donna. La sua scioccante statistica, ovvero che una donna su tre è vittima di violenza, fisica o verbale, ha riportato l’attenzione su una tematica, quella della violenza sulle donne, che non può essere considerata come argomento scontato e relegata in secondo piano nell’attenzione generale.

Storie d’integrazione

Si sono poi succeduti quattro speaker speciali, protagonisti di storie di integrazione sociale, quattro persone le cui storie raccontano di lunghi viaggi e di grandi sofferenze prima di poter finalmente arrivare ad inserirsi e ad integrarsi nel mondo del lavoro, attraverso la Cooperativa di Solidarietà.

Mamadou è stato costretto ad intraprendere un lungo viaggio che dal Mali lo ha portato in Italia; ha vissuto ingiustamente l’esperienza del carcere in Libia, ha visto morire decine di persone durante la traversata in barcone, ha dovuto lottare duramente per riuscire ad integrarsi. Aneto è arrivata in Italia con la promessa di un lavoro in un negozio di scarpe e si è ritrovata invece sul marciapiede. Solo la sua grande forza d’animo l’ha aiutata a scappare e a cercare una nuova vita. Fhad avrebbe potuto essere un grande campione di atletica se le problematiche burocratiche non avessero ostacolato il suo sogno. Anche lui, però, con la forza di volontà è riuscito a rialzarsi e ad integrarsi nel tessuto sociale del padovano. Infine Hannou e sua moglie Youssef hanno raccontato le loro storie. Il primo ha lottato e superato ogni pregiudizio, riuscendo infine a partecipare alla vita politica della città di Padova. Sua moglie ha continuato ad indossare il velo, simbolo culturale in cui si riconosce, contro tutto e contro tutti i pregiudizi.

La presentatrice Francesca Trevisi ha brillantemente condotto la serata e a renderla ancora più prestigiosa hanno contribuito la lettura del “Pranzo di Babette” da parte dell’attrice e scrittrice Lella Costa e le musiche dell’Orchestra Radiomondo, diretta dal maestro Maurizio Camardi.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Con la metafora di quanto sia vitale la solidarietà – esattamente come l’acqua – per chi ne ha bisogno, l’evento sponsorizzato dal TEDx Padova Salon insegna l’importanza dell’aiuto reciproco, del sostegno, dell’integrazione e soprattutto di come quest’ultima sia effettivamente realizzabile nella nostra società.

In chiusura vorrei sottolineare come questo evento sia stato reso possibile dal grandissimo lavoro di tutto il team di TEDx Padova, che come sempre riesce a realizzare qualcosa di importante (magico) attraverso il lavoro sincrono e ben coordinato di tutti i suoi componenti. Rimanete collegati e non dimenticate la data del 17 ottobre 2020 quando andrà in scena l’annuale TEDx Padova 2020, avente per tema: “Identità”.

 

 

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Adolescenza, ansia e panico

C’è chi pensa che l’ansia ed il panico non si verifichi in adolescenza e sia un problema solo degli adulti. In realtà l’ansia ed il panico in adolescenza possono creare grandi difficoltà e momenti di chiusura relazionale anche e soprattutto nei ragazzi. Dando vita a situazioni di evitamento”, di impedimento e di crisi vera propria, molto complesse da superare. Il senso di nervosismo e di preoccupazione possono prendere il sopravvento e favorire una rinuncia a frequentare gli amici, ad andare a scuola o a continuare l’attività sportiva.

Quali conseguenze per ansia e panico?

Le conseguenze di queste intense emozioni di ansia e panico possono derivare dalla paura di non riuscire (es. nello studio, nello sport), di non farcela anche nelle situazioni più semplici da gestire, e possono comportare una successiva difficoltà anche nella strutturazione dell’identità personale. Oggi, attraverso le storie vere di alcuni giovani ragazzi, affronteremo questa importante problematica dell’ansia e del panico in adolescenza.

Marco ci racconta l’ansia ed il panico in adolescenza

Ero in gita a Vienna e ad un certo punto mi sono sentito morire

Marco (nome di fantasia) esordisce in questo modo al primo appuntamento nel mio studio. La sensazione che descrive è stata quella di una de-personalizzazione, come se non fosse lui a vivere quelle emozioni  e come se stesse per morire proprio in quel momento. Il panico aveva preso il sopravvento durante la mattina in giro per la città.

Il racconto di Marco

La sera precedente avevamo fatto tardi con i compagni di classe, ridendo scherzando e bevendo qualche birra di troppo”, racconta Marco, “poi improvvisamente ho sentito una morsa allo stomaco e ho iniziato ad aver paura”. Per la prima volta nella sua vita aveva sperimentato cosa significasse veramente morire di paura”; Marco ha stretto i denti per sopportare lo stress emotivo, non ne ha parlato con nessuno e ha cercato di evitare di attirare l’attenzione. I pensieri sono diventati insopportabili, si è sentito fuori luogo, fuori dal proprio corpo, però ha retto e sopportato fino al rientro a casa. Si è rivolto al mio studio per cercare di controllare i pensieri negativi e capire se questa sensazione di de-personalizzazione fosse reale o meno.

La terapia breve strategica

Il lavoro terapeutico sul disturbo ansiogeno ha portato in breve tempo ad ottimi risultati, in particolare riducendo i sintomi della paura improntando un lavoro sulla consapevolezza di se stesso. Le grandi paure del futuro, di come sarà la sua vita e di come di svilupperà la sua identità, sono state risolte con successo e hanno condotto ad deciso miglioramento della sintomatologia.

Federica e la paura di andare a scuola

Federica (nome di fantasia) ha smesso di andare a scuola. Da alcuni mesi la paura di non essere all’altezza e di non riuscire a superare le verifiche le ha creato un blocco psicologico:

Quando sono in classe entro in uno stato di tensione, mi viene paura e mi trovo costretta ad uscire e a rifugiarmi in bagno”.

La paura di perdere il controllo prende il sopravvento, lasciandola senza forze. Nell’ultimo periodo Federica per l’ansia non riusciva neppure a salire sull’autobus, ormai era più di un mese che non andava a scuola.

Il percorso di psicoterapia

Sin dal primo appuntamento iniziamo a lavorare sulla sensazione di ansia, cercando di ridurre la paura attraverso il riconoscimento delle sensazioni e la conoscenza del modo migliore per affrontarle e superarle, nei momenti più delicati. L’uso di uno strumento specifico come il “diario di bordo”, un accorgimento terapeutico che serve a monitorare gli attacchi di panico nel momento stesso in cui arrivano, le ha permesso di essere più tranquilla, tanto che già alla seconda seduta è riuscita nuovamente a tornare a scuola. L’intero percorso di terapia strategica è stato veramente efficace, Federica ha rapidamente trovato un soddisfacente stato di serenità e benessere.

Adolescenza, ansia e panico: la terapia breve strategica

La Terapia Breve Strategica lavora nel breve periodo proprio per ridurre i sintomi della paura, favorendo la costruzione di una nuova realtà. Specialmente in adolescenza, quando la costruzione dell’identità è un momento delicato e fondamentale, è importante intervenire in maniera tempestiva sui casi di ansia e panico, per favorire sin da subito un miglioramento ed una decisiva soluzione del problema.

Se vuoi saperne di più su come funziona la terapia breve strategica, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

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Tag: adolescenza, ansia, Attacchi di Panico, genitori, genitorialità, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Genitorialità e adolescenza saranno trattate in questo articolo partendo da un recentissimo fatto di cronaca avvenuto in Umbria: la morte di due ragazzi di 15 e 16 anni che avevano assunto una dose di metadone scambiandolo per purple drank, la droga dei trapper (sigla che identifica i musicisti esponenti del trap, un sottogenere musicale del rap). Le modalità che hanno portato al drammatico epilogo stanno emergendo con chiarezza, e a colpire l’attenzione è soprattutto la facilità con la quale i nostri ragazzi arrivano a consumare le prime dosi di sostanze stupefacenti. Il fatto che si tratti di due giovanissimi in età adolescenziale ci fa ulteriormente riflettere sul ruolo della società nel contrasto al fenomeno dilagante dello spaccio e su quello delle famiglie nel rapporto con i figli, in particolare nel delicato momento della loro crescita.

Adolescenza, famiglia e gruppo dei pari

Nelle fasi della pubertà e preadolescenza, tra gli 11 e i 14 anni, il corpo del bambino si sviluppa, le sue emozioni si fanno più intense, il rapporto con i coetanei cambia registro, compaiono i primi turbamenti sessuali. Nel ragazzo si scontrano due opposte tendenze: da una parte egli vorrebbe rimanere al sicuro nel mondo dell’infanzia, dall’altra invece è tentato di esplorare il mondo degli adulti, ed in questo contesto si sente attratto principalmente da tutto quello che è estraneo alla famiglia. Diventano importanti gli amici, la loro solidarietà, l’accettazione all’interno del gruppo, le pratiche di socializzazione, il fumo, il consumo di alcool e – purtroppo sempre più di sovente – anche l’assunzione di sostanze stupefacenti. D’altra parte è anche vero che i comportamenti degli adolescenti sono in qualche modo il riflesso dell’ambiente familiare in cui vivono.  C’è da chiedersi qual è il ruolo della famiglia in tutto questo, non come se fossimo in tribunale, per “sputare” una sentenza, ma per aiutare le famiglie a migliorarsi e a capire come trovare soluzioni funzionali.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia come sistema organizzato 

La famiglia è il luogo di incontro dei diversi ruoli e delle diverse esigenze dei componenti il nucleo familiare. La famiglia è un sistema organizzato e come tale ha bisogno di regole certe, basate su un sistema di principi ben definiti e di direttive altrettanto chiare e condivise. Se non esiste una linea comune ad entrambi i genitori, si corre il rischio che i figli tentino di approfittare di uno dei due per soddisfare le proprie esigenze. In termini tecnici potremmo dire che si rischia di attivare dei circoli viziosi disfunzionali.

Genitori si diventa

E’ forse paradossale sostenere che genitori non si nasce, si diventa, ma certo il percorso non è dei più facili, viste anche le ingerenze esterne del mondo dei social, della televisione, e delle amicizie dei nostri figli. Uno degli aspetti fondamentali è rappresentato dalle modalità e dalle forme della comunicazione all’interno del nucleo familiare. La comunicazione infatti risulta essenziale per costruire e mantenere un corretto rapporto relazionale a livello affettivo-emotivo. Vi sono occasioni in cui è opportuno assumere con i figli posizioni più morbide e flessibili, altre in cui è invece indicata una posizione più rigida e direttiva. La situazione ideale è quella di saper modulare l’atteggiamento genitoriale in relazione alle differenti situazioni che si possono venire a creare: l’importante è che la comunicazione non venga mai a mancare e che sia adeguata al particolare momento.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia e i modelli di relazione

La famiglia è l’ambito in cui avviene la comunicazione genitori–figli ed è il centro focale di questo rapporto. E’ necessario pertanto comprendere bene come funziona il nostro ambiente familiare, per essere in grado di impostare correttamente l’insieme di regole in grado di influire sulla crescita funzionale dei nostri figli e per correggere eventuali aspetti negativi. Volendo fornire qualche indicazione più di dettaglio, si possono individuare alcune tipologie di modelli familiari che presentano ciascuna caratteristiche peculiari riguardo al loro funzionamento.

Il modello democratico permissivo

Il modello democratico permissivo, nel quale il rapporto è improntato sul dialogo tra i componenti della famiglia ed i genitori svolgono il ruolo di amici, persino di confidenti, dei propri figli. In questo tipo di famiglia regna una democrazia incondizionata, ma proprio per questo i figli si sentono caricati di una responsabilità a volte troppo grande per loro.

Il modello iperprotettivo

Nel modello iperprotettivo i genitori si sostituiscono in tutto ai propri figli, anticipandone i bisogni e risolvendo le difficoltà, nel tentativo di rendere loro la vita più facile. Il rischio in questi casi è quello che i figli crescano all’ombra dei genitori e che sviluppino comportamenti di incertezza e di insicurezza nei confronti del mondo esterno.

Il modello autoritario

Il modello autoritario è caratterizzato da modalità relazionali di tipo rigido ed impositivo. Il genitore (talvolta anche entrambi i genitori) esercitano il potere da una posizione dominante, ordine e disciplina sono i valori di riferimento, i figli non hanno voce in capitolo. Il controllo delle decisioni finisce per scoraggiare qualsiasi iniziativa non in linea con il sistema di regole imposte, l’eventuale posizione di rifiuto può condurre a posizioni radicali di contrapposizione.

Il modello delegante

Nel modello delegante i genitori delegano il loro ruolo alla famiglia allargata, di solito ai nonni, generando una dinamica interna di competizione in termini affettivi. Venendo a mancare una figura autorevole, e non essendo i nonni modelli adatti ad essere imitati, i genitori inducono nei figli la sensazione di essere persone deboli e poco convincenti.

Senza scendere più a fondo nel dettaglio e senza trattare ulteriori schemi caratteristici – ad esempio quelli della famiglia sacrificante e della famiglia intermittente – è importante notare che ciascun modello è caratterizzato da regole e strategie comunicative assolutamente peculiari, che tendono ad influire sulla crescita dei nostri figli.

Assume quindi la massima importanza capire a quale modello si ispira il nostro rapporto con i figli, per essere in grado di impostare o correggere, ove necessario, il dialogo genitoriale e per dare la giusta dimensione alla relazione affettiva che lega i membri della famiglia.

Se senti di avere delle difficoltà con tuo figlio oppure se sei un adolescente che ha bisogno di aiuto, contattami al 340.41.90.915 per una consulenza o per avere maggiori informazioni.

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Tag: adolescenza, dipendenza, genitorialità

Che cos’è l’efficacia personale? Come facciamo a gestire al meglio la nostra vita e le nostre decisioni? Molte volte ci siamo chiesti più o meno consciamente come fare per riuscire nella vita lavorativa, e in quelle strettamente connesse di relazioni sociali e famigliare. E soprattutto come fare per essere sempre efficaci ed anche efficienti. L’articolo di oggi prende in esame quegli aspetti che possono essere rielaborati e migliorati allo scopo di aumentare la concezione di efficacia ed efficienza nella nostra quotidianità.

Efficacia ed efficienza

Pur avendo significati diversi i due termini, nel contesto giornaliero abituale, vengono spesso impiegati come sinonimi. L’efficacia personale, secondo il mio punto di vista, è soggettiva, nel senso che ciascuno di noi stessi ha la tendenza ad un esame critico di ciò che facciamo, tuttavia vi sono alcuni aspetti che possono essere presi in esame, in termini generali, per aiutare a sentirsi più risolutivi, più incisivi nella nostra vita. Con efficacia si intende quindi la capacità di raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati, mentre l’efficienza riguarda la capacità di ottenerlo con il modalità e le risorse minime indispensabili.

 

Troppi impegni!

Sul lavoro il telefono squilla ogni cinque minuti, bisogna rispondere a troppe mail, ci sono continue riunioni, senza contare poi gli impegni familiari: la spesa, la casa, i figli… Gli obblighi sono sempre tantissimi e possono crearci un senso di frustrazione. Non riuscire a tenere tutto sotto controllo potrebbe indurre una sensazione di disagio e di conseguenza attenuare la nostra sensazione di efficacia personale. Gli impegni eccessivi possono determinare un blocco psicologico, che ci porta a non iniziare o a non portare a termine nulla, una sorta di “rifiuto” nei confronti delle troppe cose da fare. Un’altra sensazione negativa è quella di non riuscire ad intravvedere mai la fine di un lavoro, di un compito, di una incombenza. Le giornate iniziano ma non finiscono mai, c’è sempre qualcosa da fare e impegni da assolvere. Entrambe queste situazioni ci portano a vivere una sensazione di scarsa efficacia personale, con il rischio di sentirsi emotivamente tristi e arrabbiati con se stessi.

Come gestire gli impegni

Per gestire al meglio i nostri impegni, e dare quindi un’organizzazione ben articolata alle nostre giornate, è fondamentale attribuire un grado di “priorità” alle nostre attività e ai nostri obiettivi. Di fronte ad un nuovo progetto può essere utile chiedersi quale sia il risultato che vogliamo raggiungere, cercando di stimare l’impegno che dobbiamo investire per arrivare al nostro scopo. In questo modo saremo in grado di valutare le energie necessarie, il tempo di cui abbiamo bisogno ed il grado di coinvolgimento necessario. Riguardo al grado di priorità, sarebbe importante scartare a priori tutte quelle richieste che sono chiaramente superflue, poco importanti o che comunque possiamo rimandare al giorno successivo. Il fatto di essere in grado di organizzarsi senza essere travolti dagli impegni, trovando le soluzioni opportune e mantenendo in alcune situazioni una “dose minima” di cose da fare, aumenta l’efficacia personale.

Paura di non farcela

Il fallimento in qualche caso può essere dietro l’angolo, per questo la paura di sbagliare talvolta ci blocca e non ci consente di mettere in atto le azioni che ci siamo prefissati. Nella nostra società moderna i fallimenti vengono interpretati sempre in chiave negativa. In realtà ogni volta che sbagliamo o abbiamo un insuccesso, questo dovrebbe essere interpretato come un’opportunità di modificare il nostro approccio, una nuova e diversa possibilità di crescita, che ci consenta di diventare ancora più efficaci e performanti. Può sembrare paradossale, ma sbagliare è necessario, quasi fondamentale, così come è fondamentale soprattutto non fermarsi, ripartire. E’ facile che una battuta d’arresto possa scoraggiarci, tuttavia è ancora più importante gestire le emozioni di sofferenza e disagio, per poter così ripartire, trasformando un limite in risorsa.

Insoddisfazione lavorativa ed efficacia personale

L’insoddisfazione lavorativa il più delle volte è direttamente proporzionale alla sensazione di non essere efficaci. Non poterci esprimere come vorremmo anche sul lavoro genera dei veri e propri blocchi emotivi e innesca una sorta di routine che ci fa vivere la quotidianità in maniera poco soddisfacente e positiva. Nelle situazioni lavorative si riscontrano alcuni aspetti che possono determinare una sensazione di scarsa efficacia personale.

Cosa porta all’insoddisfazione lavorativa

Il primo è il fatto di sentirsi ignorati, come invisibili, e di conseguenza di non riuscire ad attirare le attenzioni dei colleghi e del capo, oppure dei collaboratori. L’impossibilità di stabilire una relazione sana con i colleghi e con i propri collaboratori genera una sensazione di incapacità ed inefficacia. Un secondo aspetto è quello di non riuscire a dare rilevanza e spessore al proprio lavoro. Se il nostro lavoro non conta né per me stesso né tantomeno per qualcun altro, difficilmente sarò soddisfatto e mi sentirò efficace. L’insoddisfazione lavorativa è molto diffusa e a sua volta provoca una condizione di scarsa efficacia personale. Cercare di lavorare su questo aspetto così pregnante della propria vita deve diventare una priorità per favorire un funzionale percorso di crescita personale.

Se vuoi saperne di più sull’efficacia personale o fissare una consulenza psicologica, chiamami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

 

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Tag: efficacia personale, emozioni, Terapia Breve Strategica

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Terapia Breve Strategica e disturbi alimentari

17 Settembre 2020

I disturbi del comportamento alimentare sono una tipologia di problematica psicologica molto diffusa. Il cibo è un piacere fondamentale e nel nostro “bel Paese” c’è una grande attenzione all’alimentazione. In ogni situazione, al bar, in ufficio, con gli amici, non si fa altro che parlare di cibo, ricette e cene al ristorante. Il momento del pasto è una situazione conviviale che soddisfa e fa sentire bene le persone. Tuttavia nel caso di persone con problematiche di disturbi del comportamento alimentare, il cibo può diventare una “prigione” che sconvolge la vita. L’articolo di oggi mira a far conoscere le diverse patologie connesse con il cibo ed il loro profondo legame con le dinamiche emotive.

I disturbi del comportamento alimentare: anoressia e bulimia

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che si caratterizza per una ricerca ossessiva della magrezza e la conseguente paura di ingrassare. Questi due requisiti determinano un’importante riduzione dell’assunzione di cibo, in alcuni casi addirittura una vera e propria astensione dallo stesso. In tal modo il peso corporeo si riduce notevolmente, senza per questo far sentire il soggetto anoressico realmente soddisfatto. Diventa una vera e propria ricerca ossessiva della magrezza.

Viceversa nella bulimia vi è una ricerca sfrenata del cibo. La persona vive il cibo come qualcosa di irrinunciabile e, pur cercando di frenarsi, perde il controllo concedendosi delle vere e proprie abbuffate alimentari. Spesso accade che il peso aumenti in maniera considerevole, portando a situazioni di sovrappeso o addirittura di obesità.

Binge eating e Jo-jo

In queste due situazioni particolari, la problematicità è data dall’alternarsi di digiuno e di dieta a situazioni diperdita di controllo. Nel caso del binge eating questi momenti di astensione dal cibo e successiva perdita di controllo con abbuffata si possono verificare anche nello stesso giorno. Oppure nell’arco di una settimana, vi possono essere giorni interi di dieta e giorni interi di totale perdita di controllo e di ricerca del piacere del cibo. Nel caso Jo-jo la differenza essenziale sta nel fatto che a lunghi periodi di dieta restrittiva segue una ripresa con abbuffate di cibo alla ricerca di una alimentazione “normale”, con conseguente rapido aumento del peso corporeo. In realtà nei momenti di dieta restrittiva il nostro corpo tende a conservare le riserve di grasso e quindi a bruciare meno, perciò nel momento in cui si riprende a mangiare si riprende velocemente peso. Ovviamente questa situazione genera effetti negativi sul metabolismo.

Vomiting

Nel vomiting l’impulso a mangiare e vomitare è impossibile da controllare. Questa particolare forma di disturbo del comportamento alimentare si sviluppa nel momento in cui la persona trae piacere dalla sequenza:mangiare e vomitare. In un primo momento l’atto del vomitare serve solo per liberarsi dal cibo ingurgitato, evitando così di aumentare di peso. Solo in un secondo momento mangiare e vomitare si trasforma in un vero e proprio rituale piacevole, un vortice da cui diventa complicato e molto difficile uscire.

I disturbi del comportamento alimentare e la dinamica di piacere

Una delle caratteristiche che accomuna tutti questi disturbi del comportamento alimentare è la dinamica del piacere. Il cibo è uno strumento attraverso il quale ci possiamo concedere o privare di questa emozione primaria. Le dinamiche emotive connesse con il cibo sono essenziali per poter affrontare e superare i disturbi del comportamento alimentare. Segui il mio blog per avere più informazioni; nelle prossime settimane inoltre uscirà il mio e-book sui disturbi del comportamento alimentare. L’articolo di oggi è un anticipo di alcuni aspetti che troverai esposti in dettaglio in questa guida gratuita, con anche esempi e alcuni consigli pratici.

Se vuoi maggiori info segui le mie pagine social dalle quali potrai scaricare l’e-book, oppure chiamami al 340.41.90.915 per avere maggiori informazioni.

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Tag: anoressia, binge eating, bulimia, disturbi del comportamento alimentare, jo jo, Terapia Breve Strategica, vomiting

Ansia e attacchi di panico possono diventare così invalidanti da non permetterci di sentirci più sicuri in nessuna delle nostre attività quotidiane. Oggi parlerò di ansia, e lo farò attraverso un racconto di terapia, per far capire come l’ansia possa veramente essere superata, perchè non è necessario conviverci ma è davvero possibile tornare a vivere in maniera serena. La storia che mi accingo a raccontarvi è reale. La sua particolarità sta nel fatto che la sensazione di paura ha determinato come conseguenza una totale insicurezza e indecisione. L’autostima del soggetto si è ridotta praticamente a zero, la capacità di cambiare e prendere decisioni senza essere sovrastati dall’ansia sembrava diventato qualcosa di impossibile.

Se vuoi saperne di più su ansia e attacchi di panico, scarica il mio e-book gratuito:

ANSIA E PAURA, una breve guida sulle diverse patologie fobiche e sulle strategie per superare ansia e panico.

Ansia e attacchi di panico: la storia di S.

S. si presenta nel mio studio dopo aver svolto altrove un lungo percorso di terapia. Ha molto chiaro come la sua ansia sia legata ad una realtà lavorativa poco edificante e ad una difficoltà nel prendere decisioni. Lavora da anni come dipendente e ha sviluppato competenze significative nel proprio campo. Nella prima fase della carriera il capo lo ha sempre valorizzato, tuttavia a seguito di un spiacevole evento con un cliente, il capo ha iniziato a rendergli la vita lavorativa più complicata. Invece di supportarlo e aiutarlo a superare l’errore, il capo ha creato una situazione di tensione, S. ha avvertito sempre più l’insicurezza durante ogni attività lavorativa, tanto da iniziare a vivere sensazioni di panico.

la cosa peggiore è quella di sentirsi come morire durante il turno, non riesco a controllarmi, stringo i denti ma temo di crollare da un momento all’altro”.

Le tentate soluzioni

L’autocontrollo che esercita sulle sue sensazioni lo aiuta a portare a termine la giornata di lavoro; questo modo di affrontare il lavoro al momento sembra funzionale. Ma le giornate di lavoro diventano interminabili, il capo si accorge che la brillantezza è sparita. Invece di supportarlo inizia a vessarlo, arrivando addirittura a pensare al licenziamento. S. è in crisi, riversa le sue preoccupazioni in famiglia, con i fratelli e i genitori. Inizia ad uscire sempre meno di casa, rinunciando anche ad alcune sue passioni. Diventa insicuro in qualsiasi cosa, più si chiude in se stesso e più il problema aumenta creando una “prigione” nella quale l’ansia e gli attacchi di panico trovano nutrimento.

Ansia e attacchi di panico: come superarli

Il primo step della terapia si è incentrato sul favorire una riduzione della sintomatologia attraverso alcune strategie paradossali: S. ha iniziato a sperimentare come la paura affrontata si può trasformare in coraggio.

Attraverso il training definito la peggiore fantasia, S. ha vissuto in prima persona il fatto che se toccata con mano la paura svanisce. Questa tecnica è molto efficace, in quanto spinge la persona a non evitare ma addirittura ad affrontare le sue paure, a guardarle in faccia. Spesso descrivo la paura come un fantasma, più noi scappiamo dal fantasma e più quest’ultimo ci rincorre e ci spaventa. Attraverso la tecnica della peggiore fantasia si smette di scappare al fantasma e lo si tocca, facendolo scomparire. S. racconta come l’applicazione di questa tecnica gli abbia sin da subito fatto avvertire una forza nuova, l’insicurezza si è mano a mano sgretolata, lasciando sempre più spazio a nuove (ritrovate) energie.

Pensavo fosse un esercizio impossibile, invece mi ha aiutato ad uscire dalle mie paure

La Terapia Breve Strategica per il trattamento di ansia e panico

S. durante, il percorso di terapia, ha trovato una soluzione alla sua ansia e all’insicurezza che aveva maturato. E’ riuscito addirittura a licenziarsi e ad aprire una Partita IVA, diventando un lavoratore autonomo. Inoltre anche le passioni e gli hobby che aveva lasciato in sospeso, sono tornati parte integrante della sua vita. L’indecisione è ormai un lontano ricordo. La terapia breve strategica è efficace ed efficiente in quanto aiuta la persona a superare l’ansia e gli attacchi di panico, per poi favorire il consolidamento di una nuova realtà di benessere e salute mentale.

Se vivi una situazione simile e vuoi superare ansia e panico, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it in breve tempo riusciremo insieme a superare i tuoi problemi.

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Tag: ansia, Attacchi di Panico, fobie, monofobie, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Quest’anno il TEDxCortina 2020 ha avuto luogo in una cornice speciale: il rifugio Lagazuoi. L’ultima volta che avevo raggiunto il rifugio Lagazuoi era stata una lunga giornata di montagna, molto dislivello, un lunghissimo sentiero attrezzato e tantissima pioggia. Gli ultimi 600 metri di dislivello erano stati massacranti: stanchezza fisica, lieve dolore alle ginocchia, pioggia forte, tuttavia l’arrivo al rifugio alpino valeva la pena. La doccia bollente e l’ottima cucina mi avevano fatto recuperare dalle fatiche, e la bellezza del rifugio era stato un nutrimento per gli occhi. Situato a 2.752 metri sul livello del mare, il Lagazuoi si trova in una posizione panoramica nei confronti di numerose vette dolomitiche: le Tofane, le Odle, la Marmolada, solo per citarne alcune.

Purtroppo quest’anno non sono potuto essere presente di persona all’avvenimento, tuttavia averlo seguito in rete mi ha riportato nel meraviglioso ambiente alpino del rifugio. L’articolo di oggi è un report di quanto ascoltato in streaming durante il TEDxCortina 2020, tenutosi all’aperto nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti contagio.

TEDxCortina 2020: “Emergenze”, un tema attuale

Il tema delle Emergenze, scelto dal team del TEDx addirittura prima della pandemia COVID-19, è decisamente molto attuale. Come psicologo e psicoterapeuta mi trovo spesso a lavorare con problematiche connesse a momenti di crisi e di emergenza. La salute mentale ed il benessere possono facilmente essere intaccati da momenti di difficoltà, da situazioni problematiche con risvolti stressanti, che incontriamo quotidianamente. In particolare i recenti mesi di emergenza sanitaria hanno comportato conseguenze e riflessioni importanti nella vita di ciascuno di noi. TedxCortina ha affrontato la tematiche dell’emergenza da diverse prospettive, avvalorando l’importanza di sapersi adattare alle situazioni allarmanti ed entrare nella dinamica del cambiamento: Perché emergenza è necessità, ma anche possibilità e responsabilità di coltivare il cambiamento”.

 

Gli speaker del TEDxCortina 2020

L’epidemiologa Ilaria Dorigatti ha aperto l’edizione del TEdxCortina 2020 parlando di contagio. Una seconda ondata di COVID-19 può essere evitata solamente dall’essere umano più imprevedibile: l’uomo. Solo seguendo in maniera rispettosa le regole e le norme sanitarie possiamo veramente evitare un nuovo lockdown. Il futuro è incerto, la nostra responsabilità personale farà la differenzaThomas Ambrosi, C.E.O. di ONO Exponential Farming, una start-up innovativa nel settore dell’Agritech, distingue tra emergenze lente e veloci, situazioni cioè che richiedono risposte più o meno rapide; il concetto di emergenza ci porta a modificare le nostre abitudini e a prospettarci un futuro diverso. L’emergenza intesa come possibilità e non come limite. Marco Landi, ex presidente di Apple, vede l’uomo – ed in particolare i giovani – al centro del progetto futuro, per questo è importate continuare a valorizzarli, puntando sull’innovazione come motore per la crescita. Nina Zilli, cantautrice, personaggio televisivo e conduttrice radiofonica, ha gridato che dobbiamo indignarci di fronte alle ingiustizie e comunicare al mondo quello che pensiamo. Claudia Belli, (head) Social business e Microfinance Mgr. – BNP PARIBAS, alla domanda: “Cosa risolverà le emergenze?”, ha risposto: “Modelli sociali che possono creare soluzioni inedite, con impatto positivo”Luca Foresti, A.D. del Centro Medico Sant’Agostino, mette in primo piano la volontà come motore per costruire uno stile di vita sano, l’importanza di sentirsi bene con se stessi sia in termini di salute fisica che mentale. Come psicologo psicoterapeuta non posso che concordare con la tesi del dottor Foresti, ricordando che uno stile di vita salutare genera la condizione di benessere necessaria per affrontare positivamente lo stress della vita modernaSimona Atzori, ballerina e pittrice, ha emozionato con il suo slogan: “Io ho le mani in basso!”. Dalla nascita Simona è priva delle mani, tuttavia questo non l’ha scoraggiata, con grande forza di volontà ha spostato il focus dalle mani ai piedi, che sono diventati il mezzo per esprimersi. Non ha mai guardato a quello che manca, ma a quello che c’è! Gaetano Farina, Tenente Colonnello dell’Aeronautica Militare, comandante delle Frecce Tricolori, ha sottolineato l’importanza della formazione e dell’addestramento per prevenire le possibili emergenze. Solo lo studio e l’attenzione continua aiutano a riconoscere un problema prima che si presenti.

La chiusura del TEDxCortina ha visto sul palco Vittorio Di Tomaso, Presidente e CEO di Celi, una PMI innovativa nel campo della progettazione di sistemi basati su Intelligenza Artificiale. Di Tomaso ha presentato l’innovativo progetto di “benessere urbano”, in grado di migliorare l’esperienza urbana delle persone attraverso la raccolta dati, effettuata tramite l’ausilio di cosiddette “panchine sensoriali”.

TEDxCortina un evento ecosostenibile

Il TEDxCortina 2020 è stato come sempre un evento splendido, ricco di interessanti spunti di innovazione e divulgazione, impreziosito dal fatto di essere stato organizzato in un luogo speciale, nel rispetto del criterio di sostenibilità ambientale e di uso consapevole delle risorse.

Il 17 ottobre vi aspettiamo al TEDxPadova 2020, al quale collaboro in team, con il ruolo di “Speaker Assistant”. Il tema del convegno sarà “Identità” e stupirà con ospiti di primo piano; vi consiglio di seguire il sito di TEDxPadova, per rimanere aggiornati su tutte le news  relative all’evento.

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Cos’è il TEDx Padova Salon e cos’è il TED

Innanzi tutto vorrei chiarire che la sigla TED è l’acronimo di Technology, Entertainment and Design, una Organizzazione internazionale che si prefigge lo scopo di facilitare la diffusione di idee riguardanti una grande varietà di argomenti (dalla scienza, al business, alle tematiche globali) attraverso brevi conferenze tenute da esperti di ogni settore. TEDx Padova è la sigla dell’ente locale, indipendente, organizzatore di peculiari eventi sul proprio territorio. Il TEDx Padova Salon è uno degli eventi satellite all’evento principale, che permettono alla community di rimanere collegati con il TEDx Padova durante tutto l’anno.

TEDx è innovazione

Quando cerco di dare una definizione più personale di cosa significhi TEDx per me, entro in un mondo meccanico fatto di ingranaggi, immagino una serie di ruote dentate che si inseriscono una nell’altra, dapprima ferme ed immobili, che iniziano poi lentamente a ruotare e proseguono in maniera sempre più veloce e coordinata. Ogni intervento (speech) che ascolto durante il TEDx fa lavorare gli ingranaggi della mia mente, crea spunti di riflessione, mi fa vivere un’esperienza formativa e di valore. Questo è’ quello che puntualmente mi è successo anche durante l’ultimo TEDxPadova Salon.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Il Salon è un evento satellite che anticipa l’evento annuale di TEDx Padova. Il titolo come l’acqua prende spunto dalla considerazione che l’acqua è un elemento fondamentale, qualcosa di cui noi tutti abbiamo bisogno. Allo stesso modo, appunto come l’acqua, anche la solidarietà è qualcosa, un valore, di cui tutti noi abbiamo bisogno e di cui non possiamo fare a meno. E’ questo il grande insegnamento che ci portiamo a casa dall’interessante Salon di lunedì 27 luglio, svoltosi nella meravigliosa cornice del Castello Carrarese in centro Padova. In particolare questo evento sottolinea l’importanza della città di Padova come Capitale Europea del Volontariato per l’anno 2020, ed è stato organizzato appunto in collaborazione con il CSV (Centro Servizio Volontariato) della provincia di Padova.  Oggi vorrei brevemente riassumere gli interventi di questo evento sui generis, a mio giudizio così particolare ed emozionante.

Le storie di chi lavora nel sociale

Patrizia Tolot, della cooperativa “Down Dadi” di Padova, ci ha fatto entrare nel vivo della loro attività, ci ha fatto capire come affrontare il tabù della diversità di coloro che sono affetti da sindrome di Down. Inoltre ha sottolineato l’importanza della mission della cooperativa: favorire una sempre maggiore autonomia per le persone affette da disabilità intellettive, sia dal punto di vista occupazionale che sociale.

La psicologa psicoterapeuta Patrizia Zantedeschi, responsabile del centro antiviolenza, ci ha illustrato le problematiche che si presentano nel Centro Veneto Progetti Donna. La sua scioccante statistica, ovvero che una donna su tre è vittima di violenza, fisica o verbale, ha riportato l’attenzione su una tematica, quella della violenza sulle donne, che non può essere considerata come argomento scontato e relegata in secondo piano nell’attenzione generale.

Storie d’integrazione

Si sono poi succeduti quattro speaker speciali, protagonisti di storie di integrazione sociale, quattro persone le cui storie raccontano di lunghi viaggi e di grandi sofferenze prima di poter finalmente arrivare ad inserirsi e ad integrarsi nel mondo del lavoro, attraverso la Cooperativa di Solidarietà.

Mamadou è stato costretto ad intraprendere un lungo viaggio che dal Mali lo ha portato in Italia; ha vissuto ingiustamente l’esperienza del carcere in Libia, ha visto morire decine di persone durante la traversata in barcone, ha dovuto lottare duramente per riuscire ad integrarsi. Aneto è arrivata in Italia con la promessa di un lavoro in un negozio di scarpe e si è ritrovata invece sul marciapiede. Solo la sua grande forza d’animo l’ha aiutata a scappare e a cercare una nuova vita. Fhad avrebbe potuto essere un grande campione di atletica se le problematiche burocratiche non avessero ostacolato il suo sogno. Anche lui, però, con la forza di volontà è riuscito a rialzarsi e ad integrarsi nel tessuto sociale del padovano. Infine Hannou e sua moglie Youssef hanno raccontato le loro storie. Il primo ha lottato e superato ogni pregiudizio, riuscendo infine a partecipare alla vita politica della città di Padova. Sua moglie ha continuato ad indossare il velo, simbolo culturale in cui si riconosce, contro tutto e contro tutti i pregiudizi.

La presentatrice Francesca Trevisi ha brillantemente condotto la serata e a renderla ancora più prestigiosa hanno contribuito la lettura del “Pranzo di Babette” da parte dell’attrice e scrittrice Lella Costa e le musiche dell’Orchestra Radiomondo, diretta dal maestro Maurizio Camardi.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Con la metafora di quanto sia vitale la solidarietà – esattamente come l’acqua – per chi ne ha bisogno, l’evento sponsorizzato dal TEDx Padova Salon insegna l’importanza dell’aiuto reciproco, del sostegno, dell’integrazione e soprattutto di come quest’ultima sia effettivamente realizzabile nella nostra società.

In chiusura vorrei sottolineare come questo evento sia stato reso possibile dal grandissimo lavoro di tutto il team di TEDx Padova, che come sempre riesce a realizzare qualcosa di importante (magico) attraverso il lavoro sincrono e ben coordinato di tutti i suoi componenti. Rimanete collegati e non dimenticate la data del 17 ottobre 2020 quando andrà in scena l’annuale TEDx Padova 2020, avente per tema: “Identità”.

 

 

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Adolescenza, ansia e panico

C’è chi pensa che l’ansia ed il panico non si verifichi in adolescenza e sia un problema solo degli adulti. In realtà l’ansia ed il panico in adolescenza possono creare grandi difficoltà e momenti di chiusura relazionale anche e soprattutto nei ragazzi. Dando vita a situazioni di evitamento”, di impedimento e di crisi vera propria, molto complesse da superare. Il senso di nervosismo e di preoccupazione possono prendere il sopravvento e favorire una rinuncia a frequentare gli amici, ad andare a scuola o a continuare l’attività sportiva.

Quali conseguenze per ansia e panico?

Le conseguenze di queste intense emozioni di ansia e panico possono derivare dalla paura di non riuscire (es. nello studio, nello sport), di non farcela anche nelle situazioni più semplici da gestire, e possono comportare una successiva difficoltà anche nella strutturazione dell’identità personale. Oggi, attraverso le storie vere di alcuni giovani ragazzi, affronteremo questa importante problematica dell’ansia e del panico in adolescenza.

Marco ci racconta l’ansia ed il panico in adolescenza

Ero in gita a Vienna e ad un certo punto mi sono sentito morire

Marco (nome di fantasia) esordisce in questo modo al primo appuntamento nel mio studio. La sensazione che descrive è stata quella di una de-personalizzazione, come se non fosse lui a vivere quelle emozioni  e come se stesse per morire proprio in quel momento. Il panico aveva preso il sopravvento durante la mattina in giro per la città.

Il racconto di Marco

La sera precedente avevamo fatto tardi con i compagni di classe, ridendo scherzando e bevendo qualche birra di troppo”, racconta Marco, “poi improvvisamente ho sentito una morsa allo stomaco e ho iniziato ad aver paura”. Per la prima volta nella sua vita aveva sperimentato cosa significasse veramente morire di paura”; Marco ha stretto i denti per sopportare lo stress emotivo, non ne ha parlato con nessuno e ha cercato di evitare di attirare l’attenzione. I pensieri sono diventati insopportabili, si è sentito fuori luogo, fuori dal proprio corpo, però ha retto e sopportato fino al rientro a casa. Si è rivolto al mio studio per cercare di controllare i pensieri negativi e capire se questa sensazione di de-personalizzazione fosse reale o meno.

La terapia breve strategica

Il lavoro terapeutico sul disturbo ansiogeno ha portato in breve tempo ad ottimi risultati, in particolare riducendo i sintomi della paura improntando un lavoro sulla consapevolezza di se stesso. Le grandi paure del futuro, di come sarà la sua vita e di come di svilupperà la sua identità, sono state risolte con successo e hanno condotto ad deciso miglioramento della sintomatologia.

Federica e la paura di andare a scuola

Federica (nome di fantasia) ha smesso di andare a scuola. Da alcuni mesi la paura di non essere all’altezza e di non riuscire a superare le verifiche le ha creato un blocco psicologico:

Quando sono in classe entro in uno stato di tensione, mi viene paura e mi trovo costretta ad uscire e a rifugiarmi in bagno”.

La paura di perdere il controllo prende il sopravvento, lasciandola senza forze. Nell’ultimo periodo Federica per l’ansia non riusciva neppure a salire sull’autobus, ormai era più di un mese che non andava a scuola.

Il percorso di psicoterapia

Sin dal primo appuntamento iniziamo a lavorare sulla sensazione di ansia, cercando di ridurre la paura attraverso il riconoscimento delle sensazioni e la conoscenza del modo migliore per affrontarle e superarle, nei momenti più delicati. L’uso di uno strumento specifico come il “diario di bordo”, un accorgimento terapeutico che serve a monitorare gli attacchi di panico nel momento stesso in cui arrivano, le ha permesso di essere più tranquilla, tanto che già alla seconda seduta è riuscita nuovamente a tornare a scuola. L’intero percorso di terapia strategica è stato veramente efficace, Federica ha rapidamente trovato un soddisfacente stato di serenità e benessere.

Adolescenza, ansia e panico: la terapia breve strategica

La Terapia Breve Strategica lavora nel breve periodo proprio per ridurre i sintomi della paura, favorendo la costruzione di una nuova realtà. Specialmente in adolescenza, quando la costruzione dell’identità è un momento delicato e fondamentale, è importante intervenire in maniera tempestiva sui casi di ansia e panico, per favorire sin da subito un miglioramento ed una decisiva soluzione del problema.

Se vuoi saperne di più su come funziona la terapia breve strategica, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

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Tag: adolescenza, ansia, Attacchi di Panico, genitori, genitorialità, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Genitorialità e adolescenza saranno trattate in questo articolo partendo da un recentissimo fatto di cronaca avvenuto in Umbria: la morte di due ragazzi di 15 e 16 anni che avevano assunto una dose di metadone scambiandolo per purple drank, la droga dei trapper (sigla che identifica i musicisti esponenti del trap, un sottogenere musicale del rap). Le modalità che hanno portato al drammatico epilogo stanno emergendo con chiarezza, e a colpire l’attenzione è soprattutto la facilità con la quale i nostri ragazzi arrivano a consumare le prime dosi di sostanze stupefacenti. Il fatto che si tratti di due giovanissimi in età adolescenziale ci fa ulteriormente riflettere sul ruolo della società nel contrasto al fenomeno dilagante dello spaccio e su quello delle famiglie nel rapporto con i figli, in particolare nel delicato momento della loro crescita.

Adolescenza, famiglia e gruppo dei pari

Nelle fasi della pubertà e preadolescenza, tra gli 11 e i 14 anni, il corpo del bambino si sviluppa, le sue emozioni si fanno più intense, il rapporto con i coetanei cambia registro, compaiono i primi turbamenti sessuali. Nel ragazzo si scontrano due opposte tendenze: da una parte egli vorrebbe rimanere al sicuro nel mondo dell’infanzia, dall’altra invece è tentato di esplorare il mondo degli adulti, ed in questo contesto si sente attratto principalmente da tutto quello che è estraneo alla famiglia. Diventano importanti gli amici, la loro solidarietà, l’accettazione all’interno del gruppo, le pratiche di socializzazione, il fumo, il consumo di alcool e – purtroppo sempre più di sovente – anche l’assunzione di sostanze stupefacenti. D’altra parte è anche vero che i comportamenti degli adolescenti sono in qualche modo il riflesso dell’ambiente familiare in cui vivono.  C’è da chiedersi qual è il ruolo della famiglia in tutto questo, non come se fossimo in tribunale, per “sputare” una sentenza, ma per aiutare le famiglie a migliorarsi e a capire come trovare soluzioni funzionali.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia come sistema organizzato 

La famiglia è il luogo di incontro dei diversi ruoli e delle diverse esigenze dei componenti il nucleo familiare. La famiglia è un sistema organizzato e come tale ha bisogno di regole certe, basate su un sistema di principi ben definiti e di direttive altrettanto chiare e condivise. Se non esiste una linea comune ad entrambi i genitori, si corre il rischio che i figli tentino di approfittare di uno dei due per soddisfare le proprie esigenze. In termini tecnici potremmo dire che si rischia di attivare dei circoli viziosi disfunzionali.

Genitori si diventa

E’ forse paradossale sostenere che genitori non si nasce, si diventa, ma certo il percorso non è dei più facili, viste anche le ingerenze esterne del mondo dei social, della televisione, e delle amicizie dei nostri figli. Uno degli aspetti fondamentali è rappresentato dalle modalità e dalle forme della comunicazione all’interno del nucleo familiare. La comunicazione infatti risulta essenziale per costruire e mantenere un corretto rapporto relazionale a livello affettivo-emotivo. Vi sono occasioni in cui è opportuno assumere con i figli posizioni più morbide e flessibili, altre in cui è invece indicata una posizione più rigida e direttiva. La situazione ideale è quella di saper modulare l’atteggiamento genitoriale in relazione alle differenti situazioni che si possono venire a creare: l’importante è che la comunicazione non venga mai a mancare e che sia adeguata al particolare momento.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia e i modelli di relazione

La famiglia è l’ambito in cui avviene la comunicazione genitori–figli ed è il centro focale di questo rapporto. E’ necessario pertanto comprendere bene come funziona il nostro ambiente familiare, per essere in grado di impostare correttamente l’insieme di regole in grado di influire sulla crescita funzionale dei nostri figli e per correggere eventuali aspetti negativi. Volendo fornire qualche indicazione più di dettaglio, si possono individuare alcune tipologie di modelli familiari che presentano ciascuna caratteristiche peculiari riguardo al loro funzionamento.

Il modello democratico permissivo

Il modello democratico permissivo, nel quale il rapporto è improntato sul dialogo tra i componenti della famiglia ed i genitori svolgono il ruolo di amici, persino di confidenti, dei propri figli. In questo tipo di famiglia regna una democrazia incondizionata, ma proprio per questo i figli si sentono caricati di una responsabilità a volte troppo grande per loro.

Il modello iperprotettivo

Nel modello iperprotettivo i genitori si sostituiscono in tutto ai propri figli, anticipandone i bisogni e risolvendo le difficoltà, nel tentativo di rendere loro la vita più facile. Il rischio in questi casi è quello che i figli crescano all’ombra dei genitori e che sviluppino comportamenti di incertezza e di insicurezza nei confronti del mondo esterno.

Il modello autoritario

Il modello autoritario è caratterizzato da modalità relazionali di tipo rigido ed impositivo. Il genitore (talvolta anche entrambi i genitori) esercitano il potere da una posizione dominante, ordine e disciplina sono i valori di riferimento, i figli non hanno voce in capitolo. Il controllo delle decisioni finisce per scoraggiare qualsiasi iniziativa non in linea con il sistema di regole imposte, l’eventuale posizione di rifiuto può condurre a posizioni radicali di contrapposizione.

Il modello delegante

Nel modello delegante i genitori delegano il loro ruolo alla famiglia allargata, di solito ai nonni, generando una dinamica interna di competizione in termini affettivi. Venendo a mancare una figura autorevole, e non essendo i nonni modelli adatti ad essere imitati, i genitori inducono nei figli la sensazione di essere persone deboli e poco convincenti.

Senza scendere più a fondo nel dettaglio e senza trattare ulteriori schemi caratteristici – ad esempio quelli della famiglia sacrificante e della famiglia intermittente – è importante notare che ciascun modello è caratterizzato da regole e strategie comunicative assolutamente peculiari, che tendono ad influire sulla crescita dei nostri figli.

Assume quindi la massima importanza capire a quale modello si ispira il nostro rapporto con i figli, per essere in grado di impostare o correggere, ove necessario, il dialogo genitoriale e per dare la giusta dimensione alla relazione affettiva che lega i membri della famiglia.

Se senti di avere delle difficoltà con tuo figlio oppure se sei un adolescente che ha bisogno di aiuto, contattami al 340.41.90.915 per una consulenza o per avere maggiori informazioni.

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Tag: adolescenza, dipendenza, genitorialità

Che cos’è l’efficacia personale? Come facciamo a gestire al meglio la nostra vita e le nostre decisioni? Molte volte ci siamo chiesti più o meno consciamente come fare per riuscire nella vita lavorativa, e in quelle strettamente connesse di relazioni sociali e famigliare. E soprattutto come fare per essere sempre efficaci ed anche efficienti. L’articolo di oggi prende in esame quegli aspetti che possono essere rielaborati e migliorati allo scopo di aumentare la concezione di efficacia ed efficienza nella nostra quotidianità.

Efficacia ed efficienza

Pur avendo significati diversi i due termini, nel contesto giornaliero abituale, vengono spesso impiegati come sinonimi. L’efficacia personale, secondo il mio punto di vista, è soggettiva, nel senso che ciascuno di noi stessi ha la tendenza ad un esame critico di ciò che facciamo, tuttavia vi sono alcuni aspetti che possono essere presi in esame, in termini generali, per aiutare a sentirsi più risolutivi, più incisivi nella nostra vita. Con efficacia si intende quindi la capacità di raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati, mentre l’efficienza riguarda la capacità di ottenerlo con il modalità e le risorse minime indispensabili.

 

Troppi impegni!

Sul lavoro il telefono squilla ogni cinque minuti, bisogna rispondere a troppe mail, ci sono continue riunioni, senza contare poi gli impegni familiari: la spesa, la casa, i figli… Gli obblighi sono sempre tantissimi e possono crearci un senso di frustrazione. Non riuscire a tenere tutto sotto controllo potrebbe indurre una sensazione di disagio e di conseguenza attenuare la nostra sensazione di efficacia personale. Gli impegni eccessivi possono determinare un blocco psicologico, che ci porta a non iniziare o a non portare a termine nulla, una sorta di “rifiuto” nei confronti delle troppe cose da fare. Un’altra sensazione negativa è quella di non riuscire ad intravvedere mai la fine di un lavoro, di un compito, di una incombenza. Le giornate iniziano ma non finiscono mai, c’è sempre qualcosa da fare e impegni da assolvere. Entrambe queste situazioni ci portano a vivere una sensazione di scarsa efficacia personale, con il rischio di sentirsi emotivamente tristi e arrabbiati con se stessi.

Come gestire gli impegni

Per gestire al meglio i nostri impegni, e dare quindi un’organizzazione ben articolata alle nostre giornate, è fondamentale attribuire un grado di “priorità” alle nostre attività e ai nostri obiettivi. Di fronte ad un nuovo progetto può essere utile chiedersi quale sia il risultato che vogliamo raggiungere, cercando di stimare l’impegno che dobbiamo investire per arrivare al nostro scopo. In questo modo saremo in grado di valutare le energie necessarie, il tempo di cui abbiamo bisogno ed il grado di coinvolgimento necessario. Riguardo al grado di priorità, sarebbe importante scartare a priori tutte quelle richieste che sono chiaramente superflue, poco importanti o che comunque possiamo rimandare al giorno successivo. Il fatto di essere in grado di organizzarsi senza essere travolti dagli impegni, trovando le soluzioni opportune e mantenendo in alcune situazioni una “dose minima” di cose da fare, aumenta l’efficacia personale.

Paura di non farcela

Il fallimento in qualche caso può essere dietro l’angolo, per questo la paura di sbagliare talvolta ci blocca e non ci consente di mettere in atto le azioni che ci siamo prefissati. Nella nostra società moderna i fallimenti vengono interpretati sempre in chiave negativa. In realtà ogni volta che sbagliamo o abbiamo un insuccesso, questo dovrebbe essere interpretato come un’opportunità di modificare il nostro approccio, una nuova e diversa possibilità di crescita, che ci consenta di diventare ancora più efficaci e performanti. Può sembrare paradossale, ma sbagliare è necessario, quasi fondamentale, così come è fondamentale soprattutto non fermarsi, ripartire. E’ facile che una battuta d’arresto possa scoraggiarci, tuttavia è ancora più importante gestire le emozioni di sofferenza e disagio, per poter così ripartire, trasformando un limite in risorsa.

Insoddisfazione lavorativa ed efficacia personale

L’insoddisfazione lavorativa il più delle volte è direttamente proporzionale alla sensazione di non essere efficaci. Non poterci esprimere come vorremmo anche sul lavoro genera dei veri e propri blocchi emotivi e innesca una sorta di routine che ci fa vivere la quotidianità in maniera poco soddisfacente e positiva. Nelle situazioni lavorative si riscontrano alcuni aspetti che possono determinare una sensazione di scarsa efficacia personale.

Cosa porta all’insoddisfazione lavorativa

Il primo è il fatto di sentirsi ignorati, come invisibili, e di conseguenza di non riuscire ad attirare le attenzioni dei colleghi e del capo, oppure dei collaboratori. L’impossibilità di stabilire una relazione sana con i colleghi e con i propri collaboratori genera una sensazione di incapacità ed inefficacia. Un secondo aspetto è quello di non riuscire a dare rilevanza e spessore al proprio lavoro. Se il nostro lavoro non conta né per me stesso né tantomeno per qualcun altro, difficilmente sarò soddisfatto e mi sentirò efficace. L’insoddisfazione lavorativa è molto diffusa e a sua volta provoca una condizione di scarsa efficacia personale. Cercare di lavorare su questo aspetto così pregnante della propria vita deve diventare una priorità per favorire un funzionale percorso di crescita personale.

Se vuoi saperne di più sull’efficacia personale o fissare una consulenza psicologica, chiamami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

 

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Tag: efficacia personale, emozioni, Terapia Breve Strategica

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Terapia Breve Strategica e disturbi alimentari

17 Settembre 2020

I disturbi del comportamento alimentare sono una tipologia di problematica psicologica molto diffusa. Il cibo è un piacere fondamentale e nel nostro “bel Paese” c’è una grande attenzione all’alimentazione. In ogni situazione, al bar, in ufficio, con gli amici, non si fa altro che parlare di cibo, ricette e cene al ristorante. Il momento del pasto è una situazione conviviale che soddisfa e fa sentire bene le persone. Tuttavia nel caso di persone con problematiche di disturbi del comportamento alimentare, il cibo può diventare una “prigione” che sconvolge la vita. L’articolo di oggi mira a far conoscere le diverse patologie connesse con il cibo ed il loro profondo legame con le dinamiche emotive.

I disturbi del comportamento alimentare: anoressia e bulimia

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che si caratterizza per una ricerca ossessiva della magrezza e la conseguente paura di ingrassare. Questi due requisiti determinano un’importante riduzione dell’assunzione di cibo, in alcuni casi addirittura una vera e propria astensione dallo stesso. In tal modo il peso corporeo si riduce notevolmente, senza per questo far sentire il soggetto anoressico realmente soddisfatto. Diventa una vera e propria ricerca ossessiva della magrezza.

Viceversa nella bulimia vi è una ricerca sfrenata del cibo. La persona vive il cibo come qualcosa di irrinunciabile e, pur cercando di frenarsi, perde il controllo concedendosi delle vere e proprie abbuffate alimentari. Spesso accade che il peso aumenti in maniera considerevole, portando a situazioni di sovrappeso o addirittura di obesità.

Binge eating e Jo-jo

In queste due situazioni particolari, la problematicità è data dall’alternarsi di digiuno e di dieta a situazioni diperdita di controllo. Nel caso del binge eating questi momenti di astensione dal cibo e successiva perdita di controllo con abbuffata si possono verificare anche nello stesso giorno. Oppure nell’arco di una settimana, vi possono essere giorni interi di dieta e giorni interi di totale perdita di controllo e di ricerca del piacere del cibo. Nel caso Jo-jo la differenza essenziale sta nel fatto che a lunghi periodi di dieta restrittiva segue una ripresa con abbuffate di cibo alla ricerca di una alimentazione “normale”, con conseguente rapido aumento del peso corporeo. In realtà nei momenti di dieta restrittiva il nostro corpo tende a conservare le riserve di grasso e quindi a bruciare meno, perciò nel momento in cui si riprende a mangiare si riprende velocemente peso. Ovviamente questa situazione genera effetti negativi sul metabolismo.

Vomiting

Nel vomiting l’impulso a mangiare e vomitare è impossibile da controllare. Questa particolare forma di disturbo del comportamento alimentare si sviluppa nel momento in cui la persona trae piacere dalla sequenza:mangiare e vomitare. In un primo momento l’atto del vomitare serve solo per liberarsi dal cibo ingurgitato, evitando così di aumentare di peso. Solo in un secondo momento mangiare e vomitare si trasforma in un vero e proprio rituale piacevole, un vortice da cui diventa complicato e molto difficile uscire.

I disturbi del comportamento alimentare e la dinamica di piacere

Una delle caratteristiche che accomuna tutti questi disturbi del comportamento alimentare è la dinamica del piacere. Il cibo è uno strumento attraverso il quale ci possiamo concedere o privare di questa emozione primaria. Le dinamiche emotive connesse con il cibo sono essenziali per poter affrontare e superare i disturbi del comportamento alimentare. Segui il mio blog per avere più informazioni; nelle prossime settimane inoltre uscirà il mio e-book sui disturbi del comportamento alimentare. L’articolo di oggi è un anticipo di alcuni aspetti che troverai esposti in dettaglio in questa guida gratuita, con anche esempi e alcuni consigli pratici.

Se vuoi maggiori info segui le mie pagine social dalle quali potrai scaricare l’e-book, oppure chiamami al 340.41.90.915 per avere maggiori informazioni.

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Tag: anoressia, binge eating, bulimia, disturbi del comportamento alimentare, jo jo, Terapia Breve Strategica, vomiting

Ansia e attacchi di panico possono diventare così invalidanti da non permetterci di sentirci più sicuri in nessuna delle nostre attività quotidiane. Oggi parlerò di ansia, e lo farò attraverso un racconto di terapia, per far capire come l’ansia possa veramente essere superata, perchè non è necessario conviverci ma è davvero possibile tornare a vivere in maniera serena. La storia che mi accingo a raccontarvi è reale. La sua particolarità sta nel fatto che la sensazione di paura ha determinato come conseguenza una totale insicurezza e indecisione. L’autostima del soggetto si è ridotta praticamente a zero, la capacità di cambiare e prendere decisioni senza essere sovrastati dall’ansia sembrava diventato qualcosa di impossibile.

Se vuoi saperne di più su ansia e attacchi di panico, scarica il mio e-book gratuito:

ANSIA E PAURA, una breve guida sulle diverse patologie fobiche e sulle strategie per superare ansia e panico.

Ansia e attacchi di panico: la storia di S.

S. si presenta nel mio studio dopo aver svolto altrove un lungo percorso di terapia. Ha molto chiaro come la sua ansia sia legata ad una realtà lavorativa poco edificante e ad una difficoltà nel prendere decisioni. Lavora da anni come dipendente e ha sviluppato competenze significative nel proprio campo. Nella prima fase della carriera il capo lo ha sempre valorizzato, tuttavia a seguito di un spiacevole evento con un cliente, il capo ha iniziato a rendergli la vita lavorativa più complicata. Invece di supportarlo e aiutarlo a superare l’errore, il capo ha creato una situazione di tensione, S. ha avvertito sempre più l’insicurezza durante ogni attività lavorativa, tanto da iniziare a vivere sensazioni di panico.

la cosa peggiore è quella di sentirsi come morire durante il turno, non riesco a controllarmi, stringo i denti ma temo di crollare da un momento all’altro”.

Le tentate soluzioni

L’autocontrollo che esercita sulle sue sensazioni lo aiuta a portare a termine la giornata di lavoro; questo modo di affrontare il lavoro al momento sembra funzionale. Ma le giornate di lavoro diventano interminabili, il capo si accorge che la brillantezza è sparita. Invece di supportarlo inizia a vessarlo, arrivando addirittura a pensare al licenziamento. S. è in crisi, riversa le sue preoccupazioni in famiglia, con i fratelli e i genitori. Inizia ad uscire sempre meno di casa, rinunciando anche ad alcune sue passioni. Diventa insicuro in qualsiasi cosa, più si chiude in se stesso e più il problema aumenta creando una “prigione” nella quale l’ansia e gli attacchi di panico trovano nutrimento.

Ansia e attacchi di panico: come superarli

Il primo step della terapia si è incentrato sul favorire una riduzione della sintomatologia attraverso alcune strategie paradossali: S. ha iniziato a sperimentare come la paura affrontata si può trasformare in coraggio.

Attraverso il training definito la peggiore fantasia, S. ha vissuto in prima persona il fatto che se toccata con mano la paura svanisce. Questa tecnica è molto efficace, in quanto spinge la persona a non evitare ma addirittura ad affrontare le sue paure, a guardarle in faccia. Spesso descrivo la paura come un fantasma, più noi scappiamo dal fantasma e più quest’ultimo ci rincorre e ci spaventa. Attraverso la tecnica della peggiore fantasia si smette di scappare al fantasma e lo si tocca, facendolo scomparire. S. racconta come l’applicazione di questa tecnica gli abbia sin da subito fatto avvertire una forza nuova, l’insicurezza si è mano a mano sgretolata, lasciando sempre più spazio a nuove (ritrovate) energie.

Pensavo fosse un esercizio impossibile, invece mi ha aiutato ad uscire dalle mie paure

La Terapia Breve Strategica per il trattamento di ansia e panico

S. durante, il percorso di terapia, ha trovato una soluzione alla sua ansia e all’insicurezza che aveva maturato. E’ riuscito addirittura a licenziarsi e ad aprire una Partita IVA, diventando un lavoratore autonomo. Inoltre anche le passioni e gli hobby che aveva lasciato in sospeso, sono tornati parte integrante della sua vita. L’indecisione è ormai un lontano ricordo. La terapia breve strategica è efficace ed efficiente in quanto aiuta la persona a superare l’ansia e gli attacchi di panico, per poi favorire il consolidamento di una nuova realtà di benessere e salute mentale.

Se vivi una situazione simile e vuoi superare ansia e panico, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it in breve tempo riusciremo insieme a superare i tuoi problemi.

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Tag: ansia, Attacchi di Panico, fobie, monofobie, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Quest’anno il TEDxCortina 2020 ha avuto luogo in una cornice speciale: il rifugio Lagazuoi. L’ultima volta che avevo raggiunto il rifugio Lagazuoi era stata una lunga giornata di montagna, molto dislivello, un lunghissimo sentiero attrezzato e tantissima pioggia. Gli ultimi 600 metri di dislivello erano stati massacranti: stanchezza fisica, lieve dolore alle ginocchia, pioggia forte, tuttavia l’arrivo al rifugio alpino valeva la pena. La doccia bollente e l’ottima cucina mi avevano fatto recuperare dalle fatiche, e la bellezza del rifugio era stato un nutrimento per gli occhi. Situato a 2.752 metri sul livello del mare, il Lagazuoi si trova in una posizione panoramica nei confronti di numerose vette dolomitiche: le Tofane, le Odle, la Marmolada, solo per citarne alcune.

Purtroppo quest’anno non sono potuto essere presente di persona all’avvenimento, tuttavia averlo seguito in rete mi ha riportato nel meraviglioso ambiente alpino del rifugio. L’articolo di oggi è un report di quanto ascoltato in streaming durante il TEDxCortina 2020, tenutosi all’aperto nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti contagio.

TEDxCortina 2020: “Emergenze”, un tema attuale

Il tema delle Emergenze, scelto dal team del TEDx addirittura prima della pandemia COVID-19, è decisamente molto attuale. Come psicologo e psicoterapeuta mi trovo spesso a lavorare con problematiche connesse a momenti di crisi e di emergenza. La salute mentale ed il benessere possono facilmente essere intaccati da momenti di difficoltà, da situazioni problematiche con risvolti stressanti, che incontriamo quotidianamente. In particolare i recenti mesi di emergenza sanitaria hanno comportato conseguenze e riflessioni importanti nella vita di ciascuno di noi. TedxCortina ha affrontato la tematiche dell’emergenza da diverse prospettive, avvalorando l’importanza di sapersi adattare alle situazioni allarmanti ed entrare nella dinamica del cambiamento: Perché emergenza è necessità, ma anche possibilità e responsabilità di coltivare il cambiamento”.

 

Gli speaker del TEDxCortina 2020

L’epidemiologa Ilaria Dorigatti ha aperto l’edizione del TEdxCortina 2020 parlando di contagio. Una seconda ondata di COVID-19 può essere evitata solamente dall’essere umano più imprevedibile: l’uomo. Solo seguendo in maniera rispettosa le regole e le norme sanitarie possiamo veramente evitare un nuovo lockdown. Il futuro è incerto, la nostra responsabilità personale farà la differenzaThomas Ambrosi, C.E.O. di ONO Exponential Farming, una start-up innovativa nel settore dell’Agritech, distingue tra emergenze lente e veloci, situazioni cioè che richiedono risposte più o meno rapide; il concetto di emergenza ci porta a modificare le nostre abitudini e a prospettarci un futuro diverso. L’emergenza intesa come possibilità e non come limite. Marco Landi, ex presidente di Apple, vede l’uomo – ed in particolare i giovani – al centro del progetto futuro, per questo è importate continuare a valorizzarli, puntando sull’innovazione come motore per la crescita. Nina Zilli, cantautrice, personaggio televisivo e conduttrice radiofonica, ha gridato che dobbiamo indignarci di fronte alle ingiustizie e comunicare al mondo quello che pensiamo. Claudia Belli, (head) Social business e Microfinance Mgr. – BNP PARIBAS, alla domanda: “Cosa risolverà le emergenze?”, ha risposto: “Modelli sociali che possono creare soluzioni inedite, con impatto positivo”Luca Foresti, A.D. del Centro Medico Sant’Agostino, mette in primo piano la volontà come motore per costruire uno stile di vita sano, l’importanza di sentirsi bene con se stessi sia in termini di salute fisica che mentale. Come psicologo psicoterapeuta non posso che concordare con la tesi del dottor Foresti, ricordando che uno stile di vita salutare genera la condizione di benessere necessaria per affrontare positivamente lo stress della vita modernaSimona Atzori, ballerina e pittrice, ha emozionato con il suo slogan: “Io ho le mani in basso!”. Dalla nascita Simona è priva delle mani, tuttavia questo non l’ha scoraggiata, con grande forza di volontà ha spostato il focus dalle mani ai piedi, che sono diventati il mezzo per esprimersi. Non ha mai guardato a quello che manca, ma a quello che c’è! Gaetano Farina, Tenente Colonnello dell’Aeronautica Militare, comandante delle Frecce Tricolori, ha sottolineato l’importanza della formazione e dell’addestramento per prevenire le possibili emergenze. Solo lo studio e l’attenzione continua aiutano a riconoscere un problema prima che si presenti.

La chiusura del TEDxCortina ha visto sul palco Vittorio Di Tomaso, Presidente e CEO di Celi, una PMI innovativa nel campo della progettazione di sistemi basati su Intelligenza Artificiale. Di Tomaso ha presentato l’innovativo progetto di “benessere urbano”, in grado di migliorare l’esperienza urbana delle persone attraverso la raccolta dati, effettuata tramite l’ausilio di cosiddette “panchine sensoriali”.

TEDxCortina un evento ecosostenibile

Il TEDxCortina 2020 è stato come sempre un evento splendido, ricco di interessanti spunti di innovazione e divulgazione, impreziosito dal fatto di essere stato organizzato in un luogo speciale, nel rispetto del criterio di sostenibilità ambientale e di uso consapevole delle risorse.

Il 17 ottobre vi aspettiamo al TEDxPadova 2020, al quale collaboro in team, con il ruolo di “Speaker Assistant”. Il tema del convegno sarà “Identità” e stupirà con ospiti di primo piano; vi consiglio di seguire il sito di TEDxPadova, per rimanere aggiornati su tutte le news  relative all’evento.

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Tag: emergenze, psicologia dell'emergenza, TEDxCortina, TEDxCortina 2020, TEDxPadova

Cos’è il TEDx Padova Salon e cos’è il TED

Innanzi tutto vorrei chiarire che la sigla TED è l’acronimo di Technology, Entertainment and Design, una Organizzazione internazionale che si prefigge lo scopo di facilitare la diffusione di idee riguardanti una grande varietà di argomenti (dalla scienza, al business, alle tematiche globali) attraverso brevi conferenze tenute da esperti di ogni settore. TEDx Padova è la sigla dell’ente locale, indipendente, organizzatore di peculiari eventi sul proprio territorio. Il TEDx Padova Salon è uno degli eventi satellite all’evento principale, che permettono alla community di rimanere collegati con il TEDx Padova durante tutto l’anno.

TEDx è innovazione

Quando cerco di dare una definizione più personale di cosa significhi TEDx per me, entro in un mondo meccanico fatto di ingranaggi, immagino una serie di ruote dentate che si inseriscono una nell’altra, dapprima ferme ed immobili, che iniziano poi lentamente a ruotare e proseguono in maniera sempre più veloce e coordinata. Ogni intervento (speech) che ascolto durante il TEDx fa lavorare gli ingranaggi della mia mente, crea spunti di riflessione, mi fa vivere un’esperienza formativa e di valore. Questo è’ quello che puntualmente mi è successo anche durante l’ultimo TEDxPadova Salon.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Il Salon è un evento satellite che anticipa l’evento annuale di TEDx Padova. Il titolo come l’acqua prende spunto dalla considerazione che l’acqua è un elemento fondamentale, qualcosa di cui noi tutti abbiamo bisogno. Allo stesso modo, appunto come l’acqua, anche la solidarietà è qualcosa, un valore, di cui tutti noi abbiamo bisogno e di cui non possiamo fare a meno. E’ questo il grande insegnamento che ci portiamo a casa dall’interessante Salon di lunedì 27 luglio, svoltosi nella meravigliosa cornice del Castello Carrarese in centro Padova. In particolare questo evento sottolinea l’importanza della città di Padova come Capitale Europea del Volontariato per l’anno 2020, ed è stato organizzato appunto in collaborazione con il CSV (Centro Servizio Volontariato) della provincia di Padova.  Oggi vorrei brevemente riassumere gli interventi di questo evento sui generis, a mio giudizio così particolare ed emozionante.

Le storie di chi lavora nel sociale

Patrizia Tolot, della cooperativa “Down Dadi” di Padova, ci ha fatto entrare nel vivo della loro attività, ci ha fatto capire come affrontare il tabù della diversità di coloro che sono affetti da sindrome di Down. Inoltre ha sottolineato l’importanza della mission della cooperativa: favorire una sempre maggiore autonomia per le persone affette da disabilità intellettive, sia dal punto di vista occupazionale che sociale.

La psicologa psicoterapeuta Patrizia Zantedeschi, responsabile del centro antiviolenza, ci ha illustrato le problematiche che si presentano nel Centro Veneto Progetti Donna. La sua scioccante statistica, ovvero che una donna su tre è vittima di violenza, fisica o verbale, ha riportato l’attenzione su una tematica, quella della violenza sulle donne, che non può essere considerata come argomento scontato e relegata in secondo piano nell’attenzione generale.

Storie d’integrazione

Si sono poi succeduti quattro speaker speciali, protagonisti di storie di integrazione sociale, quattro persone le cui storie raccontano di lunghi viaggi e di grandi sofferenze prima di poter finalmente arrivare ad inserirsi e ad integrarsi nel mondo del lavoro, attraverso la Cooperativa di Solidarietà.

Mamadou è stato costretto ad intraprendere un lungo viaggio che dal Mali lo ha portato in Italia; ha vissuto ingiustamente l’esperienza del carcere in Libia, ha visto morire decine di persone durante la traversata in barcone, ha dovuto lottare duramente per riuscire ad integrarsi. Aneto è arrivata in Italia con la promessa di un lavoro in un negozio di scarpe e si è ritrovata invece sul marciapiede. Solo la sua grande forza d’animo l’ha aiutata a scappare e a cercare una nuova vita. Fhad avrebbe potuto essere un grande campione di atletica se le problematiche burocratiche non avessero ostacolato il suo sogno. Anche lui, però, con la forza di volontà è riuscito a rialzarsi e ad integrarsi nel tessuto sociale del padovano. Infine Hannou e sua moglie Youssef hanno raccontato le loro storie. Il primo ha lottato e superato ogni pregiudizio, riuscendo infine a partecipare alla vita politica della città di Padova. Sua moglie ha continuato ad indossare il velo, simbolo culturale in cui si riconosce, contro tutto e contro tutti i pregiudizi.

La presentatrice Francesca Trevisi ha brillantemente condotto la serata e a renderla ancora più prestigiosa hanno contribuito la lettura del “Pranzo di Babette” da parte dell’attrice e scrittrice Lella Costa e le musiche dell’Orchestra Radiomondo, diretta dal maestro Maurizio Camardi.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Con la metafora di quanto sia vitale la solidarietà – esattamente come l’acqua – per chi ne ha bisogno, l’evento sponsorizzato dal TEDx Padova Salon insegna l’importanza dell’aiuto reciproco, del sostegno, dell’integrazione e soprattutto di come quest’ultima sia effettivamente realizzabile nella nostra società.

In chiusura vorrei sottolineare come questo evento sia stato reso possibile dal grandissimo lavoro di tutto il team di TEDx Padova, che come sempre riesce a realizzare qualcosa di importante (magico) attraverso il lavoro sincrono e ben coordinato di tutti i suoi componenti. Rimanete collegati e non dimenticate la data del 17 ottobre 2020 quando andrà in scena l’annuale TEDx Padova 2020, avente per tema: “Identità”.

 

 

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Adolescenza, ansia e panico

C’è chi pensa che l’ansia ed il panico non si verifichi in adolescenza e sia un problema solo degli adulti. In realtà l’ansia ed il panico in adolescenza possono creare grandi difficoltà e momenti di chiusura relazionale anche e soprattutto nei ragazzi. Dando vita a situazioni di evitamento”, di impedimento e di crisi vera propria, molto complesse da superare. Il senso di nervosismo e di preoccupazione possono prendere il sopravvento e favorire una rinuncia a frequentare gli amici, ad andare a scuola o a continuare l’attività sportiva.

Quali conseguenze per ansia e panico?

Le conseguenze di queste intense emozioni di ansia e panico possono derivare dalla paura di non riuscire (es. nello studio, nello sport), di non farcela anche nelle situazioni più semplici da gestire, e possono comportare una successiva difficoltà anche nella strutturazione dell’identità personale. Oggi, attraverso le storie vere di alcuni giovani ragazzi, affronteremo questa importante problematica dell’ansia e del panico in adolescenza.

Marco ci racconta l’ansia ed il panico in adolescenza

Ero in gita a Vienna e ad un certo punto mi sono sentito morire

Marco (nome di fantasia) esordisce in questo modo al primo appuntamento nel mio studio. La sensazione che descrive è stata quella di una de-personalizzazione, come se non fosse lui a vivere quelle emozioni  e come se stesse per morire proprio in quel momento. Il panico aveva preso il sopravvento durante la mattina in giro per la città.

Il racconto di Marco

La sera precedente avevamo fatto tardi con i compagni di classe, ridendo scherzando e bevendo qualche birra di troppo”, racconta Marco, “poi improvvisamente ho sentito una morsa allo stomaco e ho iniziato ad aver paura”. Per la prima volta nella sua vita aveva sperimentato cosa significasse veramente morire di paura”; Marco ha stretto i denti per sopportare lo stress emotivo, non ne ha parlato con nessuno e ha cercato di evitare di attirare l’attenzione. I pensieri sono diventati insopportabili, si è sentito fuori luogo, fuori dal proprio corpo, però ha retto e sopportato fino al rientro a casa. Si è rivolto al mio studio per cercare di controllare i pensieri negativi e capire se questa sensazione di de-personalizzazione fosse reale o meno.

La terapia breve strategica

Il lavoro terapeutico sul disturbo ansiogeno ha portato in breve tempo ad ottimi risultati, in particolare riducendo i sintomi della paura improntando un lavoro sulla consapevolezza di se stesso. Le grandi paure del futuro, di come sarà la sua vita e di come di svilupperà la sua identità, sono state risolte con successo e hanno condotto ad deciso miglioramento della sintomatologia.

Federica e la paura di andare a scuola

Federica (nome di fantasia) ha smesso di andare a scuola. Da alcuni mesi la paura di non essere all’altezza e di non riuscire a superare le verifiche le ha creato un blocco psicologico:

Quando sono in classe entro in uno stato di tensione, mi viene paura e mi trovo costretta ad uscire e a rifugiarmi in bagno”.

La paura di perdere il controllo prende il sopravvento, lasciandola senza forze. Nell’ultimo periodo Federica per l’ansia non riusciva neppure a salire sull’autobus, ormai era più di un mese che non andava a scuola.

Il percorso di psicoterapia

Sin dal primo appuntamento iniziamo a lavorare sulla sensazione di ansia, cercando di ridurre la paura attraverso il riconoscimento delle sensazioni e la conoscenza del modo migliore per affrontarle e superarle, nei momenti più delicati. L’uso di uno strumento specifico come il “diario di bordo”, un accorgimento terapeutico che serve a monitorare gli attacchi di panico nel momento stesso in cui arrivano, le ha permesso di essere più tranquilla, tanto che già alla seconda seduta è riuscita nuovamente a tornare a scuola. L’intero percorso di terapia strategica è stato veramente efficace, Federica ha rapidamente trovato un soddisfacente stato di serenità e benessere.

Adolescenza, ansia e panico: la terapia breve strategica

La Terapia Breve Strategica lavora nel breve periodo proprio per ridurre i sintomi della paura, favorendo la costruzione di una nuova realtà. Specialmente in adolescenza, quando la costruzione dell’identità è un momento delicato e fondamentale, è importante intervenire in maniera tempestiva sui casi di ansia e panico, per favorire sin da subito un miglioramento ed una decisiva soluzione del problema.

Se vuoi saperne di più su come funziona la terapia breve strategica, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

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Tag: adolescenza, ansia, Attacchi di Panico, genitori, genitorialità, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Genitorialità e adolescenza saranno trattate in questo articolo partendo da un recentissimo fatto di cronaca avvenuto in Umbria: la morte di due ragazzi di 15 e 16 anni che avevano assunto una dose di metadone scambiandolo per purple drank, la droga dei trapper (sigla che identifica i musicisti esponenti del trap, un sottogenere musicale del rap). Le modalità che hanno portato al drammatico epilogo stanno emergendo con chiarezza, e a colpire l’attenzione è soprattutto la facilità con la quale i nostri ragazzi arrivano a consumare le prime dosi di sostanze stupefacenti. Il fatto che si tratti di due giovanissimi in età adolescenziale ci fa ulteriormente riflettere sul ruolo della società nel contrasto al fenomeno dilagante dello spaccio e su quello delle famiglie nel rapporto con i figli, in particolare nel delicato momento della loro crescita.

Adolescenza, famiglia e gruppo dei pari

Nelle fasi della pubertà e preadolescenza, tra gli 11 e i 14 anni, il corpo del bambino si sviluppa, le sue emozioni si fanno più intense, il rapporto con i coetanei cambia registro, compaiono i primi turbamenti sessuali. Nel ragazzo si scontrano due opposte tendenze: da una parte egli vorrebbe rimanere al sicuro nel mondo dell’infanzia, dall’altra invece è tentato di esplorare il mondo degli adulti, ed in questo contesto si sente attratto principalmente da tutto quello che è estraneo alla famiglia. Diventano importanti gli amici, la loro solidarietà, l’accettazione all’interno del gruppo, le pratiche di socializzazione, il fumo, il consumo di alcool e – purtroppo sempre più di sovente – anche l’assunzione di sostanze stupefacenti. D’altra parte è anche vero che i comportamenti degli adolescenti sono in qualche modo il riflesso dell’ambiente familiare in cui vivono.  C’è da chiedersi qual è il ruolo della famiglia in tutto questo, non come se fossimo in tribunale, per “sputare” una sentenza, ma per aiutare le famiglie a migliorarsi e a capire come trovare soluzioni funzionali.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia come sistema organizzato 

La famiglia è il luogo di incontro dei diversi ruoli e delle diverse esigenze dei componenti il nucleo familiare. La famiglia è un sistema organizzato e come tale ha bisogno di regole certe, basate su un sistema di principi ben definiti e di direttive altrettanto chiare e condivise. Se non esiste una linea comune ad entrambi i genitori, si corre il rischio che i figli tentino di approfittare di uno dei due per soddisfare le proprie esigenze. In termini tecnici potremmo dire che si rischia di attivare dei circoli viziosi disfunzionali.

Genitori si diventa

E’ forse paradossale sostenere che genitori non si nasce, si diventa, ma certo il percorso non è dei più facili, viste anche le ingerenze esterne del mondo dei social, della televisione, e delle amicizie dei nostri figli. Uno degli aspetti fondamentali è rappresentato dalle modalità e dalle forme della comunicazione all’interno del nucleo familiare. La comunicazione infatti risulta essenziale per costruire e mantenere un corretto rapporto relazionale a livello affettivo-emotivo. Vi sono occasioni in cui è opportuno assumere con i figli posizioni più morbide e flessibili, altre in cui è invece indicata una posizione più rigida e direttiva. La situazione ideale è quella di saper modulare l’atteggiamento genitoriale in relazione alle differenti situazioni che si possono venire a creare: l’importante è che la comunicazione non venga mai a mancare e che sia adeguata al particolare momento.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia e i modelli di relazione

La famiglia è l’ambito in cui avviene la comunicazione genitori–figli ed è il centro focale di questo rapporto. E’ necessario pertanto comprendere bene come funziona il nostro ambiente familiare, per essere in grado di impostare correttamente l’insieme di regole in grado di influire sulla crescita funzionale dei nostri figli e per correggere eventuali aspetti negativi. Volendo fornire qualche indicazione più di dettaglio, si possono individuare alcune tipologie di modelli familiari che presentano ciascuna caratteristiche peculiari riguardo al loro funzionamento.

Il modello democratico permissivo

Il modello democratico permissivo, nel quale il rapporto è improntato sul dialogo tra i componenti della famiglia ed i genitori svolgono il ruolo di amici, persino di confidenti, dei propri figli. In questo tipo di famiglia regna una democrazia incondizionata, ma proprio per questo i figli si sentono caricati di una responsabilità a volte troppo grande per loro.

Il modello iperprotettivo

Nel modello iperprotettivo i genitori si sostituiscono in tutto ai propri figli, anticipandone i bisogni e risolvendo le difficoltà, nel tentativo di rendere loro la vita più facile. Il rischio in questi casi è quello che i figli crescano all’ombra dei genitori e che sviluppino comportamenti di incertezza e di insicurezza nei confronti del mondo esterno.

Il modello autoritario

Il modello autoritario è caratterizzato da modalità relazionali di tipo rigido ed impositivo. Il genitore (talvolta anche entrambi i genitori) esercitano il potere da una posizione dominante, ordine e disciplina sono i valori di riferimento, i figli non hanno voce in capitolo. Il controllo delle decisioni finisce per scoraggiare qualsiasi iniziativa non in linea con il sistema di regole imposte, l’eventuale posizione di rifiuto può condurre a posizioni radicali di contrapposizione.

Il modello delegante

Nel modello delegante i genitori delegano il loro ruolo alla famiglia allargata, di solito ai nonni, generando una dinamica interna di competizione in termini affettivi. Venendo a mancare una figura autorevole, e non essendo i nonni modelli adatti ad essere imitati, i genitori inducono nei figli la sensazione di essere persone deboli e poco convincenti.

Senza scendere più a fondo nel dettaglio e senza trattare ulteriori schemi caratteristici – ad esempio quelli della famiglia sacrificante e della famiglia intermittente – è importante notare che ciascun modello è caratterizzato da regole e strategie comunicative assolutamente peculiari, che tendono ad influire sulla crescita dei nostri figli.

Assume quindi la massima importanza capire a quale modello si ispira il nostro rapporto con i figli, per essere in grado di impostare o correggere, ove necessario, il dialogo genitoriale e per dare la giusta dimensione alla relazione affettiva che lega i membri della famiglia.

Se senti di avere delle difficoltà con tuo figlio oppure se sei un adolescente che ha bisogno di aiuto, contattami al 340.41.90.915 per una consulenza o per avere maggiori informazioni.

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Tag: adolescenza, dipendenza, genitorialità

Che cos’è l’efficacia personale? Come facciamo a gestire al meglio la nostra vita e le nostre decisioni? Molte volte ci siamo chiesti più o meno consciamente come fare per riuscire nella vita lavorativa, e in quelle strettamente connesse di relazioni sociali e famigliare. E soprattutto come fare per essere sempre efficaci ed anche efficienti. L’articolo di oggi prende in esame quegli aspetti che possono essere rielaborati e migliorati allo scopo di aumentare la concezione di efficacia ed efficienza nella nostra quotidianità.

Efficacia ed efficienza

Pur avendo significati diversi i due termini, nel contesto giornaliero abituale, vengono spesso impiegati come sinonimi. L’efficacia personale, secondo il mio punto di vista, è soggettiva, nel senso che ciascuno di noi stessi ha la tendenza ad un esame critico di ciò che facciamo, tuttavia vi sono alcuni aspetti che possono essere presi in esame, in termini generali, per aiutare a sentirsi più risolutivi, più incisivi nella nostra vita. Con efficacia si intende quindi la capacità di raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati, mentre l’efficienza riguarda la capacità di ottenerlo con il modalità e le risorse minime indispensabili.

 

Troppi impegni!

Sul lavoro il telefono squilla ogni cinque minuti, bisogna rispondere a troppe mail, ci sono continue riunioni, senza contare poi gli impegni familiari: la spesa, la casa, i figli… Gli obblighi sono sempre tantissimi e possono crearci un senso di frustrazione. Non riuscire a tenere tutto sotto controllo potrebbe indurre una sensazione di disagio e di conseguenza attenuare la nostra sensazione di efficacia personale. Gli impegni eccessivi possono determinare un blocco psicologico, che ci porta a non iniziare o a non portare a termine nulla, una sorta di “rifiuto” nei confronti delle troppe cose da fare. Un’altra sensazione negativa è quella di non riuscire ad intravvedere mai la fine di un lavoro, di un compito, di una incombenza. Le giornate iniziano ma non finiscono mai, c’è sempre qualcosa da fare e impegni da assolvere. Entrambe queste situazioni ci portano a vivere una sensazione di scarsa efficacia personale, con il rischio di sentirsi emotivamente tristi e arrabbiati con se stessi.

Come gestire gli impegni

Per gestire al meglio i nostri impegni, e dare quindi un’organizzazione ben articolata alle nostre giornate, è fondamentale attribuire un grado di “priorità” alle nostre attività e ai nostri obiettivi. Di fronte ad un nuovo progetto può essere utile chiedersi quale sia il risultato che vogliamo raggiungere, cercando di stimare l’impegno che dobbiamo investire per arrivare al nostro scopo. In questo modo saremo in grado di valutare le energie necessarie, il tempo di cui abbiamo bisogno ed il grado di coinvolgimento necessario. Riguardo al grado di priorità, sarebbe importante scartare a priori tutte quelle richieste che sono chiaramente superflue, poco importanti o che comunque possiamo rimandare al giorno successivo. Il fatto di essere in grado di organizzarsi senza essere travolti dagli impegni, trovando le soluzioni opportune e mantenendo in alcune situazioni una “dose minima” di cose da fare, aumenta l’efficacia personale.

Paura di non farcela

Il fallimento in qualche caso può essere dietro l’angolo, per questo la paura di sbagliare talvolta ci blocca e non ci consente di mettere in atto le azioni che ci siamo prefissati. Nella nostra società moderna i fallimenti vengono interpretati sempre in chiave negativa. In realtà ogni volta che sbagliamo o abbiamo un insuccesso, questo dovrebbe essere interpretato come un’opportunità di modificare il nostro approccio, una nuova e diversa possibilità di crescita, che ci consenta di diventare ancora più efficaci e performanti. Può sembrare paradossale, ma sbagliare è necessario, quasi fondamentale, così come è fondamentale soprattutto non fermarsi, ripartire. E’ facile che una battuta d’arresto possa scoraggiarci, tuttavia è ancora più importante gestire le emozioni di sofferenza e disagio, per poter così ripartire, trasformando un limite in risorsa.

Insoddisfazione lavorativa ed efficacia personale

L’insoddisfazione lavorativa il più delle volte è direttamente proporzionale alla sensazione di non essere efficaci. Non poterci esprimere come vorremmo anche sul lavoro genera dei veri e propri blocchi emotivi e innesca una sorta di routine che ci fa vivere la quotidianità in maniera poco soddisfacente e positiva. Nelle situazioni lavorative si riscontrano alcuni aspetti che possono determinare una sensazione di scarsa efficacia personale.

Cosa porta all’insoddisfazione lavorativa

Il primo è il fatto di sentirsi ignorati, come invisibili, e di conseguenza di non riuscire ad attirare le attenzioni dei colleghi e del capo, oppure dei collaboratori. L’impossibilità di stabilire una relazione sana con i colleghi e con i propri collaboratori genera una sensazione di incapacità ed inefficacia. Un secondo aspetto è quello di non riuscire a dare rilevanza e spessore al proprio lavoro. Se il nostro lavoro non conta né per me stesso né tantomeno per qualcun altro, difficilmente sarò soddisfatto e mi sentirò efficace. L’insoddisfazione lavorativa è molto diffusa e a sua volta provoca una condizione di scarsa efficacia personale. Cercare di lavorare su questo aspetto così pregnante della propria vita deve diventare una priorità per favorire un funzionale percorso di crescita personale.

Se vuoi saperne di più sull’efficacia personale o fissare una consulenza psicologica, chiamami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

 

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Tag: efficacia personale, emozioni, Terapia Breve Strategica

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Terapia Breve Strategica e disturbi alimentari

17 Settembre 2020

I disturbi del comportamento alimentare sono una tipologia di problematica psicologica molto diffusa. Il cibo è un piacere fondamentale e nel nostro “bel Paese” c’è una grande attenzione all’alimentazione. In ogni situazione, al bar, in ufficio, con gli amici, non si fa altro che parlare di cibo, ricette e cene al ristorante. Il momento del pasto è una situazione conviviale che soddisfa e fa sentire bene le persone. Tuttavia nel caso di persone con problematiche di disturbi del comportamento alimentare, il cibo può diventare una “prigione” che sconvolge la vita. L’articolo di oggi mira a far conoscere le diverse patologie connesse con il cibo ed il loro profondo legame con le dinamiche emotive.

I disturbi del comportamento alimentare: anoressia e bulimia

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che si caratterizza per una ricerca ossessiva della magrezza e la conseguente paura di ingrassare. Questi due requisiti determinano un’importante riduzione dell’assunzione di cibo, in alcuni casi addirittura una vera e propria astensione dallo stesso. In tal modo il peso corporeo si riduce notevolmente, senza per questo far sentire il soggetto anoressico realmente soddisfatto. Diventa una vera e propria ricerca ossessiva della magrezza.

Viceversa nella bulimia vi è una ricerca sfrenata del cibo. La persona vive il cibo come qualcosa di irrinunciabile e, pur cercando di frenarsi, perde il controllo concedendosi delle vere e proprie abbuffate alimentari. Spesso accade che il peso aumenti in maniera considerevole, portando a situazioni di sovrappeso o addirittura di obesità.

Binge eating e Jo-jo

In queste due situazioni particolari, la problematicità è data dall’alternarsi di digiuno e di dieta a situazioni diperdita di controllo. Nel caso del binge eating questi momenti di astensione dal cibo e successiva perdita di controllo con abbuffata si possono verificare anche nello stesso giorno. Oppure nell’arco di una settimana, vi possono essere giorni interi di dieta e giorni interi di totale perdita di controllo e di ricerca del piacere del cibo. Nel caso Jo-jo la differenza essenziale sta nel fatto che a lunghi periodi di dieta restrittiva segue una ripresa con abbuffate di cibo alla ricerca di una alimentazione “normale”, con conseguente rapido aumento del peso corporeo. In realtà nei momenti di dieta restrittiva il nostro corpo tende a conservare le riserve di grasso e quindi a bruciare meno, perciò nel momento in cui si riprende a mangiare si riprende velocemente peso. Ovviamente questa situazione genera effetti negativi sul metabolismo.

Vomiting

Nel vomiting l’impulso a mangiare e vomitare è impossibile da controllare. Questa particolare forma di disturbo del comportamento alimentare si sviluppa nel momento in cui la persona trae piacere dalla sequenza:mangiare e vomitare. In un primo momento l’atto del vomitare serve solo per liberarsi dal cibo ingurgitato, evitando così di aumentare di peso. Solo in un secondo momento mangiare e vomitare si trasforma in un vero e proprio rituale piacevole, un vortice da cui diventa complicato e molto difficile uscire.

I disturbi del comportamento alimentare e la dinamica di piacere

Una delle caratteristiche che accomuna tutti questi disturbi del comportamento alimentare è la dinamica del piacere. Il cibo è uno strumento attraverso il quale ci possiamo concedere o privare di questa emozione primaria. Le dinamiche emotive connesse con il cibo sono essenziali per poter affrontare e superare i disturbi del comportamento alimentare. Segui il mio blog per avere più informazioni; nelle prossime settimane inoltre uscirà il mio e-book sui disturbi del comportamento alimentare. L’articolo di oggi è un anticipo di alcuni aspetti che troverai esposti in dettaglio in questa guida gratuita, con anche esempi e alcuni consigli pratici.

Se vuoi maggiori info segui le mie pagine social dalle quali potrai scaricare l’e-book, oppure chiamami al 340.41.90.915 per avere maggiori informazioni.

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Tag: anoressia, binge eating, bulimia, disturbi del comportamento alimentare, jo jo, Terapia Breve Strategica, vomiting

Ansia e attacchi di panico possono diventare così invalidanti da non permetterci di sentirci più sicuri in nessuna delle nostre attività quotidiane. Oggi parlerò di ansia, e lo farò attraverso un racconto di terapia, per far capire come l’ansia possa veramente essere superata, perchè non è necessario conviverci ma è davvero possibile tornare a vivere in maniera serena. La storia che mi accingo a raccontarvi è reale. La sua particolarità sta nel fatto che la sensazione di paura ha determinato come conseguenza una totale insicurezza e indecisione. L’autostima del soggetto si è ridotta praticamente a zero, la capacità di cambiare e prendere decisioni senza essere sovrastati dall’ansia sembrava diventato qualcosa di impossibile.

Se vuoi saperne di più su ansia e attacchi di panico, scarica il mio e-book gratuito:

ANSIA E PAURA, una breve guida sulle diverse patologie fobiche e sulle strategie per superare ansia e panico.

Ansia e attacchi di panico: la storia di S.

S. si presenta nel mio studio dopo aver svolto altrove un lungo percorso di terapia. Ha molto chiaro come la sua ansia sia legata ad una realtà lavorativa poco edificante e ad una difficoltà nel prendere decisioni. Lavora da anni come dipendente e ha sviluppato competenze significative nel proprio campo. Nella prima fase della carriera il capo lo ha sempre valorizzato, tuttavia a seguito di un spiacevole evento con un cliente, il capo ha iniziato a rendergli la vita lavorativa più complicata. Invece di supportarlo e aiutarlo a superare l’errore, il capo ha creato una situazione di tensione, S. ha avvertito sempre più l’insicurezza durante ogni attività lavorativa, tanto da iniziare a vivere sensazioni di panico.

la cosa peggiore è quella di sentirsi come morire durante il turno, non riesco a controllarmi, stringo i denti ma temo di crollare da un momento all’altro”.

Le tentate soluzioni

L’autocontrollo che esercita sulle sue sensazioni lo aiuta a portare a termine la giornata di lavoro; questo modo di affrontare il lavoro al momento sembra funzionale. Ma le giornate di lavoro diventano interminabili, il capo si accorge che la brillantezza è sparita. Invece di supportarlo inizia a vessarlo, arrivando addirittura a pensare al licenziamento. S. è in crisi, riversa le sue preoccupazioni in famiglia, con i fratelli e i genitori. Inizia ad uscire sempre meno di casa, rinunciando anche ad alcune sue passioni. Diventa insicuro in qualsiasi cosa, più si chiude in se stesso e più il problema aumenta creando una “prigione” nella quale l’ansia e gli attacchi di panico trovano nutrimento.

Ansia e attacchi di panico: come superarli

Il primo step della terapia si è incentrato sul favorire una riduzione della sintomatologia attraverso alcune strategie paradossali: S. ha iniziato a sperimentare come la paura affrontata si può trasformare in coraggio.

Attraverso il training definito la peggiore fantasia, S. ha vissuto in prima persona il fatto che se toccata con mano la paura svanisce. Questa tecnica è molto efficace, in quanto spinge la persona a non evitare ma addirittura ad affrontare le sue paure, a guardarle in faccia. Spesso descrivo la paura come un fantasma, più noi scappiamo dal fantasma e più quest’ultimo ci rincorre e ci spaventa. Attraverso la tecnica della peggiore fantasia si smette di scappare al fantasma e lo si tocca, facendolo scomparire. S. racconta come l’applicazione di questa tecnica gli abbia sin da subito fatto avvertire una forza nuova, l’insicurezza si è mano a mano sgretolata, lasciando sempre più spazio a nuove (ritrovate) energie.

Pensavo fosse un esercizio impossibile, invece mi ha aiutato ad uscire dalle mie paure

La Terapia Breve Strategica per il trattamento di ansia e panico

S. durante, il percorso di terapia, ha trovato una soluzione alla sua ansia e all’insicurezza che aveva maturato. E’ riuscito addirittura a licenziarsi e ad aprire una Partita IVA, diventando un lavoratore autonomo. Inoltre anche le passioni e gli hobby che aveva lasciato in sospeso, sono tornati parte integrante della sua vita. L’indecisione è ormai un lontano ricordo. La terapia breve strategica è efficace ed efficiente in quanto aiuta la persona a superare l’ansia e gli attacchi di panico, per poi favorire il consolidamento di una nuova realtà di benessere e salute mentale.

Se vivi una situazione simile e vuoi superare ansia e panico, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it in breve tempo riusciremo insieme a superare i tuoi problemi.

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Tag: ansia, Attacchi di Panico, fobie, monofobie, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Quest’anno il TEDxCortina 2020 ha avuto luogo in una cornice speciale: il rifugio Lagazuoi. L’ultima volta che avevo raggiunto il rifugio Lagazuoi era stata una lunga giornata di montagna, molto dislivello, un lunghissimo sentiero attrezzato e tantissima pioggia. Gli ultimi 600 metri di dislivello erano stati massacranti: stanchezza fisica, lieve dolore alle ginocchia, pioggia forte, tuttavia l’arrivo al rifugio alpino valeva la pena. La doccia bollente e l’ottima cucina mi avevano fatto recuperare dalle fatiche, e la bellezza del rifugio era stato un nutrimento per gli occhi. Situato a 2.752 metri sul livello del mare, il Lagazuoi si trova in una posizione panoramica nei confronti di numerose vette dolomitiche: le Tofane, le Odle, la Marmolada, solo per citarne alcune.

Purtroppo quest’anno non sono potuto essere presente di persona all’avvenimento, tuttavia averlo seguito in rete mi ha riportato nel meraviglioso ambiente alpino del rifugio. L’articolo di oggi è un report di quanto ascoltato in streaming durante il TEDxCortina 2020, tenutosi all’aperto nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti contagio.

TEDxCortina 2020: “Emergenze”, un tema attuale

Il tema delle Emergenze, scelto dal team del TEDx addirittura prima della pandemia COVID-19, è decisamente molto attuale. Come psicologo e psicoterapeuta mi trovo spesso a lavorare con problematiche connesse a momenti di crisi e di emergenza. La salute mentale ed il benessere possono facilmente essere intaccati da momenti di difficoltà, da situazioni problematiche con risvolti stressanti, che incontriamo quotidianamente. In particolare i recenti mesi di emergenza sanitaria hanno comportato conseguenze e riflessioni importanti nella vita di ciascuno di noi. TedxCortina ha affrontato la tematiche dell’emergenza da diverse prospettive, avvalorando l’importanza di sapersi adattare alle situazioni allarmanti ed entrare nella dinamica del cambiamento: Perché emergenza è necessità, ma anche possibilità e responsabilità di coltivare il cambiamento”.

 

Gli speaker del TEDxCortina 2020

L’epidemiologa Ilaria Dorigatti ha aperto l’edizione del TEdxCortina 2020 parlando di contagio. Una seconda ondata di COVID-19 può essere evitata solamente dall’essere umano più imprevedibile: l’uomo. Solo seguendo in maniera rispettosa le regole e le norme sanitarie possiamo veramente evitare un nuovo lockdown. Il futuro è incerto, la nostra responsabilità personale farà la differenzaThomas Ambrosi, C.E.O. di ONO Exponential Farming, una start-up innovativa nel settore dell’Agritech, distingue tra emergenze lente e veloci, situazioni cioè che richiedono risposte più o meno rapide; il concetto di emergenza ci porta a modificare le nostre abitudini e a prospettarci un futuro diverso. L’emergenza intesa come possibilità e non come limite. Marco Landi, ex presidente di Apple, vede l’uomo – ed in particolare i giovani – al centro del progetto futuro, per questo è importate continuare a valorizzarli, puntando sull’innovazione come motore per la crescita. Nina Zilli, cantautrice, personaggio televisivo e conduttrice radiofonica, ha gridato che dobbiamo indignarci di fronte alle ingiustizie e comunicare al mondo quello che pensiamo. Claudia Belli, (head) Social business e Microfinance Mgr. – BNP PARIBAS, alla domanda: “Cosa risolverà le emergenze?”, ha risposto: “Modelli sociali che possono creare soluzioni inedite, con impatto positivo”Luca Foresti, A.D. del Centro Medico Sant’Agostino, mette in primo piano la volontà come motore per costruire uno stile di vita sano, l’importanza di sentirsi bene con se stessi sia in termini di salute fisica che mentale. Come psicologo psicoterapeuta non posso che concordare con la tesi del dottor Foresti, ricordando che uno stile di vita salutare genera la condizione di benessere necessaria per affrontare positivamente lo stress della vita modernaSimona Atzori, ballerina e pittrice, ha emozionato con il suo slogan: “Io ho le mani in basso!”. Dalla nascita Simona è priva delle mani, tuttavia questo non l’ha scoraggiata, con grande forza di volontà ha spostato il focus dalle mani ai piedi, che sono diventati il mezzo per esprimersi. Non ha mai guardato a quello che manca, ma a quello che c’è! Gaetano Farina, Tenente Colonnello dell’Aeronautica Militare, comandante delle Frecce Tricolori, ha sottolineato l’importanza della formazione e dell’addestramento per prevenire le possibili emergenze. Solo lo studio e l’attenzione continua aiutano a riconoscere un problema prima che si presenti.

La chiusura del TEDxCortina ha visto sul palco Vittorio Di Tomaso, Presidente e CEO di Celi, una PMI innovativa nel campo della progettazione di sistemi basati su Intelligenza Artificiale. Di Tomaso ha presentato l’innovativo progetto di “benessere urbano”, in grado di migliorare l’esperienza urbana delle persone attraverso la raccolta dati, effettuata tramite l’ausilio di cosiddette “panchine sensoriali”.

TEDxCortina un evento ecosostenibile

Il TEDxCortina 2020 è stato come sempre un evento splendido, ricco di interessanti spunti di innovazione e divulgazione, impreziosito dal fatto di essere stato organizzato in un luogo speciale, nel rispetto del criterio di sostenibilità ambientale e di uso consapevole delle risorse.

Il 17 ottobre vi aspettiamo al TEDxPadova 2020, al quale collaboro in team, con il ruolo di “Speaker Assistant”. Il tema del convegno sarà “Identità” e stupirà con ospiti di primo piano; vi consiglio di seguire il sito di TEDxPadova, per rimanere aggiornati su tutte le news  relative all’evento.

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Tag: emergenze, psicologia dell'emergenza, TEDxCortina, TEDxCortina 2020, TEDxPadova

Cos’è il TEDx Padova Salon e cos’è il TED

Innanzi tutto vorrei chiarire che la sigla TED è l’acronimo di Technology, Entertainment and Design, una Organizzazione internazionale che si prefigge lo scopo di facilitare la diffusione di idee riguardanti una grande varietà di argomenti (dalla scienza, al business, alle tematiche globali) attraverso brevi conferenze tenute da esperti di ogni settore. TEDx Padova è la sigla dell’ente locale, indipendente, organizzatore di peculiari eventi sul proprio territorio. Il TEDx Padova Salon è uno degli eventi satellite all’evento principale, che permettono alla community di rimanere collegati con il TEDx Padova durante tutto l’anno.

TEDx è innovazione

Quando cerco di dare una definizione più personale di cosa significhi TEDx per me, entro in un mondo meccanico fatto di ingranaggi, immagino una serie di ruote dentate che si inseriscono una nell’altra, dapprima ferme ed immobili, che iniziano poi lentamente a ruotare e proseguono in maniera sempre più veloce e coordinata. Ogni intervento (speech) che ascolto durante il TEDx fa lavorare gli ingranaggi della mia mente, crea spunti di riflessione, mi fa vivere un’esperienza formativa e di valore. Questo è’ quello che puntualmente mi è successo anche durante l’ultimo TEDxPadova Salon.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Il Salon è un evento satellite che anticipa l’evento annuale di TEDx Padova. Il titolo come l’acqua prende spunto dalla considerazione che l’acqua è un elemento fondamentale, qualcosa di cui noi tutti abbiamo bisogno. Allo stesso modo, appunto come l’acqua, anche la solidarietà è qualcosa, un valore, di cui tutti noi abbiamo bisogno e di cui non possiamo fare a meno. E’ questo il grande insegnamento che ci portiamo a casa dall’interessante Salon di lunedì 27 luglio, svoltosi nella meravigliosa cornice del Castello Carrarese in centro Padova. In particolare questo evento sottolinea l’importanza della città di Padova come Capitale Europea del Volontariato per l’anno 2020, ed è stato organizzato appunto in collaborazione con il CSV (Centro Servizio Volontariato) della provincia di Padova.  Oggi vorrei brevemente riassumere gli interventi di questo evento sui generis, a mio giudizio così particolare ed emozionante.

Le storie di chi lavora nel sociale

Patrizia Tolot, della cooperativa “Down Dadi” di Padova, ci ha fatto entrare nel vivo della loro attività, ci ha fatto capire come affrontare il tabù della diversità di coloro che sono affetti da sindrome di Down. Inoltre ha sottolineato l’importanza della mission della cooperativa: favorire una sempre maggiore autonomia per le persone affette da disabilità intellettive, sia dal punto di vista occupazionale che sociale.

La psicologa psicoterapeuta Patrizia Zantedeschi, responsabile del centro antiviolenza, ci ha illustrato le problematiche che si presentano nel Centro Veneto Progetti Donna. La sua scioccante statistica, ovvero che una donna su tre è vittima di violenza, fisica o verbale, ha riportato l’attenzione su una tematica, quella della violenza sulle donne, che non può essere considerata come argomento scontato e relegata in secondo piano nell’attenzione generale.

Storie d’integrazione

Si sono poi succeduti quattro speaker speciali, protagonisti di storie di integrazione sociale, quattro persone le cui storie raccontano di lunghi viaggi e di grandi sofferenze prima di poter finalmente arrivare ad inserirsi e ad integrarsi nel mondo del lavoro, attraverso la Cooperativa di Solidarietà.

Mamadou è stato costretto ad intraprendere un lungo viaggio che dal Mali lo ha portato in Italia; ha vissuto ingiustamente l’esperienza del carcere in Libia, ha visto morire decine di persone durante la traversata in barcone, ha dovuto lottare duramente per riuscire ad integrarsi. Aneto è arrivata in Italia con la promessa di un lavoro in un negozio di scarpe e si è ritrovata invece sul marciapiede. Solo la sua grande forza d’animo l’ha aiutata a scappare e a cercare una nuova vita. Fhad avrebbe potuto essere un grande campione di atletica se le problematiche burocratiche non avessero ostacolato il suo sogno. Anche lui, però, con la forza di volontà è riuscito a rialzarsi e ad integrarsi nel tessuto sociale del padovano. Infine Hannou e sua moglie Youssef hanno raccontato le loro storie. Il primo ha lottato e superato ogni pregiudizio, riuscendo infine a partecipare alla vita politica della città di Padova. Sua moglie ha continuato ad indossare il velo, simbolo culturale in cui si riconosce, contro tutto e contro tutti i pregiudizi.

La presentatrice Francesca Trevisi ha brillantemente condotto la serata e a renderla ancora più prestigiosa hanno contribuito la lettura del “Pranzo di Babette” da parte dell’attrice e scrittrice Lella Costa e le musiche dell’Orchestra Radiomondo, diretta dal maestro Maurizio Camardi.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Con la metafora di quanto sia vitale la solidarietà – esattamente come l’acqua – per chi ne ha bisogno, l’evento sponsorizzato dal TEDx Padova Salon insegna l’importanza dell’aiuto reciproco, del sostegno, dell’integrazione e soprattutto di come quest’ultima sia effettivamente realizzabile nella nostra società.

In chiusura vorrei sottolineare come questo evento sia stato reso possibile dal grandissimo lavoro di tutto il team di TEDx Padova, che come sempre riesce a realizzare qualcosa di importante (magico) attraverso il lavoro sincrono e ben coordinato di tutti i suoi componenti. Rimanete collegati e non dimenticate la data del 17 ottobre 2020 quando andrà in scena l’annuale TEDx Padova 2020, avente per tema: “Identità”.

 

 

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Adolescenza, ansia e panico

C’è chi pensa che l’ansia ed il panico non si verifichi in adolescenza e sia un problema solo degli adulti. In realtà l’ansia ed il panico in adolescenza possono creare grandi difficoltà e momenti di chiusura relazionale anche e soprattutto nei ragazzi. Dando vita a situazioni di evitamento”, di impedimento e di crisi vera propria, molto complesse da superare. Il senso di nervosismo e di preoccupazione possono prendere il sopravvento e favorire una rinuncia a frequentare gli amici, ad andare a scuola o a continuare l’attività sportiva.

Quali conseguenze per ansia e panico?

Le conseguenze di queste intense emozioni di ansia e panico possono derivare dalla paura di non riuscire (es. nello studio, nello sport), di non farcela anche nelle situazioni più semplici da gestire, e possono comportare una successiva difficoltà anche nella strutturazione dell’identità personale. Oggi, attraverso le storie vere di alcuni giovani ragazzi, affronteremo questa importante problematica dell’ansia e del panico in adolescenza.

Marco ci racconta l’ansia ed il panico in adolescenza

Ero in gita a Vienna e ad un certo punto mi sono sentito morire

Marco (nome di fantasia) esordisce in questo modo al primo appuntamento nel mio studio. La sensazione che descrive è stata quella di una de-personalizzazione, come se non fosse lui a vivere quelle emozioni  e come se stesse per morire proprio in quel momento. Il panico aveva preso il sopravvento durante la mattina in giro per la città.

Il racconto di Marco

La sera precedente avevamo fatto tardi con i compagni di classe, ridendo scherzando e bevendo qualche birra di troppo”, racconta Marco, “poi improvvisamente ho sentito una morsa allo stomaco e ho iniziato ad aver paura”. Per la prima volta nella sua vita aveva sperimentato cosa significasse veramente morire di paura”; Marco ha stretto i denti per sopportare lo stress emotivo, non ne ha parlato con nessuno e ha cercato di evitare di attirare l’attenzione. I pensieri sono diventati insopportabili, si è sentito fuori luogo, fuori dal proprio corpo, però ha retto e sopportato fino al rientro a casa. Si è rivolto al mio studio per cercare di controllare i pensieri negativi e capire se questa sensazione di de-personalizzazione fosse reale o meno.

La terapia breve strategica

Il lavoro terapeutico sul disturbo ansiogeno ha portato in breve tempo ad ottimi risultati, in particolare riducendo i sintomi della paura improntando un lavoro sulla consapevolezza di se stesso. Le grandi paure del futuro, di come sarà la sua vita e di come di svilupperà la sua identità, sono state risolte con successo e hanno condotto ad deciso miglioramento della sintomatologia.

Federica e la paura di andare a scuola

Federica (nome di fantasia) ha smesso di andare a scuola. Da alcuni mesi la paura di non essere all’altezza e di non riuscire a superare le verifiche le ha creato un blocco psicologico:

Quando sono in classe entro in uno stato di tensione, mi viene paura e mi trovo costretta ad uscire e a rifugiarmi in bagno”.

La paura di perdere il controllo prende il sopravvento, lasciandola senza forze. Nell’ultimo periodo Federica per l’ansia non riusciva neppure a salire sull’autobus, ormai era più di un mese che non andava a scuola.

Il percorso di psicoterapia

Sin dal primo appuntamento iniziamo a lavorare sulla sensazione di ansia, cercando di ridurre la paura attraverso il riconoscimento delle sensazioni e la conoscenza del modo migliore per affrontarle e superarle, nei momenti più delicati. L’uso di uno strumento specifico come il “diario di bordo”, un accorgimento terapeutico che serve a monitorare gli attacchi di panico nel momento stesso in cui arrivano, le ha permesso di essere più tranquilla, tanto che già alla seconda seduta è riuscita nuovamente a tornare a scuola. L’intero percorso di terapia strategica è stato veramente efficace, Federica ha rapidamente trovato un soddisfacente stato di serenità e benessere.

Adolescenza, ansia e panico: la terapia breve strategica

La Terapia Breve Strategica lavora nel breve periodo proprio per ridurre i sintomi della paura, favorendo la costruzione di una nuova realtà. Specialmente in adolescenza, quando la costruzione dell’identità è un momento delicato e fondamentale, è importante intervenire in maniera tempestiva sui casi di ansia e panico, per favorire sin da subito un miglioramento ed una decisiva soluzione del problema.

Se vuoi saperne di più su come funziona la terapia breve strategica, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

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Tag: adolescenza, ansia, Attacchi di Panico, genitori, genitorialità, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Genitorialità e adolescenza saranno trattate in questo articolo partendo da un recentissimo fatto di cronaca avvenuto in Umbria: la morte di due ragazzi di 15 e 16 anni che avevano assunto una dose di metadone scambiandolo per purple drank, la droga dei trapper (sigla che identifica i musicisti esponenti del trap, un sottogenere musicale del rap). Le modalità che hanno portato al drammatico epilogo stanno emergendo con chiarezza, e a colpire l’attenzione è soprattutto la facilità con la quale i nostri ragazzi arrivano a consumare le prime dosi di sostanze stupefacenti. Il fatto che si tratti di due giovanissimi in età adolescenziale ci fa ulteriormente riflettere sul ruolo della società nel contrasto al fenomeno dilagante dello spaccio e su quello delle famiglie nel rapporto con i figli, in particolare nel delicato momento della loro crescita.

Adolescenza, famiglia e gruppo dei pari

Nelle fasi della pubertà e preadolescenza, tra gli 11 e i 14 anni, il corpo del bambino si sviluppa, le sue emozioni si fanno più intense, il rapporto con i coetanei cambia registro, compaiono i primi turbamenti sessuali. Nel ragazzo si scontrano due opposte tendenze: da una parte egli vorrebbe rimanere al sicuro nel mondo dell’infanzia, dall’altra invece è tentato di esplorare il mondo degli adulti, ed in questo contesto si sente attratto principalmente da tutto quello che è estraneo alla famiglia. Diventano importanti gli amici, la loro solidarietà, l’accettazione all’interno del gruppo, le pratiche di socializzazione, il fumo, il consumo di alcool e – purtroppo sempre più di sovente – anche l’assunzione di sostanze stupefacenti. D’altra parte è anche vero che i comportamenti degli adolescenti sono in qualche modo il riflesso dell’ambiente familiare in cui vivono.  C’è da chiedersi qual è il ruolo della famiglia in tutto questo, non come se fossimo in tribunale, per “sputare” una sentenza, ma per aiutare le famiglie a migliorarsi e a capire come trovare soluzioni funzionali.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia come sistema organizzato 

La famiglia è il luogo di incontro dei diversi ruoli e delle diverse esigenze dei componenti il nucleo familiare. La famiglia è un sistema organizzato e come tale ha bisogno di regole certe, basate su un sistema di principi ben definiti e di direttive altrettanto chiare e condivise. Se non esiste una linea comune ad entrambi i genitori, si corre il rischio che i figli tentino di approfittare di uno dei due per soddisfare le proprie esigenze. In termini tecnici potremmo dire che si rischia di attivare dei circoli viziosi disfunzionali.

Genitori si diventa

E’ forse paradossale sostenere che genitori non si nasce, si diventa, ma certo il percorso non è dei più facili, viste anche le ingerenze esterne del mondo dei social, della televisione, e delle amicizie dei nostri figli. Uno degli aspetti fondamentali è rappresentato dalle modalità e dalle forme della comunicazione all’interno del nucleo familiare. La comunicazione infatti risulta essenziale per costruire e mantenere un corretto rapporto relazionale a livello affettivo-emotivo. Vi sono occasioni in cui è opportuno assumere con i figli posizioni più morbide e flessibili, altre in cui è invece indicata una posizione più rigida e direttiva. La situazione ideale è quella di saper modulare l’atteggiamento genitoriale in relazione alle differenti situazioni che si possono venire a creare: l’importante è che la comunicazione non venga mai a mancare e che sia adeguata al particolare momento.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia e i modelli di relazione

La famiglia è l’ambito in cui avviene la comunicazione genitori–figli ed è il centro focale di questo rapporto. E’ necessario pertanto comprendere bene come funziona il nostro ambiente familiare, per essere in grado di impostare correttamente l’insieme di regole in grado di influire sulla crescita funzionale dei nostri figli e per correggere eventuali aspetti negativi. Volendo fornire qualche indicazione più di dettaglio, si possono individuare alcune tipologie di modelli familiari che presentano ciascuna caratteristiche peculiari riguardo al loro funzionamento.

Il modello democratico permissivo

Il modello democratico permissivo, nel quale il rapporto è improntato sul dialogo tra i componenti della famiglia ed i genitori svolgono il ruolo di amici, persino di confidenti, dei propri figli. In questo tipo di famiglia regna una democrazia incondizionata, ma proprio per questo i figli si sentono caricati di una responsabilità a volte troppo grande per loro.

Il modello iperprotettivo

Nel modello iperprotettivo i genitori si sostituiscono in tutto ai propri figli, anticipandone i bisogni e risolvendo le difficoltà, nel tentativo di rendere loro la vita più facile. Il rischio in questi casi è quello che i figli crescano all’ombra dei genitori e che sviluppino comportamenti di incertezza e di insicurezza nei confronti del mondo esterno.

Il modello autoritario

Il modello autoritario è caratterizzato da modalità relazionali di tipo rigido ed impositivo. Il genitore (talvolta anche entrambi i genitori) esercitano il potere da una posizione dominante, ordine e disciplina sono i valori di riferimento, i figli non hanno voce in capitolo. Il controllo delle decisioni finisce per scoraggiare qualsiasi iniziativa non in linea con il sistema di regole imposte, l’eventuale posizione di rifiuto può condurre a posizioni radicali di contrapposizione.

Il modello delegante

Nel modello delegante i genitori delegano il loro ruolo alla famiglia allargata, di solito ai nonni, generando una dinamica interna di competizione in termini affettivi. Venendo a mancare una figura autorevole, e non essendo i nonni modelli adatti ad essere imitati, i genitori inducono nei figli la sensazione di essere persone deboli e poco convincenti.

Senza scendere più a fondo nel dettaglio e senza trattare ulteriori schemi caratteristici – ad esempio quelli della famiglia sacrificante e della famiglia intermittente – è importante notare che ciascun modello è caratterizzato da regole e strategie comunicative assolutamente peculiari, che tendono ad influire sulla crescita dei nostri figli.

Assume quindi la massima importanza capire a quale modello si ispira il nostro rapporto con i figli, per essere in grado di impostare o correggere, ove necessario, il dialogo genitoriale e per dare la giusta dimensione alla relazione affettiva che lega i membri della famiglia.

Se senti di avere delle difficoltà con tuo figlio oppure se sei un adolescente che ha bisogno di aiuto, contattami al 340.41.90.915 per una consulenza o per avere maggiori informazioni.

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Tag: adolescenza, dipendenza, genitorialità

Che cos’è l’efficacia personale? Come facciamo a gestire al meglio la nostra vita e le nostre decisioni? Molte volte ci siamo chiesti più o meno consciamente come fare per riuscire nella vita lavorativa, e in quelle strettamente connesse di relazioni sociali e famigliare. E soprattutto come fare per essere sempre efficaci ed anche efficienti. L’articolo di oggi prende in esame quegli aspetti che possono essere rielaborati e migliorati allo scopo di aumentare la concezione di efficacia ed efficienza nella nostra quotidianità.

Efficacia ed efficienza

Pur avendo significati diversi i due termini, nel contesto giornaliero abituale, vengono spesso impiegati come sinonimi. L’efficacia personale, secondo il mio punto di vista, è soggettiva, nel senso che ciascuno di noi stessi ha la tendenza ad un esame critico di ciò che facciamo, tuttavia vi sono alcuni aspetti che possono essere presi in esame, in termini generali, per aiutare a sentirsi più risolutivi, più incisivi nella nostra vita. Con efficacia si intende quindi la capacità di raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati, mentre l’efficienza riguarda la capacità di ottenerlo con il modalità e le risorse minime indispensabili.

 

Troppi impegni!

Sul lavoro il telefono squilla ogni cinque minuti, bisogna rispondere a troppe mail, ci sono continue riunioni, senza contare poi gli impegni familiari: la spesa, la casa, i figli… Gli obblighi sono sempre tantissimi e possono crearci un senso di frustrazione. Non riuscire a tenere tutto sotto controllo potrebbe indurre una sensazione di disagio e di conseguenza attenuare la nostra sensazione di efficacia personale. Gli impegni eccessivi possono determinare un blocco psicologico, che ci porta a non iniziare o a non portare a termine nulla, una sorta di “rifiuto” nei confronti delle troppe cose da fare. Un’altra sensazione negativa è quella di non riuscire ad intravvedere mai la fine di un lavoro, di un compito, di una incombenza. Le giornate iniziano ma non finiscono mai, c’è sempre qualcosa da fare e impegni da assolvere. Entrambe queste situazioni ci portano a vivere una sensazione di scarsa efficacia personale, con il rischio di sentirsi emotivamente tristi e arrabbiati con se stessi.

Come gestire gli impegni

Per gestire al meglio i nostri impegni, e dare quindi un’organizzazione ben articolata alle nostre giornate, è fondamentale attribuire un grado di “priorità” alle nostre attività e ai nostri obiettivi. Di fronte ad un nuovo progetto può essere utile chiedersi quale sia il risultato che vogliamo raggiungere, cercando di stimare l’impegno che dobbiamo investire per arrivare al nostro scopo. In questo modo saremo in grado di valutare le energie necessarie, il tempo di cui abbiamo bisogno ed il grado di coinvolgimento necessario. Riguardo al grado di priorità, sarebbe importante scartare a priori tutte quelle richieste che sono chiaramente superflue, poco importanti o che comunque possiamo rimandare al giorno successivo. Il fatto di essere in grado di organizzarsi senza essere travolti dagli impegni, trovando le soluzioni opportune e mantenendo in alcune situazioni una “dose minima” di cose da fare, aumenta l’efficacia personale.

Paura di non farcela

Il fallimento in qualche caso può essere dietro l’angolo, per questo la paura di sbagliare talvolta ci blocca e non ci consente di mettere in atto le azioni che ci siamo prefissati. Nella nostra società moderna i fallimenti vengono interpretati sempre in chiave negativa. In realtà ogni volta che sbagliamo o abbiamo un insuccesso, questo dovrebbe essere interpretato come un’opportunità di modificare il nostro approccio, una nuova e diversa possibilità di crescita, che ci consenta di diventare ancora più efficaci e performanti. Può sembrare paradossale, ma sbagliare è necessario, quasi fondamentale, così come è fondamentale soprattutto non fermarsi, ripartire. E’ facile che una battuta d’arresto possa scoraggiarci, tuttavia è ancora più importante gestire le emozioni di sofferenza e disagio, per poter così ripartire, trasformando un limite in risorsa.

Insoddisfazione lavorativa ed efficacia personale

L’insoddisfazione lavorativa il più delle volte è direttamente proporzionale alla sensazione di non essere efficaci. Non poterci esprimere come vorremmo anche sul lavoro genera dei veri e propri blocchi emotivi e innesca una sorta di routine che ci fa vivere la quotidianità in maniera poco soddisfacente e positiva. Nelle situazioni lavorative si riscontrano alcuni aspetti che possono determinare una sensazione di scarsa efficacia personale.

Cosa porta all’insoddisfazione lavorativa

Il primo è il fatto di sentirsi ignorati, come invisibili, e di conseguenza di non riuscire ad attirare le attenzioni dei colleghi e del capo, oppure dei collaboratori. L’impossibilità di stabilire una relazione sana con i colleghi e con i propri collaboratori genera una sensazione di incapacità ed inefficacia. Un secondo aspetto è quello di non riuscire a dare rilevanza e spessore al proprio lavoro. Se il nostro lavoro non conta né per me stesso né tantomeno per qualcun altro, difficilmente sarò soddisfatto e mi sentirò efficace. L’insoddisfazione lavorativa è molto diffusa e a sua volta provoca una condizione di scarsa efficacia personale. Cercare di lavorare su questo aspetto così pregnante della propria vita deve diventare una priorità per favorire un funzionale percorso di crescita personale.

Se vuoi saperne di più sull’efficacia personale o fissare una consulenza psicologica, chiamami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

 

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Tag: efficacia personale, emozioni, Terapia Breve Strategica

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Terapia Breve Strategica e disturbi alimentari

17 Settembre 2020

I disturbi del comportamento alimentare sono una tipologia di problematica psicologica molto diffusa. Il cibo è un piacere fondamentale e nel nostro “bel Paese” c’è una grande attenzione all’alimentazione. In ogni situazione, al bar, in ufficio, con gli amici, non si fa altro che parlare di cibo, ricette e cene al ristorante. Il momento del pasto è una situazione conviviale che soddisfa e fa sentire bene le persone. Tuttavia nel caso di persone con problematiche di disturbi del comportamento alimentare, il cibo può diventare una “prigione” che sconvolge la vita. L’articolo di oggi mira a far conoscere le diverse patologie connesse con il cibo ed il loro profondo legame con le dinamiche emotive.

I disturbi del comportamento alimentare: anoressia e bulimia

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che si caratterizza per una ricerca ossessiva della magrezza e la conseguente paura di ingrassare. Questi due requisiti determinano un’importante riduzione dell’assunzione di cibo, in alcuni casi addirittura una vera e propria astensione dallo stesso. In tal modo il peso corporeo si riduce notevolmente, senza per questo far sentire il soggetto anoressico realmente soddisfatto. Diventa una vera e propria ricerca ossessiva della magrezza.

Viceversa nella bulimia vi è una ricerca sfrenata del cibo. La persona vive il cibo come qualcosa di irrinunciabile e, pur cercando di frenarsi, perde il controllo concedendosi delle vere e proprie abbuffate alimentari. Spesso accade che il peso aumenti in maniera considerevole, portando a situazioni di sovrappeso o addirittura di obesità.

Binge eating e Jo-jo

In queste due situazioni particolari, la problematicità è data dall’alternarsi di digiuno e di dieta a situazioni diperdita di controllo. Nel caso del binge eating questi momenti di astensione dal cibo e successiva perdita di controllo con abbuffata si possono verificare anche nello stesso giorno. Oppure nell’arco di una settimana, vi possono essere giorni interi di dieta e giorni interi di totale perdita di controllo e di ricerca del piacere del cibo. Nel caso Jo-jo la differenza essenziale sta nel fatto che a lunghi periodi di dieta restrittiva segue una ripresa con abbuffate di cibo alla ricerca di una alimentazione “normale”, con conseguente rapido aumento del peso corporeo. In realtà nei momenti di dieta restrittiva il nostro corpo tende a conservare le riserve di grasso e quindi a bruciare meno, perciò nel momento in cui si riprende a mangiare si riprende velocemente peso. Ovviamente questa situazione genera effetti negativi sul metabolismo.

Vomiting

Nel vomiting l’impulso a mangiare e vomitare è impossibile da controllare. Questa particolare forma di disturbo del comportamento alimentare si sviluppa nel momento in cui la persona trae piacere dalla sequenza:mangiare e vomitare. In un primo momento l’atto del vomitare serve solo per liberarsi dal cibo ingurgitato, evitando così di aumentare di peso. Solo in un secondo momento mangiare e vomitare si trasforma in un vero e proprio rituale piacevole, un vortice da cui diventa complicato e molto difficile uscire.

I disturbi del comportamento alimentare e la dinamica di piacere

Una delle caratteristiche che accomuna tutti questi disturbi del comportamento alimentare è la dinamica del piacere. Il cibo è uno strumento attraverso il quale ci possiamo concedere o privare di questa emozione primaria. Le dinamiche emotive connesse con il cibo sono essenziali per poter affrontare e superare i disturbi del comportamento alimentare. Segui il mio blog per avere più informazioni; nelle prossime settimane inoltre uscirà il mio e-book sui disturbi del comportamento alimentare. L’articolo di oggi è un anticipo di alcuni aspetti che troverai esposti in dettaglio in questa guida gratuita, con anche esempi e alcuni consigli pratici.

Se vuoi maggiori info segui le mie pagine social dalle quali potrai scaricare l’e-book, oppure chiamami al 340.41.90.915 per avere maggiori informazioni.

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Tag: anoressia, binge eating, bulimia, disturbi del comportamento alimentare, jo jo, Terapia Breve Strategica, vomiting

Ansia e attacchi di panico possono diventare così invalidanti da non permetterci di sentirci più sicuri in nessuna delle nostre attività quotidiane. Oggi parlerò di ansia, e lo farò attraverso un racconto di terapia, per far capire come l’ansia possa veramente essere superata, perchè non è necessario conviverci ma è davvero possibile tornare a vivere in maniera serena. La storia che mi accingo a raccontarvi è reale. La sua particolarità sta nel fatto che la sensazione di paura ha determinato come conseguenza una totale insicurezza e indecisione. L’autostima del soggetto si è ridotta praticamente a zero, la capacità di cambiare e prendere decisioni senza essere sovrastati dall’ansia sembrava diventato qualcosa di impossibile.

Se vuoi saperne di più su ansia e attacchi di panico, scarica il mio e-book gratuito:

ANSIA E PAURA, una breve guida sulle diverse patologie fobiche e sulle strategie per superare ansia e panico.

Ansia e attacchi di panico: la storia di S.

S. si presenta nel mio studio dopo aver svolto altrove un lungo percorso di terapia. Ha molto chiaro come la sua ansia sia legata ad una realtà lavorativa poco edificante e ad una difficoltà nel prendere decisioni. Lavora da anni come dipendente e ha sviluppato competenze significative nel proprio campo. Nella prima fase della carriera il capo lo ha sempre valorizzato, tuttavia a seguito di un spiacevole evento con un cliente, il capo ha iniziato a rendergli la vita lavorativa più complicata. Invece di supportarlo e aiutarlo a superare l’errore, il capo ha creato una situazione di tensione, S. ha avvertito sempre più l’insicurezza durante ogni attività lavorativa, tanto da iniziare a vivere sensazioni di panico.

la cosa peggiore è quella di sentirsi come morire durante il turno, non riesco a controllarmi, stringo i denti ma temo di crollare da un momento all’altro”.

Le tentate soluzioni

L’autocontrollo che esercita sulle sue sensazioni lo aiuta a portare a termine la giornata di lavoro; questo modo di affrontare il lavoro al momento sembra funzionale. Ma le giornate di lavoro diventano interminabili, il capo si accorge che la brillantezza è sparita. Invece di supportarlo inizia a vessarlo, arrivando addirittura a pensare al licenziamento. S. è in crisi, riversa le sue preoccupazioni in famiglia, con i fratelli e i genitori. Inizia ad uscire sempre meno di casa, rinunciando anche ad alcune sue passioni. Diventa insicuro in qualsiasi cosa, più si chiude in se stesso e più il problema aumenta creando una “prigione” nella quale l’ansia e gli attacchi di panico trovano nutrimento.

Ansia e attacchi di panico: come superarli

Il primo step della terapia si è incentrato sul favorire una riduzione della sintomatologia attraverso alcune strategie paradossali: S. ha iniziato a sperimentare come la paura affrontata si può trasformare in coraggio.

Attraverso il training definito la peggiore fantasia, S. ha vissuto in prima persona il fatto che se toccata con mano la paura svanisce. Questa tecnica è molto efficace, in quanto spinge la persona a non evitare ma addirittura ad affrontare le sue paure, a guardarle in faccia. Spesso descrivo la paura come un fantasma, più noi scappiamo dal fantasma e più quest’ultimo ci rincorre e ci spaventa. Attraverso la tecnica della peggiore fantasia si smette di scappare al fantasma e lo si tocca, facendolo scomparire. S. racconta come l’applicazione di questa tecnica gli abbia sin da subito fatto avvertire una forza nuova, l’insicurezza si è mano a mano sgretolata, lasciando sempre più spazio a nuove (ritrovate) energie.

Pensavo fosse un esercizio impossibile, invece mi ha aiutato ad uscire dalle mie paure

La Terapia Breve Strategica per il trattamento di ansia e panico

S. durante, il percorso di terapia, ha trovato una soluzione alla sua ansia e all’insicurezza che aveva maturato. E’ riuscito addirittura a licenziarsi e ad aprire una Partita IVA, diventando un lavoratore autonomo. Inoltre anche le passioni e gli hobby che aveva lasciato in sospeso, sono tornati parte integrante della sua vita. L’indecisione è ormai un lontano ricordo. La terapia breve strategica è efficace ed efficiente in quanto aiuta la persona a superare l’ansia e gli attacchi di panico, per poi favorire il consolidamento di una nuova realtà di benessere e salute mentale.

Se vivi una situazione simile e vuoi superare ansia e panico, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it in breve tempo riusciremo insieme a superare i tuoi problemi.

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Tag: ansia, Attacchi di Panico, fobie, monofobie, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Quest’anno il TEDxCortina 2020 ha avuto luogo in una cornice speciale: il rifugio Lagazuoi. L’ultima volta che avevo raggiunto il rifugio Lagazuoi era stata una lunga giornata di montagna, molto dislivello, un lunghissimo sentiero attrezzato e tantissima pioggia. Gli ultimi 600 metri di dislivello erano stati massacranti: stanchezza fisica, lieve dolore alle ginocchia, pioggia forte, tuttavia l’arrivo al rifugio alpino valeva la pena. La doccia bollente e l’ottima cucina mi avevano fatto recuperare dalle fatiche, e la bellezza del rifugio era stato un nutrimento per gli occhi. Situato a 2.752 metri sul livello del mare, il Lagazuoi si trova in una posizione panoramica nei confronti di numerose vette dolomitiche: le Tofane, le Odle, la Marmolada, solo per citarne alcune.

Purtroppo quest’anno non sono potuto essere presente di persona all’avvenimento, tuttavia averlo seguito in rete mi ha riportato nel meraviglioso ambiente alpino del rifugio. L’articolo di oggi è un report di quanto ascoltato in streaming durante il TEDxCortina 2020, tenutosi all’aperto nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti contagio.

TEDxCortina 2020: “Emergenze”, un tema attuale

Il tema delle Emergenze, scelto dal team del TEDx addirittura prima della pandemia COVID-19, è decisamente molto attuale. Come psicologo e psicoterapeuta mi trovo spesso a lavorare con problematiche connesse a momenti di crisi e di emergenza. La salute mentale ed il benessere possono facilmente essere intaccati da momenti di difficoltà, da situazioni problematiche con risvolti stressanti, che incontriamo quotidianamente. In particolare i recenti mesi di emergenza sanitaria hanno comportato conseguenze e riflessioni importanti nella vita di ciascuno di noi. TedxCortina ha affrontato la tematiche dell’emergenza da diverse prospettive, avvalorando l’importanza di sapersi adattare alle situazioni allarmanti ed entrare nella dinamica del cambiamento: Perché emergenza è necessità, ma anche possibilità e responsabilità di coltivare il cambiamento”.

 

Gli speaker del TEDxCortina 2020

L’epidemiologa Ilaria Dorigatti ha aperto l’edizione del TEdxCortina 2020 parlando di contagio. Una seconda ondata di COVID-19 può essere evitata solamente dall’essere umano più imprevedibile: l’uomo. Solo seguendo in maniera rispettosa le regole e le norme sanitarie possiamo veramente evitare un nuovo lockdown. Il futuro è incerto, la nostra responsabilità personale farà la differenzaThomas Ambrosi, C.E.O. di ONO Exponential Farming, una start-up innovativa nel settore dell’Agritech, distingue tra emergenze lente e veloci, situazioni cioè che richiedono risposte più o meno rapide; il concetto di emergenza ci porta a modificare le nostre abitudini e a prospettarci un futuro diverso. L’emergenza intesa come possibilità e non come limite. Marco Landi, ex presidente di Apple, vede l’uomo – ed in particolare i giovani – al centro del progetto futuro, per questo è importate continuare a valorizzarli, puntando sull’innovazione come motore per la crescita. Nina Zilli, cantautrice, personaggio televisivo e conduttrice radiofonica, ha gridato che dobbiamo indignarci di fronte alle ingiustizie e comunicare al mondo quello che pensiamo. Claudia Belli, (head) Social business e Microfinance Mgr. – BNP PARIBAS, alla domanda: “Cosa risolverà le emergenze?”, ha risposto: “Modelli sociali che possono creare soluzioni inedite, con impatto positivo”Luca Foresti, A.D. del Centro Medico Sant’Agostino, mette in primo piano la volontà come motore per costruire uno stile di vita sano, l’importanza di sentirsi bene con se stessi sia in termini di salute fisica che mentale. Come psicologo psicoterapeuta non posso che concordare con la tesi del dottor Foresti, ricordando che uno stile di vita salutare genera la condizione di benessere necessaria per affrontare positivamente lo stress della vita modernaSimona Atzori, ballerina e pittrice, ha emozionato con il suo slogan: “Io ho le mani in basso!”. Dalla nascita Simona è priva delle mani, tuttavia questo non l’ha scoraggiata, con grande forza di volontà ha spostato il focus dalle mani ai piedi, che sono diventati il mezzo per esprimersi. Non ha mai guardato a quello che manca, ma a quello che c’è! Gaetano Farina, Tenente Colonnello dell’Aeronautica Militare, comandante delle Frecce Tricolori, ha sottolineato l’importanza della formazione e dell’addestramento per prevenire le possibili emergenze. Solo lo studio e l’attenzione continua aiutano a riconoscere un problema prima che si presenti.

La chiusura del TEDxCortina ha visto sul palco Vittorio Di Tomaso, Presidente e CEO di Celi, una PMI innovativa nel campo della progettazione di sistemi basati su Intelligenza Artificiale. Di Tomaso ha presentato l’innovativo progetto di “benessere urbano”, in grado di migliorare l’esperienza urbana delle persone attraverso la raccolta dati, effettuata tramite l’ausilio di cosiddette “panchine sensoriali”.

TEDxCortina un evento ecosostenibile

Il TEDxCortina 2020 è stato come sempre un evento splendido, ricco di interessanti spunti di innovazione e divulgazione, impreziosito dal fatto di essere stato organizzato in un luogo speciale, nel rispetto del criterio di sostenibilità ambientale e di uso consapevole delle risorse.

Il 17 ottobre vi aspettiamo al TEDxPadova 2020, al quale collaboro in team, con il ruolo di “Speaker Assistant”. Il tema del convegno sarà “Identità” e stupirà con ospiti di primo piano; vi consiglio di seguire il sito di TEDxPadova, per rimanere aggiornati su tutte le news  relative all’evento.

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Tag: emergenze, psicologia dell'emergenza, TEDxCortina, TEDxCortina 2020, TEDxPadova

Cos’è il TEDx Padova Salon e cos’è il TED

Innanzi tutto vorrei chiarire che la sigla TED è l’acronimo di Technology, Entertainment and Design, una Organizzazione internazionale che si prefigge lo scopo di facilitare la diffusione di idee riguardanti una grande varietà di argomenti (dalla scienza, al business, alle tematiche globali) attraverso brevi conferenze tenute da esperti di ogni settore. TEDx Padova è la sigla dell’ente locale, indipendente, organizzatore di peculiari eventi sul proprio territorio. Il TEDx Padova Salon è uno degli eventi satellite all’evento principale, che permettono alla community di rimanere collegati con il TEDx Padova durante tutto l’anno.

TEDx è innovazione

Quando cerco di dare una definizione più personale di cosa significhi TEDx per me, entro in un mondo meccanico fatto di ingranaggi, immagino una serie di ruote dentate che si inseriscono una nell’altra, dapprima ferme ed immobili, che iniziano poi lentamente a ruotare e proseguono in maniera sempre più veloce e coordinata. Ogni intervento (speech) che ascolto durante il TEDx fa lavorare gli ingranaggi della mia mente, crea spunti di riflessione, mi fa vivere un’esperienza formativa e di valore. Questo è’ quello che puntualmente mi è successo anche durante l’ultimo TEDxPadova Salon.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Il Salon è un evento satellite che anticipa l’evento annuale di TEDx Padova. Il titolo come l’acqua prende spunto dalla considerazione che l’acqua è un elemento fondamentale, qualcosa di cui noi tutti abbiamo bisogno. Allo stesso modo, appunto come l’acqua, anche la solidarietà è qualcosa, un valore, di cui tutti noi abbiamo bisogno e di cui non possiamo fare a meno. E’ questo il grande insegnamento che ci portiamo a casa dall’interessante Salon di lunedì 27 luglio, svoltosi nella meravigliosa cornice del Castello Carrarese in centro Padova. In particolare questo evento sottolinea l’importanza della città di Padova come Capitale Europea del Volontariato per l’anno 2020, ed è stato organizzato appunto in collaborazione con il CSV (Centro Servizio Volontariato) della provincia di Padova.  Oggi vorrei brevemente riassumere gli interventi di questo evento sui generis, a mio giudizio così particolare ed emozionante.

Le storie di chi lavora nel sociale

Patrizia Tolot, della cooperativa “Down Dadi” di Padova, ci ha fatto entrare nel vivo della loro attività, ci ha fatto capire come affrontare il tabù della diversità di coloro che sono affetti da sindrome di Down. Inoltre ha sottolineato l’importanza della mission della cooperativa: favorire una sempre maggiore autonomia per le persone affette da disabilità intellettive, sia dal punto di vista occupazionale che sociale.

La psicologa psicoterapeuta Patrizia Zantedeschi, responsabile del centro antiviolenza, ci ha illustrato le problematiche che si presentano nel Centro Veneto Progetti Donna. La sua scioccante statistica, ovvero che una donna su tre è vittima di violenza, fisica o verbale, ha riportato l’attenzione su una tematica, quella della violenza sulle donne, che non può essere considerata come argomento scontato e relegata in secondo piano nell’attenzione generale.

Storie d’integrazione

Si sono poi succeduti quattro speaker speciali, protagonisti di storie di integrazione sociale, quattro persone le cui storie raccontano di lunghi viaggi e di grandi sofferenze prima di poter finalmente arrivare ad inserirsi e ad integrarsi nel mondo del lavoro, attraverso la Cooperativa di Solidarietà.

Mamadou è stato costretto ad intraprendere un lungo viaggio che dal Mali lo ha portato in Italia; ha vissuto ingiustamente l’esperienza del carcere in Libia, ha visto morire decine di persone durante la traversata in barcone, ha dovuto lottare duramente per riuscire ad integrarsi. Aneto è arrivata in Italia con la promessa di un lavoro in un negozio di scarpe e si è ritrovata invece sul marciapiede. Solo la sua grande forza d’animo l’ha aiutata a scappare e a cercare una nuova vita. Fhad avrebbe potuto essere un grande campione di atletica se le problematiche burocratiche non avessero ostacolato il suo sogno. Anche lui, però, con la forza di volontà è riuscito a rialzarsi e ad integrarsi nel tessuto sociale del padovano. Infine Hannou e sua moglie Youssef hanno raccontato le loro storie. Il primo ha lottato e superato ogni pregiudizio, riuscendo infine a partecipare alla vita politica della città di Padova. Sua moglie ha continuato ad indossare il velo, simbolo culturale in cui si riconosce, contro tutto e contro tutti i pregiudizi.

La presentatrice Francesca Trevisi ha brillantemente condotto la serata e a renderla ancora più prestigiosa hanno contribuito la lettura del “Pranzo di Babette” da parte dell’attrice e scrittrice Lella Costa e le musiche dell’Orchestra Radiomondo, diretta dal maestro Maurizio Camardi.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Con la metafora di quanto sia vitale la solidarietà – esattamente come l’acqua – per chi ne ha bisogno, l’evento sponsorizzato dal TEDx Padova Salon insegna l’importanza dell’aiuto reciproco, del sostegno, dell’integrazione e soprattutto di come quest’ultima sia effettivamente realizzabile nella nostra società.

In chiusura vorrei sottolineare come questo evento sia stato reso possibile dal grandissimo lavoro di tutto il team di TEDx Padova, che come sempre riesce a realizzare qualcosa di importante (magico) attraverso il lavoro sincrono e ben coordinato di tutti i suoi componenti. Rimanete collegati e non dimenticate la data del 17 ottobre 2020 quando andrà in scena l’annuale TEDx Padova 2020, avente per tema: “Identità”.

 

 

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Adolescenza, ansia e panico

C’è chi pensa che l’ansia ed il panico non si verifichi in adolescenza e sia un problema solo degli adulti. In realtà l’ansia ed il panico in adolescenza possono creare grandi difficoltà e momenti di chiusura relazionale anche e soprattutto nei ragazzi. Dando vita a situazioni di evitamento”, di impedimento e di crisi vera propria, molto complesse da superare. Il senso di nervosismo e di preoccupazione possono prendere il sopravvento e favorire una rinuncia a frequentare gli amici, ad andare a scuola o a continuare l’attività sportiva.

Quali conseguenze per ansia e panico?

Le conseguenze di queste intense emozioni di ansia e panico possono derivare dalla paura di non riuscire (es. nello studio, nello sport), di non farcela anche nelle situazioni più semplici da gestire, e possono comportare una successiva difficoltà anche nella strutturazione dell’identità personale. Oggi, attraverso le storie vere di alcuni giovani ragazzi, affronteremo questa importante problematica dell’ansia e del panico in adolescenza.

Marco ci racconta l’ansia ed il panico in adolescenza

Ero in gita a Vienna e ad un certo punto mi sono sentito morire

Marco (nome di fantasia) esordisce in questo modo al primo appuntamento nel mio studio. La sensazione che descrive è stata quella di una de-personalizzazione, come se non fosse lui a vivere quelle emozioni  e come se stesse per morire proprio in quel momento. Il panico aveva preso il sopravvento durante la mattina in giro per la città.

Il racconto di Marco

La sera precedente avevamo fatto tardi con i compagni di classe, ridendo scherzando e bevendo qualche birra di troppo”, racconta Marco, “poi improvvisamente ho sentito una morsa allo stomaco e ho iniziato ad aver paura”. Per la prima volta nella sua vita aveva sperimentato cosa significasse veramente morire di paura”; Marco ha stretto i denti per sopportare lo stress emotivo, non ne ha parlato con nessuno e ha cercato di evitare di attirare l’attenzione. I pensieri sono diventati insopportabili, si è sentito fuori luogo, fuori dal proprio corpo, però ha retto e sopportato fino al rientro a casa. Si è rivolto al mio studio per cercare di controllare i pensieri negativi e capire se questa sensazione di de-personalizzazione fosse reale o meno.

La terapia breve strategica

Il lavoro terapeutico sul disturbo ansiogeno ha portato in breve tempo ad ottimi risultati, in particolare riducendo i sintomi della paura improntando un lavoro sulla consapevolezza di se stesso. Le grandi paure del futuro, di come sarà la sua vita e di come di svilupperà la sua identità, sono state risolte con successo e hanno condotto ad deciso miglioramento della sintomatologia.

Federica e la paura di andare a scuola

Federica (nome di fantasia) ha smesso di andare a scuola. Da alcuni mesi la paura di non essere all’altezza e di non riuscire a superare le verifiche le ha creato un blocco psicologico:

Quando sono in classe entro in uno stato di tensione, mi viene paura e mi trovo costretta ad uscire e a rifugiarmi in bagno”.

La paura di perdere il controllo prende il sopravvento, lasciandola senza forze. Nell’ultimo periodo Federica per l’ansia non riusciva neppure a salire sull’autobus, ormai era più di un mese che non andava a scuola.

Il percorso di psicoterapia

Sin dal primo appuntamento iniziamo a lavorare sulla sensazione di ansia, cercando di ridurre la paura attraverso il riconoscimento delle sensazioni e la conoscenza del modo migliore per affrontarle e superarle, nei momenti più delicati. L’uso di uno strumento specifico come il “diario di bordo”, un accorgimento terapeutico che serve a monitorare gli attacchi di panico nel momento stesso in cui arrivano, le ha permesso di essere più tranquilla, tanto che già alla seconda seduta è riuscita nuovamente a tornare a scuola. L’intero percorso di terapia strategica è stato veramente efficace, Federica ha rapidamente trovato un soddisfacente stato di serenità e benessere.

Adolescenza, ansia e panico: la terapia breve strategica

La Terapia Breve Strategica lavora nel breve periodo proprio per ridurre i sintomi della paura, favorendo la costruzione di una nuova realtà. Specialmente in adolescenza, quando la costruzione dell’identità è un momento delicato e fondamentale, è importante intervenire in maniera tempestiva sui casi di ansia e panico, per favorire sin da subito un miglioramento ed una decisiva soluzione del problema.

Se vuoi saperne di più su come funziona la terapia breve strategica, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

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Tag: adolescenza, ansia, Attacchi di Panico, genitori, genitorialità, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Genitorialità e adolescenza saranno trattate in questo articolo partendo da un recentissimo fatto di cronaca avvenuto in Umbria: la morte di due ragazzi di 15 e 16 anni che avevano assunto una dose di metadone scambiandolo per purple drank, la droga dei trapper (sigla che identifica i musicisti esponenti del trap, un sottogenere musicale del rap). Le modalità che hanno portato al drammatico epilogo stanno emergendo con chiarezza, e a colpire l’attenzione è soprattutto la facilità con la quale i nostri ragazzi arrivano a consumare le prime dosi di sostanze stupefacenti. Il fatto che si tratti di due giovanissimi in età adolescenziale ci fa ulteriormente riflettere sul ruolo della società nel contrasto al fenomeno dilagante dello spaccio e su quello delle famiglie nel rapporto con i figli, in particolare nel delicato momento della loro crescita.

Adolescenza, famiglia e gruppo dei pari

Nelle fasi della pubertà e preadolescenza, tra gli 11 e i 14 anni, il corpo del bambino si sviluppa, le sue emozioni si fanno più intense, il rapporto con i coetanei cambia registro, compaiono i primi turbamenti sessuali. Nel ragazzo si scontrano due opposte tendenze: da una parte egli vorrebbe rimanere al sicuro nel mondo dell’infanzia, dall’altra invece è tentato di esplorare il mondo degli adulti, ed in questo contesto si sente attratto principalmente da tutto quello che è estraneo alla famiglia. Diventano importanti gli amici, la loro solidarietà, l’accettazione all’interno del gruppo, le pratiche di socializzazione, il fumo, il consumo di alcool e – purtroppo sempre più di sovente – anche l’assunzione di sostanze stupefacenti. D’altra parte è anche vero che i comportamenti degli adolescenti sono in qualche modo il riflesso dell’ambiente familiare in cui vivono.  C’è da chiedersi qual è il ruolo della famiglia in tutto questo, non come se fossimo in tribunale, per “sputare” una sentenza, ma per aiutare le famiglie a migliorarsi e a capire come trovare soluzioni funzionali.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia come sistema organizzato 

La famiglia è il luogo di incontro dei diversi ruoli e delle diverse esigenze dei componenti il nucleo familiare. La famiglia è un sistema organizzato e come tale ha bisogno di regole certe, basate su un sistema di principi ben definiti e di direttive altrettanto chiare e condivise. Se non esiste una linea comune ad entrambi i genitori, si corre il rischio che i figli tentino di approfittare di uno dei due per soddisfare le proprie esigenze. In termini tecnici potremmo dire che si rischia di attivare dei circoli viziosi disfunzionali.

Genitori si diventa

E’ forse paradossale sostenere che genitori non si nasce, si diventa, ma certo il percorso non è dei più facili, viste anche le ingerenze esterne del mondo dei social, della televisione, e delle amicizie dei nostri figli. Uno degli aspetti fondamentali è rappresentato dalle modalità e dalle forme della comunicazione all’interno del nucleo familiare. La comunicazione infatti risulta essenziale per costruire e mantenere un corretto rapporto relazionale a livello affettivo-emotivo. Vi sono occasioni in cui è opportuno assumere con i figli posizioni più morbide e flessibili, altre in cui è invece indicata una posizione più rigida e direttiva. La situazione ideale è quella di saper modulare l’atteggiamento genitoriale in relazione alle differenti situazioni che si possono venire a creare: l’importante è che la comunicazione non venga mai a mancare e che sia adeguata al particolare momento.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia e i modelli di relazione

La famiglia è l’ambito in cui avviene la comunicazione genitori–figli ed è il centro focale di questo rapporto. E’ necessario pertanto comprendere bene come funziona il nostro ambiente familiare, per essere in grado di impostare correttamente l’insieme di regole in grado di influire sulla crescita funzionale dei nostri figli e per correggere eventuali aspetti negativi. Volendo fornire qualche indicazione più di dettaglio, si possono individuare alcune tipologie di modelli familiari che presentano ciascuna caratteristiche peculiari riguardo al loro funzionamento.

Il modello democratico permissivo

Il modello democratico permissivo, nel quale il rapporto è improntato sul dialogo tra i componenti della famiglia ed i genitori svolgono il ruolo di amici, persino di confidenti, dei propri figli. In questo tipo di famiglia regna una democrazia incondizionata, ma proprio per questo i figli si sentono caricati di una responsabilità a volte troppo grande per loro.

Il modello iperprotettivo

Nel modello iperprotettivo i genitori si sostituiscono in tutto ai propri figli, anticipandone i bisogni e risolvendo le difficoltà, nel tentativo di rendere loro la vita più facile. Il rischio in questi casi è quello che i figli crescano all’ombra dei genitori e che sviluppino comportamenti di incertezza e di insicurezza nei confronti del mondo esterno.

Il modello autoritario

Il modello autoritario è caratterizzato da modalità relazionali di tipo rigido ed impositivo. Il genitore (talvolta anche entrambi i genitori) esercitano il potere da una posizione dominante, ordine e disciplina sono i valori di riferimento, i figli non hanno voce in capitolo. Il controllo delle decisioni finisce per scoraggiare qualsiasi iniziativa non in linea con il sistema di regole imposte, l’eventuale posizione di rifiuto può condurre a posizioni radicali di contrapposizione.

Il modello delegante

Nel modello delegante i genitori delegano il loro ruolo alla famiglia allargata, di solito ai nonni, generando una dinamica interna di competizione in termini affettivi. Venendo a mancare una figura autorevole, e non essendo i nonni modelli adatti ad essere imitati, i genitori inducono nei figli la sensazione di essere persone deboli e poco convincenti.

Senza scendere più a fondo nel dettaglio e senza trattare ulteriori schemi caratteristici – ad esempio quelli della famiglia sacrificante e della famiglia intermittente – è importante notare che ciascun modello è caratterizzato da regole e strategie comunicative assolutamente peculiari, che tendono ad influire sulla crescita dei nostri figli.

Assume quindi la massima importanza capire a quale modello si ispira il nostro rapporto con i figli, per essere in grado di impostare o correggere, ove necessario, il dialogo genitoriale e per dare la giusta dimensione alla relazione affettiva che lega i membri della famiglia.

Se senti di avere delle difficoltà con tuo figlio oppure se sei un adolescente che ha bisogno di aiuto, contattami al 340.41.90.915 per una consulenza o per avere maggiori informazioni.

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Tag: adolescenza, dipendenza, genitorialità

Che cos’è l’efficacia personale? Come facciamo a gestire al meglio la nostra vita e le nostre decisioni? Molte volte ci siamo chiesti più o meno consciamente come fare per riuscire nella vita lavorativa, e in quelle strettamente connesse di relazioni sociali e famigliare. E soprattutto come fare per essere sempre efficaci ed anche efficienti. L’articolo di oggi prende in esame quegli aspetti che possono essere rielaborati e migliorati allo scopo di aumentare la concezione di efficacia ed efficienza nella nostra quotidianità.

Efficacia ed efficienza

Pur avendo significati diversi i due termini, nel contesto giornaliero abituale, vengono spesso impiegati come sinonimi. L’efficacia personale, secondo il mio punto di vista, è soggettiva, nel senso che ciascuno di noi stessi ha la tendenza ad un esame critico di ciò che facciamo, tuttavia vi sono alcuni aspetti che possono essere presi in esame, in termini generali, per aiutare a sentirsi più risolutivi, più incisivi nella nostra vita. Con efficacia si intende quindi la capacità di raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati, mentre l’efficienza riguarda la capacità di ottenerlo con il modalità e le risorse minime indispensabili.

 

Troppi impegni!

Sul lavoro il telefono squilla ogni cinque minuti, bisogna rispondere a troppe mail, ci sono continue riunioni, senza contare poi gli impegni familiari: la spesa, la casa, i figli… Gli obblighi sono sempre tantissimi e possono crearci un senso di frustrazione. Non riuscire a tenere tutto sotto controllo potrebbe indurre una sensazione di disagio e di conseguenza attenuare la nostra sensazione di efficacia personale. Gli impegni eccessivi possono determinare un blocco psicologico, che ci porta a non iniziare o a non portare a termine nulla, una sorta di “rifiuto” nei confronti delle troppe cose da fare. Un’altra sensazione negativa è quella di non riuscire ad intravvedere mai la fine di un lavoro, di un compito, di una incombenza. Le giornate iniziano ma non finiscono mai, c’è sempre qualcosa da fare e impegni da assolvere. Entrambe queste situazioni ci portano a vivere una sensazione di scarsa efficacia personale, con il rischio di sentirsi emotivamente tristi e arrabbiati con se stessi.

Come gestire gli impegni

Per gestire al meglio i nostri impegni, e dare quindi un’organizzazione ben articolata alle nostre giornate, è fondamentale attribuire un grado di “priorità” alle nostre attività e ai nostri obiettivi. Di fronte ad un nuovo progetto può essere utile chiedersi quale sia il risultato che vogliamo raggiungere, cercando di stimare l’impegno che dobbiamo investire per arrivare al nostro scopo. In questo modo saremo in grado di valutare le energie necessarie, il tempo di cui abbiamo bisogno ed il grado di coinvolgimento necessario. Riguardo al grado di priorità, sarebbe importante scartare a priori tutte quelle richieste che sono chiaramente superflue, poco importanti o che comunque possiamo rimandare al giorno successivo. Il fatto di essere in grado di organizzarsi senza essere travolti dagli impegni, trovando le soluzioni opportune e mantenendo in alcune situazioni una “dose minima” di cose da fare, aumenta l’efficacia personale.

Paura di non farcela

Il fallimento in qualche caso può essere dietro l’angolo, per questo la paura di sbagliare talvolta ci blocca e non ci consente di mettere in atto le azioni che ci siamo prefissati. Nella nostra società moderna i fallimenti vengono interpretati sempre in chiave negativa. In realtà ogni volta che sbagliamo o abbiamo un insuccesso, questo dovrebbe essere interpretato come un’opportunità di modificare il nostro approccio, una nuova e diversa possibilità di crescita, che ci consenta di diventare ancora più efficaci e performanti. Può sembrare paradossale, ma sbagliare è necessario, quasi fondamentale, così come è fondamentale soprattutto non fermarsi, ripartire. E’ facile che una battuta d’arresto possa scoraggiarci, tuttavia è ancora più importante gestire le emozioni di sofferenza e disagio, per poter così ripartire, trasformando un limite in risorsa.

Insoddisfazione lavorativa ed efficacia personale

L’insoddisfazione lavorativa il più delle volte è direttamente proporzionale alla sensazione di non essere efficaci. Non poterci esprimere come vorremmo anche sul lavoro genera dei veri e propri blocchi emotivi e innesca una sorta di routine che ci fa vivere la quotidianità in maniera poco soddisfacente e positiva. Nelle situazioni lavorative si riscontrano alcuni aspetti che possono determinare una sensazione di scarsa efficacia personale.

Cosa porta all’insoddisfazione lavorativa

Il primo è il fatto di sentirsi ignorati, come invisibili, e di conseguenza di non riuscire ad attirare le attenzioni dei colleghi e del capo, oppure dei collaboratori. L’impossibilità di stabilire una relazione sana con i colleghi e con i propri collaboratori genera una sensazione di incapacità ed inefficacia. Un secondo aspetto è quello di non riuscire a dare rilevanza e spessore al proprio lavoro. Se il nostro lavoro non conta né per me stesso né tantomeno per qualcun altro, difficilmente sarò soddisfatto e mi sentirò efficace. L’insoddisfazione lavorativa è molto diffusa e a sua volta provoca una condizione di scarsa efficacia personale. Cercare di lavorare su questo aspetto così pregnante della propria vita deve diventare una priorità per favorire un funzionale percorso di crescita personale.

Se vuoi saperne di più sull’efficacia personale o fissare una consulenza psicologica, chiamami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

 

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Tag: efficacia personale, emozioni, Terapia Breve Strategica

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Terapia Breve Strategica e disturbi alimentari

17 Settembre 2020

I disturbi del comportamento alimentare sono una tipologia di problematica psicologica molto diffusa. Il cibo è un piacere fondamentale e nel nostro “bel Paese” c’è una grande attenzione all’alimentazione. In ogni situazione, al bar, in ufficio, con gli amici, non si fa altro che parlare di cibo, ricette e cene al ristorante. Il momento del pasto è una situazione conviviale che soddisfa e fa sentire bene le persone. Tuttavia nel caso di persone con problematiche di disturbi del comportamento alimentare, il cibo può diventare una “prigione” che sconvolge la vita. L’articolo di oggi mira a far conoscere le diverse patologie connesse con il cibo ed il loro profondo legame con le dinamiche emotive.

I disturbi del comportamento alimentare: anoressia e bulimia

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che si caratterizza per una ricerca ossessiva della magrezza e la conseguente paura di ingrassare. Questi due requisiti determinano un’importante riduzione dell’assunzione di cibo, in alcuni casi addirittura una vera e propria astensione dallo stesso. In tal modo il peso corporeo si riduce notevolmente, senza per questo far sentire il soggetto anoressico realmente soddisfatto. Diventa una vera e propria ricerca ossessiva della magrezza.

Viceversa nella bulimia vi è una ricerca sfrenata del cibo. La persona vive il cibo come qualcosa di irrinunciabile e, pur cercando di frenarsi, perde il controllo concedendosi delle vere e proprie abbuffate alimentari. Spesso accade che il peso aumenti in maniera considerevole, portando a situazioni di sovrappeso o addirittura di obesità.

Binge eating e Jo-jo

In queste due situazioni particolari, la problematicità è data dall’alternarsi di digiuno e di dieta a situazioni diperdita di controllo. Nel caso del binge eating questi momenti di astensione dal cibo e successiva perdita di controllo con abbuffata si possono verificare anche nello stesso giorno. Oppure nell’arco di una settimana, vi possono essere giorni interi di dieta e giorni interi di totale perdita di controllo e di ricerca del piacere del cibo. Nel caso Jo-jo la differenza essenziale sta nel fatto che a lunghi periodi di dieta restrittiva segue una ripresa con abbuffate di cibo alla ricerca di una alimentazione “normale”, con conseguente rapido aumento del peso corporeo. In realtà nei momenti di dieta restrittiva il nostro corpo tende a conservare le riserve di grasso e quindi a bruciare meno, perciò nel momento in cui si riprende a mangiare si riprende velocemente peso. Ovviamente questa situazione genera effetti negativi sul metabolismo.

Vomiting

Nel vomiting l’impulso a mangiare e vomitare è impossibile da controllare. Questa particolare forma di disturbo del comportamento alimentare si sviluppa nel momento in cui la persona trae piacere dalla sequenza:mangiare e vomitare. In un primo momento l’atto del vomitare serve solo per liberarsi dal cibo ingurgitato, evitando così di aumentare di peso. Solo in un secondo momento mangiare e vomitare si trasforma in un vero e proprio rituale piacevole, un vortice da cui diventa complicato e molto difficile uscire.

I disturbi del comportamento alimentare e la dinamica di piacere

Una delle caratteristiche che accomuna tutti questi disturbi del comportamento alimentare è la dinamica del piacere. Il cibo è uno strumento attraverso il quale ci possiamo concedere o privare di questa emozione primaria. Le dinamiche emotive connesse con il cibo sono essenziali per poter affrontare e superare i disturbi del comportamento alimentare. Segui il mio blog per avere più informazioni; nelle prossime settimane inoltre uscirà il mio e-book sui disturbi del comportamento alimentare. L’articolo di oggi è un anticipo di alcuni aspetti che troverai esposti in dettaglio in questa guida gratuita, con anche esempi e alcuni consigli pratici.

Se vuoi maggiori info segui le mie pagine social dalle quali potrai scaricare l’e-book, oppure chiamami al 340.41.90.915 per avere maggiori informazioni.

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Tag: anoressia, binge eating, bulimia, disturbi del comportamento alimentare, jo jo, Terapia Breve Strategica, vomiting

Ansia e attacchi di panico possono diventare così invalidanti da non permetterci di sentirci più sicuri in nessuna delle nostre attività quotidiane. Oggi parlerò di ansia, e lo farò attraverso un racconto di terapia, per far capire come l’ansia possa veramente essere superata, perchè non è necessario conviverci ma è davvero possibile tornare a vivere in maniera serena. La storia che mi accingo a raccontarvi è reale. La sua particolarità sta nel fatto che la sensazione di paura ha determinato come conseguenza una totale insicurezza e indecisione. L’autostima del soggetto si è ridotta praticamente a zero, la capacità di cambiare e prendere decisioni senza essere sovrastati dall’ansia sembrava diventato qualcosa di impossibile.

Se vuoi saperne di più su ansia e attacchi di panico, scarica il mio e-book gratuito:

ANSIA E PAURA, una breve guida sulle diverse patologie fobiche e sulle strategie per superare ansia e panico.

Ansia e attacchi di panico: la storia di S.

S. si presenta nel mio studio dopo aver svolto altrove un lungo percorso di terapia. Ha molto chiaro come la sua ansia sia legata ad una realtà lavorativa poco edificante e ad una difficoltà nel prendere decisioni. Lavora da anni come dipendente e ha sviluppato competenze significative nel proprio campo. Nella prima fase della carriera il capo lo ha sempre valorizzato, tuttavia a seguito di un spiacevole evento con un cliente, il capo ha iniziato a rendergli la vita lavorativa più complicata. Invece di supportarlo e aiutarlo a superare l’errore, il capo ha creato una situazione di tensione, S. ha avvertito sempre più l’insicurezza durante ogni attività lavorativa, tanto da iniziare a vivere sensazioni di panico.

la cosa peggiore è quella di sentirsi come morire durante il turno, non riesco a controllarmi, stringo i denti ma temo di crollare da un momento all’altro”.

Le tentate soluzioni

L’autocontrollo che esercita sulle sue sensazioni lo aiuta a portare a termine la giornata di lavoro; questo modo di affrontare il lavoro al momento sembra funzionale. Ma le giornate di lavoro diventano interminabili, il capo si accorge che la brillantezza è sparita. Invece di supportarlo inizia a vessarlo, arrivando addirittura a pensare al licenziamento. S. è in crisi, riversa le sue preoccupazioni in famiglia, con i fratelli e i genitori. Inizia ad uscire sempre meno di casa, rinunciando anche ad alcune sue passioni. Diventa insicuro in qualsiasi cosa, più si chiude in se stesso e più il problema aumenta creando una “prigione” nella quale l’ansia e gli attacchi di panico trovano nutrimento.

Ansia e attacchi di panico: come superarli

Il primo step della terapia si è incentrato sul favorire una riduzione della sintomatologia attraverso alcune strategie paradossali: S. ha iniziato a sperimentare come la paura affrontata si può trasformare in coraggio.

Attraverso il training definito la peggiore fantasia, S. ha vissuto in prima persona il fatto che se toccata con mano la paura svanisce. Questa tecnica è molto efficace, in quanto spinge la persona a non evitare ma addirittura ad affrontare le sue paure, a guardarle in faccia. Spesso descrivo la paura come un fantasma, più noi scappiamo dal fantasma e più quest’ultimo ci rincorre e ci spaventa. Attraverso la tecnica della peggiore fantasia si smette di scappare al fantasma e lo si tocca, facendolo scomparire. S. racconta come l’applicazione di questa tecnica gli abbia sin da subito fatto avvertire una forza nuova, l’insicurezza si è mano a mano sgretolata, lasciando sempre più spazio a nuove (ritrovate) energie.

Pensavo fosse un esercizio impossibile, invece mi ha aiutato ad uscire dalle mie paure

La Terapia Breve Strategica per il trattamento di ansia e panico

S. durante, il percorso di terapia, ha trovato una soluzione alla sua ansia e all’insicurezza che aveva maturato. E’ riuscito addirittura a licenziarsi e ad aprire una Partita IVA, diventando un lavoratore autonomo. Inoltre anche le passioni e gli hobby che aveva lasciato in sospeso, sono tornati parte integrante della sua vita. L’indecisione è ormai un lontano ricordo. La terapia breve strategica è efficace ed efficiente in quanto aiuta la persona a superare l’ansia e gli attacchi di panico, per poi favorire il consolidamento di una nuova realtà di benessere e salute mentale.

Se vivi una situazione simile e vuoi superare ansia e panico, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it in breve tempo riusciremo insieme a superare i tuoi problemi.

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Tag: ansia, Attacchi di Panico, fobie, monofobie, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Quest’anno il TEDxCortina 2020 ha avuto luogo in una cornice speciale: il rifugio Lagazuoi. L’ultima volta che avevo raggiunto il rifugio Lagazuoi era stata una lunga giornata di montagna, molto dislivello, un lunghissimo sentiero attrezzato e tantissima pioggia. Gli ultimi 600 metri di dislivello erano stati massacranti: stanchezza fisica, lieve dolore alle ginocchia, pioggia forte, tuttavia l’arrivo al rifugio alpino valeva la pena. La doccia bollente e l’ottima cucina mi avevano fatto recuperare dalle fatiche, e la bellezza del rifugio era stato un nutrimento per gli occhi. Situato a 2.752 metri sul livello del mare, il Lagazuoi si trova in una posizione panoramica nei confronti di numerose vette dolomitiche: le Tofane, le Odle, la Marmolada, solo per citarne alcune.

Purtroppo quest’anno non sono potuto essere presente di persona all’avvenimento, tuttavia averlo seguito in rete mi ha riportato nel meraviglioso ambiente alpino del rifugio. L’articolo di oggi è un report di quanto ascoltato in streaming durante il TEDxCortina 2020, tenutosi all’aperto nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti contagio.

TEDxCortina 2020: “Emergenze”, un tema attuale

Il tema delle Emergenze, scelto dal team del TEDx addirittura prima della pandemia COVID-19, è decisamente molto attuale. Come psicologo e psicoterapeuta mi trovo spesso a lavorare con problematiche connesse a momenti di crisi e di emergenza. La salute mentale ed il benessere possono facilmente essere intaccati da momenti di difficoltà, da situazioni problematiche con risvolti stressanti, che incontriamo quotidianamente. In particolare i recenti mesi di emergenza sanitaria hanno comportato conseguenze e riflessioni importanti nella vita di ciascuno di noi. TedxCortina ha affrontato la tematiche dell’emergenza da diverse prospettive, avvalorando l’importanza di sapersi adattare alle situazioni allarmanti ed entrare nella dinamica del cambiamento: Perché emergenza è necessità, ma anche possibilità e responsabilità di coltivare il cambiamento”.

 

Gli speaker del TEDxCortina 2020

L’epidemiologa Ilaria Dorigatti ha aperto l’edizione del TEdxCortina 2020 parlando di contagio. Una seconda ondata di COVID-19 può essere evitata solamente dall’essere umano più imprevedibile: l’uomo. Solo seguendo in maniera rispettosa le regole e le norme sanitarie possiamo veramente evitare un nuovo lockdown. Il futuro è incerto, la nostra responsabilità personale farà la differenzaThomas Ambrosi, C.E.O. di ONO Exponential Farming, una start-up innovativa nel settore dell’Agritech, distingue tra emergenze lente e veloci, situazioni cioè che richiedono risposte più o meno rapide; il concetto di emergenza ci porta a modificare le nostre abitudini e a prospettarci un futuro diverso. L’emergenza intesa come possibilità e non come limite. Marco Landi, ex presidente di Apple, vede l’uomo – ed in particolare i giovani – al centro del progetto futuro, per questo è importate continuare a valorizzarli, puntando sull’innovazione come motore per la crescita. Nina Zilli, cantautrice, personaggio televisivo e conduttrice radiofonica, ha gridato che dobbiamo indignarci di fronte alle ingiustizie e comunicare al mondo quello che pensiamo. Claudia Belli, (head) Social business e Microfinance Mgr. – BNP PARIBAS, alla domanda: “Cosa risolverà le emergenze?”, ha risposto: “Modelli sociali che possono creare soluzioni inedite, con impatto positivo”Luca Foresti, A.D. del Centro Medico Sant’Agostino, mette in primo piano la volontà come motore per costruire uno stile di vita sano, l’importanza di sentirsi bene con se stessi sia in termini di salute fisica che mentale. Come psicologo psicoterapeuta non posso che concordare con la tesi del dottor Foresti, ricordando che uno stile di vita salutare genera la condizione di benessere necessaria per affrontare positivamente lo stress della vita modernaSimona Atzori, ballerina e pittrice, ha emozionato con il suo slogan: “Io ho le mani in basso!”. Dalla nascita Simona è priva delle mani, tuttavia questo non l’ha scoraggiata, con grande forza di volontà ha spostato il focus dalle mani ai piedi, che sono diventati il mezzo per esprimersi. Non ha mai guardato a quello che manca, ma a quello che c’è! Gaetano Farina, Tenente Colonnello dell’Aeronautica Militare, comandante delle Frecce Tricolori, ha sottolineato l’importanza della formazione e dell’addestramento per prevenire le possibili emergenze. Solo lo studio e l’attenzione continua aiutano a riconoscere un problema prima che si presenti.

La chiusura del TEDxCortina ha visto sul palco Vittorio Di Tomaso, Presidente e CEO di Celi, una PMI innovativa nel campo della progettazione di sistemi basati su Intelligenza Artificiale. Di Tomaso ha presentato l’innovativo progetto di “benessere urbano”, in grado di migliorare l’esperienza urbana delle persone attraverso la raccolta dati, effettuata tramite l’ausilio di cosiddette “panchine sensoriali”.

TEDxCortina un evento ecosostenibile

Il TEDxCortina 2020 è stato come sempre un evento splendido, ricco di interessanti spunti di innovazione e divulgazione, impreziosito dal fatto di essere stato organizzato in un luogo speciale, nel rispetto del criterio di sostenibilità ambientale e di uso consapevole delle risorse.

Il 17 ottobre vi aspettiamo al TEDxPadova 2020, al quale collaboro in team, con il ruolo di “Speaker Assistant”. Il tema del convegno sarà “Identità” e stupirà con ospiti di primo piano; vi consiglio di seguire il sito di TEDxPadova, per rimanere aggiornati su tutte le news  relative all’evento.

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Tag: emergenze, psicologia dell'emergenza, TEDxCortina, TEDxCortina 2020, TEDxPadova

Cos’è il TEDx Padova Salon e cos’è il TED

Innanzi tutto vorrei chiarire che la sigla TED è l’acronimo di Technology, Entertainment and Design, una Organizzazione internazionale che si prefigge lo scopo di facilitare la diffusione di idee riguardanti una grande varietà di argomenti (dalla scienza, al business, alle tematiche globali) attraverso brevi conferenze tenute da esperti di ogni settore. TEDx Padova è la sigla dell’ente locale, indipendente, organizzatore di peculiari eventi sul proprio territorio. Il TEDx Padova Salon è uno degli eventi satellite all’evento principale, che permettono alla community di rimanere collegati con il TEDx Padova durante tutto l’anno.

TEDx è innovazione

Quando cerco di dare una definizione più personale di cosa significhi TEDx per me, entro in un mondo meccanico fatto di ingranaggi, immagino una serie di ruote dentate che si inseriscono una nell’altra, dapprima ferme ed immobili, che iniziano poi lentamente a ruotare e proseguono in maniera sempre più veloce e coordinata. Ogni intervento (speech) che ascolto durante il TEDx fa lavorare gli ingranaggi della mia mente, crea spunti di riflessione, mi fa vivere un’esperienza formativa e di valore. Questo è’ quello che puntualmente mi è successo anche durante l’ultimo TEDxPadova Salon.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Il Salon è un evento satellite che anticipa l’evento annuale di TEDx Padova. Il titolo come l’acqua prende spunto dalla considerazione che l’acqua è un elemento fondamentale, qualcosa di cui noi tutti abbiamo bisogno. Allo stesso modo, appunto come l’acqua, anche la solidarietà è qualcosa, un valore, di cui tutti noi abbiamo bisogno e di cui non possiamo fare a meno. E’ questo il grande insegnamento che ci portiamo a casa dall’interessante Salon di lunedì 27 luglio, svoltosi nella meravigliosa cornice del Castello Carrarese in centro Padova. In particolare questo evento sottolinea l’importanza della città di Padova come Capitale Europea del Volontariato per l’anno 2020, ed è stato organizzato appunto in collaborazione con il CSV (Centro Servizio Volontariato) della provincia di Padova.  Oggi vorrei brevemente riassumere gli interventi di questo evento sui generis, a mio giudizio così particolare ed emozionante.

Le storie di chi lavora nel sociale

Patrizia Tolot, della cooperativa “Down Dadi” di Padova, ci ha fatto entrare nel vivo della loro attività, ci ha fatto capire come affrontare il tabù della diversità di coloro che sono affetti da sindrome di Down. Inoltre ha sottolineato l’importanza della mission della cooperativa: favorire una sempre maggiore autonomia per le persone affette da disabilità intellettive, sia dal punto di vista occupazionale che sociale.

La psicologa psicoterapeuta Patrizia Zantedeschi, responsabile del centro antiviolenza, ci ha illustrato le problematiche che si presentano nel Centro Veneto Progetti Donna. La sua scioccante statistica, ovvero che una donna su tre è vittima di violenza, fisica o verbale, ha riportato l’attenzione su una tematica, quella della violenza sulle donne, che non può essere considerata come argomento scontato e relegata in secondo piano nell’attenzione generale.

Storie d’integrazione

Si sono poi succeduti quattro speaker speciali, protagonisti di storie di integrazione sociale, quattro persone le cui storie raccontano di lunghi viaggi e di grandi sofferenze prima di poter finalmente arrivare ad inserirsi e ad integrarsi nel mondo del lavoro, attraverso la Cooperativa di Solidarietà.

Mamadou è stato costretto ad intraprendere un lungo viaggio che dal Mali lo ha portato in Italia; ha vissuto ingiustamente l’esperienza del carcere in Libia, ha visto morire decine di persone durante la traversata in barcone, ha dovuto lottare duramente per riuscire ad integrarsi. Aneto è arrivata in Italia con la promessa di un lavoro in un negozio di scarpe e si è ritrovata invece sul marciapiede. Solo la sua grande forza d’animo l’ha aiutata a scappare e a cercare una nuova vita. Fhad avrebbe potuto essere un grande campione di atletica se le problematiche burocratiche non avessero ostacolato il suo sogno. Anche lui, però, con la forza di volontà è riuscito a rialzarsi e ad integrarsi nel tessuto sociale del padovano. Infine Hannou e sua moglie Youssef hanno raccontato le loro storie. Il primo ha lottato e superato ogni pregiudizio, riuscendo infine a partecipare alla vita politica della città di Padova. Sua moglie ha continuato ad indossare il velo, simbolo culturale in cui si riconosce, contro tutto e contro tutti i pregiudizi.

La presentatrice Francesca Trevisi ha brillantemente condotto la serata e a renderla ancora più prestigiosa hanno contribuito la lettura del “Pranzo di Babette” da parte dell’attrice e scrittrice Lella Costa e le musiche dell’Orchestra Radiomondo, diretta dal maestro Maurizio Camardi.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Con la metafora di quanto sia vitale la solidarietà – esattamente come l’acqua – per chi ne ha bisogno, l’evento sponsorizzato dal TEDx Padova Salon insegna l’importanza dell’aiuto reciproco, del sostegno, dell’integrazione e soprattutto di come quest’ultima sia effettivamente realizzabile nella nostra società.

In chiusura vorrei sottolineare come questo evento sia stato reso possibile dal grandissimo lavoro di tutto il team di TEDx Padova, che come sempre riesce a realizzare qualcosa di importante (magico) attraverso il lavoro sincrono e ben coordinato di tutti i suoi componenti. Rimanete collegati e non dimenticate la data del 17 ottobre 2020 quando andrà in scena l’annuale TEDx Padova 2020, avente per tema: “Identità”.

 

 

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Adolescenza, ansia e panico

C’è chi pensa che l’ansia ed il panico non si verifichi in adolescenza e sia un problema solo degli adulti. In realtà l’ansia ed il panico in adolescenza possono creare grandi difficoltà e momenti di chiusura relazionale anche e soprattutto nei ragazzi. Dando vita a situazioni di evitamento”, di impedimento e di crisi vera propria, molto complesse da superare. Il senso di nervosismo e di preoccupazione possono prendere il sopravvento e favorire una rinuncia a frequentare gli amici, ad andare a scuola o a continuare l’attività sportiva.

Quali conseguenze per ansia e panico?

Le conseguenze di queste intense emozioni di ansia e panico possono derivare dalla paura di non riuscire (es. nello studio, nello sport), di non farcela anche nelle situazioni più semplici da gestire, e possono comportare una successiva difficoltà anche nella strutturazione dell’identità personale. Oggi, attraverso le storie vere di alcuni giovani ragazzi, affronteremo questa importante problematica dell’ansia e del panico in adolescenza.

Marco ci racconta l’ansia ed il panico in adolescenza

Ero in gita a Vienna e ad un certo punto mi sono sentito morire

Marco (nome di fantasia) esordisce in questo modo al primo appuntamento nel mio studio. La sensazione che descrive è stata quella di una de-personalizzazione, come se non fosse lui a vivere quelle emozioni  e come se stesse per morire proprio in quel momento. Il panico aveva preso il sopravvento durante la mattina in giro per la città.

Il racconto di Marco

La sera precedente avevamo fatto tardi con i compagni di classe, ridendo scherzando e bevendo qualche birra di troppo”, racconta Marco, “poi improvvisamente ho sentito una morsa allo stomaco e ho iniziato ad aver paura”. Per la prima volta nella sua vita aveva sperimentato cosa significasse veramente morire di paura”; Marco ha stretto i denti per sopportare lo stress emotivo, non ne ha parlato con nessuno e ha cercato di evitare di attirare l’attenzione. I pensieri sono diventati insopportabili, si è sentito fuori luogo, fuori dal proprio corpo, però ha retto e sopportato fino al rientro a casa. Si è rivolto al mio studio per cercare di controllare i pensieri negativi e capire se questa sensazione di de-personalizzazione fosse reale o meno.

La terapia breve strategica

Il lavoro terapeutico sul disturbo ansiogeno ha portato in breve tempo ad ottimi risultati, in particolare riducendo i sintomi della paura improntando un lavoro sulla consapevolezza di se stesso. Le grandi paure del futuro, di come sarà la sua vita e di come di svilupperà la sua identità, sono state risolte con successo e hanno condotto ad deciso miglioramento della sintomatologia.

Federica e la paura di andare a scuola

Federica (nome di fantasia) ha smesso di andare a scuola. Da alcuni mesi la paura di non essere all’altezza e di non riuscire a superare le verifiche le ha creato un blocco psicologico:

Quando sono in classe entro in uno stato di tensione, mi viene paura e mi trovo costretta ad uscire e a rifugiarmi in bagno”.

La paura di perdere il controllo prende il sopravvento, lasciandola senza forze. Nell’ultimo periodo Federica per l’ansia non riusciva neppure a salire sull’autobus, ormai era più di un mese che non andava a scuola.

Il percorso di psicoterapia

Sin dal primo appuntamento iniziamo a lavorare sulla sensazione di ansia, cercando di ridurre la paura attraverso il riconoscimento delle sensazioni e la conoscenza del modo migliore per affrontarle e superarle, nei momenti più delicati. L’uso di uno strumento specifico come il “diario di bordo”, un accorgimento terapeutico che serve a monitorare gli attacchi di panico nel momento stesso in cui arrivano, le ha permesso di essere più tranquilla, tanto che già alla seconda seduta è riuscita nuovamente a tornare a scuola. L’intero percorso di terapia strategica è stato veramente efficace, Federica ha rapidamente trovato un soddisfacente stato di serenità e benessere.

Adolescenza, ansia e panico: la terapia breve strategica

La Terapia Breve Strategica lavora nel breve periodo proprio per ridurre i sintomi della paura, favorendo la costruzione di una nuova realtà. Specialmente in adolescenza, quando la costruzione dell’identità è un momento delicato e fondamentale, è importante intervenire in maniera tempestiva sui casi di ansia e panico, per favorire sin da subito un miglioramento ed una decisiva soluzione del problema.

Se vuoi saperne di più su come funziona la terapia breve strategica, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

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Tag: adolescenza, ansia, Attacchi di Panico, genitori, genitorialità, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Genitorialità e adolescenza saranno trattate in questo articolo partendo da un recentissimo fatto di cronaca avvenuto in Umbria: la morte di due ragazzi di 15 e 16 anni che avevano assunto una dose di metadone scambiandolo per purple drank, la droga dei trapper (sigla che identifica i musicisti esponenti del trap, un sottogenere musicale del rap). Le modalità che hanno portato al drammatico epilogo stanno emergendo con chiarezza, e a colpire l’attenzione è soprattutto la facilità con la quale i nostri ragazzi arrivano a consumare le prime dosi di sostanze stupefacenti. Il fatto che si tratti di due giovanissimi in età adolescenziale ci fa ulteriormente riflettere sul ruolo della società nel contrasto al fenomeno dilagante dello spaccio e su quello delle famiglie nel rapporto con i figli, in particolare nel delicato momento della loro crescita.

Adolescenza, famiglia e gruppo dei pari

Nelle fasi della pubertà e preadolescenza, tra gli 11 e i 14 anni, il corpo del bambino si sviluppa, le sue emozioni si fanno più intense, il rapporto con i coetanei cambia registro, compaiono i primi turbamenti sessuali. Nel ragazzo si scontrano due opposte tendenze: da una parte egli vorrebbe rimanere al sicuro nel mondo dell’infanzia, dall’altra invece è tentato di esplorare il mondo degli adulti, ed in questo contesto si sente attratto principalmente da tutto quello che è estraneo alla famiglia. Diventano importanti gli amici, la loro solidarietà, l’accettazione all’interno del gruppo, le pratiche di socializzazione, il fumo, il consumo di alcool e – purtroppo sempre più di sovente – anche l’assunzione di sostanze stupefacenti. D’altra parte è anche vero che i comportamenti degli adolescenti sono in qualche modo il riflesso dell’ambiente familiare in cui vivono.  C’è da chiedersi qual è il ruolo della famiglia in tutto questo, non come se fossimo in tribunale, per “sputare” una sentenza, ma per aiutare le famiglie a migliorarsi e a capire come trovare soluzioni funzionali.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia come sistema organizzato 

La famiglia è il luogo di incontro dei diversi ruoli e delle diverse esigenze dei componenti il nucleo familiare. La famiglia è un sistema organizzato e come tale ha bisogno di regole certe, basate su un sistema di principi ben definiti e di direttive altrettanto chiare e condivise. Se non esiste una linea comune ad entrambi i genitori, si corre il rischio che i figli tentino di approfittare di uno dei due per soddisfare le proprie esigenze. In termini tecnici potremmo dire che si rischia di attivare dei circoli viziosi disfunzionali.

Genitori si diventa

E’ forse paradossale sostenere che genitori non si nasce, si diventa, ma certo il percorso non è dei più facili, viste anche le ingerenze esterne del mondo dei social, della televisione, e delle amicizie dei nostri figli. Uno degli aspetti fondamentali è rappresentato dalle modalità e dalle forme della comunicazione all’interno del nucleo familiare. La comunicazione infatti risulta essenziale per costruire e mantenere un corretto rapporto relazionale a livello affettivo-emotivo. Vi sono occasioni in cui è opportuno assumere con i figli posizioni più morbide e flessibili, altre in cui è invece indicata una posizione più rigida e direttiva. La situazione ideale è quella di saper modulare l’atteggiamento genitoriale in relazione alle differenti situazioni che si possono venire a creare: l’importante è che la comunicazione non venga mai a mancare e che sia adeguata al particolare momento.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia e i modelli di relazione

La famiglia è l’ambito in cui avviene la comunicazione genitori–figli ed è il centro focale di questo rapporto. E’ necessario pertanto comprendere bene come funziona il nostro ambiente familiare, per essere in grado di impostare correttamente l’insieme di regole in grado di influire sulla crescita funzionale dei nostri figli e per correggere eventuali aspetti negativi. Volendo fornire qualche indicazione più di dettaglio, si possono individuare alcune tipologie di modelli familiari che presentano ciascuna caratteristiche peculiari riguardo al loro funzionamento.

Il modello democratico permissivo

Il modello democratico permissivo, nel quale il rapporto è improntato sul dialogo tra i componenti della famiglia ed i genitori svolgono il ruolo di amici, persino di confidenti, dei propri figli. In questo tipo di famiglia regna una democrazia incondizionata, ma proprio per questo i figli si sentono caricati di una responsabilità a volte troppo grande per loro.

Il modello iperprotettivo

Nel modello iperprotettivo i genitori si sostituiscono in tutto ai propri figli, anticipandone i bisogni e risolvendo le difficoltà, nel tentativo di rendere loro la vita più facile. Il rischio in questi casi è quello che i figli crescano all’ombra dei genitori e che sviluppino comportamenti di incertezza e di insicurezza nei confronti del mondo esterno.

Il modello autoritario

Il modello autoritario è caratterizzato da modalità relazionali di tipo rigido ed impositivo. Il genitore (talvolta anche entrambi i genitori) esercitano il potere da una posizione dominante, ordine e disciplina sono i valori di riferimento, i figli non hanno voce in capitolo. Il controllo delle decisioni finisce per scoraggiare qualsiasi iniziativa non in linea con il sistema di regole imposte, l’eventuale posizione di rifiuto può condurre a posizioni radicali di contrapposizione.

Il modello delegante

Nel modello delegante i genitori delegano il loro ruolo alla famiglia allargata, di solito ai nonni, generando una dinamica interna di competizione in termini affettivi. Venendo a mancare una figura autorevole, e non essendo i nonni modelli adatti ad essere imitati, i genitori inducono nei figli la sensazione di essere persone deboli e poco convincenti.

Senza scendere più a fondo nel dettaglio e senza trattare ulteriori schemi caratteristici – ad esempio quelli della famiglia sacrificante e della famiglia intermittente – è importante notare che ciascun modello è caratterizzato da regole e strategie comunicative assolutamente peculiari, che tendono ad influire sulla crescita dei nostri figli.

Assume quindi la massima importanza capire a quale modello si ispira il nostro rapporto con i figli, per essere in grado di impostare o correggere, ove necessario, il dialogo genitoriale e per dare la giusta dimensione alla relazione affettiva che lega i membri della famiglia.

Se senti di avere delle difficoltà con tuo figlio oppure se sei un adolescente che ha bisogno di aiuto, contattami al 340.41.90.915 per una consulenza o per avere maggiori informazioni.

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Tag: adolescenza, dipendenza, genitorialità

Che cos’è l’efficacia personale? Come facciamo a gestire al meglio la nostra vita e le nostre decisioni? Molte volte ci siamo chiesti più o meno consciamente come fare per riuscire nella vita lavorativa, e in quelle strettamente connesse di relazioni sociali e famigliare. E soprattutto come fare per essere sempre efficaci ed anche efficienti. L’articolo di oggi prende in esame quegli aspetti che possono essere rielaborati e migliorati allo scopo di aumentare la concezione di efficacia ed efficienza nella nostra quotidianità.

Efficacia ed efficienza

Pur avendo significati diversi i due termini, nel contesto giornaliero abituale, vengono spesso impiegati come sinonimi. L’efficacia personale, secondo il mio punto di vista, è soggettiva, nel senso che ciascuno di noi stessi ha la tendenza ad un esame critico di ciò che facciamo, tuttavia vi sono alcuni aspetti che possono essere presi in esame, in termini generali, per aiutare a sentirsi più risolutivi, più incisivi nella nostra vita. Con efficacia si intende quindi la capacità di raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati, mentre l’efficienza riguarda la capacità di ottenerlo con il modalità e le risorse minime indispensabili.

 

Troppi impegni!

Sul lavoro il telefono squilla ogni cinque minuti, bisogna rispondere a troppe mail, ci sono continue riunioni, senza contare poi gli impegni familiari: la spesa, la casa, i figli… Gli obblighi sono sempre tantissimi e possono crearci un senso di frustrazione. Non riuscire a tenere tutto sotto controllo potrebbe indurre una sensazione di disagio e di conseguenza attenuare la nostra sensazione di efficacia personale. Gli impegni eccessivi possono determinare un blocco psicologico, che ci porta a non iniziare o a non portare a termine nulla, una sorta di “rifiuto” nei confronti delle troppe cose da fare. Un’altra sensazione negativa è quella di non riuscire ad intravvedere mai la fine di un lavoro, di un compito, di una incombenza. Le giornate iniziano ma non finiscono mai, c’è sempre qualcosa da fare e impegni da assolvere. Entrambe queste situazioni ci portano a vivere una sensazione di scarsa efficacia personale, con il rischio di sentirsi emotivamente tristi e arrabbiati con se stessi.

Come gestire gli impegni

Per gestire al meglio i nostri impegni, e dare quindi un’organizzazione ben articolata alle nostre giornate, è fondamentale attribuire un grado di “priorità” alle nostre attività e ai nostri obiettivi. Di fronte ad un nuovo progetto può essere utile chiedersi quale sia il risultato che vogliamo raggiungere, cercando di stimare l’impegno che dobbiamo investire per arrivare al nostro scopo. In questo modo saremo in grado di valutare le energie necessarie, il tempo di cui abbiamo bisogno ed il grado di coinvolgimento necessario. Riguardo al grado di priorità, sarebbe importante scartare a priori tutte quelle richieste che sono chiaramente superflue, poco importanti o che comunque possiamo rimandare al giorno successivo. Il fatto di essere in grado di organizzarsi senza essere travolti dagli impegni, trovando le soluzioni opportune e mantenendo in alcune situazioni una “dose minima” di cose da fare, aumenta l’efficacia personale.

Paura di non farcela

Il fallimento in qualche caso può essere dietro l’angolo, per questo la paura di sbagliare talvolta ci blocca e non ci consente di mettere in atto le azioni che ci siamo prefissati. Nella nostra società moderna i fallimenti vengono interpretati sempre in chiave negativa. In realtà ogni volta che sbagliamo o abbiamo un insuccesso, questo dovrebbe essere interpretato come un’opportunità di modificare il nostro approccio, una nuova e diversa possibilità di crescita, che ci consenta di diventare ancora più efficaci e performanti. Può sembrare paradossale, ma sbagliare è necessario, quasi fondamentale, così come è fondamentale soprattutto non fermarsi, ripartire. E’ facile che una battuta d’arresto possa scoraggiarci, tuttavia è ancora più importante gestire le emozioni di sofferenza e disagio, per poter così ripartire, trasformando un limite in risorsa.

Insoddisfazione lavorativa ed efficacia personale

L’insoddisfazione lavorativa il più delle volte è direttamente proporzionale alla sensazione di non essere efficaci. Non poterci esprimere come vorremmo anche sul lavoro genera dei veri e propri blocchi emotivi e innesca una sorta di routine che ci fa vivere la quotidianità in maniera poco soddisfacente e positiva. Nelle situazioni lavorative si riscontrano alcuni aspetti che possono determinare una sensazione di scarsa efficacia personale.

Cosa porta all’insoddisfazione lavorativa

Il primo è il fatto di sentirsi ignorati, come invisibili, e di conseguenza di non riuscire ad attirare le attenzioni dei colleghi e del capo, oppure dei collaboratori. L’impossibilità di stabilire una relazione sana con i colleghi e con i propri collaboratori genera una sensazione di incapacità ed inefficacia. Un secondo aspetto è quello di non riuscire a dare rilevanza e spessore al proprio lavoro. Se il nostro lavoro non conta né per me stesso né tantomeno per qualcun altro, difficilmente sarò soddisfatto e mi sentirò efficace. L’insoddisfazione lavorativa è molto diffusa e a sua volta provoca una condizione di scarsa efficacia personale. Cercare di lavorare su questo aspetto così pregnante della propria vita deve diventare una priorità per favorire un funzionale percorso di crescita personale.

Se vuoi saperne di più sull’efficacia personale o fissare una consulenza psicologica, chiamami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

 

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Tag: efficacia personale, emozioni, Terapia Breve Strategica

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Terapia Breve Strategica e disturbi alimentari

17 Settembre 2020

I disturbi del comportamento alimentare sono una tipologia di problematica psicologica molto diffusa. Il cibo è un piacere fondamentale e nel nostro “bel Paese” c’è una grande attenzione all’alimentazione. In ogni situazione, al bar, in ufficio, con gli amici, non si fa altro che parlare di cibo, ricette e cene al ristorante. Il momento del pasto è una situazione conviviale che soddisfa e fa sentire bene le persone. Tuttavia nel caso di persone con problematiche di disturbi del comportamento alimentare, il cibo può diventare una “prigione” che sconvolge la vita. L’articolo di oggi mira a far conoscere le diverse patologie connesse con il cibo ed il loro profondo legame con le dinamiche emotive.

I disturbi del comportamento alimentare: anoressia e bulimia

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che si caratterizza per una ricerca ossessiva della magrezza e la conseguente paura di ingrassare. Questi due requisiti determinano un’importante riduzione dell’assunzione di cibo, in alcuni casi addirittura una vera e propria astensione dallo stesso. In tal modo il peso corporeo si riduce notevolmente, senza per questo far sentire il soggetto anoressico realmente soddisfatto. Diventa una vera e propria ricerca ossessiva della magrezza.

Viceversa nella bulimia vi è una ricerca sfrenata del cibo. La persona vive il cibo come qualcosa di irrinunciabile e, pur cercando di frenarsi, perde il controllo concedendosi delle vere e proprie abbuffate alimentari. Spesso accade che il peso aumenti in maniera considerevole, portando a situazioni di sovrappeso o addirittura di obesità.

Binge eating e Jo-jo

In queste due situazioni particolari, la problematicità è data dall’alternarsi di digiuno e di dieta a situazioni diperdita di controllo. Nel caso del binge eating questi momenti di astensione dal cibo e successiva perdita di controllo con abbuffata si possono verificare anche nello stesso giorno. Oppure nell’arco di una settimana, vi possono essere giorni interi di dieta e giorni interi di totale perdita di controllo e di ricerca del piacere del cibo. Nel caso Jo-jo la differenza essenziale sta nel fatto che a lunghi periodi di dieta restrittiva segue una ripresa con abbuffate di cibo alla ricerca di una alimentazione “normale”, con conseguente rapido aumento del peso corporeo. In realtà nei momenti di dieta restrittiva il nostro corpo tende a conservare le riserve di grasso e quindi a bruciare meno, perciò nel momento in cui si riprende a mangiare si riprende velocemente peso. Ovviamente questa situazione genera effetti negativi sul metabolismo.

Vomiting

Nel vomiting l’impulso a mangiare e vomitare è impossibile da controllare. Questa particolare forma di disturbo del comportamento alimentare si sviluppa nel momento in cui la persona trae piacere dalla sequenza:mangiare e vomitare. In un primo momento l’atto del vomitare serve solo per liberarsi dal cibo ingurgitato, evitando così di aumentare di peso. Solo in un secondo momento mangiare e vomitare si trasforma in un vero e proprio rituale piacevole, un vortice da cui diventa complicato e molto difficile uscire.

I disturbi del comportamento alimentare e la dinamica di piacere

Una delle caratteristiche che accomuna tutti questi disturbi del comportamento alimentare è la dinamica del piacere. Il cibo è uno strumento attraverso il quale ci possiamo concedere o privare di questa emozione primaria. Le dinamiche emotive connesse con il cibo sono essenziali per poter affrontare e superare i disturbi del comportamento alimentare. Segui il mio blog per avere più informazioni; nelle prossime settimane inoltre uscirà il mio e-book sui disturbi del comportamento alimentare. L’articolo di oggi è un anticipo di alcuni aspetti che troverai esposti in dettaglio in questa guida gratuita, con anche esempi e alcuni consigli pratici.

Se vuoi maggiori info segui le mie pagine social dalle quali potrai scaricare l’e-book, oppure chiamami al 340.41.90.915 per avere maggiori informazioni.

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Tag: anoressia, binge eating, bulimia, disturbi del comportamento alimentare, jo jo, Terapia Breve Strategica, vomiting

Ansia e attacchi di panico possono diventare così invalidanti da non permetterci di sentirci più sicuri in nessuna delle nostre attività quotidiane. Oggi parlerò di ansia, e lo farò attraverso un racconto di terapia, per far capire come l’ansia possa veramente essere superata, perchè non è necessario conviverci ma è davvero possibile tornare a vivere in maniera serena. La storia che mi accingo a raccontarvi è reale. La sua particolarità sta nel fatto che la sensazione di paura ha determinato come conseguenza una totale insicurezza e indecisione. L’autostima del soggetto si è ridotta praticamente a zero, la capacità di cambiare e prendere decisioni senza essere sovrastati dall’ansia sembrava diventato qualcosa di impossibile.

Se vuoi saperne di più su ansia e attacchi di panico, scarica il mio e-book gratuito:

ANSIA E PAURA, una breve guida sulle diverse patologie fobiche e sulle strategie per superare ansia e panico.

Ansia e attacchi di panico: la storia di S.

S. si presenta nel mio studio dopo aver svolto altrove un lungo percorso di terapia. Ha molto chiaro come la sua ansia sia legata ad una realtà lavorativa poco edificante e ad una difficoltà nel prendere decisioni. Lavora da anni come dipendente e ha sviluppato competenze significative nel proprio campo. Nella prima fase della carriera il capo lo ha sempre valorizzato, tuttavia a seguito di un spiacevole evento con un cliente, il capo ha iniziato a rendergli la vita lavorativa più complicata. Invece di supportarlo e aiutarlo a superare l’errore, il capo ha creato una situazione di tensione, S. ha avvertito sempre più l’insicurezza durante ogni attività lavorativa, tanto da iniziare a vivere sensazioni di panico.

la cosa peggiore è quella di sentirsi come morire durante il turno, non riesco a controllarmi, stringo i denti ma temo di crollare da un momento all’altro”.

Le tentate soluzioni

L’autocontrollo che esercita sulle sue sensazioni lo aiuta a portare a termine la giornata di lavoro; questo modo di affrontare il lavoro al momento sembra funzionale. Ma le giornate di lavoro diventano interminabili, il capo si accorge che la brillantezza è sparita. Invece di supportarlo inizia a vessarlo, arrivando addirittura a pensare al licenziamento. S. è in crisi, riversa le sue preoccupazioni in famiglia, con i fratelli e i genitori. Inizia ad uscire sempre meno di casa, rinunciando anche ad alcune sue passioni. Diventa insicuro in qualsiasi cosa, più si chiude in se stesso e più il problema aumenta creando una “prigione” nella quale l’ansia e gli attacchi di panico trovano nutrimento.

Ansia e attacchi di panico: come superarli

Il primo step della terapia si è incentrato sul favorire una riduzione della sintomatologia attraverso alcune strategie paradossali: S. ha iniziato a sperimentare come la paura affrontata si può trasformare in coraggio.

Attraverso il training definito la peggiore fantasia, S. ha vissuto in prima persona il fatto che se toccata con mano la paura svanisce. Questa tecnica è molto efficace, in quanto spinge la persona a non evitare ma addirittura ad affrontare le sue paure, a guardarle in faccia. Spesso descrivo la paura come un fantasma, più noi scappiamo dal fantasma e più quest’ultimo ci rincorre e ci spaventa. Attraverso la tecnica della peggiore fantasia si smette di scappare al fantasma e lo si tocca, facendolo scomparire. S. racconta come l’applicazione di questa tecnica gli abbia sin da subito fatto avvertire una forza nuova, l’insicurezza si è mano a mano sgretolata, lasciando sempre più spazio a nuove (ritrovate) energie.

Pensavo fosse un esercizio impossibile, invece mi ha aiutato ad uscire dalle mie paure

La Terapia Breve Strategica per il trattamento di ansia e panico

S. durante, il percorso di terapia, ha trovato una soluzione alla sua ansia e all’insicurezza che aveva maturato. E’ riuscito addirittura a licenziarsi e ad aprire una Partita IVA, diventando un lavoratore autonomo. Inoltre anche le passioni e gli hobby che aveva lasciato in sospeso, sono tornati parte integrante della sua vita. L’indecisione è ormai un lontano ricordo. La terapia breve strategica è efficace ed efficiente in quanto aiuta la persona a superare l’ansia e gli attacchi di panico, per poi favorire il consolidamento di una nuova realtà di benessere e salute mentale.

Se vivi una situazione simile e vuoi superare ansia e panico, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it in breve tempo riusciremo insieme a superare i tuoi problemi.

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Tag: ansia, Attacchi di Panico, fobie, monofobie, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Quest’anno il TEDxCortina 2020 ha avuto luogo in una cornice speciale: il rifugio Lagazuoi. L’ultima volta che avevo raggiunto il rifugio Lagazuoi era stata una lunga giornata di montagna, molto dislivello, un lunghissimo sentiero attrezzato e tantissima pioggia. Gli ultimi 600 metri di dislivello erano stati massacranti: stanchezza fisica, lieve dolore alle ginocchia, pioggia forte, tuttavia l’arrivo al rifugio alpino valeva la pena. La doccia bollente e l’ottima cucina mi avevano fatto recuperare dalle fatiche, e la bellezza del rifugio era stato un nutrimento per gli occhi. Situato a 2.752 metri sul livello del mare, il Lagazuoi si trova in una posizione panoramica nei confronti di numerose vette dolomitiche: le Tofane, le Odle, la Marmolada, solo per citarne alcune.

Purtroppo quest’anno non sono potuto essere presente di persona all’avvenimento, tuttavia averlo seguito in rete mi ha riportato nel meraviglioso ambiente alpino del rifugio. L’articolo di oggi è un report di quanto ascoltato in streaming durante il TEDxCortina 2020, tenutosi all’aperto nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti contagio.

TEDxCortina 2020: “Emergenze”, un tema attuale

Il tema delle Emergenze, scelto dal team del TEDx addirittura prima della pandemia COVID-19, è decisamente molto attuale. Come psicologo e psicoterapeuta mi trovo spesso a lavorare con problematiche connesse a momenti di crisi e di emergenza. La salute mentale ed il benessere possono facilmente essere intaccati da momenti di difficoltà, da situazioni problematiche con risvolti stressanti, che incontriamo quotidianamente. In particolare i recenti mesi di emergenza sanitaria hanno comportato conseguenze e riflessioni importanti nella vita di ciascuno di noi. TedxCortina ha affrontato la tematiche dell’emergenza da diverse prospettive, avvalorando l’importanza di sapersi adattare alle situazioni allarmanti ed entrare nella dinamica del cambiamento: Perché emergenza è necessità, ma anche possibilità e responsabilità di coltivare il cambiamento”.

 

Gli speaker del TEDxCortina 2020

L’epidemiologa Ilaria Dorigatti ha aperto l’edizione del TEdxCortina 2020 parlando di contagio. Una seconda ondata di COVID-19 può essere evitata solamente dall’essere umano più imprevedibile: l’uomo. Solo seguendo in maniera rispettosa le regole e le norme sanitarie possiamo veramente evitare un nuovo lockdown. Il futuro è incerto, la nostra responsabilità personale farà la differenzaThomas Ambrosi, C.E.O. di ONO Exponential Farming, una start-up innovativa nel settore dell’Agritech, distingue tra emergenze lente e veloci, situazioni cioè che richiedono risposte più o meno rapide; il concetto di emergenza ci porta a modificare le nostre abitudini e a prospettarci un futuro diverso. L’emergenza intesa come possibilità e non come limite. Marco Landi, ex presidente di Apple, vede l’uomo – ed in particolare i giovani – al centro del progetto futuro, per questo è importate continuare a valorizzarli, puntando sull’innovazione come motore per la crescita. Nina Zilli, cantautrice, personaggio televisivo e conduttrice radiofonica, ha gridato che dobbiamo indignarci di fronte alle ingiustizie e comunicare al mondo quello che pensiamo. Claudia Belli, (head) Social business e Microfinance Mgr. – BNP PARIBAS, alla domanda: “Cosa risolverà le emergenze?”, ha risposto: “Modelli sociali che possono creare soluzioni inedite, con impatto positivo”Luca Foresti, A.D. del Centro Medico Sant’Agostino, mette in primo piano la volontà come motore per costruire uno stile di vita sano, l’importanza di sentirsi bene con se stessi sia in termini di salute fisica che mentale. Come psicologo psicoterapeuta non posso che concordare con la tesi del dottor Foresti, ricordando che uno stile di vita salutare genera la condizione di benessere necessaria per affrontare positivamente lo stress della vita modernaSimona Atzori, ballerina e pittrice, ha emozionato con il suo slogan: “Io ho le mani in basso!”. Dalla nascita Simona è priva delle mani, tuttavia questo non l’ha scoraggiata, con grande forza di volontà ha spostato il focus dalle mani ai piedi, che sono diventati il mezzo per esprimersi. Non ha mai guardato a quello che manca, ma a quello che c’è! Gaetano Farina, Tenente Colonnello dell’Aeronautica Militare, comandante delle Frecce Tricolori, ha sottolineato l’importanza della formazione e dell’addestramento per prevenire le possibili emergenze. Solo lo studio e l’attenzione continua aiutano a riconoscere un problema prima che si presenti.

La chiusura del TEDxCortina ha visto sul palco Vittorio Di Tomaso, Presidente e CEO di Celi, una PMI innovativa nel campo della progettazione di sistemi basati su Intelligenza Artificiale. Di Tomaso ha presentato l’innovativo progetto di “benessere urbano”, in grado di migliorare l’esperienza urbana delle persone attraverso la raccolta dati, effettuata tramite l’ausilio di cosiddette “panchine sensoriali”.

TEDxCortina un evento ecosostenibile

Il TEDxCortina 2020 è stato come sempre un evento splendido, ricco di interessanti spunti di innovazione e divulgazione, impreziosito dal fatto di essere stato organizzato in un luogo speciale, nel rispetto del criterio di sostenibilità ambientale e di uso consapevole delle risorse.

Il 17 ottobre vi aspettiamo al TEDxPadova 2020, al quale collaboro in team, con il ruolo di “Speaker Assistant”. Il tema del convegno sarà “Identità” e stupirà con ospiti di primo piano; vi consiglio di seguire il sito di TEDxPadova, per rimanere aggiornati su tutte le news  relative all’evento.

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Tag: emergenze, psicologia dell'emergenza, TEDxCortina, TEDxCortina 2020, TEDxPadova

Cos’è il TEDx Padova Salon e cos’è il TED

Innanzi tutto vorrei chiarire che la sigla TED è l’acronimo di Technology, Entertainment and Design, una Organizzazione internazionale che si prefigge lo scopo di facilitare la diffusione di idee riguardanti una grande varietà di argomenti (dalla scienza, al business, alle tematiche globali) attraverso brevi conferenze tenute da esperti di ogni settore. TEDx Padova è la sigla dell’ente locale, indipendente, organizzatore di peculiari eventi sul proprio territorio. Il TEDx Padova Salon è uno degli eventi satellite all’evento principale, che permettono alla community di rimanere collegati con il TEDx Padova durante tutto l’anno.

TEDx è innovazione

Quando cerco di dare una definizione più personale di cosa significhi TEDx per me, entro in un mondo meccanico fatto di ingranaggi, immagino una serie di ruote dentate che si inseriscono una nell’altra, dapprima ferme ed immobili, che iniziano poi lentamente a ruotare e proseguono in maniera sempre più veloce e coordinata. Ogni intervento (speech) che ascolto durante il TEDx fa lavorare gli ingranaggi della mia mente, crea spunti di riflessione, mi fa vivere un’esperienza formativa e di valore. Questo è’ quello che puntualmente mi è successo anche durante l’ultimo TEDxPadova Salon.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Il Salon è un evento satellite che anticipa l’evento annuale di TEDx Padova. Il titolo come l’acqua prende spunto dalla considerazione che l’acqua è un elemento fondamentale, qualcosa di cui noi tutti abbiamo bisogno. Allo stesso modo, appunto come l’acqua, anche la solidarietà è qualcosa, un valore, di cui tutti noi abbiamo bisogno e di cui non possiamo fare a meno. E’ questo il grande insegnamento che ci portiamo a casa dall’interessante Salon di lunedì 27 luglio, svoltosi nella meravigliosa cornice del Castello Carrarese in centro Padova. In particolare questo evento sottolinea l’importanza della città di Padova come Capitale Europea del Volontariato per l’anno 2020, ed è stato organizzato appunto in collaborazione con il CSV (Centro Servizio Volontariato) della provincia di Padova.  Oggi vorrei brevemente riassumere gli interventi di questo evento sui generis, a mio giudizio così particolare ed emozionante.

Le storie di chi lavora nel sociale

Patrizia Tolot, della cooperativa “Down Dadi” di Padova, ci ha fatto entrare nel vivo della loro attività, ci ha fatto capire come affrontare il tabù della diversità di coloro che sono affetti da sindrome di Down. Inoltre ha sottolineato l’importanza della mission della cooperativa: favorire una sempre maggiore autonomia per le persone affette da disabilità intellettive, sia dal punto di vista occupazionale che sociale.

La psicologa psicoterapeuta Patrizia Zantedeschi, responsabile del centro antiviolenza, ci ha illustrato le problematiche che si presentano nel Centro Veneto Progetti Donna. La sua scioccante statistica, ovvero che una donna su tre è vittima di violenza, fisica o verbale, ha riportato l’attenzione su una tematica, quella della violenza sulle donne, che non può essere considerata come argomento scontato e relegata in secondo piano nell’attenzione generale.

Storie d’integrazione

Si sono poi succeduti quattro speaker speciali, protagonisti di storie di integrazione sociale, quattro persone le cui storie raccontano di lunghi viaggi e di grandi sofferenze prima di poter finalmente arrivare ad inserirsi e ad integrarsi nel mondo del lavoro, attraverso la Cooperativa di Solidarietà.

Mamadou è stato costretto ad intraprendere un lungo viaggio che dal Mali lo ha portato in Italia; ha vissuto ingiustamente l’esperienza del carcere in Libia, ha visto morire decine di persone durante la traversata in barcone, ha dovuto lottare duramente per riuscire ad integrarsi. Aneto è arrivata in Italia con la promessa di un lavoro in un negozio di scarpe e si è ritrovata invece sul marciapiede. Solo la sua grande forza d’animo l’ha aiutata a scappare e a cercare una nuova vita. Fhad avrebbe potuto essere un grande campione di atletica se le problematiche burocratiche non avessero ostacolato il suo sogno. Anche lui, però, con la forza di volontà è riuscito a rialzarsi e ad integrarsi nel tessuto sociale del padovano. Infine Hannou e sua moglie Youssef hanno raccontato le loro storie. Il primo ha lottato e superato ogni pregiudizio, riuscendo infine a partecipare alla vita politica della città di Padova. Sua moglie ha continuato ad indossare il velo, simbolo culturale in cui si riconosce, contro tutto e contro tutti i pregiudizi.

La presentatrice Francesca Trevisi ha brillantemente condotto la serata e a renderla ancora più prestigiosa hanno contribuito la lettura del “Pranzo di Babette” da parte dell’attrice e scrittrice Lella Costa e le musiche dell’Orchestra Radiomondo, diretta dal maestro Maurizio Camardi.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Con la metafora di quanto sia vitale la solidarietà – esattamente come l’acqua – per chi ne ha bisogno, l’evento sponsorizzato dal TEDx Padova Salon insegna l’importanza dell’aiuto reciproco, del sostegno, dell’integrazione e soprattutto di come quest’ultima sia effettivamente realizzabile nella nostra società.

In chiusura vorrei sottolineare come questo evento sia stato reso possibile dal grandissimo lavoro di tutto il team di TEDx Padova, che come sempre riesce a realizzare qualcosa di importante (magico) attraverso il lavoro sincrono e ben coordinato di tutti i suoi componenti. Rimanete collegati e non dimenticate la data del 17 ottobre 2020 quando andrà in scena l’annuale TEDx Padova 2020, avente per tema: “Identità”.

 

 

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Adolescenza, ansia e panico

C’è chi pensa che l’ansia ed il panico non si verifichi in adolescenza e sia un problema solo degli adulti. In realtà l’ansia ed il panico in adolescenza possono creare grandi difficoltà e momenti di chiusura relazionale anche e soprattutto nei ragazzi. Dando vita a situazioni di evitamento”, di impedimento e di crisi vera propria, molto complesse da superare. Il senso di nervosismo e di preoccupazione possono prendere il sopravvento e favorire una rinuncia a frequentare gli amici, ad andare a scuola o a continuare l’attività sportiva.

Quali conseguenze per ansia e panico?

Le conseguenze di queste intense emozioni di ansia e panico possono derivare dalla paura di non riuscire (es. nello studio, nello sport), di non farcela anche nelle situazioni più semplici da gestire, e possono comportare una successiva difficoltà anche nella strutturazione dell’identità personale. Oggi, attraverso le storie vere di alcuni giovani ragazzi, affronteremo questa importante problematica dell’ansia e del panico in adolescenza.

Marco ci racconta l’ansia ed il panico in adolescenza

Ero in gita a Vienna e ad un certo punto mi sono sentito morire

Marco (nome di fantasia) esordisce in questo modo al primo appuntamento nel mio studio. La sensazione che descrive è stata quella di una de-personalizzazione, come se non fosse lui a vivere quelle emozioni  e come se stesse per morire proprio in quel momento. Il panico aveva preso il sopravvento durante la mattina in giro per la città.

Il racconto di Marco

La sera precedente avevamo fatto tardi con i compagni di classe, ridendo scherzando e bevendo qualche birra di troppo”, racconta Marco, “poi improvvisamente ho sentito una morsa allo stomaco e ho iniziato ad aver paura”. Per la prima volta nella sua vita aveva sperimentato cosa significasse veramente morire di paura”; Marco ha stretto i denti per sopportare lo stress emotivo, non ne ha parlato con nessuno e ha cercato di evitare di attirare l’attenzione. I pensieri sono diventati insopportabili, si è sentito fuori luogo, fuori dal proprio corpo, però ha retto e sopportato fino al rientro a casa. Si è rivolto al mio studio per cercare di controllare i pensieri negativi e capire se questa sensazione di de-personalizzazione fosse reale o meno.

La terapia breve strategica

Il lavoro terapeutico sul disturbo ansiogeno ha portato in breve tempo ad ottimi risultati, in particolare riducendo i sintomi della paura improntando un lavoro sulla consapevolezza di se stesso. Le grandi paure del futuro, di come sarà la sua vita e di come di svilupperà la sua identità, sono state risolte con successo e hanno condotto ad deciso miglioramento della sintomatologia.

Federica e la paura di andare a scuola

Federica (nome di fantasia) ha smesso di andare a scuola. Da alcuni mesi la paura di non essere all’altezza e di non riuscire a superare le verifiche le ha creato un blocco psicologico:

Quando sono in classe entro in uno stato di tensione, mi viene paura e mi trovo costretta ad uscire e a rifugiarmi in bagno”.

La paura di perdere il controllo prende il sopravvento, lasciandola senza forze. Nell’ultimo periodo Federica per l’ansia non riusciva neppure a salire sull’autobus, ormai era più di un mese che non andava a scuola.

Il percorso di psicoterapia

Sin dal primo appuntamento iniziamo a lavorare sulla sensazione di ansia, cercando di ridurre la paura attraverso il riconoscimento delle sensazioni e la conoscenza del modo migliore per affrontarle e superarle, nei momenti più delicati. L’uso di uno strumento specifico come il “diario di bordo”, un accorgimento terapeutico che serve a monitorare gli attacchi di panico nel momento stesso in cui arrivano, le ha permesso di essere più tranquilla, tanto che già alla seconda seduta è riuscita nuovamente a tornare a scuola. L’intero percorso di terapia strategica è stato veramente efficace, Federica ha rapidamente trovato un soddisfacente stato di serenità e benessere.

Adolescenza, ansia e panico: la terapia breve strategica

La Terapia Breve Strategica lavora nel breve periodo proprio per ridurre i sintomi della paura, favorendo la costruzione di una nuova realtà. Specialmente in adolescenza, quando la costruzione dell’identità è un momento delicato e fondamentale, è importante intervenire in maniera tempestiva sui casi di ansia e panico, per favorire sin da subito un miglioramento ed una decisiva soluzione del problema.

Se vuoi saperne di più su come funziona la terapia breve strategica, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

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Tag: adolescenza, ansia, Attacchi di Panico, genitori, genitorialità, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Genitorialità e adolescenza saranno trattate in questo articolo partendo da un recentissimo fatto di cronaca avvenuto in Umbria: la morte di due ragazzi di 15 e 16 anni che avevano assunto una dose di metadone scambiandolo per purple drank, la droga dei trapper (sigla che identifica i musicisti esponenti del trap, un sottogenere musicale del rap). Le modalità che hanno portato al drammatico epilogo stanno emergendo con chiarezza, e a colpire l’attenzione è soprattutto la facilità con la quale i nostri ragazzi arrivano a consumare le prime dosi di sostanze stupefacenti. Il fatto che si tratti di due giovanissimi in età adolescenziale ci fa ulteriormente riflettere sul ruolo della società nel contrasto al fenomeno dilagante dello spaccio e su quello delle famiglie nel rapporto con i figli, in particolare nel delicato momento della loro crescita.

Adolescenza, famiglia e gruppo dei pari

Nelle fasi della pubertà e preadolescenza, tra gli 11 e i 14 anni, il corpo del bambino si sviluppa, le sue emozioni si fanno più intense, il rapporto con i coetanei cambia registro, compaiono i primi turbamenti sessuali. Nel ragazzo si scontrano due opposte tendenze: da una parte egli vorrebbe rimanere al sicuro nel mondo dell’infanzia, dall’altra invece è tentato di esplorare il mondo degli adulti, ed in questo contesto si sente attratto principalmente da tutto quello che è estraneo alla famiglia. Diventano importanti gli amici, la loro solidarietà, l’accettazione all’interno del gruppo, le pratiche di socializzazione, il fumo, il consumo di alcool e – purtroppo sempre più di sovente – anche l’assunzione di sostanze stupefacenti. D’altra parte è anche vero che i comportamenti degli adolescenti sono in qualche modo il riflesso dell’ambiente familiare in cui vivono.  C’è da chiedersi qual è il ruolo della famiglia in tutto questo, non come se fossimo in tribunale, per “sputare” una sentenza, ma per aiutare le famiglie a migliorarsi e a capire come trovare soluzioni funzionali.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia come sistema organizzato 

La famiglia è il luogo di incontro dei diversi ruoli e delle diverse esigenze dei componenti il nucleo familiare. La famiglia è un sistema organizzato e come tale ha bisogno di regole certe, basate su un sistema di principi ben definiti e di direttive altrettanto chiare e condivise. Se non esiste una linea comune ad entrambi i genitori, si corre il rischio che i figli tentino di approfittare di uno dei due per soddisfare le proprie esigenze. In termini tecnici potremmo dire che si rischia di attivare dei circoli viziosi disfunzionali.

Genitori si diventa

E’ forse paradossale sostenere che genitori non si nasce, si diventa, ma certo il percorso non è dei più facili, viste anche le ingerenze esterne del mondo dei social, della televisione, e delle amicizie dei nostri figli. Uno degli aspetti fondamentali è rappresentato dalle modalità e dalle forme della comunicazione all’interno del nucleo familiare. La comunicazione infatti risulta essenziale per costruire e mantenere un corretto rapporto relazionale a livello affettivo-emotivo. Vi sono occasioni in cui è opportuno assumere con i figli posizioni più morbide e flessibili, altre in cui è invece indicata una posizione più rigida e direttiva. La situazione ideale è quella di saper modulare l’atteggiamento genitoriale in relazione alle differenti situazioni che si possono venire a creare: l’importante è che la comunicazione non venga mai a mancare e che sia adeguata al particolare momento.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia e i modelli di relazione

La famiglia è l’ambito in cui avviene la comunicazione genitori–figli ed è il centro focale di questo rapporto. E’ necessario pertanto comprendere bene come funziona il nostro ambiente familiare, per essere in grado di impostare correttamente l’insieme di regole in grado di influire sulla crescita funzionale dei nostri figli e per correggere eventuali aspetti negativi. Volendo fornire qualche indicazione più di dettaglio, si possono individuare alcune tipologie di modelli familiari che presentano ciascuna caratteristiche peculiari riguardo al loro funzionamento.

Il modello democratico permissivo

Il modello democratico permissivo, nel quale il rapporto è improntato sul dialogo tra i componenti della famiglia ed i genitori svolgono il ruolo di amici, persino di confidenti, dei propri figli. In questo tipo di famiglia regna una democrazia incondizionata, ma proprio per questo i figli si sentono caricati di una responsabilità a volte troppo grande per loro.

Il modello iperprotettivo

Nel modello iperprotettivo i genitori si sostituiscono in tutto ai propri figli, anticipandone i bisogni e risolvendo le difficoltà, nel tentativo di rendere loro la vita più facile. Il rischio in questi casi è quello che i figli crescano all’ombra dei genitori e che sviluppino comportamenti di incertezza e di insicurezza nei confronti del mondo esterno.

Il modello autoritario

Il modello autoritario è caratterizzato da modalità relazionali di tipo rigido ed impositivo. Il genitore (talvolta anche entrambi i genitori) esercitano il potere da una posizione dominante, ordine e disciplina sono i valori di riferimento, i figli non hanno voce in capitolo. Il controllo delle decisioni finisce per scoraggiare qualsiasi iniziativa non in linea con il sistema di regole imposte, l’eventuale posizione di rifiuto può condurre a posizioni radicali di contrapposizione.

Il modello delegante

Nel modello delegante i genitori delegano il loro ruolo alla famiglia allargata, di solito ai nonni, generando una dinamica interna di competizione in termini affettivi. Venendo a mancare una figura autorevole, e non essendo i nonni modelli adatti ad essere imitati, i genitori inducono nei figli la sensazione di essere persone deboli e poco convincenti.

Senza scendere più a fondo nel dettaglio e senza trattare ulteriori schemi caratteristici – ad esempio quelli della famiglia sacrificante e della famiglia intermittente – è importante notare che ciascun modello è caratterizzato da regole e strategie comunicative assolutamente peculiari, che tendono ad influire sulla crescita dei nostri figli.

Assume quindi la massima importanza capire a quale modello si ispira il nostro rapporto con i figli, per essere in grado di impostare o correggere, ove necessario, il dialogo genitoriale e per dare la giusta dimensione alla relazione affettiva che lega i membri della famiglia.

Se senti di avere delle difficoltà con tuo figlio oppure se sei un adolescente che ha bisogno di aiuto, contattami al 340.41.90.915 per una consulenza o per avere maggiori informazioni.

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Tag: adolescenza, dipendenza, genitorialità

Che cos’è l’efficacia personale? Come facciamo a gestire al meglio la nostra vita e le nostre decisioni? Molte volte ci siamo chiesti più o meno consciamente come fare per riuscire nella vita lavorativa, e in quelle strettamente connesse di relazioni sociali e famigliare. E soprattutto come fare per essere sempre efficaci ed anche efficienti. L’articolo di oggi prende in esame quegli aspetti che possono essere rielaborati e migliorati allo scopo di aumentare la concezione di efficacia ed efficienza nella nostra quotidianità.

Efficacia ed efficienza

Pur avendo significati diversi i due termini, nel contesto giornaliero abituale, vengono spesso impiegati come sinonimi. L’efficacia personale, secondo il mio punto di vista, è soggettiva, nel senso che ciascuno di noi stessi ha la tendenza ad un esame critico di ciò che facciamo, tuttavia vi sono alcuni aspetti che possono essere presi in esame, in termini generali, per aiutare a sentirsi più risolutivi, più incisivi nella nostra vita. Con efficacia si intende quindi la capacità di raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati, mentre l’efficienza riguarda la capacità di ottenerlo con il modalità e le risorse minime indispensabili.

 

Troppi impegni!

Sul lavoro il telefono squilla ogni cinque minuti, bisogna rispondere a troppe mail, ci sono continue riunioni, senza contare poi gli impegni familiari: la spesa, la casa, i figli… Gli obblighi sono sempre tantissimi e possono crearci un senso di frustrazione. Non riuscire a tenere tutto sotto controllo potrebbe indurre una sensazione di disagio e di conseguenza attenuare la nostra sensazione di efficacia personale. Gli impegni eccessivi possono determinare un blocco psicologico, che ci porta a non iniziare o a non portare a termine nulla, una sorta di “rifiuto” nei confronti delle troppe cose da fare. Un’altra sensazione negativa è quella di non riuscire ad intravvedere mai la fine di un lavoro, di un compito, di una incombenza. Le giornate iniziano ma non finiscono mai, c’è sempre qualcosa da fare e impegni da assolvere. Entrambe queste situazioni ci portano a vivere una sensazione di scarsa efficacia personale, con il rischio di sentirsi emotivamente tristi e arrabbiati con se stessi.

Come gestire gli impegni

Per gestire al meglio i nostri impegni, e dare quindi un’organizzazione ben articolata alle nostre giornate, è fondamentale attribuire un grado di “priorità” alle nostre attività e ai nostri obiettivi. Di fronte ad un nuovo progetto può essere utile chiedersi quale sia il risultato che vogliamo raggiungere, cercando di stimare l’impegno che dobbiamo investire per arrivare al nostro scopo. In questo modo saremo in grado di valutare le energie necessarie, il tempo di cui abbiamo bisogno ed il grado di coinvolgimento necessario. Riguardo al grado di priorità, sarebbe importante scartare a priori tutte quelle richieste che sono chiaramente superflue, poco importanti o che comunque possiamo rimandare al giorno successivo. Il fatto di essere in grado di organizzarsi senza essere travolti dagli impegni, trovando le soluzioni opportune e mantenendo in alcune situazioni una “dose minima” di cose da fare, aumenta l’efficacia personale.

Paura di non farcela

Il fallimento in qualche caso può essere dietro l’angolo, per questo la paura di sbagliare talvolta ci blocca e non ci consente di mettere in atto le azioni che ci siamo prefissati. Nella nostra società moderna i fallimenti vengono interpretati sempre in chiave negativa. In realtà ogni volta che sbagliamo o abbiamo un insuccesso, questo dovrebbe essere interpretato come un’opportunità di modificare il nostro approccio, una nuova e diversa possibilità di crescita, che ci consenta di diventare ancora più efficaci e performanti. Può sembrare paradossale, ma sbagliare è necessario, quasi fondamentale, così come è fondamentale soprattutto non fermarsi, ripartire. E’ facile che una battuta d’arresto possa scoraggiarci, tuttavia è ancora più importante gestire le emozioni di sofferenza e disagio, per poter così ripartire, trasformando un limite in risorsa.

Insoddisfazione lavorativa ed efficacia personale

L’insoddisfazione lavorativa il più delle volte è direttamente proporzionale alla sensazione di non essere efficaci. Non poterci esprimere come vorremmo anche sul lavoro genera dei veri e propri blocchi emotivi e innesca una sorta di routine che ci fa vivere la quotidianità in maniera poco soddisfacente e positiva. Nelle situazioni lavorative si riscontrano alcuni aspetti che possono determinare una sensazione di scarsa efficacia personale.

Cosa porta all’insoddisfazione lavorativa

Il primo è il fatto di sentirsi ignorati, come invisibili, e di conseguenza di non riuscire ad attirare le attenzioni dei colleghi e del capo, oppure dei collaboratori. L’impossibilità di stabilire una relazione sana con i colleghi e con i propri collaboratori genera una sensazione di incapacità ed inefficacia. Un secondo aspetto è quello di non riuscire a dare rilevanza e spessore al proprio lavoro. Se il nostro lavoro non conta né per me stesso né tantomeno per qualcun altro, difficilmente sarò soddisfatto e mi sentirò efficace. L’insoddisfazione lavorativa è molto diffusa e a sua volta provoca una condizione di scarsa efficacia personale. Cercare di lavorare su questo aspetto così pregnante della propria vita deve diventare una priorità per favorire un funzionale percorso di crescita personale.

Se vuoi saperne di più sull’efficacia personale o fissare una consulenza psicologica, chiamami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

 

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Tag: efficacia personale, emozioni, Terapia Breve Strategica

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Terapia Breve Strategica e disturbi alimentari

17 Settembre 2020

I disturbi del comportamento alimentare sono una tipologia di problematica psicologica molto diffusa. Il cibo è un piacere fondamentale e nel nostro “bel Paese” c’è una grande attenzione all’alimentazione. In ogni situazione, al bar, in ufficio, con gli amici, non si fa altro che parlare di cibo, ricette e cene al ristorante. Il momento del pasto è una situazione conviviale che soddisfa e fa sentire bene le persone. Tuttavia nel caso di persone con problematiche di disturbi del comportamento alimentare, il cibo può diventare una “prigione” che sconvolge la vita. L’articolo di oggi mira a far conoscere le diverse patologie connesse con il cibo ed il loro profondo legame con le dinamiche emotive.

I disturbi del comportamento alimentare: anoressia e bulimia

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che si caratterizza per una ricerca ossessiva della magrezza e la conseguente paura di ingrassare. Questi due requisiti determinano un’importante riduzione dell’assunzione di cibo, in alcuni casi addirittura una vera e propria astensione dallo stesso. In tal modo il peso corporeo si riduce notevolmente, senza per questo far sentire il soggetto anoressico realmente soddisfatto. Diventa una vera e propria ricerca ossessiva della magrezza.

Viceversa nella bulimia vi è una ricerca sfrenata del cibo. La persona vive il cibo come qualcosa di irrinunciabile e, pur cercando di frenarsi, perde il controllo concedendosi delle vere e proprie abbuffate alimentari. Spesso accade che il peso aumenti in maniera considerevole, portando a situazioni di sovrappeso o addirittura di obesità.

Binge eating e Jo-jo

In queste due situazioni particolari, la problematicità è data dall’alternarsi di digiuno e di dieta a situazioni diperdita di controllo. Nel caso del binge eating questi momenti di astensione dal cibo e successiva perdita di controllo con abbuffata si possono verificare anche nello stesso giorno. Oppure nell’arco di una settimana, vi possono essere giorni interi di dieta e giorni interi di totale perdita di controllo e di ricerca del piacere del cibo. Nel caso Jo-jo la differenza essenziale sta nel fatto che a lunghi periodi di dieta restrittiva segue una ripresa con abbuffate di cibo alla ricerca di una alimentazione “normale”, con conseguente rapido aumento del peso corporeo. In realtà nei momenti di dieta restrittiva il nostro corpo tende a conservare le riserve di grasso e quindi a bruciare meno, perciò nel momento in cui si riprende a mangiare si riprende velocemente peso. Ovviamente questa situazione genera effetti negativi sul metabolismo.

Vomiting

Nel vomiting l’impulso a mangiare e vomitare è impossibile da controllare. Questa particolare forma di disturbo del comportamento alimentare si sviluppa nel momento in cui la persona trae piacere dalla sequenza:mangiare e vomitare. In un primo momento l’atto del vomitare serve solo per liberarsi dal cibo ingurgitato, evitando così di aumentare di peso. Solo in un secondo momento mangiare e vomitare si trasforma in un vero e proprio rituale piacevole, un vortice da cui diventa complicato e molto difficile uscire.

I disturbi del comportamento alimentare e la dinamica di piacere

Una delle caratteristiche che accomuna tutti questi disturbi del comportamento alimentare è la dinamica del piacere. Il cibo è uno strumento attraverso il quale ci possiamo concedere o privare di questa emozione primaria. Le dinamiche emotive connesse con il cibo sono essenziali per poter affrontare e superare i disturbi del comportamento alimentare. Segui il mio blog per avere più informazioni; nelle prossime settimane inoltre uscirà il mio e-book sui disturbi del comportamento alimentare. L’articolo di oggi è un anticipo di alcuni aspetti che troverai esposti in dettaglio in questa guida gratuita, con anche esempi e alcuni consigli pratici.

Se vuoi maggiori info segui le mie pagine social dalle quali potrai scaricare l’e-book, oppure chiamami al 340.41.90.915 per avere maggiori informazioni.

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Tag: anoressia, binge eating, bulimia, disturbi del comportamento alimentare, jo jo, Terapia Breve Strategica, vomiting

Ansia e attacchi di panico possono diventare così invalidanti da non permetterci di sentirci più sicuri in nessuna delle nostre attività quotidiane. Oggi parlerò di ansia, e lo farò attraverso un racconto di terapia, per far capire come l’ansia possa veramente essere superata, perchè non è necessario conviverci ma è davvero possibile tornare a vivere in maniera serena. La storia che mi accingo a raccontarvi è reale. La sua particolarità sta nel fatto che la sensazione di paura ha determinato come conseguenza una totale insicurezza e indecisione. L’autostima del soggetto si è ridotta praticamente a zero, la capacità di cambiare e prendere decisioni senza essere sovrastati dall’ansia sembrava diventato qualcosa di impossibile.

Se vuoi saperne di più su ansia e attacchi di panico, scarica il mio e-book gratuito:

ANSIA E PAURA, una breve guida sulle diverse patologie fobiche e sulle strategie per superare ansia e panico.

Ansia e attacchi di panico: la storia di S.

S. si presenta nel mio studio dopo aver svolto altrove un lungo percorso di terapia. Ha molto chiaro come la sua ansia sia legata ad una realtà lavorativa poco edificante e ad una difficoltà nel prendere decisioni. Lavora da anni come dipendente e ha sviluppato competenze significative nel proprio campo. Nella prima fase della carriera il capo lo ha sempre valorizzato, tuttavia a seguito di un spiacevole evento con un cliente, il capo ha iniziato a rendergli la vita lavorativa più complicata. Invece di supportarlo e aiutarlo a superare l’errore, il capo ha creato una situazione di tensione, S. ha avvertito sempre più l’insicurezza durante ogni attività lavorativa, tanto da iniziare a vivere sensazioni di panico.

la cosa peggiore è quella di sentirsi come morire durante il turno, non riesco a controllarmi, stringo i denti ma temo di crollare da un momento all’altro”.

Le tentate soluzioni

L’autocontrollo che esercita sulle sue sensazioni lo aiuta a portare a termine la giornata di lavoro; questo modo di affrontare il lavoro al momento sembra funzionale. Ma le giornate di lavoro diventano interminabili, il capo si accorge che la brillantezza è sparita. Invece di supportarlo inizia a vessarlo, arrivando addirittura a pensare al licenziamento. S. è in crisi, riversa le sue preoccupazioni in famiglia, con i fratelli e i genitori. Inizia ad uscire sempre meno di casa, rinunciando anche ad alcune sue passioni. Diventa insicuro in qualsiasi cosa, più si chiude in se stesso e più il problema aumenta creando una “prigione” nella quale l’ansia e gli attacchi di panico trovano nutrimento.

Ansia e attacchi di panico: come superarli

Il primo step della terapia si è incentrato sul favorire una riduzione della sintomatologia attraverso alcune strategie paradossali: S. ha iniziato a sperimentare come la paura affrontata si può trasformare in coraggio.

Attraverso il training definito la peggiore fantasia, S. ha vissuto in prima persona il fatto che se toccata con mano la paura svanisce. Questa tecnica è molto efficace, in quanto spinge la persona a non evitare ma addirittura ad affrontare le sue paure, a guardarle in faccia. Spesso descrivo la paura come un fantasma, più noi scappiamo dal fantasma e più quest’ultimo ci rincorre e ci spaventa. Attraverso la tecnica della peggiore fantasia si smette di scappare al fantasma e lo si tocca, facendolo scomparire. S. racconta come l’applicazione di questa tecnica gli abbia sin da subito fatto avvertire una forza nuova, l’insicurezza si è mano a mano sgretolata, lasciando sempre più spazio a nuove (ritrovate) energie.

Pensavo fosse un esercizio impossibile, invece mi ha aiutato ad uscire dalle mie paure

La Terapia Breve Strategica per il trattamento di ansia e panico

S. durante, il percorso di terapia, ha trovato una soluzione alla sua ansia e all’insicurezza che aveva maturato. E’ riuscito addirittura a licenziarsi e ad aprire una Partita IVA, diventando un lavoratore autonomo. Inoltre anche le passioni e gli hobby che aveva lasciato in sospeso, sono tornati parte integrante della sua vita. L’indecisione è ormai un lontano ricordo. La terapia breve strategica è efficace ed efficiente in quanto aiuta la persona a superare l’ansia e gli attacchi di panico, per poi favorire il consolidamento di una nuova realtà di benessere e salute mentale.

Se vivi una situazione simile e vuoi superare ansia e panico, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it in breve tempo riusciremo insieme a superare i tuoi problemi.

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Tag: ansia, Attacchi di Panico, fobie, monofobie, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Quest’anno il TEDxCortina 2020 ha avuto luogo in una cornice speciale: il rifugio Lagazuoi. L’ultima volta che avevo raggiunto il rifugio Lagazuoi era stata una lunga giornata di montagna, molto dislivello, un lunghissimo sentiero attrezzato e tantissima pioggia. Gli ultimi 600 metri di dislivello erano stati massacranti: stanchezza fisica, lieve dolore alle ginocchia, pioggia forte, tuttavia l’arrivo al rifugio alpino valeva la pena. La doccia bollente e l’ottima cucina mi avevano fatto recuperare dalle fatiche, e la bellezza del rifugio era stato un nutrimento per gli occhi. Situato a 2.752 metri sul livello del mare, il Lagazuoi si trova in una posizione panoramica nei confronti di numerose vette dolomitiche: le Tofane, le Odle, la Marmolada, solo per citarne alcune.

Purtroppo quest’anno non sono potuto essere presente di persona all’avvenimento, tuttavia averlo seguito in rete mi ha riportato nel meraviglioso ambiente alpino del rifugio. L’articolo di oggi è un report di quanto ascoltato in streaming durante il TEDxCortina 2020, tenutosi all’aperto nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti contagio.

TEDxCortina 2020: “Emergenze”, un tema attuale

Il tema delle Emergenze, scelto dal team del TEDx addirittura prima della pandemia COVID-19, è decisamente molto attuale. Come psicologo e psicoterapeuta mi trovo spesso a lavorare con problematiche connesse a momenti di crisi e di emergenza. La salute mentale ed il benessere possono facilmente essere intaccati da momenti di difficoltà, da situazioni problematiche con risvolti stressanti, che incontriamo quotidianamente. In particolare i recenti mesi di emergenza sanitaria hanno comportato conseguenze e riflessioni importanti nella vita di ciascuno di noi. TedxCortina ha affrontato la tematiche dell’emergenza da diverse prospettive, avvalorando l’importanza di sapersi adattare alle situazioni allarmanti ed entrare nella dinamica del cambiamento: Perché emergenza è necessità, ma anche possibilità e responsabilità di coltivare il cambiamento”.

 

Gli speaker del TEDxCortina 2020

L’epidemiologa Ilaria Dorigatti ha aperto l’edizione del TEdxCortina 2020 parlando di contagio. Una seconda ondata di COVID-19 può essere evitata solamente dall’essere umano più imprevedibile: l’uomo. Solo seguendo in maniera rispettosa le regole e le norme sanitarie possiamo veramente evitare un nuovo lockdown. Il futuro è incerto, la nostra responsabilità personale farà la differenzaThomas Ambrosi, C.E.O. di ONO Exponential Farming, una start-up innovativa nel settore dell’Agritech, distingue tra emergenze lente e veloci, situazioni cioè che richiedono risposte più o meno rapide; il concetto di emergenza ci porta a modificare le nostre abitudini e a prospettarci un futuro diverso. L’emergenza intesa come possibilità e non come limite. Marco Landi, ex presidente di Apple, vede l’uomo – ed in particolare i giovani – al centro del progetto futuro, per questo è importate continuare a valorizzarli, puntando sull’innovazione come motore per la crescita. Nina Zilli, cantautrice, personaggio televisivo e conduttrice radiofonica, ha gridato che dobbiamo indignarci di fronte alle ingiustizie e comunicare al mondo quello che pensiamo. Claudia Belli, (head) Social business e Microfinance Mgr. – BNP PARIBAS, alla domanda: “Cosa risolverà le emergenze?”, ha risposto: “Modelli sociali che possono creare soluzioni inedite, con impatto positivo”Luca Foresti, A.D. del Centro Medico Sant’Agostino, mette in primo piano la volontà come motore per costruire uno stile di vita sano, l’importanza di sentirsi bene con se stessi sia in termini di salute fisica che mentale. Come psicologo psicoterapeuta non posso che concordare con la tesi del dottor Foresti, ricordando che uno stile di vita salutare genera la condizione di benessere necessaria per affrontare positivamente lo stress della vita modernaSimona Atzori, ballerina e pittrice, ha emozionato con il suo slogan: “Io ho le mani in basso!”. Dalla nascita Simona è priva delle mani, tuttavia questo non l’ha scoraggiata, con grande forza di volontà ha spostato il focus dalle mani ai piedi, che sono diventati il mezzo per esprimersi. Non ha mai guardato a quello che manca, ma a quello che c’è! Gaetano Farina, Tenente Colonnello dell’Aeronautica Militare, comandante delle Frecce Tricolori, ha sottolineato l’importanza della formazione e dell’addestramento per prevenire le possibili emergenze. Solo lo studio e l’attenzione continua aiutano a riconoscere un problema prima che si presenti.

La chiusura del TEDxCortina ha visto sul palco Vittorio Di Tomaso, Presidente e CEO di Celi, una PMI innovativa nel campo della progettazione di sistemi basati su Intelligenza Artificiale. Di Tomaso ha presentato l’innovativo progetto di “benessere urbano”, in grado di migliorare l’esperienza urbana delle persone attraverso la raccolta dati, effettuata tramite l’ausilio di cosiddette “panchine sensoriali”.

TEDxCortina un evento ecosostenibile

Il TEDxCortina 2020 è stato come sempre un evento splendido, ricco di interessanti spunti di innovazione e divulgazione, impreziosito dal fatto di essere stato organizzato in un luogo speciale, nel rispetto del criterio di sostenibilità ambientale e di uso consapevole delle risorse.

Il 17 ottobre vi aspettiamo al TEDxPadova 2020, al quale collaboro in team, con il ruolo di “Speaker Assistant”. Il tema del convegno sarà “Identità” e stupirà con ospiti di primo piano; vi consiglio di seguire il sito di TEDxPadova, per rimanere aggiornati su tutte le news  relative all’evento.

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Cos’è il TEDx Padova Salon e cos’è il TED

Innanzi tutto vorrei chiarire che la sigla TED è l’acronimo di Technology, Entertainment and Design, una Organizzazione internazionale che si prefigge lo scopo di facilitare la diffusione di idee riguardanti una grande varietà di argomenti (dalla scienza, al business, alle tematiche globali) attraverso brevi conferenze tenute da esperti di ogni settore. TEDx Padova è la sigla dell’ente locale, indipendente, organizzatore di peculiari eventi sul proprio territorio. Il TEDx Padova Salon è uno degli eventi satellite all’evento principale, che permettono alla community di rimanere collegati con il TEDx Padova durante tutto l’anno.

TEDx è innovazione

Quando cerco di dare una definizione più personale di cosa significhi TEDx per me, entro in un mondo meccanico fatto di ingranaggi, immagino una serie di ruote dentate che si inseriscono una nell’altra, dapprima ferme ed immobili, che iniziano poi lentamente a ruotare e proseguono in maniera sempre più veloce e coordinata. Ogni intervento (speech) che ascolto durante il TEDx fa lavorare gli ingranaggi della mia mente, crea spunti di riflessione, mi fa vivere un’esperienza formativa e di valore. Questo è’ quello che puntualmente mi è successo anche durante l’ultimo TEDxPadova Salon.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Il Salon è un evento satellite che anticipa l’evento annuale di TEDx Padova. Il titolo come l’acqua prende spunto dalla considerazione che l’acqua è un elemento fondamentale, qualcosa di cui noi tutti abbiamo bisogno. Allo stesso modo, appunto come l’acqua, anche la solidarietà è qualcosa, un valore, di cui tutti noi abbiamo bisogno e di cui non possiamo fare a meno. E’ questo il grande insegnamento che ci portiamo a casa dall’interessante Salon di lunedì 27 luglio, svoltosi nella meravigliosa cornice del Castello Carrarese in centro Padova. In particolare questo evento sottolinea l’importanza della città di Padova come Capitale Europea del Volontariato per l’anno 2020, ed è stato organizzato appunto in collaborazione con il CSV (Centro Servizio Volontariato) della provincia di Padova.  Oggi vorrei brevemente riassumere gli interventi di questo evento sui generis, a mio giudizio così particolare ed emozionante.

Le storie di chi lavora nel sociale

Patrizia Tolot, della cooperativa “Down Dadi” di Padova, ci ha fatto entrare nel vivo della loro attività, ci ha fatto capire come affrontare il tabù della diversità di coloro che sono affetti da sindrome di Down. Inoltre ha sottolineato l’importanza della mission della cooperativa: favorire una sempre maggiore autonomia per le persone affette da disabilità intellettive, sia dal punto di vista occupazionale che sociale.

La psicologa psicoterapeuta Patrizia Zantedeschi, responsabile del centro antiviolenza, ci ha illustrato le problematiche che si presentano nel Centro Veneto Progetti Donna. La sua scioccante statistica, ovvero che una donna su tre è vittima di violenza, fisica o verbale, ha riportato l’attenzione su una tematica, quella della violenza sulle donne, che non può essere considerata come argomento scontato e relegata in secondo piano nell’attenzione generale.

Storie d’integrazione

Si sono poi succeduti quattro speaker speciali, protagonisti di storie di integrazione sociale, quattro persone le cui storie raccontano di lunghi viaggi e di grandi sofferenze prima di poter finalmente arrivare ad inserirsi e ad integrarsi nel mondo del lavoro, attraverso la Cooperativa di Solidarietà.

Mamadou è stato costretto ad intraprendere un lungo viaggio che dal Mali lo ha portato in Italia; ha vissuto ingiustamente l’esperienza del carcere in Libia, ha visto morire decine di persone durante la traversata in barcone, ha dovuto lottare duramente per riuscire ad integrarsi. Aneto è arrivata in Italia con la promessa di un lavoro in un negozio di scarpe e si è ritrovata invece sul marciapiede. Solo la sua grande forza d’animo l’ha aiutata a scappare e a cercare una nuova vita. Fhad avrebbe potuto essere un grande campione di atletica se le problematiche burocratiche non avessero ostacolato il suo sogno. Anche lui, però, con la forza di volontà è riuscito a rialzarsi e ad integrarsi nel tessuto sociale del padovano. Infine Hannou e sua moglie Youssef hanno raccontato le loro storie. Il primo ha lottato e superato ogni pregiudizio, riuscendo infine a partecipare alla vita politica della città di Padova. Sua moglie ha continuato ad indossare il velo, simbolo culturale in cui si riconosce, contro tutto e contro tutti i pregiudizi.

La presentatrice Francesca Trevisi ha brillantemente condotto la serata e a renderla ancora più prestigiosa hanno contribuito la lettura del “Pranzo di Babette” da parte dell’attrice e scrittrice Lella Costa e le musiche dell’Orchestra Radiomondo, diretta dal maestro Maurizio Camardi.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Con la metafora di quanto sia vitale la solidarietà – esattamente come l’acqua – per chi ne ha bisogno, l’evento sponsorizzato dal TEDx Padova Salon insegna l’importanza dell’aiuto reciproco, del sostegno, dell’integrazione e soprattutto di come quest’ultima sia effettivamente realizzabile nella nostra società.

In chiusura vorrei sottolineare come questo evento sia stato reso possibile dal grandissimo lavoro di tutto il team di TEDx Padova, che come sempre riesce a realizzare qualcosa di importante (magico) attraverso il lavoro sincrono e ben coordinato di tutti i suoi componenti. Rimanete collegati e non dimenticate la data del 17 ottobre 2020 quando andrà in scena l’annuale TEDx Padova 2020, avente per tema: “Identità”.

 

 

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Adolescenza, ansia e panico

C’è chi pensa che l’ansia ed il panico non si verifichi in adolescenza e sia un problema solo degli adulti. In realtà l’ansia ed il panico in adolescenza possono creare grandi difficoltà e momenti di chiusura relazionale anche e soprattutto nei ragazzi. Dando vita a situazioni di evitamento”, di impedimento e di crisi vera propria, molto complesse da superare. Il senso di nervosismo e di preoccupazione possono prendere il sopravvento e favorire una rinuncia a frequentare gli amici, ad andare a scuola o a continuare l’attività sportiva.

Quali conseguenze per ansia e panico?

Le conseguenze di queste intense emozioni di ansia e panico possono derivare dalla paura di non riuscire (es. nello studio, nello sport), di non farcela anche nelle situazioni più semplici da gestire, e possono comportare una successiva difficoltà anche nella strutturazione dell’identità personale. Oggi, attraverso le storie vere di alcuni giovani ragazzi, affronteremo questa importante problematica dell’ansia e del panico in adolescenza.

Marco ci racconta l’ansia ed il panico in adolescenza

Ero in gita a Vienna e ad un certo punto mi sono sentito morire

Marco (nome di fantasia) esordisce in questo modo al primo appuntamento nel mio studio. La sensazione che descrive è stata quella di una de-personalizzazione, come se non fosse lui a vivere quelle emozioni  e come se stesse per morire proprio in quel momento. Il panico aveva preso il sopravvento durante la mattina in giro per la città.

Il racconto di Marco

La sera precedente avevamo fatto tardi con i compagni di classe, ridendo scherzando e bevendo qualche birra di troppo”, racconta Marco, “poi improvvisamente ho sentito una morsa allo stomaco e ho iniziato ad aver paura”. Per la prima volta nella sua vita aveva sperimentato cosa significasse veramente morire di paura”; Marco ha stretto i denti per sopportare lo stress emotivo, non ne ha parlato con nessuno e ha cercato di evitare di attirare l’attenzione. I pensieri sono diventati insopportabili, si è sentito fuori luogo, fuori dal proprio corpo, però ha retto e sopportato fino al rientro a casa. Si è rivolto al mio studio per cercare di controllare i pensieri negativi e capire se questa sensazione di de-personalizzazione fosse reale o meno.

La terapia breve strategica

Il lavoro terapeutico sul disturbo ansiogeno ha portato in breve tempo ad ottimi risultati, in particolare riducendo i sintomi della paura improntando un lavoro sulla consapevolezza di se stesso. Le grandi paure del futuro, di come sarà la sua vita e di come di svilupperà la sua identità, sono state risolte con successo e hanno condotto ad deciso miglioramento della sintomatologia.

Federica e la paura di andare a scuola

Federica (nome di fantasia) ha smesso di andare a scuola. Da alcuni mesi la paura di non essere all’altezza e di non riuscire a superare le verifiche le ha creato un blocco psicologico:

Quando sono in classe entro in uno stato di tensione, mi viene paura e mi trovo costretta ad uscire e a rifugiarmi in bagno”.

La paura di perdere il controllo prende il sopravvento, lasciandola senza forze. Nell’ultimo periodo Federica per l’ansia non riusciva neppure a salire sull’autobus, ormai era più di un mese che non andava a scuola.

Il percorso di psicoterapia

Sin dal primo appuntamento iniziamo a lavorare sulla sensazione di ansia, cercando di ridurre la paura attraverso il riconoscimento delle sensazioni e la conoscenza del modo migliore per affrontarle e superarle, nei momenti più delicati. L’uso di uno strumento specifico come il “diario di bordo”, un accorgimento terapeutico che serve a monitorare gli attacchi di panico nel momento stesso in cui arrivano, le ha permesso di essere più tranquilla, tanto che già alla seconda seduta è riuscita nuovamente a tornare a scuola. L’intero percorso di terapia strategica è stato veramente efficace, Federica ha rapidamente trovato un soddisfacente stato di serenità e benessere.

Adolescenza, ansia e panico: la terapia breve strategica

La Terapia Breve Strategica lavora nel breve periodo proprio per ridurre i sintomi della paura, favorendo la costruzione di una nuova realtà. Specialmente in adolescenza, quando la costruzione dell’identità è un momento delicato e fondamentale, è importante intervenire in maniera tempestiva sui casi di ansia e panico, per favorire sin da subito un miglioramento ed una decisiva soluzione del problema.

Se vuoi saperne di più su come funziona la terapia breve strategica, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

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Tag: adolescenza, ansia, Attacchi di Panico, genitori, genitorialità, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Genitorialità e adolescenza saranno trattate in questo articolo partendo da un recentissimo fatto di cronaca avvenuto in Umbria: la morte di due ragazzi di 15 e 16 anni che avevano assunto una dose di metadone scambiandolo per purple drank, la droga dei trapper (sigla che identifica i musicisti esponenti del trap, un sottogenere musicale del rap). Le modalità che hanno portato al drammatico epilogo stanno emergendo con chiarezza, e a colpire l’attenzione è soprattutto la facilità con la quale i nostri ragazzi arrivano a consumare le prime dosi di sostanze stupefacenti. Il fatto che si tratti di due giovanissimi in età adolescenziale ci fa ulteriormente riflettere sul ruolo della società nel contrasto al fenomeno dilagante dello spaccio e su quello delle famiglie nel rapporto con i figli, in particolare nel delicato momento della loro crescita.

Adolescenza, famiglia e gruppo dei pari

Nelle fasi della pubertà e preadolescenza, tra gli 11 e i 14 anni, il corpo del bambino si sviluppa, le sue emozioni si fanno più intense, il rapporto con i coetanei cambia registro, compaiono i primi turbamenti sessuali. Nel ragazzo si scontrano due opposte tendenze: da una parte egli vorrebbe rimanere al sicuro nel mondo dell’infanzia, dall’altra invece è tentato di esplorare il mondo degli adulti, ed in questo contesto si sente attratto principalmente da tutto quello che è estraneo alla famiglia. Diventano importanti gli amici, la loro solidarietà, l’accettazione all’interno del gruppo, le pratiche di socializzazione, il fumo, il consumo di alcool e – purtroppo sempre più di sovente – anche l’assunzione di sostanze stupefacenti. D’altra parte è anche vero che i comportamenti degli adolescenti sono in qualche modo il riflesso dell’ambiente familiare in cui vivono.  C’è da chiedersi qual è il ruolo della famiglia in tutto questo, non come se fossimo in tribunale, per “sputare” una sentenza, ma per aiutare le famiglie a migliorarsi e a capire come trovare soluzioni funzionali.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia come sistema organizzato 

La famiglia è il luogo di incontro dei diversi ruoli e delle diverse esigenze dei componenti il nucleo familiare. La famiglia è un sistema organizzato e come tale ha bisogno di regole certe, basate su un sistema di principi ben definiti e di direttive altrettanto chiare e condivise. Se non esiste una linea comune ad entrambi i genitori, si corre il rischio che i figli tentino di approfittare di uno dei due per soddisfare le proprie esigenze. In termini tecnici potremmo dire che si rischia di attivare dei circoli viziosi disfunzionali.

Genitori si diventa

E’ forse paradossale sostenere che genitori non si nasce, si diventa, ma certo il percorso non è dei più facili, viste anche le ingerenze esterne del mondo dei social, della televisione, e delle amicizie dei nostri figli. Uno degli aspetti fondamentali è rappresentato dalle modalità e dalle forme della comunicazione all’interno del nucleo familiare. La comunicazione infatti risulta essenziale per costruire e mantenere un corretto rapporto relazionale a livello affettivo-emotivo. Vi sono occasioni in cui è opportuno assumere con i figli posizioni più morbide e flessibili, altre in cui è invece indicata una posizione più rigida e direttiva. La situazione ideale è quella di saper modulare l’atteggiamento genitoriale in relazione alle differenti situazioni che si possono venire a creare: l’importante è che la comunicazione non venga mai a mancare e che sia adeguata al particolare momento.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia e i modelli di relazione

La famiglia è l’ambito in cui avviene la comunicazione genitori–figli ed è il centro focale di questo rapporto. E’ necessario pertanto comprendere bene come funziona il nostro ambiente familiare, per essere in grado di impostare correttamente l’insieme di regole in grado di influire sulla crescita funzionale dei nostri figli e per correggere eventuali aspetti negativi. Volendo fornire qualche indicazione più di dettaglio, si possono individuare alcune tipologie di modelli familiari che presentano ciascuna caratteristiche peculiari riguardo al loro funzionamento.

Il modello democratico permissivo

Il modello democratico permissivo, nel quale il rapporto è improntato sul dialogo tra i componenti della famiglia ed i genitori svolgono il ruolo di amici, persino di confidenti, dei propri figli. In questo tipo di famiglia regna una democrazia incondizionata, ma proprio per questo i figli si sentono caricati di una responsabilità a volte troppo grande per loro.

Il modello iperprotettivo

Nel modello iperprotettivo i genitori si sostituiscono in tutto ai propri figli, anticipandone i bisogni e risolvendo le difficoltà, nel tentativo di rendere loro la vita più facile. Il rischio in questi casi è quello che i figli crescano all’ombra dei genitori e che sviluppino comportamenti di incertezza e di insicurezza nei confronti del mondo esterno.

Il modello autoritario

Il modello autoritario è caratterizzato da modalità relazionali di tipo rigido ed impositivo. Il genitore (talvolta anche entrambi i genitori) esercitano il potere da una posizione dominante, ordine e disciplina sono i valori di riferimento, i figli non hanno voce in capitolo. Il controllo delle decisioni finisce per scoraggiare qualsiasi iniziativa non in linea con il sistema di regole imposte, l’eventuale posizione di rifiuto può condurre a posizioni radicali di contrapposizione.

Il modello delegante

Nel modello delegante i genitori delegano il loro ruolo alla famiglia allargata, di solito ai nonni, generando una dinamica interna di competizione in termini affettivi. Venendo a mancare una figura autorevole, e non essendo i nonni modelli adatti ad essere imitati, i genitori inducono nei figli la sensazione di essere persone deboli e poco convincenti.

Senza scendere più a fondo nel dettaglio e senza trattare ulteriori schemi caratteristici – ad esempio quelli della famiglia sacrificante e della famiglia intermittente – è importante notare che ciascun modello è caratterizzato da regole e strategie comunicative assolutamente peculiari, che tendono ad influire sulla crescita dei nostri figli.

Assume quindi la massima importanza capire a quale modello si ispira il nostro rapporto con i figli, per essere in grado di impostare o correggere, ove necessario, il dialogo genitoriale e per dare la giusta dimensione alla relazione affettiva che lega i membri della famiglia.

Se senti di avere delle difficoltà con tuo figlio oppure se sei un adolescente che ha bisogno di aiuto, contattami al 340.41.90.915 per una consulenza o per avere maggiori informazioni.

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Tag: adolescenza, dipendenza, genitorialità

Che cos’è l’efficacia personale? Come facciamo a gestire al meglio la nostra vita e le nostre decisioni? Molte volte ci siamo chiesti più o meno consciamente come fare per riuscire nella vita lavorativa, e in quelle strettamente connesse di relazioni sociali e famigliare. E soprattutto come fare per essere sempre efficaci ed anche efficienti. L’articolo di oggi prende in esame quegli aspetti che possono essere rielaborati e migliorati allo scopo di aumentare la concezione di efficacia ed efficienza nella nostra quotidianità.

Efficacia ed efficienza

Pur avendo significati diversi i due termini, nel contesto giornaliero abituale, vengono spesso impiegati come sinonimi. L’efficacia personale, secondo il mio punto di vista, è soggettiva, nel senso che ciascuno di noi stessi ha la tendenza ad un esame critico di ciò che facciamo, tuttavia vi sono alcuni aspetti che possono essere presi in esame, in termini generali, per aiutare a sentirsi più risolutivi, più incisivi nella nostra vita. Con efficacia si intende quindi la capacità di raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati, mentre l’efficienza riguarda la capacità di ottenerlo con il modalità e le risorse minime indispensabili.

 

Troppi impegni!

Sul lavoro il telefono squilla ogni cinque minuti, bisogna rispondere a troppe mail, ci sono continue riunioni, senza contare poi gli impegni familiari: la spesa, la casa, i figli… Gli obblighi sono sempre tantissimi e possono crearci un senso di frustrazione. Non riuscire a tenere tutto sotto controllo potrebbe indurre una sensazione di disagio e di conseguenza attenuare la nostra sensazione di efficacia personale. Gli impegni eccessivi possono determinare un blocco psicologico, che ci porta a non iniziare o a non portare a termine nulla, una sorta di “rifiuto” nei confronti delle troppe cose da fare. Un’altra sensazione negativa è quella di non riuscire ad intravvedere mai la fine di un lavoro, di un compito, di una incombenza. Le giornate iniziano ma non finiscono mai, c’è sempre qualcosa da fare e impegni da assolvere. Entrambe queste situazioni ci portano a vivere una sensazione di scarsa efficacia personale, con il rischio di sentirsi emotivamente tristi e arrabbiati con se stessi.

Come gestire gli impegni

Per gestire al meglio i nostri impegni, e dare quindi un’organizzazione ben articolata alle nostre giornate, è fondamentale attribuire un grado di “priorità” alle nostre attività e ai nostri obiettivi. Di fronte ad un nuovo progetto può essere utile chiedersi quale sia il risultato che vogliamo raggiungere, cercando di stimare l’impegno che dobbiamo investire per arrivare al nostro scopo. In questo modo saremo in grado di valutare le energie necessarie, il tempo di cui abbiamo bisogno ed il grado di coinvolgimento necessario. Riguardo al grado di priorità, sarebbe importante scartare a priori tutte quelle richieste che sono chiaramente superflue, poco importanti o che comunque possiamo rimandare al giorno successivo. Il fatto di essere in grado di organizzarsi senza essere travolti dagli impegni, trovando le soluzioni opportune e mantenendo in alcune situazioni una “dose minima” di cose da fare, aumenta l’efficacia personale.

Paura di non farcela

Il fallimento in qualche caso può essere dietro l’angolo, per questo la paura di sbagliare talvolta ci blocca e non ci consente di mettere in atto le azioni che ci siamo prefissati. Nella nostra società moderna i fallimenti vengono interpretati sempre in chiave negativa. In realtà ogni volta che sbagliamo o abbiamo un insuccesso, questo dovrebbe essere interpretato come un’opportunità di modificare il nostro approccio, una nuova e diversa possibilità di crescita, che ci consenta di diventare ancora più efficaci e performanti. Può sembrare paradossale, ma sbagliare è necessario, quasi fondamentale, così come è fondamentale soprattutto non fermarsi, ripartire. E’ facile che una battuta d’arresto possa scoraggiarci, tuttavia è ancora più importante gestire le emozioni di sofferenza e disagio, per poter così ripartire, trasformando un limite in risorsa.

Insoddisfazione lavorativa ed efficacia personale

L’insoddisfazione lavorativa il più delle volte è direttamente proporzionale alla sensazione di non essere efficaci. Non poterci esprimere come vorremmo anche sul lavoro genera dei veri e propri blocchi emotivi e innesca una sorta di routine che ci fa vivere la quotidianità in maniera poco soddisfacente e positiva. Nelle situazioni lavorative si riscontrano alcuni aspetti che possono determinare una sensazione di scarsa efficacia personale.

Cosa porta all’insoddisfazione lavorativa

Il primo è il fatto di sentirsi ignorati, come invisibili, e di conseguenza di non riuscire ad attirare le attenzioni dei colleghi e del capo, oppure dei collaboratori. L’impossibilità di stabilire una relazione sana con i colleghi e con i propri collaboratori genera una sensazione di incapacità ed inefficacia. Un secondo aspetto è quello di non riuscire a dare rilevanza e spessore al proprio lavoro. Se il nostro lavoro non conta né per me stesso né tantomeno per qualcun altro, difficilmente sarò soddisfatto e mi sentirò efficace. L’insoddisfazione lavorativa è molto diffusa e a sua volta provoca una condizione di scarsa efficacia personale. Cercare di lavorare su questo aspetto così pregnante della propria vita deve diventare una priorità per favorire un funzionale percorso di crescita personale.

Se vuoi saperne di più sull’efficacia personale o fissare una consulenza psicologica, chiamami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

 

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Tag: efficacia personale, emozioni, Terapia Breve Strategica

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Terapia Breve Strategica e disturbi alimentari

17 Settembre 2020

I disturbi del comportamento alimentare sono una tipologia di problematica psicologica molto diffusa. Il cibo è un piacere fondamentale e nel nostro “bel Paese” c’è una grande attenzione all’alimentazione. In ogni situazione, al bar, in ufficio, con gli amici, non si fa altro che parlare di cibo, ricette e cene al ristorante. Il momento del pasto è una situazione conviviale che soddisfa e fa sentire bene le persone. Tuttavia nel caso di persone con problematiche di disturbi del comportamento alimentare, il cibo può diventare una “prigione” che sconvolge la vita. L’articolo di oggi mira a far conoscere le diverse patologie connesse con il cibo ed il loro profondo legame con le dinamiche emotive.

I disturbi del comportamento alimentare: anoressia e bulimia

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che si caratterizza per una ricerca ossessiva della magrezza e la conseguente paura di ingrassare. Questi due requisiti determinano un’importante riduzione dell’assunzione di cibo, in alcuni casi addirittura una vera e propria astensione dallo stesso. In tal modo il peso corporeo si riduce notevolmente, senza per questo far sentire il soggetto anoressico realmente soddisfatto. Diventa una vera e propria ricerca ossessiva della magrezza.

Viceversa nella bulimia vi è una ricerca sfrenata del cibo. La persona vive il cibo come qualcosa di irrinunciabile e, pur cercando di frenarsi, perde il controllo concedendosi delle vere e proprie abbuffate alimentari. Spesso accade che il peso aumenti in maniera considerevole, portando a situazioni di sovrappeso o addirittura di obesità.

Binge eating e Jo-jo

In queste due situazioni particolari, la problematicità è data dall’alternarsi di digiuno e di dieta a situazioni diperdita di controllo. Nel caso del binge eating questi momenti di astensione dal cibo e successiva perdita di controllo con abbuffata si possono verificare anche nello stesso giorno. Oppure nell’arco di una settimana, vi possono essere giorni interi di dieta e giorni interi di totale perdita di controllo e di ricerca del piacere del cibo. Nel caso Jo-jo la differenza essenziale sta nel fatto che a lunghi periodi di dieta restrittiva segue una ripresa con abbuffate di cibo alla ricerca di una alimentazione “normale”, con conseguente rapido aumento del peso corporeo. In realtà nei momenti di dieta restrittiva il nostro corpo tende a conservare le riserve di grasso e quindi a bruciare meno, perciò nel momento in cui si riprende a mangiare si riprende velocemente peso. Ovviamente questa situazione genera effetti negativi sul metabolismo.

Vomiting

Nel vomiting l’impulso a mangiare e vomitare è impossibile da controllare. Questa particolare forma di disturbo del comportamento alimentare si sviluppa nel momento in cui la persona trae piacere dalla sequenza:mangiare e vomitare. In un primo momento l’atto del vomitare serve solo per liberarsi dal cibo ingurgitato, evitando così di aumentare di peso. Solo in un secondo momento mangiare e vomitare si trasforma in un vero e proprio rituale piacevole, un vortice da cui diventa complicato e molto difficile uscire.

I disturbi del comportamento alimentare e la dinamica di piacere

Una delle caratteristiche che accomuna tutti questi disturbi del comportamento alimentare è la dinamica del piacere. Il cibo è uno strumento attraverso il quale ci possiamo concedere o privare di questa emozione primaria. Le dinamiche emotive connesse con il cibo sono essenziali per poter affrontare e superare i disturbi del comportamento alimentare. Segui il mio blog per avere più informazioni; nelle prossime settimane inoltre uscirà il mio e-book sui disturbi del comportamento alimentare. L’articolo di oggi è un anticipo di alcuni aspetti che troverai esposti in dettaglio in questa guida gratuita, con anche esempi e alcuni consigli pratici.

Se vuoi maggiori info segui le mie pagine social dalle quali potrai scaricare l’e-book, oppure chiamami al 340.41.90.915 per avere maggiori informazioni.

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Tag: anoressia, binge eating, bulimia, disturbi del comportamento alimentare, jo jo, Terapia Breve Strategica, vomiting

Ansia e attacchi di panico possono diventare così invalidanti da non permetterci di sentirci più sicuri in nessuna delle nostre attività quotidiane. Oggi parlerò di ansia, e lo farò attraverso un racconto di terapia, per far capire come l’ansia possa veramente essere superata, perchè non è necessario conviverci ma è davvero possibile tornare a vivere in maniera serena. La storia che mi accingo a raccontarvi è reale. La sua particolarità sta nel fatto che la sensazione di paura ha determinato come conseguenza una totale insicurezza e indecisione. L’autostima del soggetto si è ridotta praticamente a zero, la capacità di cambiare e prendere decisioni senza essere sovrastati dall’ansia sembrava diventato qualcosa di impossibile.

Se vuoi saperne di più su ansia e attacchi di panico, scarica il mio e-book gratuito:

ANSIA E PAURA, una breve guida sulle diverse patologie fobiche e sulle strategie per superare ansia e panico.

Ansia e attacchi di panico: la storia di S.

S. si presenta nel mio studio dopo aver svolto altrove un lungo percorso di terapia. Ha molto chiaro come la sua ansia sia legata ad una realtà lavorativa poco edificante e ad una difficoltà nel prendere decisioni. Lavora da anni come dipendente e ha sviluppato competenze significative nel proprio campo. Nella prima fase della carriera il capo lo ha sempre valorizzato, tuttavia a seguito di un spiacevole evento con un cliente, il capo ha iniziato a rendergli la vita lavorativa più complicata. Invece di supportarlo e aiutarlo a superare l’errore, il capo ha creato una situazione di tensione, S. ha avvertito sempre più l’insicurezza durante ogni attività lavorativa, tanto da iniziare a vivere sensazioni di panico.

la cosa peggiore è quella di sentirsi come morire durante il turno, non riesco a controllarmi, stringo i denti ma temo di crollare da un momento all’altro”.

Le tentate soluzioni

L’autocontrollo che esercita sulle sue sensazioni lo aiuta a portare a termine la giornata di lavoro; questo modo di affrontare il lavoro al momento sembra funzionale. Ma le giornate di lavoro diventano interminabili, il capo si accorge che la brillantezza è sparita. Invece di supportarlo inizia a vessarlo, arrivando addirittura a pensare al licenziamento. S. è in crisi, riversa le sue preoccupazioni in famiglia, con i fratelli e i genitori. Inizia ad uscire sempre meno di casa, rinunciando anche ad alcune sue passioni. Diventa insicuro in qualsiasi cosa, più si chiude in se stesso e più il problema aumenta creando una “prigione” nella quale l’ansia e gli attacchi di panico trovano nutrimento.

Ansia e attacchi di panico: come superarli

Il primo step della terapia si è incentrato sul favorire una riduzione della sintomatologia attraverso alcune strategie paradossali: S. ha iniziato a sperimentare come la paura affrontata si può trasformare in coraggio.

Attraverso il training definito la peggiore fantasia, S. ha vissuto in prima persona il fatto che se toccata con mano la paura svanisce. Questa tecnica è molto efficace, in quanto spinge la persona a non evitare ma addirittura ad affrontare le sue paure, a guardarle in faccia. Spesso descrivo la paura come un fantasma, più noi scappiamo dal fantasma e più quest’ultimo ci rincorre e ci spaventa. Attraverso la tecnica della peggiore fantasia si smette di scappare al fantasma e lo si tocca, facendolo scomparire. S. racconta come l’applicazione di questa tecnica gli abbia sin da subito fatto avvertire una forza nuova, l’insicurezza si è mano a mano sgretolata, lasciando sempre più spazio a nuove (ritrovate) energie.

Pensavo fosse un esercizio impossibile, invece mi ha aiutato ad uscire dalle mie paure

La Terapia Breve Strategica per il trattamento di ansia e panico

S. durante, il percorso di terapia, ha trovato una soluzione alla sua ansia e all’insicurezza che aveva maturato. E’ riuscito addirittura a licenziarsi e ad aprire una Partita IVA, diventando un lavoratore autonomo. Inoltre anche le passioni e gli hobby che aveva lasciato in sospeso, sono tornati parte integrante della sua vita. L’indecisione è ormai un lontano ricordo. La terapia breve strategica è efficace ed efficiente in quanto aiuta la persona a superare l’ansia e gli attacchi di panico, per poi favorire il consolidamento di una nuova realtà di benessere e salute mentale.

Se vivi una situazione simile e vuoi superare ansia e panico, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it in breve tempo riusciremo insieme a superare i tuoi problemi.

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Tag: ansia, Attacchi di Panico, fobie, monofobie, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Quest’anno il TEDxCortina 2020 ha avuto luogo in una cornice speciale: il rifugio Lagazuoi. L’ultima volta che avevo raggiunto il rifugio Lagazuoi era stata una lunga giornata di montagna, molto dislivello, un lunghissimo sentiero attrezzato e tantissima pioggia. Gli ultimi 600 metri di dislivello erano stati massacranti: stanchezza fisica, lieve dolore alle ginocchia, pioggia forte, tuttavia l’arrivo al rifugio alpino valeva la pena. La doccia bollente e l’ottima cucina mi avevano fatto recuperare dalle fatiche, e la bellezza del rifugio era stato un nutrimento per gli occhi. Situato a 2.752 metri sul livello del mare, il Lagazuoi si trova in una posizione panoramica nei confronti di numerose vette dolomitiche: le Tofane, le Odle, la Marmolada, solo per citarne alcune.

Purtroppo quest’anno non sono potuto essere presente di persona all’avvenimento, tuttavia averlo seguito in rete mi ha riportato nel meraviglioso ambiente alpino del rifugio. L’articolo di oggi è un report di quanto ascoltato in streaming durante il TEDxCortina 2020, tenutosi all’aperto nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti contagio.

TEDxCortina 2020: “Emergenze”, un tema attuale

Il tema delle Emergenze, scelto dal team del TEDx addirittura prima della pandemia COVID-19, è decisamente molto attuale. Come psicologo e psicoterapeuta mi trovo spesso a lavorare con problematiche connesse a momenti di crisi e di emergenza. La salute mentale ed il benessere possono facilmente essere intaccati da momenti di difficoltà, da situazioni problematiche con risvolti stressanti, che incontriamo quotidianamente. In particolare i recenti mesi di emergenza sanitaria hanno comportato conseguenze e riflessioni importanti nella vita di ciascuno di noi. TedxCortina ha affrontato la tematiche dell’emergenza da diverse prospettive, avvalorando l’importanza di sapersi adattare alle situazioni allarmanti ed entrare nella dinamica del cambiamento: Perché emergenza è necessità, ma anche possibilità e responsabilità di coltivare il cambiamento”.

 

Gli speaker del TEDxCortina 2020

L’epidemiologa Ilaria Dorigatti ha aperto l’edizione del TEdxCortina 2020 parlando di contagio. Una seconda ondata di COVID-19 può essere evitata solamente dall’essere umano più imprevedibile: l’uomo. Solo seguendo in maniera rispettosa le regole e le norme sanitarie possiamo veramente evitare un nuovo lockdown. Il futuro è incerto, la nostra responsabilità personale farà la differenzaThomas Ambrosi, C.E.O. di ONO Exponential Farming, una start-up innovativa nel settore dell’Agritech, distingue tra emergenze lente e veloci, situazioni cioè che richiedono risposte più o meno rapide; il concetto di emergenza ci porta a modificare le nostre abitudini e a prospettarci un futuro diverso. L’emergenza intesa come possibilità e non come limite. Marco Landi, ex presidente di Apple, vede l’uomo – ed in particolare i giovani – al centro del progetto futuro, per questo è importate continuare a valorizzarli, puntando sull’innovazione come motore per la crescita. Nina Zilli, cantautrice, personaggio televisivo e conduttrice radiofonica, ha gridato che dobbiamo indignarci di fronte alle ingiustizie e comunicare al mondo quello che pensiamo. Claudia Belli, (head) Social business e Microfinance Mgr. – BNP PARIBAS, alla domanda: “Cosa risolverà le emergenze?”, ha risposto: “Modelli sociali che possono creare soluzioni inedite, con impatto positivo”Luca Foresti, A.D. del Centro Medico Sant’Agostino, mette in primo piano la volontà come motore per costruire uno stile di vita sano, l’importanza di sentirsi bene con se stessi sia in termini di salute fisica che mentale. Come psicologo psicoterapeuta non posso che concordare con la tesi del dottor Foresti, ricordando che uno stile di vita salutare genera la condizione di benessere necessaria per affrontare positivamente lo stress della vita modernaSimona Atzori, ballerina e pittrice, ha emozionato con il suo slogan: “Io ho le mani in basso!”. Dalla nascita Simona è priva delle mani, tuttavia questo non l’ha scoraggiata, con grande forza di volontà ha spostato il focus dalle mani ai piedi, che sono diventati il mezzo per esprimersi. Non ha mai guardato a quello che manca, ma a quello che c’è! Gaetano Farina, Tenente Colonnello dell’Aeronautica Militare, comandante delle Frecce Tricolori, ha sottolineato l’importanza della formazione e dell’addestramento per prevenire le possibili emergenze. Solo lo studio e l’attenzione continua aiutano a riconoscere un problema prima che si presenti.

La chiusura del TEDxCortina ha visto sul palco Vittorio Di Tomaso, Presidente e CEO di Celi, una PMI innovativa nel campo della progettazione di sistemi basati su Intelligenza Artificiale. Di Tomaso ha presentato l’innovativo progetto di “benessere urbano”, in grado di migliorare l’esperienza urbana delle persone attraverso la raccolta dati, effettuata tramite l’ausilio di cosiddette “panchine sensoriali”.

TEDxCortina un evento ecosostenibile

Il TEDxCortina 2020 è stato come sempre un evento splendido, ricco di interessanti spunti di innovazione e divulgazione, impreziosito dal fatto di essere stato organizzato in un luogo speciale, nel rispetto del criterio di sostenibilità ambientale e di uso consapevole delle risorse.

Il 17 ottobre vi aspettiamo al TEDxPadova 2020, al quale collaboro in team, con il ruolo di “Speaker Assistant”. Il tema del convegno sarà “Identità” e stupirà con ospiti di primo piano; vi consiglio di seguire il sito di TEDxPadova, per rimanere aggiornati su tutte le news  relative all’evento.

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Cos’è il TEDx Padova Salon e cos’è il TED

Innanzi tutto vorrei chiarire che la sigla TED è l’acronimo di Technology, Entertainment and Design, una Organizzazione internazionale che si prefigge lo scopo di facilitare la diffusione di idee riguardanti una grande varietà di argomenti (dalla scienza, al business, alle tematiche globali) attraverso brevi conferenze tenute da esperti di ogni settore. TEDx Padova è la sigla dell’ente locale, indipendente, organizzatore di peculiari eventi sul proprio territorio. Il TEDx Padova Salon è uno degli eventi satellite all’evento principale, che permettono alla community di rimanere collegati con il TEDx Padova durante tutto l’anno.

TEDx è innovazione

Quando cerco di dare una definizione più personale di cosa significhi TEDx per me, entro in un mondo meccanico fatto di ingranaggi, immagino una serie di ruote dentate che si inseriscono una nell’altra, dapprima ferme ed immobili, che iniziano poi lentamente a ruotare e proseguono in maniera sempre più veloce e coordinata. Ogni intervento (speech) che ascolto durante il TEDx fa lavorare gli ingranaggi della mia mente, crea spunti di riflessione, mi fa vivere un’esperienza formativa e di valore. Questo è’ quello che puntualmente mi è successo anche durante l’ultimo TEDxPadova Salon.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Il Salon è un evento satellite che anticipa l’evento annuale di TEDx Padova. Il titolo come l’acqua prende spunto dalla considerazione che l’acqua è un elemento fondamentale, qualcosa di cui noi tutti abbiamo bisogno. Allo stesso modo, appunto come l’acqua, anche la solidarietà è qualcosa, un valore, di cui tutti noi abbiamo bisogno e di cui non possiamo fare a meno. E’ questo il grande insegnamento che ci portiamo a casa dall’interessante Salon di lunedì 27 luglio, svoltosi nella meravigliosa cornice del Castello Carrarese in centro Padova. In particolare questo evento sottolinea l’importanza della città di Padova come Capitale Europea del Volontariato per l’anno 2020, ed è stato organizzato appunto in collaborazione con il CSV (Centro Servizio Volontariato) della provincia di Padova.  Oggi vorrei brevemente riassumere gli interventi di questo evento sui generis, a mio giudizio così particolare ed emozionante.

Le storie di chi lavora nel sociale

Patrizia Tolot, della cooperativa “Down Dadi” di Padova, ci ha fatto entrare nel vivo della loro attività, ci ha fatto capire come affrontare il tabù della diversità di coloro che sono affetti da sindrome di Down. Inoltre ha sottolineato l’importanza della mission della cooperativa: favorire una sempre maggiore autonomia per le persone affette da disabilità intellettive, sia dal punto di vista occupazionale che sociale.

La psicologa psicoterapeuta Patrizia Zantedeschi, responsabile del centro antiviolenza, ci ha illustrato le problematiche che si presentano nel Centro Veneto Progetti Donna. La sua scioccante statistica, ovvero che una donna su tre è vittima di violenza, fisica o verbale, ha riportato l’attenzione su una tematica, quella della violenza sulle donne, che non può essere considerata come argomento scontato e relegata in secondo piano nell’attenzione generale.

Storie d’integrazione

Si sono poi succeduti quattro speaker speciali, protagonisti di storie di integrazione sociale, quattro persone le cui storie raccontano di lunghi viaggi e di grandi sofferenze prima di poter finalmente arrivare ad inserirsi e ad integrarsi nel mondo del lavoro, attraverso la Cooperativa di Solidarietà.

Mamadou è stato costretto ad intraprendere un lungo viaggio che dal Mali lo ha portato in Italia; ha vissuto ingiustamente l’esperienza del carcere in Libia, ha visto morire decine di persone durante la traversata in barcone, ha dovuto lottare duramente per riuscire ad integrarsi. Aneto è arrivata in Italia con la promessa di un lavoro in un negozio di scarpe e si è ritrovata invece sul marciapiede. Solo la sua grande forza d’animo l’ha aiutata a scappare e a cercare una nuova vita. Fhad avrebbe potuto essere un grande campione di atletica se le problematiche burocratiche non avessero ostacolato il suo sogno. Anche lui, però, con la forza di volontà è riuscito a rialzarsi e ad integrarsi nel tessuto sociale del padovano. Infine Hannou e sua moglie Youssef hanno raccontato le loro storie. Il primo ha lottato e superato ogni pregiudizio, riuscendo infine a partecipare alla vita politica della città di Padova. Sua moglie ha continuato ad indossare il velo, simbolo culturale in cui si riconosce, contro tutto e contro tutti i pregiudizi.

La presentatrice Francesca Trevisi ha brillantemente condotto la serata e a renderla ancora più prestigiosa hanno contribuito la lettura del “Pranzo di Babette” da parte dell’attrice e scrittrice Lella Costa e le musiche dell’Orchestra Radiomondo, diretta dal maestro Maurizio Camardi.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Con la metafora di quanto sia vitale la solidarietà – esattamente come l’acqua – per chi ne ha bisogno, l’evento sponsorizzato dal TEDx Padova Salon insegna l’importanza dell’aiuto reciproco, del sostegno, dell’integrazione e soprattutto di come quest’ultima sia effettivamente realizzabile nella nostra società.

In chiusura vorrei sottolineare come questo evento sia stato reso possibile dal grandissimo lavoro di tutto il team di TEDx Padova, che come sempre riesce a realizzare qualcosa di importante (magico) attraverso il lavoro sincrono e ben coordinato di tutti i suoi componenti. Rimanete collegati e non dimenticate la data del 17 ottobre 2020 quando andrà in scena l’annuale TEDx Padova 2020, avente per tema: “Identità”.

 

 

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Adolescenza, ansia e panico

C’è chi pensa che l’ansia ed il panico non si verifichi in adolescenza e sia un problema solo degli adulti. In realtà l’ansia ed il panico in adolescenza possono creare grandi difficoltà e momenti di chiusura relazionale anche e soprattutto nei ragazzi. Dando vita a situazioni di evitamento”, di impedimento e di crisi vera propria, molto complesse da superare. Il senso di nervosismo e di preoccupazione possono prendere il sopravvento e favorire una rinuncia a frequentare gli amici, ad andare a scuola o a continuare l’attività sportiva.

Quali conseguenze per ansia e panico?

Le conseguenze di queste intense emozioni di ansia e panico possono derivare dalla paura di non riuscire (es. nello studio, nello sport), di non farcela anche nelle situazioni più semplici da gestire, e possono comportare una successiva difficoltà anche nella strutturazione dell’identità personale. Oggi, attraverso le storie vere di alcuni giovani ragazzi, affronteremo questa importante problematica dell’ansia e del panico in adolescenza.

Marco ci racconta l’ansia ed il panico in adolescenza

Ero in gita a Vienna e ad un certo punto mi sono sentito morire

Marco (nome di fantasia) esordisce in questo modo al primo appuntamento nel mio studio. La sensazione che descrive è stata quella di una de-personalizzazione, come se non fosse lui a vivere quelle emozioni  e come se stesse per morire proprio in quel momento. Il panico aveva preso il sopravvento durante la mattina in giro per la città.

Il racconto di Marco

La sera precedente avevamo fatto tardi con i compagni di classe, ridendo scherzando e bevendo qualche birra di troppo”, racconta Marco, “poi improvvisamente ho sentito una morsa allo stomaco e ho iniziato ad aver paura”. Per la prima volta nella sua vita aveva sperimentato cosa significasse veramente morire di paura”; Marco ha stretto i denti per sopportare lo stress emotivo, non ne ha parlato con nessuno e ha cercato di evitare di attirare l’attenzione. I pensieri sono diventati insopportabili, si è sentito fuori luogo, fuori dal proprio corpo, però ha retto e sopportato fino al rientro a casa. Si è rivolto al mio studio per cercare di controllare i pensieri negativi e capire se questa sensazione di de-personalizzazione fosse reale o meno.

La terapia breve strategica

Il lavoro terapeutico sul disturbo ansiogeno ha portato in breve tempo ad ottimi risultati, in particolare riducendo i sintomi della paura improntando un lavoro sulla consapevolezza di se stesso. Le grandi paure del futuro, di come sarà la sua vita e di come di svilupperà la sua identità, sono state risolte con successo e hanno condotto ad deciso miglioramento della sintomatologia.

Federica e la paura di andare a scuola

Federica (nome di fantasia) ha smesso di andare a scuola. Da alcuni mesi la paura di non essere all’altezza e di non riuscire a superare le verifiche le ha creato un blocco psicologico:

Quando sono in classe entro in uno stato di tensione, mi viene paura e mi trovo costretta ad uscire e a rifugiarmi in bagno”.

La paura di perdere il controllo prende il sopravvento, lasciandola senza forze. Nell’ultimo periodo Federica per l’ansia non riusciva neppure a salire sull’autobus, ormai era più di un mese che non andava a scuola.

Il percorso di psicoterapia

Sin dal primo appuntamento iniziamo a lavorare sulla sensazione di ansia, cercando di ridurre la paura attraverso il riconoscimento delle sensazioni e la conoscenza del modo migliore per affrontarle e superarle, nei momenti più delicati. L’uso di uno strumento specifico come il “diario di bordo”, un accorgimento terapeutico che serve a monitorare gli attacchi di panico nel momento stesso in cui arrivano, le ha permesso di essere più tranquilla, tanto che già alla seconda seduta è riuscita nuovamente a tornare a scuola. L’intero percorso di terapia strategica è stato veramente efficace, Federica ha rapidamente trovato un soddisfacente stato di serenità e benessere.

Adolescenza, ansia e panico: la terapia breve strategica

La Terapia Breve Strategica lavora nel breve periodo proprio per ridurre i sintomi della paura, favorendo la costruzione di una nuova realtà. Specialmente in adolescenza, quando la costruzione dell’identità è un momento delicato e fondamentale, è importante intervenire in maniera tempestiva sui casi di ansia e panico, per favorire sin da subito un miglioramento ed una decisiva soluzione del problema.

Se vuoi saperne di più su come funziona la terapia breve strategica, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

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Tag: adolescenza, ansia, Attacchi di Panico, genitori, genitorialità, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Genitorialità e adolescenza saranno trattate in questo articolo partendo da un recentissimo fatto di cronaca avvenuto in Umbria: la morte di due ragazzi di 15 e 16 anni che avevano assunto una dose di metadone scambiandolo per purple drank, la droga dei trapper (sigla che identifica i musicisti esponenti del trap, un sottogenere musicale del rap). Le modalità che hanno portato al drammatico epilogo stanno emergendo con chiarezza, e a colpire l’attenzione è soprattutto la facilità con la quale i nostri ragazzi arrivano a consumare le prime dosi di sostanze stupefacenti. Il fatto che si tratti di due giovanissimi in età adolescenziale ci fa ulteriormente riflettere sul ruolo della società nel contrasto al fenomeno dilagante dello spaccio e su quello delle famiglie nel rapporto con i figli, in particolare nel delicato momento della loro crescita.

Adolescenza, famiglia e gruppo dei pari

Nelle fasi della pubertà e preadolescenza, tra gli 11 e i 14 anni, il corpo del bambino si sviluppa, le sue emozioni si fanno più intense, il rapporto con i coetanei cambia registro, compaiono i primi turbamenti sessuali. Nel ragazzo si scontrano due opposte tendenze: da una parte egli vorrebbe rimanere al sicuro nel mondo dell’infanzia, dall’altra invece è tentato di esplorare il mondo degli adulti, ed in questo contesto si sente attratto principalmente da tutto quello che è estraneo alla famiglia. Diventano importanti gli amici, la loro solidarietà, l’accettazione all’interno del gruppo, le pratiche di socializzazione, il fumo, il consumo di alcool e – purtroppo sempre più di sovente – anche l’assunzione di sostanze stupefacenti. D’altra parte è anche vero che i comportamenti degli adolescenti sono in qualche modo il riflesso dell’ambiente familiare in cui vivono.  C’è da chiedersi qual è il ruolo della famiglia in tutto questo, non come se fossimo in tribunale, per “sputare” una sentenza, ma per aiutare le famiglie a migliorarsi e a capire come trovare soluzioni funzionali.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia come sistema organizzato 

La famiglia è il luogo di incontro dei diversi ruoli e delle diverse esigenze dei componenti il nucleo familiare. La famiglia è un sistema organizzato e come tale ha bisogno di regole certe, basate su un sistema di principi ben definiti e di direttive altrettanto chiare e condivise. Se non esiste una linea comune ad entrambi i genitori, si corre il rischio che i figli tentino di approfittare di uno dei due per soddisfare le proprie esigenze. In termini tecnici potremmo dire che si rischia di attivare dei circoli viziosi disfunzionali.

Genitori si diventa

E’ forse paradossale sostenere che genitori non si nasce, si diventa, ma certo il percorso non è dei più facili, viste anche le ingerenze esterne del mondo dei social, della televisione, e delle amicizie dei nostri figli. Uno degli aspetti fondamentali è rappresentato dalle modalità e dalle forme della comunicazione all’interno del nucleo familiare. La comunicazione infatti risulta essenziale per costruire e mantenere un corretto rapporto relazionale a livello affettivo-emotivo. Vi sono occasioni in cui è opportuno assumere con i figli posizioni più morbide e flessibili, altre in cui è invece indicata una posizione più rigida e direttiva. La situazione ideale è quella di saper modulare l’atteggiamento genitoriale in relazione alle differenti situazioni che si possono venire a creare: l’importante è che la comunicazione non venga mai a mancare e che sia adeguata al particolare momento.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia e i modelli di relazione

La famiglia è l’ambito in cui avviene la comunicazione genitori–figli ed è il centro focale di questo rapporto. E’ necessario pertanto comprendere bene come funziona il nostro ambiente familiare, per essere in grado di impostare correttamente l’insieme di regole in grado di influire sulla crescita funzionale dei nostri figli e per correggere eventuali aspetti negativi. Volendo fornire qualche indicazione più di dettaglio, si possono individuare alcune tipologie di modelli familiari che presentano ciascuna caratteristiche peculiari riguardo al loro funzionamento.

Il modello democratico permissivo

Il modello democratico permissivo, nel quale il rapporto è improntato sul dialogo tra i componenti della famiglia ed i genitori svolgono il ruolo di amici, persino di confidenti, dei propri figli. In questo tipo di famiglia regna una democrazia incondizionata, ma proprio per questo i figli si sentono caricati di una responsabilità a volte troppo grande per loro.

Il modello iperprotettivo

Nel modello iperprotettivo i genitori si sostituiscono in tutto ai propri figli, anticipandone i bisogni e risolvendo le difficoltà, nel tentativo di rendere loro la vita più facile. Il rischio in questi casi è quello che i figli crescano all’ombra dei genitori e che sviluppino comportamenti di incertezza e di insicurezza nei confronti del mondo esterno.

Il modello autoritario

Il modello autoritario è caratterizzato da modalità relazionali di tipo rigido ed impositivo. Il genitore (talvolta anche entrambi i genitori) esercitano il potere da una posizione dominante, ordine e disciplina sono i valori di riferimento, i figli non hanno voce in capitolo. Il controllo delle decisioni finisce per scoraggiare qualsiasi iniziativa non in linea con il sistema di regole imposte, l’eventuale posizione di rifiuto può condurre a posizioni radicali di contrapposizione.

Il modello delegante

Nel modello delegante i genitori delegano il loro ruolo alla famiglia allargata, di solito ai nonni, generando una dinamica interna di competizione in termini affettivi. Venendo a mancare una figura autorevole, e non essendo i nonni modelli adatti ad essere imitati, i genitori inducono nei figli la sensazione di essere persone deboli e poco convincenti.

Senza scendere più a fondo nel dettaglio e senza trattare ulteriori schemi caratteristici – ad esempio quelli della famiglia sacrificante e della famiglia intermittente – è importante notare che ciascun modello è caratterizzato da regole e strategie comunicative assolutamente peculiari, che tendono ad influire sulla crescita dei nostri figli.

Assume quindi la massima importanza capire a quale modello si ispira il nostro rapporto con i figli, per essere in grado di impostare o correggere, ove necessario, il dialogo genitoriale e per dare la giusta dimensione alla relazione affettiva che lega i membri della famiglia.

Se senti di avere delle difficoltà con tuo figlio oppure se sei un adolescente che ha bisogno di aiuto, contattami al 340.41.90.915 per una consulenza o per avere maggiori informazioni.

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Tag: adolescenza, dipendenza, genitorialità

Che cos’è l’efficacia personale? Come facciamo a gestire al meglio la nostra vita e le nostre decisioni? Molte volte ci siamo chiesti più o meno consciamente come fare per riuscire nella vita lavorativa, e in quelle strettamente connesse di relazioni sociali e famigliare. E soprattutto come fare per essere sempre efficaci ed anche efficienti. L’articolo di oggi prende in esame quegli aspetti che possono essere rielaborati e migliorati allo scopo di aumentare la concezione di efficacia ed efficienza nella nostra quotidianità.

Efficacia ed efficienza

Pur avendo significati diversi i due termini, nel contesto giornaliero abituale, vengono spesso impiegati come sinonimi. L’efficacia personale, secondo il mio punto di vista, è soggettiva, nel senso che ciascuno di noi stessi ha la tendenza ad un esame critico di ciò che facciamo, tuttavia vi sono alcuni aspetti che possono essere presi in esame, in termini generali, per aiutare a sentirsi più risolutivi, più incisivi nella nostra vita. Con efficacia si intende quindi la capacità di raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati, mentre l’efficienza riguarda la capacità di ottenerlo con il modalità e le risorse minime indispensabili.

 

Troppi impegni!

Sul lavoro il telefono squilla ogni cinque minuti, bisogna rispondere a troppe mail, ci sono continue riunioni, senza contare poi gli impegni familiari: la spesa, la casa, i figli… Gli obblighi sono sempre tantissimi e possono crearci un senso di frustrazione. Non riuscire a tenere tutto sotto controllo potrebbe indurre una sensazione di disagio e di conseguenza attenuare la nostra sensazione di efficacia personale. Gli impegni eccessivi possono determinare un blocco psicologico, che ci porta a non iniziare o a non portare a termine nulla, una sorta di “rifiuto” nei confronti delle troppe cose da fare. Un’altra sensazione negativa è quella di non riuscire ad intravvedere mai la fine di un lavoro, di un compito, di una incombenza. Le giornate iniziano ma non finiscono mai, c’è sempre qualcosa da fare e impegni da assolvere. Entrambe queste situazioni ci portano a vivere una sensazione di scarsa efficacia personale, con il rischio di sentirsi emotivamente tristi e arrabbiati con se stessi.

Come gestire gli impegni

Per gestire al meglio i nostri impegni, e dare quindi un’organizzazione ben articolata alle nostre giornate, è fondamentale attribuire un grado di “priorità” alle nostre attività e ai nostri obiettivi. Di fronte ad un nuovo progetto può essere utile chiedersi quale sia il risultato che vogliamo raggiungere, cercando di stimare l’impegno che dobbiamo investire per arrivare al nostro scopo. In questo modo saremo in grado di valutare le energie necessarie, il tempo di cui abbiamo bisogno ed il grado di coinvolgimento necessario. Riguardo al grado di priorità, sarebbe importante scartare a priori tutte quelle richieste che sono chiaramente superflue, poco importanti o che comunque possiamo rimandare al giorno successivo. Il fatto di essere in grado di organizzarsi senza essere travolti dagli impegni, trovando le soluzioni opportune e mantenendo in alcune situazioni una “dose minima” di cose da fare, aumenta l’efficacia personale.

Paura di non farcela

Il fallimento in qualche caso può essere dietro l’angolo, per questo la paura di sbagliare talvolta ci blocca e non ci consente di mettere in atto le azioni che ci siamo prefissati. Nella nostra società moderna i fallimenti vengono interpretati sempre in chiave negativa. In realtà ogni volta che sbagliamo o abbiamo un insuccesso, questo dovrebbe essere interpretato come un’opportunità di modificare il nostro approccio, una nuova e diversa possibilità di crescita, che ci consenta di diventare ancora più efficaci e performanti. Può sembrare paradossale, ma sbagliare è necessario, quasi fondamentale, così come è fondamentale soprattutto non fermarsi, ripartire. E’ facile che una battuta d’arresto possa scoraggiarci, tuttavia è ancora più importante gestire le emozioni di sofferenza e disagio, per poter così ripartire, trasformando un limite in risorsa.

Insoddisfazione lavorativa ed efficacia personale

L’insoddisfazione lavorativa il più delle volte è direttamente proporzionale alla sensazione di non essere efficaci. Non poterci esprimere come vorremmo anche sul lavoro genera dei veri e propri blocchi emotivi e innesca una sorta di routine che ci fa vivere la quotidianità in maniera poco soddisfacente e positiva. Nelle situazioni lavorative si riscontrano alcuni aspetti che possono determinare una sensazione di scarsa efficacia personale.

Cosa porta all’insoddisfazione lavorativa

Il primo è il fatto di sentirsi ignorati, come invisibili, e di conseguenza di non riuscire ad attirare le attenzioni dei colleghi e del capo, oppure dei collaboratori. L’impossibilità di stabilire una relazione sana con i colleghi e con i propri collaboratori genera una sensazione di incapacità ed inefficacia. Un secondo aspetto è quello di non riuscire a dare rilevanza e spessore al proprio lavoro. Se il nostro lavoro non conta né per me stesso né tantomeno per qualcun altro, difficilmente sarò soddisfatto e mi sentirò efficace. L’insoddisfazione lavorativa è molto diffusa e a sua volta provoca una condizione di scarsa efficacia personale. Cercare di lavorare su questo aspetto così pregnante della propria vita deve diventare una priorità per favorire un funzionale percorso di crescita personale.

Se vuoi saperne di più sull’efficacia personale o fissare una consulenza psicologica, chiamami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

 

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Tag: efficacia personale, emozioni, Terapia Breve Strategica

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Terapia Breve Strategica e disturbi alimentari

17 Settembre 2020

I disturbi del comportamento alimentare sono una tipologia di problematica psicologica molto diffusa. Il cibo è un piacere fondamentale e nel nostro “bel Paese” c’è una grande attenzione all’alimentazione. In ogni situazione, al bar, in ufficio, con gli amici, non si fa altro che parlare di cibo, ricette e cene al ristorante. Il momento del pasto è una situazione conviviale che soddisfa e fa sentire bene le persone. Tuttavia nel caso di persone con problematiche di disturbi del comportamento alimentare, il cibo può diventare una “prigione” che sconvolge la vita. L’articolo di oggi mira a far conoscere le diverse patologie connesse con il cibo ed il loro profondo legame con le dinamiche emotive.

I disturbi del comportamento alimentare: anoressia e bulimia

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che si caratterizza per una ricerca ossessiva della magrezza e la conseguente paura di ingrassare. Questi due requisiti determinano un’importante riduzione dell’assunzione di cibo, in alcuni casi addirittura una vera e propria astensione dallo stesso. In tal modo il peso corporeo si riduce notevolmente, senza per questo far sentire il soggetto anoressico realmente soddisfatto. Diventa una vera e propria ricerca ossessiva della magrezza.

Viceversa nella bulimia vi è una ricerca sfrenata del cibo. La persona vive il cibo come qualcosa di irrinunciabile e, pur cercando di frenarsi, perde il controllo concedendosi delle vere e proprie abbuffate alimentari. Spesso accade che il peso aumenti in maniera considerevole, portando a situazioni di sovrappeso o addirittura di obesità.

Binge eating e Jo-jo

In queste due situazioni particolari, la problematicità è data dall’alternarsi di digiuno e di dieta a situazioni diperdita di controllo. Nel caso del binge eating questi momenti di astensione dal cibo e successiva perdita di controllo con abbuffata si possono verificare anche nello stesso giorno. Oppure nell’arco di una settimana, vi possono essere giorni interi di dieta e giorni interi di totale perdita di controllo e di ricerca del piacere del cibo. Nel caso Jo-jo la differenza essenziale sta nel fatto che a lunghi periodi di dieta restrittiva segue una ripresa con abbuffate di cibo alla ricerca di una alimentazione “normale”, con conseguente rapido aumento del peso corporeo. In realtà nei momenti di dieta restrittiva il nostro corpo tende a conservare le riserve di grasso e quindi a bruciare meno, perciò nel momento in cui si riprende a mangiare si riprende velocemente peso. Ovviamente questa situazione genera effetti negativi sul metabolismo.

Vomiting

Nel vomiting l’impulso a mangiare e vomitare è impossibile da controllare. Questa particolare forma di disturbo del comportamento alimentare si sviluppa nel momento in cui la persona trae piacere dalla sequenza:mangiare e vomitare. In un primo momento l’atto del vomitare serve solo per liberarsi dal cibo ingurgitato, evitando così di aumentare di peso. Solo in un secondo momento mangiare e vomitare si trasforma in un vero e proprio rituale piacevole, un vortice da cui diventa complicato e molto difficile uscire.

I disturbi del comportamento alimentare e la dinamica di piacere

Una delle caratteristiche che accomuna tutti questi disturbi del comportamento alimentare è la dinamica del piacere. Il cibo è uno strumento attraverso il quale ci possiamo concedere o privare di questa emozione primaria. Le dinamiche emotive connesse con il cibo sono essenziali per poter affrontare e superare i disturbi del comportamento alimentare. Segui il mio blog per avere più informazioni; nelle prossime settimane inoltre uscirà il mio e-book sui disturbi del comportamento alimentare. L’articolo di oggi è un anticipo di alcuni aspetti che troverai esposti in dettaglio in questa guida gratuita, con anche esempi e alcuni consigli pratici.

Se vuoi maggiori info segui le mie pagine social dalle quali potrai scaricare l’e-book, oppure chiamami al 340.41.90.915 per avere maggiori informazioni.

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Tag: anoressia, binge eating, bulimia, disturbi del comportamento alimentare, jo jo, Terapia Breve Strategica, vomiting

Ansia e attacchi di panico possono diventare così invalidanti da non permetterci di sentirci più sicuri in nessuna delle nostre attività quotidiane. Oggi parlerò di ansia, e lo farò attraverso un racconto di terapia, per far capire come l’ansia possa veramente essere superata, perchè non è necessario conviverci ma è davvero possibile tornare a vivere in maniera serena. La storia che mi accingo a raccontarvi è reale. La sua particolarità sta nel fatto che la sensazione di paura ha determinato come conseguenza una totale insicurezza e indecisione. L’autostima del soggetto si è ridotta praticamente a zero, la capacità di cambiare e prendere decisioni senza essere sovrastati dall’ansia sembrava diventato qualcosa di impossibile.

Se vuoi saperne di più su ansia e attacchi di panico, scarica il mio e-book gratuito:

ANSIA E PAURA, una breve guida sulle diverse patologie fobiche e sulle strategie per superare ansia e panico.

Ansia e attacchi di panico: la storia di S.

S. si presenta nel mio studio dopo aver svolto altrove un lungo percorso di terapia. Ha molto chiaro come la sua ansia sia legata ad una realtà lavorativa poco edificante e ad una difficoltà nel prendere decisioni. Lavora da anni come dipendente e ha sviluppato competenze significative nel proprio campo. Nella prima fase della carriera il capo lo ha sempre valorizzato, tuttavia a seguito di un spiacevole evento con un cliente, il capo ha iniziato a rendergli la vita lavorativa più complicata. Invece di supportarlo e aiutarlo a superare l’errore, il capo ha creato una situazione di tensione, S. ha avvertito sempre più l’insicurezza durante ogni attività lavorativa, tanto da iniziare a vivere sensazioni di panico.

la cosa peggiore è quella di sentirsi come morire durante il turno, non riesco a controllarmi, stringo i denti ma temo di crollare da un momento all’altro”.

Le tentate soluzioni

L’autocontrollo che esercita sulle sue sensazioni lo aiuta a portare a termine la giornata di lavoro; questo modo di affrontare il lavoro al momento sembra funzionale. Ma le giornate di lavoro diventano interminabili, il capo si accorge che la brillantezza è sparita. Invece di supportarlo inizia a vessarlo, arrivando addirittura a pensare al licenziamento. S. è in crisi, riversa le sue preoccupazioni in famiglia, con i fratelli e i genitori. Inizia ad uscire sempre meno di casa, rinunciando anche ad alcune sue passioni. Diventa insicuro in qualsiasi cosa, più si chiude in se stesso e più il problema aumenta creando una “prigione” nella quale l’ansia e gli attacchi di panico trovano nutrimento.

Ansia e attacchi di panico: come superarli

Il primo step della terapia si è incentrato sul favorire una riduzione della sintomatologia attraverso alcune strategie paradossali: S. ha iniziato a sperimentare come la paura affrontata si può trasformare in coraggio.

Attraverso il training definito la peggiore fantasia, S. ha vissuto in prima persona il fatto che se toccata con mano la paura svanisce. Questa tecnica è molto efficace, in quanto spinge la persona a non evitare ma addirittura ad affrontare le sue paure, a guardarle in faccia. Spesso descrivo la paura come un fantasma, più noi scappiamo dal fantasma e più quest’ultimo ci rincorre e ci spaventa. Attraverso la tecnica della peggiore fantasia si smette di scappare al fantasma e lo si tocca, facendolo scomparire. S. racconta come l’applicazione di questa tecnica gli abbia sin da subito fatto avvertire una forza nuova, l’insicurezza si è mano a mano sgretolata, lasciando sempre più spazio a nuove (ritrovate) energie.

Pensavo fosse un esercizio impossibile, invece mi ha aiutato ad uscire dalle mie paure

La Terapia Breve Strategica per il trattamento di ansia e panico

S. durante, il percorso di terapia, ha trovato una soluzione alla sua ansia e all’insicurezza che aveva maturato. E’ riuscito addirittura a licenziarsi e ad aprire una Partita IVA, diventando un lavoratore autonomo. Inoltre anche le passioni e gli hobby che aveva lasciato in sospeso, sono tornati parte integrante della sua vita. L’indecisione è ormai un lontano ricordo. La terapia breve strategica è efficace ed efficiente in quanto aiuta la persona a superare l’ansia e gli attacchi di panico, per poi favorire il consolidamento di una nuova realtà di benessere e salute mentale.

Se vivi una situazione simile e vuoi superare ansia e panico, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it in breve tempo riusciremo insieme a superare i tuoi problemi.

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Tag: ansia, Attacchi di Panico, fobie, monofobie, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Quest’anno il TEDxCortina 2020 ha avuto luogo in una cornice speciale: il rifugio Lagazuoi. L’ultima volta che avevo raggiunto il rifugio Lagazuoi era stata una lunga giornata di montagna, molto dislivello, un lunghissimo sentiero attrezzato e tantissima pioggia. Gli ultimi 600 metri di dislivello erano stati massacranti: stanchezza fisica, lieve dolore alle ginocchia, pioggia forte, tuttavia l’arrivo al rifugio alpino valeva la pena. La doccia bollente e l’ottima cucina mi avevano fatto recuperare dalle fatiche, e la bellezza del rifugio era stato un nutrimento per gli occhi. Situato a 2.752 metri sul livello del mare, il Lagazuoi si trova in una posizione panoramica nei confronti di numerose vette dolomitiche: le Tofane, le Odle, la Marmolada, solo per citarne alcune.

Purtroppo quest’anno non sono potuto essere presente di persona all’avvenimento, tuttavia averlo seguito in rete mi ha riportato nel meraviglioso ambiente alpino del rifugio. L’articolo di oggi è un report di quanto ascoltato in streaming durante il TEDxCortina 2020, tenutosi all’aperto nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti contagio.

TEDxCortina 2020: “Emergenze”, un tema attuale

Il tema delle Emergenze, scelto dal team del TEDx addirittura prima della pandemia COVID-19, è decisamente molto attuale. Come psicologo e psicoterapeuta mi trovo spesso a lavorare con problematiche connesse a momenti di crisi e di emergenza. La salute mentale ed il benessere possono facilmente essere intaccati da momenti di difficoltà, da situazioni problematiche con risvolti stressanti, che incontriamo quotidianamente. In particolare i recenti mesi di emergenza sanitaria hanno comportato conseguenze e riflessioni importanti nella vita di ciascuno di noi. TedxCortina ha affrontato la tematiche dell’emergenza da diverse prospettive, avvalorando l’importanza di sapersi adattare alle situazioni allarmanti ed entrare nella dinamica del cambiamento: Perché emergenza è necessità, ma anche possibilità e responsabilità di coltivare il cambiamento”.

 

Gli speaker del TEDxCortina 2020

L’epidemiologa Ilaria Dorigatti ha aperto l’edizione del TEdxCortina 2020 parlando di contagio. Una seconda ondata di COVID-19 può essere evitata solamente dall’essere umano più imprevedibile: l’uomo. Solo seguendo in maniera rispettosa le regole e le norme sanitarie possiamo veramente evitare un nuovo lockdown. Il futuro è incerto, la nostra responsabilità personale farà la differenzaThomas Ambrosi, C.E.O. di ONO Exponential Farming, una start-up innovativa nel settore dell’Agritech, distingue tra emergenze lente e veloci, situazioni cioè che richiedono risposte più o meno rapide; il concetto di emergenza ci porta a modificare le nostre abitudini e a prospettarci un futuro diverso. L’emergenza intesa come possibilità e non come limite. Marco Landi, ex presidente di Apple, vede l’uomo – ed in particolare i giovani – al centro del progetto futuro, per questo è importate continuare a valorizzarli, puntando sull’innovazione come motore per la crescita. Nina Zilli, cantautrice, personaggio televisivo e conduttrice radiofonica, ha gridato che dobbiamo indignarci di fronte alle ingiustizie e comunicare al mondo quello che pensiamo. Claudia Belli, (head) Social business e Microfinance Mgr. – BNP PARIBAS, alla domanda: “Cosa risolverà le emergenze?”, ha risposto: “Modelli sociali che possono creare soluzioni inedite, con impatto positivo”Luca Foresti, A.D. del Centro Medico Sant’Agostino, mette in primo piano la volontà come motore per costruire uno stile di vita sano, l’importanza di sentirsi bene con se stessi sia in termini di salute fisica che mentale. Come psicologo psicoterapeuta non posso che concordare con la tesi del dottor Foresti, ricordando che uno stile di vita salutare genera la condizione di benessere necessaria per affrontare positivamente lo stress della vita modernaSimona Atzori, ballerina e pittrice, ha emozionato con il suo slogan: “Io ho le mani in basso!”. Dalla nascita Simona è priva delle mani, tuttavia questo non l’ha scoraggiata, con grande forza di volontà ha spostato il focus dalle mani ai piedi, che sono diventati il mezzo per esprimersi. Non ha mai guardato a quello che manca, ma a quello che c’è! Gaetano Farina, Tenente Colonnello dell’Aeronautica Militare, comandante delle Frecce Tricolori, ha sottolineato l’importanza della formazione e dell’addestramento per prevenire le possibili emergenze. Solo lo studio e l’attenzione continua aiutano a riconoscere un problema prima che si presenti.

La chiusura del TEDxCortina ha visto sul palco Vittorio Di Tomaso, Presidente e CEO di Celi, una PMI innovativa nel campo della progettazione di sistemi basati su Intelligenza Artificiale. Di Tomaso ha presentato l’innovativo progetto di “benessere urbano”, in grado di migliorare l’esperienza urbana delle persone attraverso la raccolta dati, effettuata tramite l’ausilio di cosiddette “panchine sensoriali”.

TEDxCortina un evento ecosostenibile

Il TEDxCortina 2020 è stato come sempre un evento splendido, ricco di interessanti spunti di innovazione e divulgazione, impreziosito dal fatto di essere stato organizzato in un luogo speciale, nel rispetto del criterio di sostenibilità ambientale e di uso consapevole delle risorse.

Il 17 ottobre vi aspettiamo al TEDxPadova 2020, al quale collaboro in team, con il ruolo di “Speaker Assistant”. Il tema del convegno sarà “Identità” e stupirà con ospiti di primo piano; vi consiglio di seguire il sito di TEDxPadova, per rimanere aggiornati su tutte le news  relative all’evento.

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Cos’è il TEDx Padova Salon e cos’è il TED

Innanzi tutto vorrei chiarire che la sigla TED è l’acronimo di Technology, Entertainment and Design, una Organizzazione internazionale che si prefigge lo scopo di facilitare la diffusione di idee riguardanti una grande varietà di argomenti (dalla scienza, al business, alle tematiche globali) attraverso brevi conferenze tenute da esperti di ogni settore. TEDx Padova è la sigla dell’ente locale, indipendente, organizzatore di peculiari eventi sul proprio territorio. Il TEDx Padova Salon è uno degli eventi satellite all’evento principale, che permettono alla community di rimanere collegati con il TEDx Padova durante tutto l’anno.

TEDx è innovazione

Quando cerco di dare una definizione più personale di cosa significhi TEDx per me, entro in un mondo meccanico fatto di ingranaggi, immagino una serie di ruote dentate che si inseriscono una nell’altra, dapprima ferme ed immobili, che iniziano poi lentamente a ruotare e proseguono in maniera sempre più veloce e coordinata. Ogni intervento (speech) che ascolto durante il TEDx fa lavorare gli ingranaggi della mia mente, crea spunti di riflessione, mi fa vivere un’esperienza formativa e di valore. Questo è’ quello che puntualmente mi è successo anche durante l’ultimo TEDxPadova Salon.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Il Salon è un evento satellite che anticipa l’evento annuale di TEDx Padova. Il titolo come l’acqua prende spunto dalla considerazione che l’acqua è un elemento fondamentale, qualcosa di cui noi tutti abbiamo bisogno. Allo stesso modo, appunto come l’acqua, anche la solidarietà è qualcosa, un valore, di cui tutti noi abbiamo bisogno e di cui non possiamo fare a meno. E’ questo il grande insegnamento che ci portiamo a casa dall’interessante Salon di lunedì 27 luglio, svoltosi nella meravigliosa cornice del Castello Carrarese in centro Padova. In particolare questo evento sottolinea l’importanza della città di Padova come Capitale Europea del Volontariato per l’anno 2020, ed è stato organizzato appunto in collaborazione con il CSV (Centro Servizio Volontariato) della provincia di Padova.  Oggi vorrei brevemente riassumere gli interventi di questo evento sui generis, a mio giudizio così particolare ed emozionante.

Le storie di chi lavora nel sociale

Patrizia Tolot, della cooperativa “Down Dadi” di Padova, ci ha fatto entrare nel vivo della loro attività, ci ha fatto capire come affrontare il tabù della diversità di coloro che sono affetti da sindrome di Down. Inoltre ha sottolineato l’importanza della mission della cooperativa: favorire una sempre maggiore autonomia per le persone affette da disabilità intellettive, sia dal punto di vista occupazionale che sociale.

La psicologa psicoterapeuta Patrizia Zantedeschi, responsabile del centro antiviolenza, ci ha illustrato le problematiche che si presentano nel Centro Veneto Progetti Donna. La sua scioccante statistica, ovvero che una donna su tre è vittima di violenza, fisica o verbale, ha riportato l’attenzione su una tematica, quella della violenza sulle donne, che non può essere considerata come argomento scontato e relegata in secondo piano nell’attenzione generale.

Storie d’integrazione

Si sono poi succeduti quattro speaker speciali, protagonisti di storie di integrazione sociale, quattro persone le cui storie raccontano di lunghi viaggi e di grandi sofferenze prima di poter finalmente arrivare ad inserirsi e ad integrarsi nel mondo del lavoro, attraverso la Cooperativa di Solidarietà.

Mamadou è stato costretto ad intraprendere un lungo viaggio che dal Mali lo ha portato in Italia; ha vissuto ingiustamente l’esperienza del carcere in Libia, ha visto morire decine di persone durante la traversata in barcone, ha dovuto lottare duramente per riuscire ad integrarsi. Aneto è arrivata in Italia con la promessa di un lavoro in un negozio di scarpe e si è ritrovata invece sul marciapiede. Solo la sua grande forza d’animo l’ha aiutata a scappare e a cercare una nuova vita. Fhad avrebbe potuto essere un grande campione di atletica se le problematiche burocratiche non avessero ostacolato il suo sogno. Anche lui, però, con la forza di volontà è riuscito a rialzarsi e ad integrarsi nel tessuto sociale del padovano. Infine Hannou e sua moglie Youssef hanno raccontato le loro storie. Il primo ha lottato e superato ogni pregiudizio, riuscendo infine a partecipare alla vita politica della città di Padova. Sua moglie ha continuato ad indossare il velo, simbolo culturale in cui si riconosce, contro tutto e contro tutti i pregiudizi.

La presentatrice Francesca Trevisi ha brillantemente condotto la serata e a renderla ancora più prestigiosa hanno contribuito la lettura del “Pranzo di Babette” da parte dell’attrice e scrittrice Lella Costa e le musiche dell’Orchestra Radiomondo, diretta dal maestro Maurizio Camardi.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Con la metafora di quanto sia vitale la solidarietà – esattamente come l’acqua – per chi ne ha bisogno, l’evento sponsorizzato dal TEDx Padova Salon insegna l’importanza dell’aiuto reciproco, del sostegno, dell’integrazione e soprattutto di come quest’ultima sia effettivamente realizzabile nella nostra società.

In chiusura vorrei sottolineare come questo evento sia stato reso possibile dal grandissimo lavoro di tutto il team di TEDx Padova, che come sempre riesce a realizzare qualcosa di importante (magico) attraverso il lavoro sincrono e ben coordinato di tutti i suoi componenti. Rimanete collegati e non dimenticate la data del 17 ottobre 2020 quando andrà in scena l’annuale TEDx Padova 2020, avente per tema: “Identità”.

 

 

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Adolescenza, ansia e panico

C’è chi pensa che l’ansia ed il panico non si verifichi in adolescenza e sia un problema solo degli adulti. In realtà l’ansia ed il panico in adolescenza possono creare grandi difficoltà e momenti di chiusura relazionale anche e soprattutto nei ragazzi. Dando vita a situazioni di evitamento”, di impedimento e di crisi vera propria, molto complesse da superare. Il senso di nervosismo e di preoccupazione possono prendere il sopravvento e favorire una rinuncia a frequentare gli amici, ad andare a scuola o a continuare l’attività sportiva.

Quali conseguenze per ansia e panico?

Le conseguenze di queste intense emozioni di ansia e panico possono derivare dalla paura di non riuscire (es. nello studio, nello sport), di non farcela anche nelle situazioni più semplici da gestire, e possono comportare una successiva difficoltà anche nella strutturazione dell’identità personale. Oggi, attraverso le storie vere di alcuni giovani ragazzi, affronteremo questa importante problematica dell’ansia e del panico in adolescenza.

Marco ci racconta l’ansia ed il panico in adolescenza

Ero in gita a Vienna e ad un certo punto mi sono sentito morire

Marco (nome di fantasia) esordisce in questo modo al primo appuntamento nel mio studio. La sensazione che descrive è stata quella di una de-personalizzazione, come se non fosse lui a vivere quelle emozioni  e come se stesse per morire proprio in quel momento. Il panico aveva preso il sopravvento durante la mattina in giro per la città.

Il racconto di Marco

La sera precedente avevamo fatto tardi con i compagni di classe, ridendo scherzando e bevendo qualche birra di troppo”, racconta Marco, “poi improvvisamente ho sentito una morsa allo stomaco e ho iniziato ad aver paura”. Per la prima volta nella sua vita aveva sperimentato cosa significasse veramente morire di paura”; Marco ha stretto i denti per sopportare lo stress emotivo, non ne ha parlato con nessuno e ha cercato di evitare di attirare l’attenzione. I pensieri sono diventati insopportabili, si è sentito fuori luogo, fuori dal proprio corpo, però ha retto e sopportato fino al rientro a casa. Si è rivolto al mio studio per cercare di controllare i pensieri negativi e capire se questa sensazione di de-personalizzazione fosse reale o meno.

La terapia breve strategica

Il lavoro terapeutico sul disturbo ansiogeno ha portato in breve tempo ad ottimi risultati, in particolare riducendo i sintomi della paura improntando un lavoro sulla consapevolezza di se stesso. Le grandi paure del futuro, di come sarà la sua vita e di come di svilupperà la sua identità, sono state risolte con successo e hanno condotto ad deciso miglioramento della sintomatologia.

Federica e la paura di andare a scuola

Federica (nome di fantasia) ha smesso di andare a scuola. Da alcuni mesi la paura di non essere all’altezza e di non riuscire a superare le verifiche le ha creato un blocco psicologico:

Quando sono in classe entro in uno stato di tensione, mi viene paura e mi trovo costretta ad uscire e a rifugiarmi in bagno”.

La paura di perdere il controllo prende il sopravvento, lasciandola senza forze. Nell’ultimo periodo Federica per l’ansia non riusciva neppure a salire sull’autobus, ormai era più di un mese che non andava a scuola.

Il percorso di psicoterapia

Sin dal primo appuntamento iniziamo a lavorare sulla sensazione di ansia, cercando di ridurre la paura attraverso il riconoscimento delle sensazioni e la conoscenza del modo migliore per affrontarle e superarle, nei momenti più delicati. L’uso di uno strumento specifico come il “diario di bordo”, un accorgimento terapeutico che serve a monitorare gli attacchi di panico nel momento stesso in cui arrivano, le ha permesso di essere più tranquilla, tanto che già alla seconda seduta è riuscita nuovamente a tornare a scuola. L’intero percorso di terapia strategica è stato veramente efficace, Federica ha rapidamente trovato un soddisfacente stato di serenità e benessere.

Adolescenza, ansia e panico: la terapia breve strategica

La Terapia Breve Strategica lavora nel breve periodo proprio per ridurre i sintomi della paura, favorendo la costruzione di una nuova realtà. Specialmente in adolescenza, quando la costruzione dell’identità è un momento delicato e fondamentale, è importante intervenire in maniera tempestiva sui casi di ansia e panico, per favorire sin da subito un miglioramento ed una decisiva soluzione del problema.

Se vuoi saperne di più su come funziona la terapia breve strategica, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

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Tag: adolescenza, ansia, Attacchi di Panico, genitori, genitorialità, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Genitorialità e adolescenza saranno trattate in questo articolo partendo da un recentissimo fatto di cronaca avvenuto in Umbria: la morte di due ragazzi di 15 e 16 anni che avevano assunto una dose di metadone scambiandolo per purple drank, la droga dei trapper (sigla che identifica i musicisti esponenti del trap, un sottogenere musicale del rap). Le modalità che hanno portato al drammatico epilogo stanno emergendo con chiarezza, e a colpire l’attenzione è soprattutto la facilità con la quale i nostri ragazzi arrivano a consumare le prime dosi di sostanze stupefacenti. Il fatto che si tratti di due giovanissimi in età adolescenziale ci fa ulteriormente riflettere sul ruolo della società nel contrasto al fenomeno dilagante dello spaccio e su quello delle famiglie nel rapporto con i figli, in particolare nel delicato momento della loro crescita.

Adolescenza, famiglia e gruppo dei pari

Nelle fasi della pubertà e preadolescenza, tra gli 11 e i 14 anni, il corpo del bambino si sviluppa, le sue emozioni si fanno più intense, il rapporto con i coetanei cambia registro, compaiono i primi turbamenti sessuali. Nel ragazzo si scontrano due opposte tendenze: da una parte egli vorrebbe rimanere al sicuro nel mondo dell’infanzia, dall’altra invece è tentato di esplorare il mondo degli adulti, ed in questo contesto si sente attratto principalmente da tutto quello che è estraneo alla famiglia. Diventano importanti gli amici, la loro solidarietà, l’accettazione all’interno del gruppo, le pratiche di socializzazione, il fumo, il consumo di alcool e – purtroppo sempre più di sovente – anche l’assunzione di sostanze stupefacenti. D’altra parte è anche vero che i comportamenti degli adolescenti sono in qualche modo il riflesso dell’ambiente familiare in cui vivono.  C’è da chiedersi qual è il ruolo della famiglia in tutto questo, non come se fossimo in tribunale, per “sputare” una sentenza, ma per aiutare le famiglie a migliorarsi e a capire come trovare soluzioni funzionali.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia come sistema organizzato 

La famiglia è il luogo di incontro dei diversi ruoli e delle diverse esigenze dei componenti il nucleo familiare. La famiglia è un sistema organizzato e come tale ha bisogno di regole certe, basate su un sistema di principi ben definiti e di direttive altrettanto chiare e condivise. Se non esiste una linea comune ad entrambi i genitori, si corre il rischio che i figli tentino di approfittare di uno dei due per soddisfare le proprie esigenze. In termini tecnici potremmo dire che si rischia di attivare dei circoli viziosi disfunzionali.

Genitori si diventa

E’ forse paradossale sostenere che genitori non si nasce, si diventa, ma certo il percorso non è dei più facili, viste anche le ingerenze esterne del mondo dei social, della televisione, e delle amicizie dei nostri figli. Uno degli aspetti fondamentali è rappresentato dalle modalità e dalle forme della comunicazione all’interno del nucleo familiare. La comunicazione infatti risulta essenziale per costruire e mantenere un corretto rapporto relazionale a livello affettivo-emotivo. Vi sono occasioni in cui è opportuno assumere con i figli posizioni più morbide e flessibili, altre in cui è invece indicata una posizione più rigida e direttiva. La situazione ideale è quella di saper modulare l’atteggiamento genitoriale in relazione alle differenti situazioni che si possono venire a creare: l’importante è che la comunicazione non venga mai a mancare e che sia adeguata al particolare momento.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia e i modelli di relazione

La famiglia è l’ambito in cui avviene la comunicazione genitori–figli ed è il centro focale di questo rapporto. E’ necessario pertanto comprendere bene come funziona il nostro ambiente familiare, per essere in grado di impostare correttamente l’insieme di regole in grado di influire sulla crescita funzionale dei nostri figli e per correggere eventuali aspetti negativi. Volendo fornire qualche indicazione più di dettaglio, si possono individuare alcune tipologie di modelli familiari che presentano ciascuna caratteristiche peculiari riguardo al loro funzionamento.

Il modello democratico permissivo

Il modello democratico permissivo, nel quale il rapporto è improntato sul dialogo tra i componenti della famiglia ed i genitori svolgono il ruolo di amici, persino di confidenti, dei propri figli. In questo tipo di famiglia regna una democrazia incondizionata, ma proprio per questo i figli si sentono caricati di una responsabilità a volte troppo grande per loro.

Il modello iperprotettivo

Nel modello iperprotettivo i genitori si sostituiscono in tutto ai propri figli, anticipandone i bisogni e risolvendo le difficoltà, nel tentativo di rendere loro la vita più facile. Il rischio in questi casi è quello che i figli crescano all’ombra dei genitori e che sviluppino comportamenti di incertezza e di insicurezza nei confronti del mondo esterno.

Il modello autoritario

Il modello autoritario è caratterizzato da modalità relazionali di tipo rigido ed impositivo. Il genitore (talvolta anche entrambi i genitori) esercitano il potere da una posizione dominante, ordine e disciplina sono i valori di riferimento, i figli non hanno voce in capitolo. Il controllo delle decisioni finisce per scoraggiare qualsiasi iniziativa non in linea con il sistema di regole imposte, l’eventuale posizione di rifiuto può condurre a posizioni radicali di contrapposizione.

Il modello delegante

Nel modello delegante i genitori delegano il loro ruolo alla famiglia allargata, di solito ai nonni, generando una dinamica interna di competizione in termini affettivi. Venendo a mancare una figura autorevole, e non essendo i nonni modelli adatti ad essere imitati, i genitori inducono nei figli la sensazione di essere persone deboli e poco convincenti.

Senza scendere più a fondo nel dettaglio e senza trattare ulteriori schemi caratteristici – ad esempio quelli della famiglia sacrificante e della famiglia intermittente – è importante notare che ciascun modello è caratterizzato da regole e strategie comunicative assolutamente peculiari, che tendono ad influire sulla crescita dei nostri figli.

Assume quindi la massima importanza capire a quale modello si ispira il nostro rapporto con i figli, per essere in grado di impostare o correggere, ove necessario, il dialogo genitoriale e per dare la giusta dimensione alla relazione affettiva che lega i membri della famiglia.

Se senti di avere delle difficoltà con tuo figlio oppure se sei un adolescente che ha bisogno di aiuto, contattami al 340.41.90.915 per una consulenza o per avere maggiori informazioni.

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Tag: adolescenza, dipendenza, genitorialità

Che cos’è l’efficacia personale? Come facciamo a gestire al meglio la nostra vita e le nostre decisioni? Molte volte ci siamo chiesti più o meno consciamente come fare per riuscire nella vita lavorativa, e in quelle strettamente connesse di relazioni sociali e famigliare. E soprattutto come fare per essere sempre efficaci ed anche efficienti. L’articolo di oggi prende in esame quegli aspetti che possono essere rielaborati e migliorati allo scopo di aumentare la concezione di efficacia ed efficienza nella nostra quotidianità.

Efficacia ed efficienza

Pur avendo significati diversi i due termini, nel contesto giornaliero abituale, vengono spesso impiegati come sinonimi. L’efficacia personale, secondo il mio punto di vista, è soggettiva, nel senso che ciascuno di noi stessi ha la tendenza ad un esame critico di ciò che facciamo, tuttavia vi sono alcuni aspetti che possono essere presi in esame, in termini generali, per aiutare a sentirsi più risolutivi, più incisivi nella nostra vita. Con efficacia si intende quindi la capacità di raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati, mentre l’efficienza riguarda la capacità di ottenerlo con il modalità e le risorse minime indispensabili.

 

Troppi impegni!

Sul lavoro il telefono squilla ogni cinque minuti, bisogna rispondere a troppe mail, ci sono continue riunioni, senza contare poi gli impegni familiari: la spesa, la casa, i figli… Gli obblighi sono sempre tantissimi e possono crearci un senso di frustrazione. Non riuscire a tenere tutto sotto controllo potrebbe indurre una sensazione di disagio e di conseguenza attenuare la nostra sensazione di efficacia personale. Gli impegni eccessivi possono determinare un blocco psicologico, che ci porta a non iniziare o a non portare a termine nulla, una sorta di “rifiuto” nei confronti delle troppe cose da fare. Un’altra sensazione negativa è quella di non riuscire ad intravvedere mai la fine di un lavoro, di un compito, di una incombenza. Le giornate iniziano ma non finiscono mai, c’è sempre qualcosa da fare e impegni da assolvere. Entrambe queste situazioni ci portano a vivere una sensazione di scarsa efficacia personale, con il rischio di sentirsi emotivamente tristi e arrabbiati con se stessi.

Come gestire gli impegni

Per gestire al meglio i nostri impegni, e dare quindi un’organizzazione ben articolata alle nostre giornate, è fondamentale attribuire un grado di “priorità” alle nostre attività e ai nostri obiettivi. Di fronte ad un nuovo progetto può essere utile chiedersi quale sia il risultato che vogliamo raggiungere, cercando di stimare l’impegno che dobbiamo investire per arrivare al nostro scopo. In questo modo saremo in grado di valutare le energie necessarie, il tempo di cui abbiamo bisogno ed il grado di coinvolgimento necessario. Riguardo al grado di priorità, sarebbe importante scartare a priori tutte quelle richieste che sono chiaramente superflue, poco importanti o che comunque possiamo rimandare al giorno successivo. Il fatto di essere in grado di organizzarsi senza essere travolti dagli impegni, trovando le soluzioni opportune e mantenendo in alcune situazioni una “dose minima” di cose da fare, aumenta l’efficacia personale.

Paura di non farcela

Il fallimento in qualche caso può essere dietro l’angolo, per questo la paura di sbagliare talvolta ci blocca e non ci consente di mettere in atto le azioni che ci siamo prefissati. Nella nostra società moderna i fallimenti vengono interpretati sempre in chiave negativa. In realtà ogni volta che sbagliamo o abbiamo un insuccesso, questo dovrebbe essere interpretato come un’opportunità di modificare il nostro approccio, una nuova e diversa possibilità di crescita, che ci consenta di diventare ancora più efficaci e performanti. Può sembrare paradossale, ma sbagliare è necessario, quasi fondamentale, così come è fondamentale soprattutto non fermarsi, ripartire. E’ facile che una battuta d’arresto possa scoraggiarci, tuttavia è ancora più importante gestire le emozioni di sofferenza e disagio, per poter così ripartire, trasformando un limite in risorsa.

Insoddisfazione lavorativa ed efficacia personale

L’insoddisfazione lavorativa il più delle volte è direttamente proporzionale alla sensazione di non essere efficaci. Non poterci esprimere come vorremmo anche sul lavoro genera dei veri e propri blocchi emotivi e innesca una sorta di routine che ci fa vivere la quotidianità in maniera poco soddisfacente e positiva. Nelle situazioni lavorative si riscontrano alcuni aspetti che possono determinare una sensazione di scarsa efficacia personale.

Cosa porta all’insoddisfazione lavorativa

Il primo è il fatto di sentirsi ignorati, come invisibili, e di conseguenza di non riuscire ad attirare le attenzioni dei colleghi e del capo, oppure dei collaboratori. L’impossibilità di stabilire una relazione sana con i colleghi e con i propri collaboratori genera una sensazione di incapacità ed inefficacia. Un secondo aspetto è quello di non riuscire a dare rilevanza e spessore al proprio lavoro. Se il nostro lavoro non conta né per me stesso né tantomeno per qualcun altro, difficilmente sarò soddisfatto e mi sentirò efficace. L’insoddisfazione lavorativa è molto diffusa e a sua volta provoca una condizione di scarsa efficacia personale. Cercare di lavorare su questo aspetto così pregnante della propria vita deve diventare una priorità per favorire un funzionale percorso di crescita personale.

Se vuoi saperne di più sull’efficacia personale o fissare una consulenza psicologica, chiamami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

 

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Tag: efficacia personale, emozioni, Terapia Breve Strategica

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Terapia Breve Strategica e disturbi alimentari

17 Settembre 2020

I disturbi del comportamento alimentare sono una tipologia di problematica psicologica molto diffusa. Il cibo è un piacere fondamentale e nel nostro “bel Paese” c’è una grande attenzione all’alimentazione. In ogni situazione, al bar, in ufficio, con gli amici, non si fa altro che parlare di cibo, ricette e cene al ristorante. Il momento del pasto è una situazione conviviale che soddisfa e fa sentire bene le persone. Tuttavia nel caso di persone con problematiche di disturbi del comportamento alimentare, il cibo può diventare una “prigione” che sconvolge la vita. L’articolo di oggi mira a far conoscere le diverse patologie connesse con il cibo ed il loro profondo legame con le dinamiche emotive.

I disturbi del comportamento alimentare: anoressia e bulimia

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che si caratterizza per una ricerca ossessiva della magrezza e la conseguente paura di ingrassare. Questi due requisiti determinano un’importante riduzione dell’assunzione di cibo, in alcuni casi addirittura una vera e propria astensione dallo stesso. In tal modo il peso corporeo si riduce notevolmente, senza per questo far sentire il soggetto anoressico realmente soddisfatto. Diventa una vera e propria ricerca ossessiva della magrezza.

Viceversa nella bulimia vi è una ricerca sfrenata del cibo. La persona vive il cibo come qualcosa di irrinunciabile e, pur cercando di frenarsi, perde il controllo concedendosi delle vere e proprie abbuffate alimentari. Spesso accade che il peso aumenti in maniera considerevole, portando a situazioni di sovrappeso o addirittura di obesità.

Binge eating e Jo-jo

In queste due situazioni particolari, la problematicità è data dall’alternarsi di digiuno e di dieta a situazioni diperdita di controllo. Nel caso del binge eating questi momenti di astensione dal cibo e successiva perdita di controllo con abbuffata si possono verificare anche nello stesso giorno. Oppure nell’arco di una settimana, vi possono essere giorni interi di dieta e giorni interi di totale perdita di controllo e di ricerca del piacere del cibo. Nel caso Jo-jo la differenza essenziale sta nel fatto che a lunghi periodi di dieta restrittiva segue una ripresa con abbuffate di cibo alla ricerca di una alimentazione “normale”, con conseguente rapido aumento del peso corporeo. In realtà nei momenti di dieta restrittiva il nostro corpo tende a conservare le riserve di grasso e quindi a bruciare meno, perciò nel momento in cui si riprende a mangiare si riprende velocemente peso. Ovviamente questa situazione genera effetti negativi sul metabolismo.

Vomiting

Nel vomiting l’impulso a mangiare e vomitare è impossibile da controllare. Questa particolare forma di disturbo del comportamento alimentare si sviluppa nel momento in cui la persona trae piacere dalla sequenza:mangiare e vomitare. In un primo momento l’atto del vomitare serve solo per liberarsi dal cibo ingurgitato, evitando così di aumentare di peso. Solo in un secondo momento mangiare e vomitare si trasforma in un vero e proprio rituale piacevole, un vortice da cui diventa complicato e molto difficile uscire.

I disturbi del comportamento alimentare e la dinamica di piacere

Una delle caratteristiche che accomuna tutti questi disturbi del comportamento alimentare è la dinamica del piacere. Il cibo è uno strumento attraverso il quale ci possiamo concedere o privare di questa emozione primaria. Le dinamiche emotive connesse con il cibo sono essenziali per poter affrontare e superare i disturbi del comportamento alimentare. Segui il mio blog per avere più informazioni; nelle prossime settimane inoltre uscirà il mio e-book sui disturbi del comportamento alimentare. L’articolo di oggi è un anticipo di alcuni aspetti che troverai esposti in dettaglio in questa guida gratuita, con anche esempi e alcuni consigli pratici.

Se vuoi maggiori info segui le mie pagine social dalle quali potrai scaricare l’e-book, oppure chiamami al 340.41.90.915 per avere maggiori informazioni.

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Tag: anoressia, binge eating, bulimia, disturbi del comportamento alimentare, jo jo, Terapia Breve Strategica, vomiting

Ansia e attacchi di panico possono diventare così invalidanti da non permetterci di sentirci più sicuri in nessuna delle nostre attività quotidiane. Oggi parlerò di ansia, e lo farò attraverso un racconto di terapia, per far capire come l’ansia possa veramente essere superata, perchè non è necessario conviverci ma è davvero possibile tornare a vivere in maniera serena. La storia che mi accingo a raccontarvi è reale. La sua particolarità sta nel fatto che la sensazione di paura ha determinato come conseguenza una totale insicurezza e indecisione. L’autostima del soggetto si è ridotta praticamente a zero, la capacità di cambiare e prendere decisioni senza essere sovrastati dall’ansia sembrava diventato qualcosa di impossibile.

Se vuoi saperne di più su ansia e attacchi di panico, scarica il mio e-book gratuito:

ANSIA E PAURA, una breve guida sulle diverse patologie fobiche e sulle strategie per superare ansia e panico.

Ansia e attacchi di panico: la storia di S.

S. si presenta nel mio studio dopo aver svolto altrove un lungo percorso di terapia. Ha molto chiaro come la sua ansia sia legata ad una realtà lavorativa poco edificante e ad una difficoltà nel prendere decisioni. Lavora da anni come dipendente e ha sviluppato competenze significative nel proprio campo. Nella prima fase della carriera il capo lo ha sempre valorizzato, tuttavia a seguito di un spiacevole evento con un cliente, il capo ha iniziato a rendergli la vita lavorativa più complicata. Invece di supportarlo e aiutarlo a superare l’errore, il capo ha creato una situazione di tensione, S. ha avvertito sempre più l’insicurezza durante ogni attività lavorativa, tanto da iniziare a vivere sensazioni di panico.

la cosa peggiore è quella di sentirsi come morire durante il turno, non riesco a controllarmi, stringo i denti ma temo di crollare da un momento all’altro”.

Le tentate soluzioni

L’autocontrollo che esercita sulle sue sensazioni lo aiuta a portare a termine la giornata di lavoro; questo modo di affrontare il lavoro al momento sembra funzionale. Ma le giornate di lavoro diventano interminabili, il capo si accorge che la brillantezza è sparita. Invece di supportarlo inizia a vessarlo, arrivando addirittura a pensare al licenziamento. S. è in crisi, riversa le sue preoccupazioni in famiglia, con i fratelli e i genitori. Inizia ad uscire sempre meno di casa, rinunciando anche ad alcune sue passioni. Diventa insicuro in qualsiasi cosa, più si chiude in se stesso e più il problema aumenta creando una “prigione” nella quale l’ansia e gli attacchi di panico trovano nutrimento.

Ansia e attacchi di panico: come superarli

Il primo step della terapia si è incentrato sul favorire una riduzione della sintomatologia attraverso alcune strategie paradossali: S. ha iniziato a sperimentare come la paura affrontata si può trasformare in coraggio.

Attraverso il training definito la peggiore fantasia, S. ha vissuto in prima persona il fatto che se toccata con mano la paura svanisce. Questa tecnica è molto efficace, in quanto spinge la persona a non evitare ma addirittura ad affrontare le sue paure, a guardarle in faccia. Spesso descrivo la paura come un fantasma, più noi scappiamo dal fantasma e più quest’ultimo ci rincorre e ci spaventa. Attraverso la tecnica della peggiore fantasia si smette di scappare al fantasma e lo si tocca, facendolo scomparire. S. racconta come l’applicazione di questa tecnica gli abbia sin da subito fatto avvertire una forza nuova, l’insicurezza si è mano a mano sgretolata, lasciando sempre più spazio a nuove (ritrovate) energie.

Pensavo fosse un esercizio impossibile, invece mi ha aiutato ad uscire dalle mie paure

La Terapia Breve Strategica per il trattamento di ansia e panico

S. durante, il percorso di terapia, ha trovato una soluzione alla sua ansia e all’insicurezza che aveva maturato. E’ riuscito addirittura a licenziarsi e ad aprire una Partita IVA, diventando un lavoratore autonomo. Inoltre anche le passioni e gli hobby che aveva lasciato in sospeso, sono tornati parte integrante della sua vita. L’indecisione è ormai un lontano ricordo. La terapia breve strategica è efficace ed efficiente in quanto aiuta la persona a superare l’ansia e gli attacchi di panico, per poi favorire il consolidamento di una nuova realtà di benessere e salute mentale.

Se vivi una situazione simile e vuoi superare ansia e panico, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it in breve tempo riusciremo insieme a superare i tuoi problemi.

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Tag: ansia, Attacchi di Panico, fobie, monofobie, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Quest’anno il TEDxCortina 2020 ha avuto luogo in una cornice speciale: il rifugio Lagazuoi. L’ultima volta che avevo raggiunto il rifugio Lagazuoi era stata una lunga giornata di montagna, molto dislivello, un lunghissimo sentiero attrezzato e tantissima pioggia. Gli ultimi 600 metri di dislivello erano stati massacranti: stanchezza fisica, lieve dolore alle ginocchia, pioggia forte, tuttavia l’arrivo al rifugio alpino valeva la pena. La doccia bollente e l’ottima cucina mi avevano fatto recuperare dalle fatiche, e la bellezza del rifugio era stato un nutrimento per gli occhi. Situato a 2.752 metri sul livello del mare, il Lagazuoi si trova in una posizione panoramica nei confronti di numerose vette dolomitiche: le Tofane, le Odle, la Marmolada, solo per citarne alcune.

Purtroppo quest’anno non sono potuto essere presente di persona all’avvenimento, tuttavia averlo seguito in rete mi ha riportato nel meraviglioso ambiente alpino del rifugio. L’articolo di oggi è un report di quanto ascoltato in streaming durante il TEDxCortina 2020, tenutosi all’aperto nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti contagio.

TEDxCortina 2020: “Emergenze”, un tema attuale

Il tema delle Emergenze, scelto dal team del TEDx addirittura prima della pandemia COVID-19, è decisamente molto attuale. Come psicologo e psicoterapeuta mi trovo spesso a lavorare con problematiche connesse a momenti di crisi e di emergenza. La salute mentale ed il benessere possono facilmente essere intaccati da momenti di difficoltà, da situazioni problematiche con risvolti stressanti, che incontriamo quotidianamente. In particolare i recenti mesi di emergenza sanitaria hanno comportato conseguenze e riflessioni importanti nella vita di ciascuno di noi. TedxCortina ha affrontato la tematiche dell’emergenza da diverse prospettive, avvalorando l’importanza di sapersi adattare alle situazioni allarmanti ed entrare nella dinamica del cambiamento: Perché emergenza è necessità, ma anche possibilità e responsabilità di coltivare il cambiamento”.

 

Gli speaker del TEDxCortina 2020

L’epidemiologa Ilaria Dorigatti ha aperto l’edizione del TEdxCortina 2020 parlando di contagio. Una seconda ondata di COVID-19 può essere evitata solamente dall’essere umano più imprevedibile: l’uomo. Solo seguendo in maniera rispettosa le regole e le norme sanitarie possiamo veramente evitare un nuovo lockdown. Il futuro è incerto, la nostra responsabilità personale farà la differenzaThomas Ambrosi, C.E.O. di ONO Exponential Farming, una start-up innovativa nel settore dell’Agritech, distingue tra emergenze lente e veloci, situazioni cioè che richiedono risposte più o meno rapide; il concetto di emergenza ci porta a modificare le nostre abitudini e a prospettarci un futuro diverso. L’emergenza intesa come possibilità e non come limite. Marco Landi, ex presidente di Apple, vede l’uomo – ed in particolare i giovani – al centro del progetto futuro, per questo è importate continuare a valorizzarli, puntando sull’innovazione come motore per la crescita. Nina Zilli, cantautrice, personaggio televisivo e conduttrice radiofonica, ha gridato che dobbiamo indignarci di fronte alle ingiustizie e comunicare al mondo quello che pensiamo. Claudia Belli, (head) Social business e Microfinance Mgr. – BNP PARIBAS, alla domanda: “Cosa risolverà le emergenze?”, ha risposto: “Modelli sociali che possono creare soluzioni inedite, con impatto positivo”Luca Foresti, A.D. del Centro Medico Sant’Agostino, mette in primo piano la volontà come motore per costruire uno stile di vita sano, l’importanza di sentirsi bene con se stessi sia in termini di salute fisica che mentale. Come psicologo psicoterapeuta non posso che concordare con la tesi del dottor Foresti, ricordando che uno stile di vita salutare genera la condizione di benessere necessaria per affrontare positivamente lo stress della vita modernaSimona Atzori, ballerina e pittrice, ha emozionato con il suo slogan: “Io ho le mani in basso!”. Dalla nascita Simona è priva delle mani, tuttavia questo non l’ha scoraggiata, con grande forza di volontà ha spostato il focus dalle mani ai piedi, che sono diventati il mezzo per esprimersi. Non ha mai guardato a quello che manca, ma a quello che c’è! Gaetano Farina, Tenente Colonnello dell’Aeronautica Militare, comandante delle Frecce Tricolori, ha sottolineato l’importanza della formazione e dell’addestramento per prevenire le possibili emergenze. Solo lo studio e l’attenzione continua aiutano a riconoscere un problema prima che si presenti.

La chiusura del TEDxCortina ha visto sul palco Vittorio Di Tomaso, Presidente e CEO di Celi, una PMI innovativa nel campo della progettazione di sistemi basati su Intelligenza Artificiale. Di Tomaso ha presentato l’innovativo progetto di “benessere urbano”, in grado di migliorare l’esperienza urbana delle persone attraverso la raccolta dati, effettuata tramite l’ausilio di cosiddette “panchine sensoriali”.

TEDxCortina un evento ecosostenibile

Il TEDxCortina 2020 è stato come sempre un evento splendido, ricco di interessanti spunti di innovazione e divulgazione, impreziosito dal fatto di essere stato organizzato in un luogo speciale, nel rispetto del criterio di sostenibilità ambientale e di uso consapevole delle risorse.

Il 17 ottobre vi aspettiamo al TEDxPadova 2020, al quale collaboro in team, con il ruolo di “Speaker Assistant”. Il tema del convegno sarà “Identità” e stupirà con ospiti di primo piano; vi consiglio di seguire il sito di TEDxPadova, per rimanere aggiornati su tutte le news  relative all’evento.

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Cos’è il TEDx Padova Salon e cos’è il TED

Innanzi tutto vorrei chiarire che la sigla TED è l’acronimo di Technology, Entertainment and Design, una Organizzazione internazionale che si prefigge lo scopo di facilitare la diffusione di idee riguardanti una grande varietà di argomenti (dalla scienza, al business, alle tematiche globali) attraverso brevi conferenze tenute da esperti di ogni settore. TEDx Padova è la sigla dell’ente locale, indipendente, organizzatore di peculiari eventi sul proprio territorio. Il TEDx Padova Salon è uno degli eventi satellite all’evento principale, che permettono alla community di rimanere collegati con il TEDx Padova durante tutto l’anno.

TEDx è innovazione

Quando cerco di dare una definizione più personale di cosa significhi TEDx per me, entro in un mondo meccanico fatto di ingranaggi, immagino una serie di ruote dentate che si inseriscono una nell’altra, dapprima ferme ed immobili, che iniziano poi lentamente a ruotare e proseguono in maniera sempre più veloce e coordinata. Ogni intervento (speech) che ascolto durante il TEDx fa lavorare gli ingranaggi della mia mente, crea spunti di riflessione, mi fa vivere un’esperienza formativa e di valore. Questo è’ quello che puntualmente mi è successo anche durante l’ultimo TEDxPadova Salon.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Il Salon è un evento satellite che anticipa l’evento annuale di TEDx Padova. Il titolo come l’acqua prende spunto dalla considerazione che l’acqua è un elemento fondamentale, qualcosa di cui noi tutti abbiamo bisogno. Allo stesso modo, appunto come l’acqua, anche la solidarietà è qualcosa, un valore, di cui tutti noi abbiamo bisogno e di cui non possiamo fare a meno. E’ questo il grande insegnamento che ci portiamo a casa dall’interessante Salon di lunedì 27 luglio, svoltosi nella meravigliosa cornice del Castello Carrarese in centro Padova. In particolare questo evento sottolinea l’importanza della città di Padova come Capitale Europea del Volontariato per l’anno 2020, ed è stato organizzato appunto in collaborazione con il CSV (Centro Servizio Volontariato) della provincia di Padova.  Oggi vorrei brevemente riassumere gli interventi di questo evento sui generis, a mio giudizio così particolare ed emozionante.

Le storie di chi lavora nel sociale

Patrizia Tolot, della cooperativa “Down Dadi” di Padova, ci ha fatto entrare nel vivo della loro attività, ci ha fatto capire come affrontare il tabù della diversità di coloro che sono affetti da sindrome di Down. Inoltre ha sottolineato l’importanza della mission della cooperativa: favorire una sempre maggiore autonomia per le persone affette da disabilità intellettive, sia dal punto di vista occupazionale che sociale.

La psicologa psicoterapeuta Patrizia Zantedeschi, responsabile del centro antiviolenza, ci ha illustrato le problematiche che si presentano nel Centro Veneto Progetti Donna. La sua scioccante statistica, ovvero che una donna su tre è vittima di violenza, fisica o verbale, ha riportato l’attenzione su una tematica, quella della violenza sulle donne, che non può essere considerata come argomento scontato e relegata in secondo piano nell’attenzione generale.

Storie d’integrazione

Si sono poi succeduti quattro speaker speciali, protagonisti di storie di integrazione sociale, quattro persone le cui storie raccontano di lunghi viaggi e di grandi sofferenze prima di poter finalmente arrivare ad inserirsi e ad integrarsi nel mondo del lavoro, attraverso la Cooperativa di Solidarietà.

Mamadou è stato costretto ad intraprendere un lungo viaggio che dal Mali lo ha portato in Italia; ha vissuto ingiustamente l’esperienza del carcere in Libia, ha visto morire decine di persone durante la traversata in barcone, ha dovuto lottare duramente per riuscire ad integrarsi. Aneto è arrivata in Italia con la promessa di un lavoro in un negozio di scarpe e si è ritrovata invece sul marciapiede. Solo la sua grande forza d’animo l’ha aiutata a scappare e a cercare una nuova vita. Fhad avrebbe potuto essere un grande campione di atletica se le problematiche burocratiche non avessero ostacolato il suo sogno. Anche lui, però, con la forza di volontà è riuscito a rialzarsi e ad integrarsi nel tessuto sociale del padovano. Infine Hannou e sua moglie Youssef hanno raccontato le loro storie. Il primo ha lottato e superato ogni pregiudizio, riuscendo infine a partecipare alla vita politica della città di Padova. Sua moglie ha continuato ad indossare il velo, simbolo culturale in cui si riconosce, contro tutto e contro tutti i pregiudizi.

La presentatrice Francesca Trevisi ha brillantemente condotto la serata e a renderla ancora più prestigiosa hanno contribuito la lettura del “Pranzo di Babette” da parte dell’attrice e scrittrice Lella Costa e le musiche dell’Orchestra Radiomondo, diretta dal maestro Maurizio Camardi.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Con la metafora di quanto sia vitale la solidarietà – esattamente come l’acqua – per chi ne ha bisogno, l’evento sponsorizzato dal TEDx Padova Salon insegna l’importanza dell’aiuto reciproco, del sostegno, dell’integrazione e soprattutto di come quest’ultima sia effettivamente realizzabile nella nostra società.

In chiusura vorrei sottolineare come questo evento sia stato reso possibile dal grandissimo lavoro di tutto il team di TEDx Padova, che come sempre riesce a realizzare qualcosa di importante (magico) attraverso il lavoro sincrono e ben coordinato di tutti i suoi componenti. Rimanete collegati e non dimenticate la data del 17 ottobre 2020 quando andrà in scena l’annuale TEDx Padova 2020, avente per tema: “Identità”.

 

 

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Adolescenza, ansia e panico

C’è chi pensa che l’ansia ed il panico non si verifichi in adolescenza e sia un problema solo degli adulti. In realtà l’ansia ed il panico in adolescenza possono creare grandi difficoltà e momenti di chiusura relazionale anche e soprattutto nei ragazzi. Dando vita a situazioni di evitamento”, di impedimento e di crisi vera propria, molto complesse da superare. Il senso di nervosismo e di preoccupazione possono prendere il sopravvento e favorire una rinuncia a frequentare gli amici, ad andare a scuola o a continuare l’attività sportiva.

Quali conseguenze per ansia e panico?

Le conseguenze di queste intense emozioni di ansia e panico possono derivare dalla paura di non riuscire (es. nello studio, nello sport), di non farcela anche nelle situazioni più semplici da gestire, e possono comportare una successiva difficoltà anche nella strutturazione dell’identità personale. Oggi, attraverso le storie vere di alcuni giovani ragazzi, affronteremo questa importante problematica dell’ansia e del panico in adolescenza.

Marco ci racconta l’ansia ed il panico in adolescenza

Ero in gita a Vienna e ad un certo punto mi sono sentito morire

Marco (nome di fantasia) esordisce in questo modo al primo appuntamento nel mio studio. La sensazione che descrive è stata quella di una de-personalizzazione, come se non fosse lui a vivere quelle emozioni  e come se stesse per morire proprio in quel momento. Il panico aveva preso il sopravvento durante la mattina in giro per la città.

Il racconto di Marco

La sera precedente avevamo fatto tardi con i compagni di classe, ridendo scherzando e bevendo qualche birra di troppo”, racconta Marco, “poi improvvisamente ho sentito una morsa allo stomaco e ho iniziato ad aver paura”. Per la prima volta nella sua vita aveva sperimentato cosa significasse veramente morire di paura”; Marco ha stretto i denti per sopportare lo stress emotivo, non ne ha parlato con nessuno e ha cercato di evitare di attirare l’attenzione. I pensieri sono diventati insopportabili, si è sentito fuori luogo, fuori dal proprio corpo, però ha retto e sopportato fino al rientro a casa. Si è rivolto al mio studio per cercare di controllare i pensieri negativi e capire se questa sensazione di de-personalizzazione fosse reale o meno.

La terapia breve strategica

Il lavoro terapeutico sul disturbo ansiogeno ha portato in breve tempo ad ottimi risultati, in particolare riducendo i sintomi della paura improntando un lavoro sulla consapevolezza di se stesso. Le grandi paure del futuro, di come sarà la sua vita e di come di svilupperà la sua identità, sono state risolte con successo e hanno condotto ad deciso miglioramento della sintomatologia.

Federica e la paura di andare a scuola

Federica (nome di fantasia) ha smesso di andare a scuola. Da alcuni mesi la paura di non essere all’altezza e di non riuscire a superare le verifiche le ha creato un blocco psicologico:

Quando sono in classe entro in uno stato di tensione, mi viene paura e mi trovo costretta ad uscire e a rifugiarmi in bagno”.

La paura di perdere il controllo prende il sopravvento, lasciandola senza forze. Nell’ultimo periodo Federica per l’ansia non riusciva neppure a salire sull’autobus, ormai era più di un mese che non andava a scuola.

Il percorso di psicoterapia

Sin dal primo appuntamento iniziamo a lavorare sulla sensazione di ansia, cercando di ridurre la paura attraverso il riconoscimento delle sensazioni e la conoscenza del modo migliore per affrontarle e superarle, nei momenti più delicati. L’uso di uno strumento specifico come il “diario di bordo”, un accorgimento terapeutico che serve a monitorare gli attacchi di panico nel momento stesso in cui arrivano, le ha permesso di essere più tranquilla, tanto che già alla seconda seduta è riuscita nuovamente a tornare a scuola. L’intero percorso di terapia strategica è stato veramente efficace, Federica ha rapidamente trovato un soddisfacente stato di serenità e benessere.

Adolescenza, ansia e panico: la terapia breve strategica

La Terapia Breve Strategica lavora nel breve periodo proprio per ridurre i sintomi della paura, favorendo la costruzione di una nuova realtà. Specialmente in adolescenza, quando la costruzione dell’identità è un momento delicato e fondamentale, è importante intervenire in maniera tempestiva sui casi di ansia e panico, per favorire sin da subito un miglioramento ed una decisiva soluzione del problema.

Se vuoi saperne di più su come funziona la terapia breve strategica, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

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Tag: adolescenza, ansia, Attacchi di Panico, genitori, genitorialità, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Genitorialità e adolescenza saranno trattate in questo articolo partendo da un recentissimo fatto di cronaca avvenuto in Umbria: la morte di due ragazzi di 15 e 16 anni che avevano assunto una dose di metadone scambiandolo per purple drank, la droga dei trapper (sigla che identifica i musicisti esponenti del trap, un sottogenere musicale del rap). Le modalità che hanno portato al drammatico epilogo stanno emergendo con chiarezza, e a colpire l’attenzione è soprattutto la facilità con la quale i nostri ragazzi arrivano a consumare le prime dosi di sostanze stupefacenti. Il fatto che si tratti di due giovanissimi in età adolescenziale ci fa ulteriormente riflettere sul ruolo della società nel contrasto al fenomeno dilagante dello spaccio e su quello delle famiglie nel rapporto con i figli, in particolare nel delicato momento della loro crescita.

Adolescenza, famiglia e gruppo dei pari

Nelle fasi della pubertà e preadolescenza, tra gli 11 e i 14 anni, il corpo del bambino si sviluppa, le sue emozioni si fanno più intense, il rapporto con i coetanei cambia registro, compaiono i primi turbamenti sessuali. Nel ragazzo si scontrano due opposte tendenze: da una parte egli vorrebbe rimanere al sicuro nel mondo dell’infanzia, dall’altra invece è tentato di esplorare il mondo degli adulti, ed in questo contesto si sente attratto principalmente da tutto quello che è estraneo alla famiglia. Diventano importanti gli amici, la loro solidarietà, l’accettazione all’interno del gruppo, le pratiche di socializzazione, il fumo, il consumo di alcool e – purtroppo sempre più di sovente – anche l’assunzione di sostanze stupefacenti. D’altra parte è anche vero che i comportamenti degli adolescenti sono in qualche modo il riflesso dell’ambiente familiare in cui vivono.  C’è da chiedersi qual è il ruolo della famiglia in tutto questo, non come se fossimo in tribunale, per “sputare” una sentenza, ma per aiutare le famiglie a migliorarsi e a capire come trovare soluzioni funzionali.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia come sistema organizzato 

La famiglia è il luogo di incontro dei diversi ruoli e delle diverse esigenze dei componenti il nucleo familiare. La famiglia è un sistema organizzato e come tale ha bisogno di regole certe, basate su un sistema di principi ben definiti e di direttive altrettanto chiare e condivise. Se non esiste una linea comune ad entrambi i genitori, si corre il rischio che i figli tentino di approfittare di uno dei due per soddisfare le proprie esigenze. In termini tecnici potremmo dire che si rischia di attivare dei circoli viziosi disfunzionali.

Genitori si diventa

E’ forse paradossale sostenere che genitori non si nasce, si diventa, ma certo il percorso non è dei più facili, viste anche le ingerenze esterne del mondo dei social, della televisione, e delle amicizie dei nostri figli. Uno degli aspetti fondamentali è rappresentato dalle modalità e dalle forme della comunicazione all’interno del nucleo familiare. La comunicazione infatti risulta essenziale per costruire e mantenere un corretto rapporto relazionale a livello affettivo-emotivo. Vi sono occasioni in cui è opportuno assumere con i figli posizioni più morbide e flessibili, altre in cui è invece indicata una posizione più rigida e direttiva. La situazione ideale è quella di saper modulare l’atteggiamento genitoriale in relazione alle differenti situazioni che si possono venire a creare: l’importante è che la comunicazione non venga mai a mancare e che sia adeguata al particolare momento.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia e i modelli di relazione

La famiglia è l’ambito in cui avviene la comunicazione genitori–figli ed è il centro focale di questo rapporto. E’ necessario pertanto comprendere bene come funziona il nostro ambiente familiare, per essere in grado di impostare correttamente l’insieme di regole in grado di influire sulla crescita funzionale dei nostri figli e per correggere eventuali aspetti negativi. Volendo fornire qualche indicazione più di dettaglio, si possono individuare alcune tipologie di modelli familiari che presentano ciascuna caratteristiche peculiari riguardo al loro funzionamento.

Il modello democratico permissivo

Il modello democratico permissivo, nel quale il rapporto è improntato sul dialogo tra i componenti della famiglia ed i genitori svolgono il ruolo di amici, persino di confidenti, dei propri figli. In questo tipo di famiglia regna una democrazia incondizionata, ma proprio per questo i figli si sentono caricati di una responsabilità a volte troppo grande per loro.

Il modello iperprotettivo

Nel modello iperprotettivo i genitori si sostituiscono in tutto ai propri figli, anticipandone i bisogni e risolvendo le difficoltà, nel tentativo di rendere loro la vita più facile. Il rischio in questi casi è quello che i figli crescano all’ombra dei genitori e che sviluppino comportamenti di incertezza e di insicurezza nei confronti del mondo esterno.

Il modello autoritario

Il modello autoritario è caratterizzato da modalità relazionali di tipo rigido ed impositivo. Il genitore (talvolta anche entrambi i genitori) esercitano il potere da una posizione dominante, ordine e disciplina sono i valori di riferimento, i figli non hanno voce in capitolo. Il controllo delle decisioni finisce per scoraggiare qualsiasi iniziativa non in linea con il sistema di regole imposte, l’eventuale posizione di rifiuto può condurre a posizioni radicali di contrapposizione.

Il modello delegante

Nel modello delegante i genitori delegano il loro ruolo alla famiglia allargata, di solito ai nonni, generando una dinamica interna di competizione in termini affettivi. Venendo a mancare una figura autorevole, e non essendo i nonni modelli adatti ad essere imitati, i genitori inducono nei figli la sensazione di essere persone deboli e poco convincenti.

Senza scendere più a fondo nel dettaglio e senza trattare ulteriori schemi caratteristici – ad esempio quelli della famiglia sacrificante e della famiglia intermittente – è importante notare che ciascun modello è caratterizzato da regole e strategie comunicative assolutamente peculiari, che tendono ad influire sulla crescita dei nostri figli.

Assume quindi la massima importanza capire a quale modello si ispira il nostro rapporto con i figli, per essere in grado di impostare o correggere, ove necessario, il dialogo genitoriale e per dare la giusta dimensione alla relazione affettiva che lega i membri della famiglia.

Se senti di avere delle difficoltà con tuo figlio oppure se sei un adolescente che ha bisogno di aiuto, contattami al 340.41.90.915 per una consulenza o per avere maggiori informazioni.

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Tag: adolescenza, dipendenza, genitorialità

Che cos’è l’efficacia personale? Come facciamo a gestire al meglio la nostra vita e le nostre decisioni? Molte volte ci siamo chiesti più o meno consciamente come fare per riuscire nella vita lavorativa, e in quelle strettamente connesse di relazioni sociali e famigliare. E soprattutto come fare per essere sempre efficaci ed anche efficienti. L’articolo di oggi prende in esame quegli aspetti che possono essere rielaborati e migliorati allo scopo di aumentare la concezione di efficacia ed efficienza nella nostra quotidianità.

Efficacia ed efficienza

Pur avendo significati diversi i due termini, nel contesto giornaliero abituale, vengono spesso impiegati come sinonimi. L’efficacia personale, secondo il mio punto di vista, è soggettiva, nel senso che ciascuno di noi stessi ha la tendenza ad un esame critico di ciò che facciamo, tuttavia vi sono alcuni aspetti che possono essere presi in esame, in termini generali, per aiutare a sentirsi più risolutivi, più incisivi nella nostra vita. Con efficacia si intende quindi la capacità di raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati, mentre l’efficienza riguarda la capacità di ottenerlo con il modalità e le risorse minime indispensabili.

 

Troppi impegni!

Sul lavoro il telefono squilla ogni cinque minuti, bisogna rispondere a troppe mail, ci sono continue riunioni, senza contare poi gli impegni familiari: la spesa, la casa, i figli… Gli obblighi sono sempre tantissimi e possono crearci un senso di frustrazione. Non riuscire a tenere tutto sotto controllo potrebbe indurre una sensazione di disagio e di conseguenza attenuare la nostra sensazione di efficacia personale. Gli impegni eccessivi possono determinare un blocco psicologico, che ci porta a non iniziare o a non portare a termine nulla, una sorta di “rifiuto” nei confronti delle troppe cose da fare. Un’altra sensazione negativa è quella di non riuscire ad intravvedere mai la fine di un lavoro, di un compito, di una incombenza. Le giornate iniziano ma non finiscono mai, c’è sempre qualcosa da fare e impegni da assolvere. Entrambe queste situazioni ci portano a vivere una sensazione di scarsa efficacia personale, con il rischio di sentirsi emotivamente tristi e arrabbiati con se stessi.

Come gestire gli impegni

Per gestire al meglio i nostri impegni, e dare quindi un’organizzazione ben articolata alle nostre giornate, è fondamentale attribuire un grado di “priorità” alle nostre attività e ai nostri obiettivi. Di fronte ad un nuovo progetto può essere utile chiedersi quale sia il risultato che vogliamo raggiungere, cercando di stimare l’impegno che dobbiamo investire per arrivare al nostro scopo. In questo modo saremo in grado di valutare le energie necessarie, il tempo di cui abbiamo bisogno ed il grado di coinvolgimento necessario. Riguardo al grado di priorità, sarebbe importante scartare a priori tutte quelle richieste che sono chiaramente superflue, poco importanti o che comunque possiamo rimandare al giorno successivo. Il fatto di essere in grado di organizzarsi senza essere travolti dagli impegni, trovando le soluzioni opportune e mantenendo in alcune situazioni una “dose minima” di cose da fare, aumenta l’efficacia personale.

Paura di non farcela

Il fallimento in qualche caso può essere dietro l’angolo, per questo la paura di sbagliare talvolta ci blocca e non ci consente di mettere in atto le azioni che ci siamo prefissati. Nella nostra società moderna i fallimenti vengono interpretati sempre in chiave negativa. In realtà ogni volta che sbagliamo o abbiamo un insuccesso, questo dovrebbe essere interpretato come un’opportunità di modificare il nostro approccio, una nuova e diversa possibilità di crescita, che ci consenta di diventare ancora più efficaci e performanti. Può sembrare paradossale, ma sbagliare è necessario, quasi fondamentale, così come è fondamentale soprattutto non fermarsi, ripartire. E’ facile che una battuta d’arresto possa scoraggiarci, tuttavia è ancora più importante gestire le emozioni di sofferenza e disagio, per poter così ripartire, trasformando un limite in risorsa.

Insoddisfazione lavorativa ed efficacia personale

L’insoddisfazione lavorativa il più delle volte è direttamente proporzionale alla sensazione di non essere efficaci. Non poterci esprimere come vorremmo anche sul lavoro genera dei veri e propri blocchi emotivi e innesca una sorta di routine che ci fa vivere la quotidianità in maniera poco soddisfacente e positiva. Nelle situazioni lavorative si riscontrano alcuni aspetti che possono determinare una sensazione di scarsa efficacia personale.

Cosa porta all’insoddisfazione lavorativa

Il primo è il fatto di sentirsi ignorati, come invisibili, e di conseguenza di non riuscire ad attirare le attenzioni dei colleghi e del capo, oppure dei collaboratori. L’impossibilità di stabilire una relazione sana con i colleghi e con i propri collaboratori genera una sensazione di incapacità ed inefficacia. Un secondo aspetto è quello di non riuscire a dare rilevanza e spessore al proprio lavoro. Se il nostro lavoro non conta né per me stesso né tantomeno per qualcun altro, difficilmente sarò soddisfatto e mi sentirò efficace. L’insoddisfazione lavorativa è molto diffusa e a sua volta provoca una condizione di scarsa efficacia personale. Cercare di lavorare su questo aspetto così pregnante della propria vita deve diventare una priorità per favorire un funzionale percorso di crescita personale.

Se vuoi saperne di più sull’efficacia personale o fissare una consulenza psicologica, chiamami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

 

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Tag: efficacia personale, emozioni, Terapia Breve Strategica

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Terapia Breve Strategica e disturbi alimentari

17 Settembre 2020

I disturbi del comportamento alimentare sono una tipologia di problematica psicologica molto diffusa. Il cibo è un piacere fondamentale e nel nostro “bel Paese” c’è una grande attenzione all’alimentazione. In ogni situazione, al bar, in ufficio, con gli amici, non si fa altro che parlare di cibo, ricette e cene al ristorante. Il momento del pasto è una situazione conviviale che soddisfa e fa sentire bene le persone. Tuttavia nel caso di persone con problematiche di disturbi del comportamento alimentare, il cibo può diventare una “prigione” che sconvolge la vita. L’articolo di oggi mira a far conoscere le diverse patologie connesse con il cibo ed il loro profondo legame con le dinamiche emotive.

I disturbi del comportamento alimentare: anoressia e bulimia

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che si caratterizza per una ricerca ossessiva della magrezza e la conseguente paura di ingrassare. Questi due requisiti determinano un’importante riduzione dell’assunzione di cibo, in alcuni casi addirittura una vera e propria astensione dallo stesso. In tal modo il peso corporeo si riduce notevolmente, senza per questo far sentire il soggetto anoressico realmente soddisfatto. Diventa una vera e propria ricerca ossessiva della magrezza.

Viceversa nella bulimia vi è una ricerca sfrenata del cibo. La persona vive il cibo come qualcosa di irrinunciabile e, pur cercando di frenarsi, perde il controllo concedendosi delle vere e proprie abbuffate alimentari. Spesso accade che il peso aumenti in maniera considerevole, portando a situazioni di sovrappeso o addirittura di obesità.

Binge eating e Jo-jo

In queste due situazioni particolari, la problematicità è data dall’alternarsi di digiuno e di dieta a situazioni diperdita di controllo. Nel caso del binge eating questi momenti di astensione dal cibo e successiva perdita di controllo con abbuffata si possono verificare anche nello stesso giorno. Oppure nell’arco di una settimana, vi possono essere giorni interi di dieta e giorni interi di totale perdita di controllo e di ricerca del piacere del cibo. Nel caso Jo-jo la differenza essenziale sta nel fatto che a lunghi periodi di dieta restrittiva segue una ripresa con abbuffate di cibo alla ricerca di una alimentazione “normale”, con conseguente rapido aumento del peso corporeo. In realtà nei momenti di dieta restrittiva il nostro corpo tende a conservare le riserve di grasso e quindi a bruciare meno, perciò nel momento in cui si riprende a mangiare si riprende velocemente peso. Ovviamente questa situazione genera effetti negativi sul metabolismo.

Vomiting

Nel vomiting l’impulso a mangiare e vomitare è impossibile da controllare. Questa particolare forma di disturbo del comportamento alimentare si sviluppa nel momento in cui la persona trae piacere dalla sequenza:mangiare e vomitare. In un primo momento l’atto del vomitare serve solo per liberarsi dal cibo ingurgitato, evitando così di aumentare di peso. Solo in un secondo momento mangiare e vomitare si trasforma in un vero e proprio rituale piacevole, un vortice da cui diventa complicato e molto difficile uscire.

I disturbi del comportamento alimentare e la dinamica di piacere

Una delle caratteristiche che accomuna tutti questi disturbi del comportamento alimentare è la dinamica del piacere. Il cibo è uno strumento attraverso il quale ci possiamo concedere o privare di questa emozione primaria. Le dinamiche emotive connesse con il cibo sono essenziali per poter affrontare e superare i disturbi del comportamento alimentare. Segui il mio blog per avere più informazioni; nelle prossime settimane inoltre uscirà il mio e-book sui disturbi del comportamento alimentare. L’articolo di oggi è un anticipo di alcuni aspetti che troverai esposti in dettaglio in questa guida gratuita, con anche esempi e alcuni consigli pratici.

Se vuoi maggiori info segui le mie pagine social dalle quali potrai scaricare l’e-book, oppure chiamami al 340.41.90.915 per avere maggiori informazioni.

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Tag: anoressia, binge eating, bulimia, disturbi del comportamento alimentare, jo jo, Terapia Breve Strategica, vomiting

Ansia e attacchi di panico possono diventare così invalidanti da non permetterci di sentirci più sicuri in nessuna delle nostre attività quotidiane. Oggi parlerò di ansia, e lo farò attraverso un racconto di terapia, per far capire come l’ansia possa veramente essere superata, perchè non è necessario conviverci ma è davvero possibile tornare a vivere in maniera serena. La storia che mi accingo a raccontarvi è reale. La sua particolarità sta nel fatto che la sensazione di paura ha determinato come conseguenza una totale insicurezza e indecisione. L’autostima del soggetto si è ridotta praticamente a zero, la capacità di cambiare e prendere decisioni senza essere sovrastati dall’ansia sembrava diventato qualcosa di impossibile.

Se vuoi saperne di più su ansia e attacchi di panico, scarica il mio e-book gratuito:

ANSIA E PAURA, una breve guida sulle diverse patologie fobiche e sulle strategie per superare ansia e panico.

Ansia e attacchi di panico: la storia di S.

S. si presenta nel mio studio dopo aver svolto altrove un lungo percorso di terapia. Ha molto chiaro come la sua ansia sia legata ad una realtà lavorativa poco edificante e ad una difficoltà nel prendere decisioni. Lavora da anni come dipendente e ha sviluppato competenze significative nel proprio campo. Nella prima fase della carriera il capo lo ha sempre valorizzato, tuttavia a seguito di un spiacevole evento con un cliente, il capo ha iniziato a rendergli la vita lavorativa più complicata. Invece di supportarlo e aiutarlo a superare l’errore, il capo ha creato una situazione di tensione, S. ha avvertito sempre più l’insicurezza durante ogni attività lavorativa, tanto da iniziare a vivere sensazioni di panico.

la cosa peggiore è quella di sentirsi come morire durante il turno, non riesco a controllarmi, stringo i denti ma temo di crollare da un momento all’altro”.

Le tentate soluzioni

L’autocontrollo che esercita sulle sue sensazioni lo aiuta a portare a termine la giornata di lavoro; questo modo di affrontare il lavoro al momento sembra funzionale. Ma le giornate di lavoro diventano interminabili, il capo si accorge che la brillantezza è sparita. Invece di supportarlo inizia a vessarlo, arrivando addirittura a pensare al licenziamento. S. è in crisi, riversa le sue preoccupazioni in famiglia, con i fratelli e i genitori. Inizia ad uscire sempre meno di casa, rinunciando anche ad alcune sue passioni. Diventa insicuro in qualsiasi cosa, più si chiude in se stesso e più il problema aumenta creando una “prigione” nella quale l’ansia e gli attacchi di panico trovano nutrimento.

Ansia e attacchi di panico: come superarli

Il primo step della terapia si è incentrato sul favorire una riduzione della sintomatologia attraverso alcune strategie paradossali: S. ha iniziato a sperimentare come la paura affrontata si può trasformare in coraggio.

Attraverso il training definito la peggiore fantasia, S. ha vissuto in prima persona il fatto che se toccata con mano la paura svanisce. Questa tecnica è molto efficace, in quanto spinge la persona a non evitare ma addirittura ad affrontare le sue paure, a guardarle in faccia. Spesso descrivo la paura come un fantasma, più noi scappiamo dal fantasma e più quest’ultimo ci rincorre e ci spaventa. Attraverso la tecnica della peggiore fantasia si smette di scappare al fantasma e lo si tocca, facendolo scomparire. S. racconta come l’applicazione di questa tecnica gli abbia sin da subito fatto avvertire una forza nuova, l’insicurezza si è mano a mano sgretolata, lasciando sempre più spazio a nuove (ritrovate) energie.

Pensavo fosse un esercizio impossibile, invece mi ha aiutato ad uscire dalle mie paure

La Terapia Breve Strategica per il trattamento di ansia e panico

S. durante, il percorso di terapia, ha trovato una soluzione alla sua ansia e all’insicurezza che aveva maturato. E’ riuscito addirittura a licenziarsi e ad aprire una Partita IVA, diventando un lavoratore autonomo. Inoltre anche le passioni e gli hobby che aveva lasciato in sospeso, sono tornati parte integrante della sua vita. L’indecisione è ormai un lontano ricordo. La terapia breve strategica è efficace ed efficiente in quanto aiuta la persona a superare l’ansia e gli attacchi di panico, per poi favorire il consolidamento di una nuova realtà di benessere e salute mentale.

Se vivi una situazione simile e vuoi superare ansia e panico, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it in breve tempo riusciremo insieme a superare i tuoi problemi.

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Tag: ansia, Attacchi di Panico, fobie, monofobie, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Quest’anno il TEDxCortina 2020 ha avuto luogo in una cornice speciale: il rifugio Lagazuoi. L’ultima volta che avevo raggiunto il rifugio Lagazuoi era stata una lunga giornata di montagna, molto dislivello, un lunghissimo sentiero attrezzato e tantissima pioggia. Gli ultimi 600 metri di dislivello erano stati massacranti: stanchezza fisica, lieve dolore alle ginocchia, pioggia forte, tuttavia l’arrivo al rifugio alpino valeva la pena. La doccia bollente e l’ottima cucina mi avevano fatto recuperare dalle fatiche, e la bellezza del rifugio era stato un nutrimento per gli occhi. Situato a 2.752 metri sul livello del mare, il Lagazuoi si trova in una posizione panoramica nei confronti di numerose vette dolomitiche: le Tofane, le Odle, la Marmolada, solo per citarne alcune.

Purtroppo quest’anno non sono potuto essere presente di persona all’avvenimento, tuttavia averlo seguito in rete mi ha riportato nel meraviglioso ambiente alpino del rifugio. L’articolo di oggi è un report di quanto ascoltato in streaming durante il TEDxCortina 2020, tenutosi all’aperto nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti contagio.

TEDxCortina 2020: “Emergenze”, un tema attuale

Il tema delle Emergenze, scelto dal team del TEDx addirittura prima della pandemia COVID-19, è decisamente molto attuale. Come psicologo e psicoterapeuta mi trovo spesso a lavorare con problematiche connesse a momenti di crisi e di emergenza. La salute mentale ed il benessere possono facilmente essere intaccati da momenti di difficoltà, da situazioni problematiche con risvolti stressanti, che incontriamo quotidianamente. In particolare i recenti mesi di emergenza sanitaria hanno comportato conseguenze e riflessioni importanti nella vita di ciascuno di noi. TedxCortina ha affrontato la tematiche dell’emergenza da diverse prospettive, avvalorando l’importanza di sapersi adattare alle situazioni allarmanti ed entrare nella dinamica del cambiamento: Perché emergenza è necessità, ma anche possibilità e responsabilità di coltivare il cambiamento”.

 

Gli speaker del TEDxCortina 2020

L’epidemiologa Ilaria Dorigatti ha aperto l’edizione del TEdxCortina 2020 parlando di contagio. Una seconda ondata di COVID-19 può essere evitata solamente dall’essere umano più imprevedibile: l’uomo. Solo seguendo in maniera rispettosa le regole e le norme sanitarie possiamo veramente evitare un nuovo lockdown. Il futuro è incerto, la nostra responsabilità personale farà la differenzaThomas Ambrosi, C.E.O. di ONO Exponential Farming, una start-up innovativa nel settore dell’Agritech, distingue tra emergenze lente e veloci, situazioni cioè che richiedono risposte più o meno rapide; il concetto di emergenza ci porta a modificare le nostre abitudini e a prospettarci un futuro diverso. L’emergenza intesa come possibilità e non come limite. Marco Landi, ex presidente di Apple, vede l’uomo – ed in particolare i giovani – al centro del progetto futuro, per questo è importate continuare a valorizzarli, puntando sull’innovazione come motore per la crescita. Nina Zilli, cantautrice, personaggio televisivo e conduttrice radiofonica, ha gridato che dobbiamo indignarci di fronte alle ingiustizie e comunicare al mondo quello che pensiamo. Claudia Belli, (head) Social business e Microfinance Mgr. – BNP PARIBAS, alla domanda: “Cosa risolverà le emergenze?”, ha risposto: “Modelli sociali che possono creare soluzioni inedite, con impatto positivo”Luca Foresti, A.D. del Centro Medico Sant’Agostino, mette in primo piano la volontà come motore per costruire uno stile di vita sano, l’importanza di sentirsi bene con se stessi sia in termini di salute fisica che mentale. Come psicologo psicoterapeuta non posso che concordare con la tesi del dottor Foresti, ricordando che uno stile di vita salutare genera la condizione di benessere necessaria per affrontare positivamente lo stress della vita modernaSimona Atzori, ballerina e pittrice, ha emozionato con il suo slogan: “Io ho le mani in basso!”. Dalla nascita Simona è priva delle mani, tuttavia questo non l’ha scoraggiata, con grande forza di volontà ha spostato il focus dalle mani ai piedi, che sono diventati il mezzo per esprimersi. Non ha mai guardato a quello che manca, ma a quello che c’è! Gaetano Farina, Tenente Colonnello dell’Aeronautica Militare, comandante delle Frecce Tricolori, ha sottolineato l’importanza della formazione e dell’addestramento per prevenire le possibili emergenze. Solo lo studio e l’attenzione continua aiutano a riconoscere un problema prima che si presenti.

La chiusura del TEDxCortina ha visto sul palco Vittorio Di Tomaso, Presidente e CEO di Celi, una PMI innovativa nel campo della progettazione di sistemi basati su Intelligenza Artificiale. Di Tomaso ha presentato l’innovativo progetto di “benessere urbano”, in grado di migliorare l’esperienza urbana delle persone attraverso la raccolta dati, effettuata tramite l’ausilio di cosiddette “panchine sensoriali”.

TEDxCortina un evento ecosostenibile

Il TEDxCortina 2020 è stato come sempre un evento splendido, ricco di interessanti spunti di innovazione e divulgazione, impreziosito dal fatto di essere stato organizzato in un luogo speciale, nel rispetto del criterio di sostenibilità ambientale e di uso consapevole delle risorse.

Il 17 ottobre vi aspettiamo al TEDxPadova 2020, al quale collaboro in team, con il ruolo di “Speaker Assistant”. Il tema del convegno sarà “Identità” e stupirà con ospiti di primo piano; vi consiglio di seguire il sito di TEDxPadova, per rimanere aggiornati su tutte le news  relative all’evento.

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Cos’è il TEDx Padova Salon e cos’è il TED

Innanzi tutto vorrei chiarire che la sigla TED è l’acronimo di Technology, Entertainment and Design, una Organizzazione internazionale che si prefigge lo scopo di facilitare la diffusione di idee riguardanti una grande varietà di argomenti (dalla scienza, al business, alle tematiche globali) attraverso brevi conferenze tenute da esperti di ogni settore. TEDx Padova è la sigla dell’ente locale, indipendente, organizzatore di peculiari eventi sul proprio territorio. Il TEDx Padova Salon è uno degli eventi satellite all’evento principale, che permettono alla community di rimanere collegati con il TEDx Padova durante tutto l’anno.

TEDx è innovazione

Quando cerco di dare una definizione più personale di cosa significhi TEDx per me, entro in un mondo meccanico fatto di ingranaggi, immagino una serie di ruote dentate che si inseriscono una nell’altra, dapprima ferme ed immobili, che iniziano poi lentamente a ruotare e proseguono in maniera sempre più veloce e coordinata. Ogni intervento (speech) che ascolto durante il TEDx fa lavorare gli ingranaggi della mia mente, crea spunti di riflessione, mi fa vivere un’esperienza formativa e di valore. Questo è’ quello che puntualmente mi è successo anche durante l’ultimo TEDxPadova Salon.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Il Salon è un evento satellite che anticipa l’evento annuale di TEDx Padova. Il titolo come l’acqua prende spunto dalla considerazione che l’acqua è un elemento fondamentale, qualcosa di cui noi tutti abbiamo bisogno. Allo stesso modo, appunto come l’acqua, anche la solidarietà è qualcosa, un valore, di cui tutti noi abbiamo bisogno e di cui non possiamo fare a meno. E’ questo il grande insegnamento che ci portiamo a casa dall’interessante Salon di lunedì 27 luglio, svoltosi nella meravigliosa cornice del Castello Carrarese in centro Padova. In particolare questo evento sottolinea l’importanza della città di Padova come Capitale Europea del Volontariato per l’anno 2020, ed è stato organizzato appunto in collaborazione con il CSV (Centro Servizio Volontariato) della provincia di Padova.  Oggi vorrei brevemente riassumere gli interventi di questo evento sui generis, a mio giudizio così particolare ed emozionante.

Le storie di chi lavora nel sociale

Patrizia Tolot, della cooperativa “Down Dadi” di Padova, ci ha fatto entrare nel vivo della loro attività, ci ha fatto capire come affrontare il tabù della diversità di coloro che sono affetti da sindrome di Down. Inoltre ha sottolineato l’importanza della mission della cooperativa: favorire una sempre maggiore autonomia per le persone affette da disabilità intellettive, sia dal punto di vista occupazionale che sociale.

La psicologa psicoterapeuta Patrizia Zantedeschi, responsabile del centro antiviolenza, ci ha illustrato le problematiche che si presentano nel Centro Veneto Progetti Donna. La sua scioccante statistica, ovvero che una donna su tre è vittima di violenza, fisica o verbale, ha riportato l’attenzione su una tematica, quella della violenza sulle donne, che non può essere considerata come argomento scontato e relegata in secondo piano nell’attenzione generale.

Storie d’integrazione

Si sono poi succeduti quattro speaker speciali, protagonisti di storie di integrazione sociale, quattro persone le cui storie raccontano di lunghi viaggi e di grandi sofferenze prima di poter finalmente arrivare ad inserirsi e ad integrarsi nel mondo del lavoro, attraverso la Cooperativa di Solidarietà.

Mamadou è stato costretto ad intraprendere un lungo viaggio che dal Mali lo ha portato in Italia; ha vissuto ingiustamente l’esperienza del carcere in Libia, ha visto morire decine di persone durante la traversata in barcone, ha dovuto lottare duramente per riuscire ad integrarsi. Aneto è arrivata in Italia con la promessa di un lavoro in un negozio di scarpe e si è ritrovata invece sul marciapiede. Solo la sua grande forza d’animo l’ha aiutata a scappare e a cercare una nuova vita. Fhad avrebbe potuto essere un grande campione di atletica se le problematiche burocratiche non avessero ostacolato il suo sogno. Anche lui, però, con la forza di volontà è riuscito a rialzarsi e ad integrarsi nel tessuto sociale del padovano. Infine Hannou e sua moglie Youssef hanno raccontato le loro storie. Il primo ha lottato e superato ogni pregiudizio, riuscendo infine a partecipare alla vita politica della città di Padova. Sua moglie ha continuato ad indossare il velo, simbolo culturale in cui si riconosce, contro tutto e contro tutti i pregiudizi.

La presentatrice Francesca Trevisi ha brillantemente condotto la serata e a renderla ancora più prestigiosa hanno contribuito la lettura del “Pranzo di Babette” da parte dell’attrice e scrittrice Lella Costa e le musiche dell’Orchestra Radiomondo, diretta dal maestro Maurizio Camardi.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Con la metafora di quanto sia vitale la solidarietà – esattamente come l’acqua – per chi ne ha bisogno, l’evento sponsorizzato dal TEDx Padova Salon insegna l’importanza dell’aiuto reciproco, del sostegno, dell’integrazione e soprattutto di come quest’ultima sia effettivamente realizzabile nella nostra società.

In chiusura vorrei sottolineare come questo evento sia stato reso possibile dal grandissimo lavoro di tutto il team di TEDx Padova, che come sempre riesce a realizzare qualcosa di importante (magico) attraverso il lavoro sincrono e ben coordinato di tutti i suoi componenti. Rimanete collegati e non dimenticate la data del 17 ottobre 2020 quando andrà in scena l’annuale TEDx Padova 2020, avente per tema: “Identità”.

 

 

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Adolescenza, ansia e panico

C’è chi pensa che l’ansia ed il panico non si verifichi in adolescenza e sia un problema solo degli adulti. In realtà l’ansia ed il panico in adolescenza possono creare grandi difficoltà e momenti di chiusura relazionale anche e soprattutto nei ragazzi. Dando vita a situazioni di evitamento”, di impedimento e di crisi vera propria, molto complesse da superare. Il senso di nervosismo e di preoccupazione possono prendere il sopravvento e favorire una rinuncia a frequentare gli amici, ad andare a scuola o a continuare l’attività sportiva.

Quali conseguenze per ansia e panico?

Le conseguenze di queste intense emozioni di ansia e panico possono derivare dalla paura di non riuscire (es. nello studio, nello sport), di non farcela anche nelle situazioni più semplici da gestire, e possono comportare una successiva difficoltà anche nella strutturazione dell’identità personale. Oggi, attraverso le storie vere di alcuni giovani ragazzi, affronteremo questa importante problematica dell’ansia e del panico in adolescenza.

Marco ci racconta l’ansia ed il panico in adolescenza

Ero in gita a Vienna e ad un certo punto mi sono sentito morire

Marco (nome di fantasia) esordisce in questo modo al primo appuntamento nel mio studio. La sensazione che descrive è stata quella di una de-personalizzazione, come se non fosse lui a vivere quelle emozioni  e come se stesse per morire proprio in quel momento. Il panico aveva preso il sopravvento durante la mattina in giro per la città.

Il racconto di Marco

La sera precedente avevamo fatto tardi con i compagni di classe, ridendo scherzando e bevendo qualche birra di troppo”, racconta Marco, “poi improvvisamente ho sentito una morsa allo stomaco e ho iniziato ad aver paura”. Per la prima volta nella sua vita aveva sperimentato cosa significasse veramente morire di paura”; Marco ha stretto i denti per sopportare lo stress emotivo, non ne ha parlato con nessuno e ha cercato di evitare di attirare l’attenzione. I pensieri sono diventati insopportabili, si è sentito fuori luogo, fuori dal proprio corpo, però ha retto e sopportato fino al rientro a casa. Si è rivolto al mio studio per cercare di controllare i pensieri negativi e capire se questa sensazione di de-personalizzazione fosse reale o meno.

La terapia breve strategica

Il lavoro terapeutico sul disturbo ansiogeno ha portato in breve tempo ad ottimi risultati, in particolare riducendo i sintomi della paura improntando un lavoro sulla consapevolezza di se stesso. Le grandi paure del futuro, di come sarà la sua vita e di come di svilupperà la sua identità, sono state risolte con successo e hanno condotto ad deciso miglioramento della sintomatologia.

Federica e la paura di andare a scuola

Federica (nome di fantasia) ha smesso di andare a scuola. Da alcuni mesi la paura di non essere all’altezza e di non riuscire a superare le verifiche le ha creato un blocco psicologico:

Quando sono in classe entro in uno stato di tensione, mi viene paura e mi trovo costretta ad uscire e a rifugiarmi in bagno”.

La paura di perdere il controllo prende il sopravvento, lasciandola senza forze. Nell’ultimo periodo Federica per l’ansia non riusciva neppure a salire sull’autobus, ormai era più di un mese che non andava a scuola.

Il percorso di psicoterapia

Sin dal primo appuntamento iniziamo a lavorare sulla sensazione di ansia, cercando di ridurre la paura attraverso il riconoscimento delle sensazioni e la conoscenza del modo migliore per affrontarle e superarle, nei momenti più delicati. L’uso di uno strumento specifico come il “diario di bordo”, un accorgimento terapeutico che serve a monitorare gli attacchi di panico nel momento stesso in cui arrivano, le ha permesso di essere più tranquilla, tanto che già alla seconda seduta è riuscita nuovamente a tornare a scuola. L’intero percorso di terapia strategica è stato veramente efficace, Federica ha rapidamente trovato un soddisfacente stato di serenità e benessere.

Adolescenza, ansia e panico: la terapia breve strategica

La Terapia Breve Strategica lavora nel breve periodo proprio per ridurre i sintomi della paura, favorendo la costruzione di una nuova realtà. Specialmente in adolescenza, quando la costruzione dell’identità è un momento delicato e fondamentale, è importante intervenire in maniera tempestiva sui casi di ansia e panico, per favorire sin da subito un miglioramento ed una decisiva soluzione del problema.

Se vuoi saperne di più su come funziona la terapia breve strategica, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

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Tag: adolescenza, ansia, Attacchi di Panico, genitori, genitorialità, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Genitorialità e adolescenza saranno trattate in questo articolo partendo da un recentissimo fatto di cronaca avvenuto in Umbria: la morte di due ragazzi di 15 e 16 anni che avevano assunto una dose di metadone scambiandolo per purple drank, la droga dei trapper (sigla che identifica i musicisti esponenti del trap, un sottogenere musicale del rap). Le modalità che hanno portato al drammatico epilogo stanno emergendo con chiarezza, e a colpire l’attenzione è soprattutto la facilità con la quale i nostri ragazzi arrivano a consumare le prime dosi di sostanze stupefacenti. Il fatto che si tratti di due giovanissimi in età adolescenziale ci fa ulteriormente riflettere sul ruolo della società nel contrasto al fenomeno dilagante dello spaccio e su quello delle famiglie nel rapporto con i figli, in particolare nel delicato momento della loro crescita.

Adolescenza, famiglia e gruppo dei pari

Nelle fasi della pubertà e preadolescenza, tra gli 11 e i 14 anni, il corpo del bambino si sviluppa, le sue emozioni si fanno più intense, il rapporto con i coetanei cambia registro, compaiono i primi turbamenti sessuali. Nel ragazzo si scontrano due opposte tendenze: da una parte egli vorrebbe rimanere al sicuro nel mondo dell’infanzia, dall’altra invece è tentato di esplorare il mondo degli adulti, ed in questo contesto si sente attratto principalmente da tutto quello che è estraneo alla famiglia. Diventano importanti gli amici, la loro solidarietà, l’accettazione all’interno del gruppo, le pratiche di socializzazione, il fumo, il consumo di alcool e – purtroppo sempre più di sovente – anche l’assunzione di sostanze stupefacenti. D’altra parte è anche vero che i comportamenti degli adolescenti sono in qualche modo il riflesso dell’ambiente familiare in cui vivono.  C’è da chiedersi qual è il ruolo della famiglia in tutto questo, non come se fossimo in tribunale, per “sputare” una sentenza, ma per aiutare le famiglie a migliorarsi e a capire come trovare soluzioni funzionali.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia come sistema organizzato 

La famiglia è il luogo di incontro dei diversi ruoli e delle diverse esigenze dei componenti il nucleo familiare. La famiglia è un sistema organizzato e come tale ha bisogno di regole certe, basate su un sistema di principi ben definiti e di direttive altrettanto chiare e condivise. Se non esiste una linea comune ad entrambi i genitori, si corre il rischio che i figli tentino di approfittare di uno dei due per soddisfare le proprie esigenze. In termini tecnici potremmo dire che si rischia di attivare dei circoli viziosi disfunzionali.

Genitori si diventa

E’ forse paradossale sostenere che genitori non si nasce, si diventa, ma certo il percorso non è dei più facili, viste anche le ingerenze esterne del mondo dei social, della televisione, e delle amicizie dei nostri figli. Uno degli aspetti fondamentali è rappresentato dalle modalità e dalle forme della comunicazione all’interno del nucleo familiare. La comunicazione infatti risulta essenziale per costruire e mantenere un corretto rapporto relazionale a livello affettivo-emotivo. Vi sono occasioni in cui è opportuno assumere con i figli posizioni più morbide e flessibili, altre in cui è invece indicata una posizione più rigida e direttiva. La situazione ideale è quella di saper modulare l’atteggiamento genitoriale in relazione alle differenti situazioni che si possono venire a creare: l’importante è che la comunicazione non venga mai a mancare e che sia adeguata al particolare momento.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia e i modelli di relazione

La famiglia è l’ambito in cui avviene la comunicazione genitori–figli ed è il centro focale di questo rapporto. E’ necessario pertanto comprendere bene come funziona il nostro ambiente familiare, per essere in grado di impostare correttamente l’insieme di regole in grado di influire sulla crescita funzionale dei nostri figli e per correggere eventuali aspetti negativi. Volendo fornire qualche indicazione più di dettaglio, si possono individuare alcune tipologie di modelli familiari che presentano ciascuna caratteristiche peculiari riguardo al loro funzionamento.

Il modello democratico permissivo

Il modello democratico permissivo, nel quale il rapporto è improntato sul dialogo tra i componenti della famiglia ed i genitori svolgono il ruolo di amici, persino di confidenti, dei propri figli. In questo tipo di famiglia regna una democrazia incondizionata, ma proprio per questo i figli si sentono caricati di una responsabilità a volte troppo grande per loro.

Il modello iperprotettivo

Nel modello iperprotettivo i genitori si sostituiscono in tutto ai propri figli, anticipandone i bisogni e risolvendo le difficoltà, nel tentativo di rendere loro la vita più facile. Il rischio in questi casi è quello che i figli crescano all’ombra dei genitori e che sviluppino comportamenti di incertezza e di insicurezza nei confronti del mondo esterno.

Il modello autoritario

Il modello autoritario è caratterizzato da modalità relazionali di tipo rigido ed impositivo. Il genitore (talvolta anche entrambi i genitori) esercitano il potere da una posizione dominante, ordine e disciplina sono i valori di riferimento, i figli non hanno voce in capitolo. Il controllo delle decisioni finisce per scoraggiare qualsiasi iniziativa non in linea con il sistema di regole imposte, l’eventuale posizione di rifiuto può condurre a posizioni radicali di contrapposizione.

Il modello delegante

Nel modello delegante i genitori delegano il loro ruolo alla famiglia allargata, di solito ai nonni, generando una dinamica interna di competizione in termini affettivi. Venendo a mancare una figura autorevole, e non essendo i nonni modelli adatti ad essere imitati, i genitori inducono nei figli la sensazione di essere persone deboli e poco convincenti.

Senza scendere più a fondo nel dettaglio e senza trattare ulteriori schemi caratteristici – ad esempio quelli della famiglia sacrificante e della famiglia intermittente – è importante notare che ciascun modello è caratterizzato da regole e strategie comunicative assolutamente peculiari, che tendono ad influire sulla crescita dei nostri figli.

Assume quindi la massima importanza capire a quale modello si ispira il nostro rapporto con i figli, per essere in grado di impostare o correggere, ove necessario, il dialogo genitoriale e per dare la giusta dimensione alla relazione affettiva che lega i membri della famiglia.

Se senti di avere delle difficoltà con tuo figlio oppure se sei un adolescente che ha bisogno di aiuto, contattami al 340.41.90.915 per una consulenza o per avere maggiori informazioni.

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Tag: adolescenza, dipendenza, genitorialità

Che cos’è l’efficacia personale? Come facciamo a gestire al meglio la nostra vita e le nostre decisioni? Molte volte ci siamo chiesti più o meno consciamente come fare per riuscire nella vita lavorativa, e in quelle strettamente connesse di relazioni sociali e famigliare. E soprattutto come fare per essere sempre efficaci ed anche efficienti. L’articolo di oggi prende in esame quegli aspetti che possono essere rielaborati e migliorati allo scopo di aumentare la concezione di efficacia ed efficienza nella nostra quotidianità.

Efficacia ed efficienza

Pur avendo significati diversi i due termini, nel contesto giornaliero abituale, vengono spesso impiegati come sinonimi. L’efficacia personale, secondo il mio punto di vista, è soggettiva, nel senso che ciascuno di noi stessi ha la tendenza ad un esame critico di ciò che facciamo, tuttavia vi sono alcuni aspetti che possono essere presi in esame, in termini generali, per aiutare a sentirsi più risolutivi, più incisivi nella nostra vita. Con efficacia si intende quindi la capacità di raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati, mentre l’efficienza riguarda la capacità di ottenerlo con il modalità e le risorse minime indispensabili.

 

Troppi impegni!

Sul lavoro il telefono squilla ogni cinque minuti, bisogna rispondere a troppe mail, ci sono continue riunioni, senza contare poi gli impegni familiari: la spesa, la casa, i figli… Gli obblighi sono sempre tantissimi e possono crearci un senso di frustrazione. Non riuscire a tenere tutto sotto controllo potrebbe indurre una sensazione di disagio e di conseguenza attenuare la nostra sensazione di efficacia personale. Gli impegni eccessivi possono determinare un blocco psicologico, che ci porta a non iniziare o a non portare a termine nulla, una sorta di “rifiuto” nei confronti delle troppe cose da fare. Un’altra sensazione negativa è quella di non riuscire ad intravvedere mai la fine di un lavoro, di un compito, di una incombenza. Le giornate iniziano ma non finiscono mai, c’è sempre qualcosa da fare e impegni da assolvere. Entrambe queste situazioni ci portano a vivere una sensazione di scarsa efficacia personale, con il rischio di sentirsi emotivamente tristi e arrabbiati con se stessi.

Come gestire gli impegni

Per gestire al meglio i nostri impegni, e dare quindi un’organizzazione ben articolata alle nostre giornate, è fondamentale attribuire un grado di “priorità” alle nostre attività e ai nostri obiettivi. Di fronte ad un nuovo progetto può essere utile chiedersi quale sia il risultato che vogliamo raggiungere, cercando di stimare l’impegno che dobbiamo investire per arrivare al nostro scopo. In questo modo saremo in grado di valutare le energie necessarie, il tempo di cui abbiamo bisogno ed il grado di coinvolgimento necessario. Riguardo al grado di priorità, sarebbe importante scartare a priori tutte quelle richieste che sono chiaramente superflue, poco importanti o che comunque possiamo rimandare al giorno successivo. Il fatto di essere in grado di organizzarsi senza essere travolti dagli impegni, trovando le soluzioni opportune e mantenendo in alcune situazioni una “dose minima” di cose da fare, aumenta l’efficacia personale.

Paura di non farcela

Il fallimento in qualche caso può essere dietro l’angolo, per questo la paura di sbagliare talvolta ci blocca e non ci consente di mettere in atto le azioni che ci siamo prefissati. Nella nostra società moderna i fallimenti vengono interpretati sempre in chiave negativa. In realtà ogni volta che sbagliamo o abbiamo un insuccesso, questo dovrebbe essere interpretato come un’opportunità di modificare il nostro approccio, una nuova e diversa possibilità di crescita, che ci consenta di diventare ancora più efficaci e performanti. Può sembrare paradossale, ma sbagliare è necessario, quasi fondamentale, così come è fondamentale soprattutto non fermarsi, ripartire. E’ facile che una battuta d’arresto possa scoraggiarci, tuttavia è ancora più importante gestire le emozioni di sofferenza e disagio, per poter così ripartire, trasformando un limite in risorsa.

Insoddisfazione lavorativa ed efficacia personale

L’insoddisfazione lavorativa il più delle volte è direttamente proporzionale alla sensazione di non essere efficaci. Non poterci esprimere come vorremmo anche sul lavoro genera dei veri e propri blocchi emotivi e innesca una sorta di routine che ci fa vivere la quotidianità in maniera poco soddisfacente e positiva. Nelle situazioni lavorative si riscontrano alcuni aspetti che possono determinare una sensazione di scarsa efficacia personale.

Cosa porta all’insoddisfazione lavorativa

Il primo è il fatto di sentirsi ignorati, come invisibili, e di conseguenza di non riuscire ad attirare le attenzioni dei colleghi e del capo, oppure dei collaboratori. L’impossibilità di stabilire una relazione sana con i colleghi e con i propri collaboratori genera una sensazione di incapacità ed inefficacia. Un secondo aspetto è quello di non riuscire a dare rilevanza e spessore al proprio lavoro. Se il nostro lavoro non conta né per me stesso né tantomeno per qualcun altro, difficilmente sarò soddisfatto e mi sentirò efficace. L’insoddisfazione lavorativa è molto diffusa e a sua volta provoca una condizione di scarsa efficacia personale. Cercare di lavorare su questo aspetto così pregnante della propria vita deve diventare una priorità per favorire un funzionale percorso di crescita personale.

Se vuoi saperne di più sull’efficacia personale o fissare una consulenza psicologica, chiamami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

 

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Terapia Breve Strategica e disturbi alimentari

17 Settembre 2020

I disturbi del comportamento alimentare sono una tipologia di problematica psicologica molto diffusa. Il cibo è un piacere fondamentale e nel nostro “bel Paese” c’è una grande attenzione all’alimentazione. In ogni situazione, al bar, in ufficio, con gli amici, non si fa altro che parlare di cibo, ricette e cene al ristorante. Il momento del pasto è una situazione conviviale che soddisfa e fa sentire bene le persone. Tuttavia nel caso di persone con problematiche di disturbi del comportamento alimentare, il cibo può diventare una “prigione” che sconvolge la vita. L’articolo di oggi mira a far conoscere le diverse patologie connesse con il cibo ed il loro profondo legame con le dinamiche emotive.

I disturbi del comportamento alimentare: anoressia e bulimia

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che si caratterizza per una ricerca ossessiva della magrezza e la conseguente paura di ingrassare. Questi due requisiti determinano un’importante riduzione dell’assunzione di cibo, in alcuni casi addirittura una vera e propria astensione dallo stesso. In tal modo il peso corporeo si riduce notevolmente, senza per questo far sentire il soggetto anoressico realmente soddisfatto. Diventa una vera e propria ricerca ossessiva della magrezza.

Viceversa nella bulimia vi è una ricerca sfrenata del cibo. La persona vive il cibo come qualcosa di irrinunciabile e, pur cercando di frenarsi, perde il controllo concedendosi delle vere e proprie abbuffate alimentari. Spesso accade che il peso aumenti in maniera considerevole, portando a situazioni di sovrappeso o addirittura di obesità.

Binge eating e Jo-jo

In queste due situazioni particolari, la problematicità è data dall’alternarsi di digiuno e di dieta a situazioni diperdita di controllo. Nel caso del binge eating questi momenti di astensione dal cibo e successiva perdita di controllo con abbuffata si possono verificare anche nello stesso giorno. Oppure nell’arco di una settimana, vi possono essere giorni interi di dieta e giorni interi di totale perdita di controllo e di ricerca del piacere del cibo. Nel caso Jo-jo la differenza essenziale sta nel fatto che a lunghi periodi di dieta restrittiva segue una ripresa con abbuffate di cibo alla ricerca di una alimentazione “normale”, con conseguente rapido aumento del peso corporeo. In realtà nei momenti di dieta restrittiva il nostro corpo tende a conservare le riserve di grasso e quindi a bruciare meno, perciò nel momento in cui si riprende a mangiare si riprende velocemente peso. Ovviamente questa situazione genera effetti negativi sul metabolismo.

Vomiting

Nel vomiting l’impulso a mangiare e vomitare è impossibile da controllare. Questa particolare forma di disturbo del comportamento alimentare si sviluppa nel momento in cui la persona trae piacere dalla sequenza:mangiare e vomitare. In un primo momento l’atto del vomitare serve solo per liberarsi dal cibo ingurgitato, evitando così di aumentare di peso. Solo in un secondo momento mangiare e vomitare si trasforma in un vero e proprio rituale piacevole, un vortice da cui diventa complicato e molto difficile uscire.

I disturbi del comportamento alimentare e la dinamica di piacere

Una delle caratteristiche che accomuna tutti questi disturbi del comportamento alimentare è la dinamica del piacere. Il cibo è uno strumento attraverso il quale ci possiamo concedere o privare di questa emozione primaria. Le dinamiche emotive connesse con il cibo sono essenziali per poter affrontare e superare i disturbi del comportamento alimentare. Segui il mio blog per avere più informazioni; nelle prossime settimane inoltre uscirà il mio e-book sui disturbi del comportamento alimentare. L’articolo di oggi è un anticipo di alcuni aspetti che troverai esposti in dettaglio in questa guida gratuita, con anche esempi e alcuni consigli pratici.

Se vuoi maggiori info segui le mie pagine social dalle quali potrai scaricare l’e-book, oppure chiamami al 340.41.90.915 per avere maggiori informazioni.

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Tag: anoressia, binge eating, bulimia, disturbi del comportamento alimentare, jo jo, Terapia Breve Strategica, vomiting

Ansia e attacchi di panico possono diventare così invalidanti da non permetterci di sentirci più sicuri in nessuna delle nostre attività quotidiane. Oggi parlerò di ansia, e lo farò attraverso un racconto di terapia, per far capire come l’ansia possa veramente essere superata, perchè non è necessario conviverci ma è davvero possibile tornare a vivere in maniera serena. La storia che mi accingo a raccontarvi è reale. La sua particolarità sta nel fatto che la sensazione di paura ha determinato come conseguenza una totale insicurezza e indecisione. L’autostima del soggetto si è ridotta praticamente a zero, la capacità di cambiare e prendere decisioni senza essere sovrastati dall’ansia sembrava diventato qualcosa di impossibile.

Se vuoi saperne di più su ansia e attacchi di panico, scarica il mio e-book gratuito:

ANSIA E PAURA, una breve guida sulle diverse patologie fobiche e sulle strategie per superare ansia e panico.

Ansia e attacchi di panico: la storia di S.

S. si presenta nel mio studio dopo aver svolto altrove un lungo percorso di terapia. Ha molto chiaro come la sua ansia sia legata ad una realtà lavorativa poco edificante e ad una difficoltà nel prendere decisioni. Lavora da anni come dipendente e ha sviluppato competenze significative nel proprio campo. Nella prima fase della carriera il capo lo ha sempre valorizzato, tuttavia a seguito di un spiacevole evento con un cliente, il capo ha iniziato a rendergli la vita lavorativa più complicata. Invece di supportarlo e aiutarlo a superare l’errore, il capo ha creato una situazione di tensione, S. ha avvertito sempre più l’insicurezza durante ogni attività lavorativa, tanto da iniziare a vivere sensazioni di panico.

la cosa peggiore è quella di sentirsi come morire durante il turno, non riesco a controllarmi, stringo i denti ma temo di crollare da un momento all’altro”.

Le tentate soluzioni

L’autocontrollo che esercita sulle sue sensazioni lo aiuta a portare a termine la giornata di lavoro; questo modo di affrontare il lavoro al momento sembra funzionale. Ma le giornate di lavoro diventano interminabili, il capo si accorge che la brillantezza è sparita. Invece di supportarlo inizia a vessarlo, arrivando addirittura a pensare al licenziamento. S. è in crisi, riversa le sue preoccupazioni in famiglia, con i fratelli e i genitori. Inizia ad uscire sempre meno di casa, rinunciando anche ad alcune sue passioni. Diventa insicuro in qualsiasi cosa, più si chiude in se stesso e più il problema aumenta creando una “prigione” nella quale l’ansia e gli attacchi di panico trovano nutrimento.

Ansia e attacchi di panico: come superarli

Il primo step della terapia si è incentrato sul favorire una riduzione della sintomatologia attraverso alcune strategie paradossali: S. ha iniziato a sperimentare come la paura affrontata si può trasformare in coraggio.

Attraverso il training definito la peggiore fantasia, S. ha vissuto in prima persona il fatto che se toccata con mano la paura svanisce. Questa tecnica è molto efficace, in quanto spinge la persona a non evitare ma addirittura ad affrontare le sue paure, a guardarle in faccia. Spesso descrivo la paura come un fantasma, più noi scappiamo dal fantasma e più quest’ultimo ci rincorre e ci spaventa. Attraverso la tecnica della peggiore fantasia si smette di scappare al fantasma e lo si tocca, facendolo scomparire. S. racconta come l’applicazione di questa tecnica gli abbia sin da subito fatto avvertire una forza nuova, l’insicurezza si è mano a mano sgretolata, lasciando sempre più spazio a nuove (ritrovate) energie.

Pensavo fosse un esercizio impossibile, invece mi ha aiutato ad uscire dalle mie paure

La Terapia Breve Strategica per il trattamento di ansia e panico

S. durante, il percorso di terapia, ha trovato una soluzione alla sua ansia e all’insicurezza che aveva maturato. E’ riuscito addirittura a licenziarsi e ad aprire una Partita IVA, diventando un lavoratore autonomo. Inoltre anche le passioni e gli hobby che aveva lasciato in sospeso, sono tornati parte integrante della sua vita. L’indecisione è ormai un lontano ricordo. La terapia breve strategica è efficace ed efficiente in quanto aiuta la persona a superare l’ansia e gli attacchi di panico, per poi favorire il consolidamento di una nuova realtà di benessere e salute mentale.

Se vivi una situazione simile e vuoi superare ansia e panico, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it in breve tempo riusciremo insieme a superare i tuoi problemi.

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Tag: ansia, Attacchi di Panico, fobie, monofobie, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Quest’anno il TEDxCortina 2020 ha avuto luogo in una cornice speciale: il rifugio Lagazuoi. L’ultima volta che avevo raggiunto il rifugio Lagazuoi era stata una lunga giornata di montagna, molto dislivello, un lunghissimo sentiero attrezzato e tantissima pioggia. Gli ultimi 600 metri di dislivello erano stati massacranti: stanchezza fisica, lieve dolore alle ginocchia, pioggia forte, tuttavia l’arrivo al rifugio alpino valeva la pena. La doccia bollente e l’ottima cucina mi avevano fatto recuperare dalle fatiche, e la bellezza del rifugio era stato un nutrimento per gli occhi. Situato a 2.752 metri sul livello del mare, il Lagazuoi si trova in una posizione panoramica nei confronti di numerose vette dolomitiche: le Tofane, le Odle, la Marmolada, solo per citarne alcune.

Purtroppo quest’anno non sono potuto essere presente di persona all’avvenimento, tuttavia averlo seguito in rete mi ha riportato nel meraviglioso ambiente alpino del rifugio. L’articolo di oggi è un report di quanto ascoltato in streaming durante il TEDxCortina 2020, tenutosi all’aperto nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti contagio.

TEDxCortina 2020: “Emergenze”, un tema attuale

Il tema delle Emergenze, scelto dal team del TEDx addirittura prima della pandemia COVID-19, è decisamente molto attuale. Come psicologo e psicoterapeuta mi trovo spesso a lavorare con problematiche connesse a momenti di crisi e di emergenza. La salute mentale ed il benessere possono facilmente essere intaccati da momenti di difficoltà, da situazioni problematiche con risvolti stressanti, che incontriamo quotidianamente. In particolare i recenti mesi di emergenza sanitaria hanno comportato conseguenze e riflessioni importanti nella vita di ciascuno di noi. TedxCortina ha affrontato la tematiche dell’emergenza da diverse prospettive, avvalorando l’importanza di sapersi adattare alle situazioni allarmanti ed entrare nella dinamica del cambiamento: Perché emergenza è necessità, ma anche possibilità e responsabilità di coltivare il cambiamento”.

 

Gli speaker del TEDxCortina 2020

L’epidemiologa Ilaria Dorigatti ha aperto l’edizione del TEdxCortina 2020 parlando di contagio. Una seconda ondata di COVID-19 può essere evitata solamente dall’essere umano più imprevedibile: l’uomo. Solo seguendo in maniera rispettosa le regole e le norme sanitarie possiamo veramente evitare un nuovo lockdown. Il futuro è incerto, la nostra responsabilità personale farà la differenzaThomas Ambrosi, C.E.O. di ONO Exponential Farming, una start-up innovativa nel settore dell’Agritech, distingue tra emergenze lente e veloci, situazioni cioè che richiedono risposte più o meno rapide; il concetto di emergenza ci porta a modificare le nostre abitudini e a prospettarci un futuro diverso. L’emergenza intesa come possibilità e non come limite. Marco Landi, ex presidente di Apple, vede l’uomo – ed in particolare i giovani – al centro del progetto futuro, per questo è importate continuare a valorizzarli, puntando sull’innovazione come motore per la crescita. Nina Zilli, cantautrice, personaggio televisivo e conduttrice radiofonica, ha gridato che dobbiamo indignarci di fronte alle ingiustizie e comunicare al mondo quello che pensiamo. Claudia Belli, (head) Social business e Microfinance Mgr. – BNP PARIBAS, alla domanda: “Cosa risolverà le emergenze?”, ha risposto: “Modelli sociali che possono creare soluzioni inedite, con impatto positivo”Luca Foresti, A.D. del Centro Medico Sant’Agostino, mette in primo piano la volontà come motore per costruire uno stile di vita sano, l’importanza di sentirsi bene con se stessi sia in termini di salute fisica che mentale. Come psicologo psicoterapeuta non posso che concordare con la tesi del dottor Foresti, ricordando che uno stile di vita salutare genera la condizione di benessere necessaria per affrontare positivamente lo stress della vita modernaSimona Atzori, ballerina e pittrice, ha emozionato con il suo slogan: “Io ho le mani in basso!”. Dalla nascita Simona è priva delle mani, tuttavia questo non l’ha scoraggiata, con grande forza di volontà ha spostato il focus dalle mani ai piedi, che sono diventati il mezzo per esprimersi. Non ha mai guardato a quello che manca, ma a quello che c’è! Gaetano Farina, Tenente Colonnello dell’Aeronautica Militare, comandante delle Frecce Tricolori, ha sottolineato l’importanza della formazione e dell’addestramento per prevenire le possibili emergenze. Solo lo studio e l’attenzione continua aiutano a riconoscere un problema prima che si presenti.

La chiusura del TEDxCortina ha visto sul palco Vittorio Di Tomaso, Presidente e CEO di Celi, una PMI innovativa nel campo della progettazione di sistemi basati su Intelligenza Artificiale. Di Tomaso ha presentato l’innovativo progetto di “benessere urbano”, in grado di migliorare l’esperienza urbana delle persone attraverso la raccolta dati, effettuata tramite l’ausilio di cosiddette “panchine sensoriali”.

TEDxCortina un evento ecosostenibile

Il TEDxCortina 2020 è stato come sempre un evento splendido, ricco di interessanti spunti di innovazione e divulgazione, impreziosito dal fatto di essere stato organizzato in un luogo speciale, nel rispetto del criterio di sostenibilità ambientale e di uso consapevole delle risorse.

Il 17 ottobre vi aspettiamo al TEDxPadova 2020, al quale collaboro in team, con il ruolo di “Speaker Assistant”. Il tema del convegno sarà “Identità” e stupirà con ospiti di primo piano; vi consiglio di seguire il sito di TEDxPadova, per rimanere aggiornati su tutte le news  relative all’evento.

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Cos’è il TEDx Padova Salon e cos’è il TED

Innanzi tutto vorrei chiarire che la sigla TED è l’acronimo di Technology, Entertainment and Design, una Organizzazione internazionale che si prefigge lo scopo di facilitare la diffusione di idee riguardanti una grande varietà di argomenti (dalla scienza, al business, alle tematiche globali) attraverso brevi conferenze tenute da esperti di ogni settore. TEDx Padova è la sigla dell’ente locale, indipendente, organizzatore di peculiari eventi sul proprio territorio. Il TEDx Padova Salon è uno degli eventi satellite all’evento principale, che permettono alla community di rimanere collegati con il TEDx Padova durante tutto l’anno.

TEDx è innovazione

Quando cerco di dare una definizione più personale di cosa significhi TEDx per me, entro in un mondo meccanico fatto di ingranaggi, immagino una serie di ruote dentate che si inseriscono una nell’altra, dapprima ferme ed immobili, che iniziano poi lentamente a ruotare e proseguono in maniera sempre più veloce e coordinata. Ogni intervento (speech) che ascolto durante il TEDx fa lavorare gli ingranaggi della mia mente, crea spunti di riflessione, mi fa vivere un’esperienza formativa e di valore. Questo è’ quello che puntualmente mi è successo anche durante l’ultimo TEDxPadova Salon.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Il Salon è un evento satellite che anticipa l’evento annuale di TEDx Padova. Il titolo come l’acqua prende spunto dalla considerazione che l’acqua è un elemento fondamentale, qualcosa di cui noi tutti abbiamo bisogno. Allo stesso modo, appunto come l’acqua, anche la solidarietà è qualcosa, un valore, di cui tutti noi abbiamo bisogno e di cui non possiamo fare a meno. E’ questo il grande insegnamento che ci portiamo a casa dall’interessante Salon di lunedì 27 luglio, svoltosi nella meravigliosa cornice del Castello Carrarese in centro Padova. In particolare questo evento sottolinea l’importanza della città di Padova come Capitale Europea del Volontariato per l’anno 2020, ed è stato organizzato appunto in collaborazione con il CSV (Centro Servizio Volontariato) della provincia di Padova.  Oggi vorrei brevemente riassumere gli interventi di questo evento sui generis, a mio giudizio così particolare ed emozionante.

Le storie di chi lavora nel sociale

Patrizia Tolot, della cooperativa “Down Dadi” di Padova, ci ha fatto entrare nel vivo della loro attività, ci ha fatto capire come affrontare il tabù della diversità di coloro che sono affetti da sindrome di Down. Inoltre ha sottolineato l’importanza della mission della cooperativa: favorire una sempre maggiore autonomia per le persone affette da disabilità intellettive, sia dal punto di vista occupazionale che sociale.

La psicologa psicoterapeuta Patrizia Zantedeschi, responsabile del centro antiviolenza, ci ha illustrato le problematiche che si presentano nel Centro Veneto Progetti Donna. La sua scioccante statistica, ovvero che una donna su tre è vittima di violenza, fisica o verbale, ha riportato l’attenzione su una tematica, quella della violenza sulle donne, che non può essere considerata come argomento scontato e relegata in secondo piano nell’attenzione generale.

Storie d’integrazione

Si sono poi succeduti quattro speaker speciali, protagonisti di storie di integrazione sociale, quattro persone le cui storie raccontano di lunghi viaggi e di grandi sofferenze prima di poter finalmente arrivare ad inserirsi e ad integrarsi nel mondo del lavoro, attraverso la Cooperativa di Solidarietà.

Mamadou è stato costretto ad intraprendere un lungo viaggio che dal Mali lo ha portato in Italia; ha vissuto ingiustamente l’esperienza del carcere in Libia, ha visto morire decine di persone durante la traversata in barcone, ha dovuto lottare duramente per riuscire ad integrarsi. Aneto è arrivata in Italia con la promessa di un lavoro in un negozio di scarpe e si è ritrovata invece sul marciapiede. Solo la sua grande forza d’animo l’ha aiutata a scappare e a cercare una nuova vita. Fhad avrebbe potuto essere un grande campione di atletica se le problematiche burocratiche non avessero ostacolato il suo sogno. Anche lui, però, con la forza di volontà è riuscito a rialzarsi e ad integrarsi nel tessuto sociale del padovano. Infine Hannou e sua moglie Youssef hanno raccontato le loro storie. Il primo ha lottato e superato ogni pregiudizio, riuscendo infine a partecipare alla vita politica della città di Padova. Sua moglie ha continuato ad indossare il velo, simbolo culturale in cui si riconosce, contro tutto e contro tutti i pregiudizi.

La presentatrice Francesca Trevisi ha brillantemente condotto la serata e a renderla ancora più prestigiosa hanno contribuito la lettura del “Pranzo di Babette” da parte dell’attrice e scrittrice Lella Costa e le musiche dell’Orchestra Radiomondo, diretta dal maestro Maurizio Camardi.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Con la metafora di quanto sia vitale la solidarietà – esattamente come l’acqua – per chi ne ha bisogno, l’evento sponsorizzato dal TEDx Padova Salon insegna l’importanza dell’aiuto reciproco, del sostegno, dell’integrazione e soprattutto di come quest’ultima sia effettivamente realizzabile nella nostra società.

In chiusura vorrei sottolineare come questo evento sia stato reso possibile dal grandissimo lavoro di tutto il team di TEDx Padova, che come sempre riesce a realizzare qualcosa di importante (magico) attraverso il lavoro sincrono e ben coordinato di tutti i suoi componenti. Rimanete collegati e non dimenticate la data del 17 ottobre 2020 quando andrà in scena l’annuale TEDx Padova 2020, avente per tema: “Identità”.

 

 

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Adolescenza, ansia e panico

C’è chi pensa che l’ansia ed il panico non si verifichi in adolescenza e sia un problema solo degli adulti. In realtà l’ansia ed il panico in adolescenza possono creare grandi difficoltà e momenti di chiusura relazionale anche e soprattutto nei ragazzi. Dando vita a situazioni di evitamento”, di impedimento e di crisi vera propria, molto complesse da superare. Il senso di nervosismo e di preoccupazione possono prendere il sopravvento e favorire una rinuncia a frequentare gli amici, ad andare a scuola o a continuare l’attività sportiva.

Quali conseguenze per ansia e panico?

Le conseguenze di queste intense emozioni di ansia e panico possono derivare dalla paura di non riuscire (es. nello studio, nello sport), di non farcela anche nelle situazioni più semplici da gestire, e possono comportare una successiva difficoltà anche nella strutturazione dell’identità personale. Oggi, attraverso le storie vere di alcuni giovani ragazzi, affronteremo questa importante problematica dell’ansia e del panico in adolescenza.

Marco ci racconta l’ansia ed il panico in adolescenza

Ero in gita a Vienna e ad un certo punto mi sono sentito morire

Marco (nome di fantasia) esordisce in questo modo al primo appuntamento nel mio studio. La sensazione che descrive è stata quella di una de-personalizzazione, come se non fosse lui a vivere quelle emozioni  e come se stesse per morire proprio in quel momento. Il panico aveva preso il sopravvento durante la mattina in giro per la città.

Il racconto di Marco

La sera precedente avevamo fatto tardi con i compagni di classe, ridendo scherzando e bevendo qualche birra di troppo”, racconta Marco, “poi improvvisamente ho sentito una morsa allo stomaco e ho iniziato ad aver paura”. Per la prima volta nella sua vita aveva sperimentato cosa significasse veramente morire di paura”; Marco ha stretto i denti per sopportare lo stress emotivo, non ne ha parlato con nessuno e ha cercato di evitare di attirare l’attenzione. I pensieri sono diventati insopportabili, si è sentito fuori luogo, fuori dal proprio corpo, però ha retto e sopportato fino al rientro a casa. Si è rivolto al mio studio per cercare di controllare i pensieri negativi e capire se questa sensazione di de-personalizzazione fosse reale o meno.

La terapia breve strategica

Il lavoro terapeutico sul disturbo ansiogeno ha portato in breve tempo ad ottimi risultati, in particolare riducendo i sintomi della paura improntando un lavoro sulla consapevolezza di se stesso. Le grandi paure del futuro, di come sarà la sua vita e di come di svilupperà la sua identità, sono state risolte con successo e hanno condotto ad deciso miglioramento della sintomatologia.

Federica e la paura di andare a scuola

Federica (nome di fantasia) ha smesso di andare a scuola. Da alcuni mesi la paura di non essere all’altezza e di non riuscire a superare le verifiche le ha creato un blocco psicologico:

Quando sono in classe entro in uno stato di tensione, mi viene paura e mi trovo costretta ad uscire e a rifugiarmi in bagno”.

La paura di perdere il controllo prende il sopravvento, lasciandola senza forze. Nell’ultimo periodo Federica per l’ansia non riusciva neppure a salire sull’autobus, ormai era più di un mese che non andava a scuola.

Il percorso di psicoterapia

Sin dal primo appuntamento iniziamo a lavorare sulla sensazione di ansia, cercando di ridurre la paura attraverso il riconoscimento delle sensazioni e la conoscenza del modo migliore per affrontarle e superarle, nei momenti più delicati. L’uso di uno strumento specifico come il “diario di bordo”, un accorgimento terapeutico che serve a monitorare gli attacchi di panico nel momento stesso in cui arrivano, le ha permesso di essere più tranquilla, tanto che già alla seconda seduta è riuscita nuovamente a tornare a scuola. L’intero percorso di terapia strategica è stato veramente efficace, Federica ha rapidamente trovato un soddisfacente stato di serenità e benessere.

Adolescenza, ansia e panico: la terapia breve strategica

La Terapia Breve Strategica lavora nel breve periodo proprio per ridurre i sintomi della paura, favorendo la costruzione di una nuova realtà. Specialmente in adolescenza, quando la costruzione dell’identità è un momento delicato e fondamentale, è importante intervenire in maniera tempestiva sui casi di ansia e panico, per favorire sin da subito un miglioramento ed una decisiva soluzione del problema.

Se vuoi saperne di più su come funziona la terapia breve strategica, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

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Tag: adolescenza, ansia, Attacchi di Panico, genitori, genitorialità, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Genitorialità e adolescenza saranno trattate in questo articolo partendo da un recentissimo fatto di cronaca avvenuto in Umbria: la morte di due ragazzi di 15 e 16 anni che avevano assunto una dose di metadone scambiandolo per purple drank, la droga dei trapper (sigla che identifica i musicisti esponenti del trap, un sottogenere musicale del rap). Le modalità che hanno portato al drammatico epilogo stanno emergendo con chiarezza, e a colpire l’attenzione è soprattutto la facilità con la quale i nostri ragazzi arrivano a consumare le prime dosi di sostanze stupefacenti. Il fatto che si tratti di due giovanissimi in età adolescenziale ci fa ulteriormente riflettere sul ruolo della società nel contrasto al fenomeno dilagante dello spaccio e su quello delle famiglie nel rapporto con i figli, in particolare nel delicato momento della loro crescita.

Adolescenza, famiglia e gruppo dei pari

Nelle fasi della pubertà e preadolescenza, tra gli 11 e i 14 anni, il corpo del bambino si sviluppa, le sue emozioni si fanno più intense, il rapporto con i coetanei cambia registro, compaiono i primi turbamenti sessuali. Nel ragazzo si scontrano due opposte tendenze: da una parte egli vorrebbe rimanere al sicuro nel mondo dell’infanzia, dall’altra invece è tentato di esplorare il mondo degli adulti, ed in questo contesto si sente attratto principalmente da tutto quello che è estraneo alla famiglia. Diventano importanti gli amici, la loro solidarietà, l’accettazione all’interno del gruppo, le pratiche di socializzazione, il fumo, il consumo di alcool e – purtroppo sempre più di sovente – anche l’assunzione di sostanze stupefacenti. D’altra parte è anche vero che i comportamenti degli adolescenti sono in qualche modo il riflesso dell’ambiente familiare in cui vivono.  C’è da chiedersi qual è il ruolo della famiglia in tutto questo, non come se fossimo in tribunale, per “sputare” una sentenza, ma per aiutare le famiglie a migliorarsi e a capire come trovare soluzioni funzionali.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia come sistema organizzato 

La famiglia è il luogo di incontro dei diversi ruoli e delle diverse esigenze dei componenti il nucleo familiare. La famiglia è un sistema organizzato e come tale ha bisogno di regole certe, basate su un sistema di principi ben definiti e di direttive altrettanto chiare e condivise. Se non esiste una linea comune ad entrambi i genitori, si corre il rischio che i figli tentino di approfittare di uno dei due per soddisfare le proprie esigenze. In termini tecnici potremmo dire che si rischia di attivare dei circoli viziosi disfunzionali.

Genitori si diventa

E’ forse paradossale sostenere che genitori non si nasce, si diventa, ma certo il percorso non è dei più facili, viste anche le ingerenze esterne del mondo dei social, della televisione, e delle amicizie dei nostri figli. Uno degli aspetti fondamentali è rappresentato dalle modalità e dalle forme della comunicazione all’interno del nucleo familiare. La comunicazione infatti risulta essenziale per costruire e mantenere un corretto rapporto relazionale a livello affettivo-emotivo. Vi sono occasioni in cui è opportuno assumere con i figli posizioni più morbide e flessibili, altre in cui è invece indicata una posizione più rigida e direttiva. La situazione ideale è quella di saper modulare l’atteggiamento genitoriale in relazione alle differenti situazioni che si possono venire a creare: l’importante è che la comunicazione non venga mai a mancare e che sia adeguata al particolare momento.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia e i modelli di relazione

La famiglia è l’ambito in cui avviene la comunicazione genitori–figli ed è il centro focale di questo rapporto. E’ necessario pertanto comprendere bene come funziona il nostro ambiente familiare, per essere in grado di impostare correttamente l’insieme di regole in grado di influire sulla crescita funzionale dei nostri figli e per correggere eventuali aspetti negativi. Volendo fornire qualche indicazione più di dettaglio, si possono individuare alcune tipologie di modelli familiari che presentano ciascuna caratteristiche peculiari riguardo al loro funzionamento.

Il modello democratico permissivo

Il modello democratico permissivo, nel quale il rapporto è improntato sul dialogo tra i componenti della famiglia ed i genitori svolgono il ruolo di amici, persino di confidenti, dei propri figli. In questo tipo di famiglia regna una democrazia incondizionata, ma proprio per questo i figli si sentono caricati di una responsabilità a volte troppo grande per loro.

Il modello iperprotettivo

Nel modello iperprotettivo i genitori si sostituiscono in tutto ai propri figli, anticipandone i bisogni e risolvendo le difficoltà, nel tentativo di rendere loro la vita più facile. Il rischio in questi casi è quello che i figli crescano all’ombra dei genitori e che sviluppino comportamenti di incertezza e di insicurezza nei confronti del mondo esterno.

Il modello autoritario

Il modello autoritario è caratterizzato da modalità relazionali di tipo rigido ed impositivo. Il genitore (talvolta anche entrambi i genitori) esercitano il potere da una posizione dominante, ordine e disciplina sono i valori di riferimento, i figli non hanno voce in capitolo. Il controllo delle decisioni finisce per scoraggiare qualsiasi iniziativa non in linea con il sistema di regole imposte, l’eventuale posizione di rifiuto può condurre a posizioni radicali di contrapposizione.

Il modello delegante

Nel modello delegante i genitori delegano il loro ruolo alla famiglia allargata, di solito ai nonni, generando una dinamica interna di competizione in termini affettivi. Venendo a mancare una figura autorevole, e non essendo i nonni modelli adatti ad essere imitati, i genitori inducono nei figli la sensazione di essere persone deboli e poco convincenti.

Senza scendere più a fondo nel dettaglio e senza trattare ulteriori schemi caratteristici – ad esempio quelli della famiglia sacrificante e della famiglia intermittente – è importante notare che ciascun modello è caratterizzato da regole e strategie comunicative assolutamente peculiari, che tendono ad influire sulla crescita dei nostri figli.

Assume quindi la massima importanza capire a quale modello si ispira il nostro rapporto con i figli, per essere in grado di impostare o correggere, ove necessario, il dialogo genitoriale e per dare la giusta dimensione alla relazione affettiva che lega i membri della famiglia.

Se senti di avere delle difficoltà con tuo figlio oppure se sei un adolescente che ha bisogno di aiuto, contattami al 340.41.90.915 per una consulenza o per avere maggiori informazioni.

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Tag: adolescenza, dipendenza, genitorialità

Che cos’è l’efficacia personale? Come facciamo a gestire al meglio la nostra vita e le nostre decisioni? Molte volte ci siamo chiesti più o meno consciamente come fare per riuscire nella vita lavorativa, e in quelle strettamente connesse di relazioni sociali e famigliare. E soprattutto come fare per essere sempre efficaci ed anche efficienti. L’articolo di oggi prende in esame quegli aspetti che possono essere rielaborati e migliorati allo scopo di aumentare la concezione di efficacia ed efficienza nella nostra quotidianità.

Efficacia ed efficienza

Pur avendo significati diversi i due termini, nel contesto giornaliero abituale, vengono spesso impiegati come sinonimi. L’efficacia personale, secondo il mio punto di vista, è soggettiva, nel senso che ciascuno di noi stessi ha la tendenza ad un esame critico di ciò che facciamo, tuttavia vi sono alcuni aspetti che possono essere presi in esame, in termini generali, per aiutare a sentirsi più risolutivi, più incisivi nella nostra vita. Con efficacia si intende quindi la capacità di raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati, mentre l’efficienza riguarda la capacità di ottenerlo con il modalità e le risorse minime indispensabili.

 

Troppi impegni!

Sul lavoro il telefono squilla ogni cinque minuti, bisogna rispondere a troppe mail, ci sono continue riunioni, senza contare poi gli impegni familiari: la spesa, la casa, i figli… Gli obblighi sono sempre tantissimi e possono crearci un senso di frustrazione. Non riuscire a tenere tutto sotto controllo potrebbe indurre una sensazione di disagio e di conseguenza attenuare la nostra sensazione di efficacia personale. Gli impegni eccessivi possono determinare un blocco psicologico, che ci porta a non iniziare o a non portare a termine nulla, una sorta di “rifiuto” nei confronti delle troppe cose da fare. Un’altra sensazione negativa è quella di non riuscire ad intravvedere mai la fine di un lavoro, di un compito, di una incombenza. Le giornate iniziano ma non finiscono mai, c’è sempre qualcosa da fare e impegni da assolvere. Entrambe queste situazioni ci portano a vivere una sensazione di scarsa efficacia personale, con il rischio di sentirsi emotivamente tristi e arrabbiati con se stessi.

Come gestire gli impegni

Per gestire al meglio i nostri impegni, e dare quindi un’organizzazione ben articolata alle nostre giornate, è fondamentale attribuire un grado di “priorità” alle nostre attività e ai nostri obiettivi. Di fronte ad un nuovo progetto può essere utile chiedersi quale sia il risultato che vogliamo raggiungere, cercando di stimare l’impegno che dobbiamo investire per arrivare al nostro scopo. In questo modo saremo in grado di valutare le energie necessarie, il tempo di cui abbiamo bisogno ed il grado di coinvolgimento necessario. Riguardo al grado di priorità, sarebbe importante scartare a priori tutte quelle richieste che sono chiaramente superflue, poco importanti o che comunque possiamo rimandare al giorno successivo. Il fatto di essere in grado di organizzarsi senza essere travolti dagli impegni, trovando le soluzioni opportune e mantenendo in alcune situazioni una “dose minima” di cose da fare, aumenta l’efficacia personale.

Paura di non farcela

Il fallimento in qualche caso può essere dietro l’angolo, per questo la paura di sbagliare talvolta ci blocca e non ci consente di mettere in atto le azioni che ci siamo prefissati. Nella nostra società moderna i fallimenti vengono interpretati sempre in chiave negativa. In realtà ogni volta che sbagliamo o abbiamo un insuccesso, questo dovrebbe essere interpretato come un’opportunità di modificare il nostro approccio, una nuova e diversa possibilità di crescita, che ci consenta di diventare ancora più efficaci e performanti. Può sembrare paradossale, ma sbagliare è necessario, quasi fondamentale, così come è fondamentale soprattutto non fermarsi, ripartire. E’ facile che una battuta d’arresto possa scoraggiarci, tuttavia è ancora più importante gestire le emozioni di sofferenza e disagio, per poter così ripartire, trasformando un limite in risorsa.

Insoddisfazione lavorativa ed efficacia personale

L’insoddisfazione lavorativa il più delle volte è direttamente proporzionale alla sensazione di non essere efficaci. Non poterci esprimere come vorremmo anche sul lavoro genera dei veri e propri blocchi emotivi e innesca una sorta di routine che ci fa vivere la quotidianità in maniera poco soddisfacente e positiva. Nelle situazioni lavorative si riscontrano alcuni aspetti che possono determinare una sensazione di scarsa efficacia personale.

Cosa porta all’insoddisfazione lavorativa

Il primo è il fatto di sentirsi ignorati, come invisibili, e di conseguenza di non riuscire ad attirare le attenzioni dei colleghi e del capo, oppure dei collaboratori. L’impossibilità di stabilire una relazione sana con i colleghi e con i propri collaboratori genera una sensazione di incapacità ed inefficacia. Un secondo aspetto è quello di non riuscire a dare rilevanza e spessore al proprio lavoro. Se il nostro lavoro non conta né per me stesso né tantomeno per qualcun altro, difficilmente sarò soddisfatto e mi sentirò efficace. L’insoddisfazione lavorativa è molto diffusa e a sua volta provoca una condizione di scarsa efficacia personale. Cercare di lavorare su questo aspetto così pregnante della propria vita deve diventare una priorità per favorire un funzionale percorso di crescita personale.

Se vuoi saperne di più sull’efficacia personale o fissare una consulenza psicologica, chiamami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

 

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Tag: efficacia personale, emozioni, Terapia Breve Strategica

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Terapia Breve Strategica e disturbi alimentari

17 Settembre 2020

I disturbi del comportamento alimentare sono una tipologia di problematica psicologica molto diffusa. Il cibo è un piacere fondamentale e nel nostro “bel Paese” c’è una grande attenzione all’alimentazione. In ogni situazione, al bar, in ufficio, con gli amici, non si fa altro che parlare di cibo, ricette e cene al ristorante. Il momento del pasto è una situazione conviviale che soddisfa e fa sentire bene le persone. Tuttavia nel caso di persone con problematiche di disturbi del comportamento alimentare, il cibo può diventare una “prigione” che sconvolge la vita. L’articolo di oggi mira a far conoscere le diverse patologie connesse con il cibo ed il loro profondo legame con le dinamiche emotive.

I disturbi del comportamento alimentare: anoressia e bulimia

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che si caratterizza per una ricerca ossessiva della magrezza e la conseguente paura di ingrassare. Questi due requisiti determinano un’importante riduzione dell’assunzione di cibo, in alcuni casi addirittura una vera e propria astensione dallo stesso. In tal modo il peso corporeo si riduce notevolmente, senza per questo far sentire il soggetto anoressico realmente soddisfatto. Diventa una vera e propria ricerca ossessiva della magrezza.

Viceversa nella bulimia vi è una ricerca sfrenata del cibo. La persona vive il cibo come qualcosa di irrinunciabile e, pur cercando di frenarsi, perde il controllo concedendosi delle vere e proprie abbuffate alimentari. Spesso accade che il peso aumenti in maniera considerevole, portando a situazioni di sovrappeso o addirittura di obesità.

Binge eating e Jo-jo

In queste due situazioni particolari, la problematicità è data dall’alternarsi di digiuno e di dieta a situazioni diperdita di controllo. Nel caso del binge eating questi momenti di astensione dal cibo e successiva perdita di controllo con abbuffata si possono verificare anche nello stesso giorno. Oppure nell’arco di una settimana, vi possono essere giorni interi di dieta e giorni interi di totale perdita di controllo e di ricerca del piacere del cibo. Nel caso Jo-jo la differenza essenziale sta nel fatto che a lunghi periodi di dieta restrittiva segue una ripresa con abbuffate di cibo alla ricerca di una alimentazione “normale”, con conseguente rapido aumento del peso corporeo. In realtà nei momenti di dieta restrittiva il nostro corpo tende a conservare le riserve di grasso e quindi a bruciare meno, perciò nel momento in cui si riprende a mangiare si riprende velocemente peso. Ovviamente questa situazione genera effetti negativi sul metabolismo.

Vomiting

Nel vomiting l’impulso a mangiare e vomitare è impossibile da controllare. Questa particolare forma di disturbo del comportamento alimentare si sviluppa nel momento in cui la persona trae piacere dalla sequenza:mangiare e vomitare. In un primo momento l’atto del vomitare serve solo per liberarsi dal cibo ingurgitato, evitando così di aumentare di peso. Solo in un secondo momento mangiare e vomitare si trasforma in un vero e proprio rituale piacevole, un vortice da cui diventa complicato e molto difficile uscire.

I disturbi del comportamento alimentare e la dinamica di piacere

Una delle caratteristiche che accomuna tutti questi disturbi del comportamento alimentare è la dinamica del piacere. Il cibo è uno strumento attraverso il quale ci possiamo concedere o privare di questa emozione primaria. Le dinamiche emotive connesse con il cibo sono essenziali per poter affrontare e superare i disturbi del comportamento alimentare. Segui il mio blog per avere più informazioni; nelle prossime settimane inoltre uscirà il mio e-book sui disturbi del comportamento alimentare. L’articolo di oggi è un anticipo di alcuni aspetti che troverai esposti in dettaglio in questa guida gratuita, con anche esempi e alcuni consigli pratici.

Se vuoi maggiori info segui le mie pagine social dalle quali potrai scaricare l’e-book, oppure chiamami al 340.41.90.915 per avere maggiori informazioni.

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Tag: anoressia, binge eating, bulimia, disturbi del comportamento alimentare, jo jo, Terapia Breve Strategica, vomiting

Ansia e attacchi di panico possono diventare così invalidanti da non permetterci di sentirci più sicuri in nessuna delle nostre attività quotidiane. Oggi parlerò di ansia, e lo farò attraverso un racconto di terapia, per far capire come l’ansia possa veramente essere superata, perchè non è necessario conviverci ma è davvero possibile tornare a vivere in maniera serena. La storia che mi accingo a raccontarvi è reale. La sua particolarità sta nel fatto che la sensazione di paura ha determinato come conseguenza una totale insicurezza e indecisione. L’autostima del soggetto si è ridotta praticamente a zero, la capacità di cambiare e prendere decisioni senza essere sovrastati dall’ansia sembrava diventato qualcosa di impossibile.

Se vuoi saperne di più su ansia e attacchi di panico, scarica il mio e-book gratuito:

ANSIA E PAURA, una breve guida sulle diverse patologie fobiche e sulle strategie per superare ansia e panico.

Ansia e attacchi di panico: la storia di S.

S. si presenta nel mio studio dopo aver svolto altrove un lungo percorso di terapia. Ha molto chiaro come la sua ansia sia legata ad una realtà lavorativa poco edificante e ad una difficoltà nel prendere decisioni. Lavora da anni come dipendente e ha sviluppato competenze significative nel proprio campo. Nella prima fase della carriera il capo lo ha sempre valorizzato, tuttavia a seguito di un spiacevole evento con un cliente, il capo ha iniziato a rendergli la vita lavorativa più complicata. Invece di supportarlo e aiutarlo a superare l’errore, il capo ha creato una situazione di tensione, S. ha avvertito sempre più l’insicurezza durante ogni attività lavorativa, tanto da iniziare a vivere sensazioni di panico.

la cosa peggiore è quella di sentirsi come morire durante il turno, non riesco a controllarmi, stringo i denti ma temo di crollare da un momento all’altro”.

Le tentate soluzioni

L’autocontrollo che esercita sulle sue sensazioni lo aiuta a portare a termine la giornata di lavoro; questo modo di affrontare il lavoro al momento sembra funzionale. Ma le giornate di lavoro diventano interminabili, il capo si accorge che la brillantezza è sparita. Invece di supportarlo inizia a vessarlo, arrivando addirittura a pensare al licenziamento. S. è in crisi, riversa le sue preoccupazioni in famiglia, con i fratelli e i genitori. Inizia ad uscire sempre meno di casa, rinunciando anche ad alcune sue passioni. Diventa insicuro in qualsiasi cosa, più si chiude in se stesso e più il problema aumenta creando una “prigione” nella quale l’ansia e gli attacchi di panico trovano nutrimento.

Ansia e attacchi di panico: come superarli

Il primo step della terapia si è incentrato sul favorire una riduzione della sintomatologia attraverso alcune strategie paradossali: S. ha iniziato a sperimentare come la paura affrontata si può trasformare in coraggio.

Attraverso il training definito la peggiore fantasia, S. ha vissuto in prima persona il fatto che se toccata con mano la paura svanisce. Questa tecnica è molto efficace, in quanto spinge la persona a non evitare ma addirittura ad affrontare le sue paure, a guardarle in faccia. Spesso descrivo la paura come un fantasma, più noi scappiamo dal fantasma e più quest’ultimo ci rincorre e ci spaventa. Attraverso la tecnica della peggiore fantasia si smette di scappare al fantasma e lo si tocca, facendolo scomparire. S. racconta come l’applicazione di questa tecnica gli abbia sin da subito fatto avvertire una forza nuova, l’insicurezza si è mano a mano sgretolata, lasciando sempre più spazio a nuove (ritrovate) energie.

Pensavo fosse un esercizio impossibile, invece mi ha aiutato ad uscire dalle mie paure

La Terapia Breve Strategica per il trattamento di ansia e panico

S. durante, il percorso di terapia, ha trovato una soluzione alla sua ansia e all’insicurezza che aveva maturato. E’ riuscito addirittura a licenziarsi e ad aprire una Partita IVA, diventando un lavoratore autonomo. Inoltre anche le passioni e gli hobby che aveva lasciato in sospeso, sono tornati parte integrante della sua vita. L’indecisione è ormai un lontano ricordo. La terapia breve strategica è efficace ed efficiente in quanto aiuta la persona a superare l’ansia e gli attacchi di panico, per poi favorire il consolidamento di una nuova realtà di benessere e salute mentale.

Se vivi una situazione simile e vuoi superare ansia e panico, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it in breve tempo riusciremo insieme a superare i tuoi problemi.

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Tag: ansia, Attacchi di Panico, fobie, monofobie, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Quest’anno il TEDxCortina 2020 ha avuto luogo in una cornice speciale: il rifugio Lagazuoi. L’ultima volta che avevo raggiunto il rifugio Lagazuoi era stata una lunga giornata di montagna, molto dislivello, un lunghissimo sentiero attrezzato e tantissima pioggia. Gli ultimi 600 metri di dislivello erano stati massacranti: stanchezza fisica, lieve dolore alle ginocchia, pioggia forte, tuttavia l’arrivo al rifugio alpino valeva la pena. La doccia bollente e l’ottima cucina mi avevano fatto recuperare dalle fatiche, e la bellezza del rifugio era stato un nutrimento per gli occhi. Situato a 2.752 metri sul livello del mare, il Lagazuoi si trova in una posizione panoramica nei confronti di numerose vette dolomitiche: le Tofane, le Odle, la Marmolada, solo per citarne alcune.

Purtroppo quest’anno non sono potuto essere presente di persona all’avvenimento, tuttavia averlo seguito in rete mi ha riportato nel meraviglioso ambiente alpino del rifugio. L’articolo di oggi è un report di quanto ascoltato in streaming durante il TEDxCortina 2020, tenutosi all’aperto nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti contagio.

TEDxCortina 2020: “Emergenze”, un tema attuale

Il tema delle Emergenze, scelto dal team del TEDx addirittura prima della pandemia COVID-19, è decisamente molto attuale. Come psicologo e psicoterapeuta mi trovo spesso a lavorare con problematiche connesse a momenti di crisi e di emergenza. La salute mentale ed il benessere possono facilmente essere intaccati da momenti di difficoltà, da situazioni problematiche con risvolti stressanti, che incontriamo quotidianamente. In particolare i recenti mesi di emergenza sanitaria hanno comportato conseguenze e riflessioni importanti nella vita di ciascuno di noi. TedxCortina ha affrontato la tematiche dell’emergenza da diverse prospettive, avvalorando l’importanza di sapersi adattare alle situazioni allarmanti ed entrare nella dinamica del cambiamento: Perché emergenza è necessità, ma anche possibilità e responsabilità di coltivare il cambiamento”.

 

Gli speaker del TEDxCortina 2020

L’epidemiologa Ilaria Dorigatti ha aperto l’edizione del TEdxCortina 2020 parlando di contagio. Una seconda ondata di COVID-19 può essere evitata solamente dall’essere umano più imprevedibile: l’uomo. Solo seguendo in maniera rispettosa le regole e le norme sanitarie possiamo veramente evitare un nuovo lockdown. Il futuro è incerto, la nostra responsabilità personale farà la differenzaThomas Ambrosi, C.E.O. di ONO Exponential Farming, una start-up innovativa nel settore dell’Agritech, distingue tra emergenze lente e veloci, situazioni cioè che richiedono risposte più o meno rapide; il concetto di emergenza ci porta a modificare le nostre abitudini e a prospettarci un futuro diverso. L’emergenza intesa come possibilità e non come limite. Marco Landi, ex presidente di Apple, vede l’uomo – ed in particolare i giovani – al centro del progetto futuro, per questo è importate continuare a valorizzarli, puntando sull’innovazione come motore per la crescita. Nina Zilli, cantautrice, personaggio televisivo e conduttrice radiofonica, ha gridato che dobbiamo indignarci di fronte alle ingiustizie e comunicare al mondo quello che pensiamo. Claudia Belli, (head) Social business e Microfinance Mgr. – BNP PARIBAS, alla domanda: “Cosa risolverà le emergenze?”, ha risposto: “Modelli sociali che possono creare soluzioni inedite, con impatto positivo”Luca Foresti, A.D. del Centro Medico Sant’Agostino, mette in primo piano la volontà come motore per costruire uno stile di vita sano, l’importanza di sentirsi bene con se stessi sia in termini di salute fisica che mentale. Come psicologo psicoterapeuta non posso che concordare con la tesi del dottor Foresti, ricordando che uno stile di vita salutare genera la condizione di benessere necessaria per affrontare positivamente lo stress della vita modernaSimona Atzori, ballerina e pittrice, ha emozionato con il suo slogan: “Io ho le mani in basso!”. Dalla nascita Simona è priva delle mani, tuttavia questo non l’ha scoraggiata, con grande forza di volontà ha spostato il focus dalle mani ai piedi, che sono diventati il mezzo per esprimersi. Non ha mai guardato a quello che manca, ma a quello che c’è! Gaetano Farina, Tenente Colonnello dell’Aeronautica Militare, comandante delle Frecce Tricolori, ha sottolineato l’importanza della formazione e dell’addestramento per prevenire le possibili emergenze. Solo lo studio e l’attenzione continua aiutano a riconoscere un problema prima che si presenti.

La chiusura del TEDxCortina ha visto sul palco Vittorio Di Tomaso, Presidente e CEO di Celi, una PMI innovativa nel campo della progettazione di sistemi basati su Intelligenza Artificiale. Di Tomaso ha presentato l’innovativo progetto di “benessere urbano”, in grado di migliorare l’esperienza urbana delle persone attraverso la raccolta dati, effettuata tramite l’ausilio di cosiddette “panchine sensoriali”.

TEDxCortina un evento ecosostenibile

Il TEDxCortina 2020 è stato come sempre un evento splendido, ricco di interessanti spunti di innovazione e divulgazione, impreziosito dal fatto di essere stato organizzato in un luogo speciale, nel rispetto del criterio di sostenibilità ambientale e di uso consapevole delle risorse.

Il 17 ottobre vi aspettiamo al TEDxPadova 2020, al quale collaboro in team, con il ruolo di “Speaker Assistant”. Il tema del convegno sarà “Identità” e stupirà con ospiti di primo piano; vi consiglio di seguire il sito di TEDxPadova, per rimanere aggiornati su tutte le news  relative all’evento.

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Cos’è il TEDx Padova Salon e cos’è il TED

Innanzi tutto vorrei chiarire che la sigla TED è l’acronimo di Technology, Entertainment and Design, una Organizzazione internazionale che si prefigge lo scopo di facilitare la diffusione di idee riguardanti una grande varietà di argomenti (dalla scienza, al business, alle tematiche globali) attraverso brevi conferenze tenute da esperti di ogni settore. TEDx Padova è la sigla dell’ente locale, indipendente, organizzatore di peculiari eventi sul proprio territorio. Il TEDx Padova Salon è uno degli eventi satellite all’evento principale, che permettono alla community di rimanere collegati con il TEDx Padova durante tutto l’anno.

TEDx è innovazione

Quando cerco di dare una definizione più personale di cosa significhi TEDx per me, entro in un mondo meccanico fatto di ingranaggi, immagino una serie di ruote dentate che si inseriscono una nell’altra, dapprima ferme ed immobili, che iniziano poi lentamente a ruotare e proseguono in maniera sempre più veloce e coordinata. Ogni intervento (speech) che ascolto durante il TEDx fa lavorare gli ingranaggi della mia mente, crea spunti di riflessione, mi fa vivere un’esperienza formativa e di valore. Questo è’ quello che puntualmente mi è successo anche durante l’ultimo TEDxPadova Salon.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Il Salon è un evento satellite che anticipa l’evento annuale di TEDx Padova. Il titolo come l’acqua prende spunto dalla considerazione che l’acqua è un elemento fondamentale, qualcosa di cui noi tutti abbiamo bisogno. Allo stesso modo, appunto come l’acqua, anche la solidarietà è qualcosa, un valore, di cui tutti noi abbiamo bisogno e di cui non possiamo fare a meno. E’ questo il grande insegnamento che ci portiamo a casa dall’interessante Salon di lunedì 27 luglio, svoltosi nella meravigliosa cornice del Castello Carrarese in centro Padova. In particolare questo evento sottolinea l’importanza della città di Padova come Capitale Europea del Volontariato per l’anno 2020, ed è stato organizzato appunto in collaborazione con il CSV (Centro Servizio Volontariato) della provincia di Padova.  Oggi vorrei brevemente riassumere gli interventi di questo evento sui generis, a mio giudizio così particolare ed emozionante.

Le storie di chi lavora nel sociale

Patrizia Tolot, della cooperativa “Down Dadi” di Padova, ci ha fatto entrare nel vivo della loro attività, ci ha fatto capire come affrontare il tabù della diversità di coloro che sono affetti da sindrome di Down. Inoltre ha sottolineato l’importanza della mission della cooperativa: favorire una sempre maggiore autonomia per le persone affette da disabilità intellettive, sia dal punto di vista occupazionale che sociale.

La psicologa psicoterapeuta Patrizia Zantedeschi, responsabile del centro antiviolenza, ci ha illustrato le problematiche che si presentano nel Centro Veneto Progetti Donna. La sua scioccante statistica, ovvero che una donna su tre è vittima di violenza, fisica o verbale, ha riportato l’attenzione su una tematica, quella della violenza sulle donne, che non può essere considerata come argomento scontato e relegata in secondo piano nell’attenzione generale.

Storie d’integrazione

Si sono poi succeduti quattro speaker speciali, protagonisti di storie di integrazione sociale, quattro persone le cui storie raccontano di lunghi viaggi e di grandi sofferenze prima di poter finalmente arrivare ad inserirsi e ad integrarsi nel mondo del lavoro, attraverso la Cooperativa di Solidarietà.

Mamadou è stato costretto ad intraprendere un lungo viaggio che dal Mali lo ha portato in Italia; ha vissuto ingiustamente l’esperienza del carcere in Libia, ha visto morire decine di persone durante la traversata in barcone, ha dovuto lottare duramente per riuscire ad integrarsi. Aneto è arrivata in Italia con la promessa di un lavoro in un negozio di scarpe e si è ritrovata invece sul marciapiede. Solo la sua grande forza d’animo l’ha aiutata a scappare e a cercare una nuova vita. Fhad avrebbe potuto essere un grande campione di atletica se le problematiche burocratiche non avessero ostacolato il suo sogno. Anche lui, però, con la forza di volontà è riuscito a rialzarsi e ad integrarsi nel tessuto sociale del padovano. Infine Hannou e sua moglie Youssef hanno raccontato le loro storie. Il primo ha lottato e superato ogni pregiudizio, riuscendo infine a partecipare alla vita politica della città di Padova. Sua moglie ha continuato ad indossare il velo, simbolo culturale in cui si riconosce, contro tutto e contro tutti i pregiudizi.

La presentatrice Francesca Trevisi ha brillantemente condotto la serata e a renderla ancora più prestigiosa hanno contribuito la lettura del “Pranzo di Babette” da parte dell’attrice e scrittrice Lella Costa e le musiche dell’Orchestra Radiomondo, diretta dal maestro Maurizio Camardi.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Con la metafora di quanto sia vitale la solidarietà – esattamente come l’acqua – per chi ne ha bisogno, l’evento sponsorizzato dal TEDx Padova Salon insegna l’importanza dell’aiuto reciproco, del sostegno, dell’integrazione e soprattutto di come quest’ultima sia effettivamente realizzabile nella nostra società.

In chiusura vorrei sottolineare come questo evento sia stato reso possibile dal grandissimo lavoro di tutto il team di TEDx Padova, che come sempre riesce a realizzare qualcosa di importante (magico) attraverso il lavoro sincrono e ben coordinato di tutti i suoi componenti. Rimanete collegati e non dimenticate la data del 17 ottobre 2020 quando andrà in scena l’annuale TEDx Padova 2020, avente per tema: “Identità”.

 

 

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Adolescenza, ansia e panico

C’è chi pensa che l’ansia ed il panico non si verifichi in adolescenza e sia un problema solo degli adulti. In realtà l’ansia ed il panico in adolescenza possono creare grandi difficoltà e momenti di chiusura relazionale anche e soprattutto nei ragazzi. Dando vita a situazioni di evitamento”, di impedimento e di crisi vera propria, molto complesse da superare. Il senso di nervosismo e di preoccupazione possono prendere il sopravvento e favorire una rinuncia a frequentare gli amici, ad andare a scuola o a continuare l’attività sportiva.

Quali conseguenze per ansia e panico?

Le conseguenze di queste intense emozioni di ansia e panico possono derivare dalla paura di non riuscire (es. nello studio, nello sport), di non farcela anche nelle situazioni più semplici da gestire, e possono comportare una successiva difficoltà anche nella strutturazione dell’identità personale. Oggi, attraverso le storie vere di alcuni giovani ragazzi, affronteremo questa importante problematica dell’ansia e del panico in adolescenza.

Marco ci racconta l’ansia ed il panico in adolescenza

Ero in gita a Vienna e ad un certo punto mi sono sentito morire

Marco (nome di fantasia) esordisce in questo modo al primo appuntamento nel mio studio. La sensazione che descrive è stata quella di una de-personalizzazione, come se non fosse lui a vivere quelle emozioni  e come se stesse per morire proprio in quel momento. Il panico aveva preso il sopravvento durante la mattina in giro per la città.

Il racconto di Marco

La sera precedente avevamo fatto tardi con i compagni di classe, ridendo scherzando e bevendo qualche birra di troppo”, racconta Marco, “poi improvvisamente ho sentito una morsa allo stomaco e ho iniziato ad aver paura”. Per la prima volta nella sua vita aveva sperimentato cosa significasse veramente morire di paura”; Marco ha stretto i denti per sopportare lo stress emotivo, non ne ha parlato con nessuno e ha cercato di evitare di attirare l’attenzione. I pensieri sono diventati insopportabili, si è sentito fuori luogo, fuori dal proprio corpo, però ha retto e sopportato fino al rientro a casa. Si è rivolto al mio studio per cercare di controllare i pensieri negativi e capire se questa sensazione di de-personalizzazione fosse reale o meno.

La terapia breve strategica

Il lavoro terapeutico sul disturbo ansiogeno ha portato in breve tempo ad ottimi risultati, in particolare riducendo i sintomi della paura improntando un lavoro sulla consapevolezza di se stesso. Le grandi paure del futuro, di come sarà la sua vita e di come di svilupperà la sua identità, sono state risolte con successo e hanno condotto ad deciso miglioramento della sintomatologia.

Federica e la paura di andare a scuola

Federica (nome di fantasia) ha smesso di andare a scuola. Da alcuni mesi la paura di non essere all’altezza e di non riuscire a superare le verifiche le ha creato un blocco psicologico:

Quando sono in classe entro in uno stato di tensione, mi viene paura e mi trovo costretta ad uscire e a rifugiarmi in bagno”.

La paura di perdere il controllo prende il sopravvento, lasciandola senza forze. Nell’ultimo periodo Federica per l’ansia non riusciva neppure a salire sull’autobus, ormai era più di un mese che non andava a scuola.

Il percorso di psicoterapia

Sin dal primo appuntamento iniziamo a lavorare sulla sensazione di ansia, cercando di ridurre la paura attraverso il riconoscimento delle sensazioni e la conoscenza del modo migliore per affrontarle e superarle, nei momenti più delicati. L’uso di uno strumento specifico come il “diario di bordo”, un accorgimento terapeutico che serve a monitorare gli attacchi di panico nel momento stesso in cui arrivano, le ha permesso di essere più tranquilla, tanto che già alla seconda seduta è riuscita nuovamente a tornare a scuola. L’intero percorso di terapia strategica è stato veramente efficace, Federica ha rapidamente trovato un soddisfacente stato di serenità e benessere.

Adolescenza, ansia e panico: la terapia breve strategica

La Terapia Breve Strategica lavora nel breve periodo proprio per ridurre i sintomi della paura, favorendo la costruzione di una nuova realtà. Specialmente in adolescenza, quando la costruzione dell’identità è un momento delicato e fondamentale, è importante intervenire in maniera tempestiva sui casi di ansia e panico, per favorire sin da subito un miglioramento ed una decisiva soluzione del problema.

Se vuoi saperne di più su come funziona la terapia breve strategica, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

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Tag: adolescenza, ansia, Attacchi di Panico, genitori, genitorialità, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Genitorialità e adolescenza saranno trattate in questo articolo partendo da un recentissimo fatto di cronaca avvenuto in Umbria: la morte di due ragazzi di 15 e 16 anni che avevano assunto una dose di metadone scambiandolo per purple drank, la droga dei trapper (sigla che identifica i musicisti esponenti del trap, un sottogenere musicale del rap). Le modalità che hanno portato al drammatico epilogo stanno emergendo con chiarezza, e a colpire l’attenzione è soprattutto la facilità con la quale i nostri ragazzi arrivano a consumare le prime dosi di sostanze stupefacenti. Il fatto che si tratti di due giovanissimi in età adolescenziale ci fa ulteriormente riflettere sul ruolo della società nel contrasto al fenomeno dilagante dello spaccio e su quello delle famiglie nel rapporto con i figli, in particolare nel delicato momento della loro crescita.

Adolescenza, famiglia e gruppo dei pari

Nelle fasi della pubertà e preadolescenza, tra gli 11 e i 14 anni, il corpo del bambino si sviluppa, le sue emozioni si fanno più intense, il rapporto con i coetanei cambia registro, compaiono i primi turbamenti sessuali. Nel ragazzo si scontrano due opposte tendenze: da una parte egli vorrebbe rimanere al sicuro nel mondo dell’infanzia, dall’altra invece è tentato di esplorare il mondo degli adulti, ed in questo contesto si sente attratto principalmente da tutto quello che è estraneo alla famiglia. Diventano importanti gli amici, la loro solidarietà, l’accettazione all’interno del gruppo, le pratiche di socializzazione, il fumo, il consumo di alcool e – purtroppo sempre più di sovente – anche l’assunzione di sostanze stupefacenti. D’altra parte è anche vero che i comportamenti degli adolescenti sono in qualche modo il riflesso dell’ambiente familiare in cui vivono.  C’è da chiedersi qual è il ruolo della famiglia in tutto questo, non come se fossimo in tribunale, per “sputare” una sentenza, ma per aiutare le famiglie a migliorarsi e a capire come trovare soluzioni funzionali.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia come sistema organizzato 

La famiglia è il luogo di incontro dei diversi ruoli e delle diverse esigenze dei componenti il nucleo familiare. La famiglia è un sistema organizzato e come tale ha bisogno di regole certe, basate su un sistema di principi ben definiti e di direttive altrettanto chiare e condivise. Se non esiste una linea comune ad entrambi i genitori, si corre il rischio che i figli tentino di approfittare di uno dei due per soddisfare le proprie esigenze. In termini tecnici potremmo dire che si rischia di attivare dei circoli viziosi disfunzionali.

Genitori si diventa

E’ forse paradossale sostenere che genitori non si nasce, si diventa, ma certo il percorso non è dei più facili, viste anche le ingerenze esterne del mondo dei social, della televisione, e delle amicizie dei nostri figli. Uno degli aspetti fondamentali è rappresentato dalle modalità e dalle forme della comunicazione all’interno del nucleo familiare. La comunicazione infatti risulta essenziale per costruire e mantenere un corretto rapporto relazionale a livello affettivo-emotivo. Vi sono occasioni in cui è opportuno assumere con i figli posizioni più morbide e flessibili, altre in cui è invece indicata una posizione più rigida e direttiva. La situazione ideale è quella di saper modulare l’atteggiamento genitoriale in relazione alle differenti situazioni che si possono venire a creare: l’importante è che la comunicazione non venga mai a mancare e che sia adeguata al particolare momento.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia e i modelli di relazione

La famiglia è l’ambito in cui avviene la comunicazione genitori–figli ed è il centro focale di questo rapporto. E’ necessario pertanto comprendere bene come funziona il nostro ambiente familiare, per essere in grado di impostare correttamente l’insieme di regole in grado di influire sulla crescita funzionale dei nostri figli e per correggere eventuali aspetti negativi. Volendo fornire qualche indicazione più di dettaglio, si possono individuare alcune tipologie di modelli familiari che presentano ciascuna caratteristiche peculiari riguardo al loro funzionamento.

Il modello democratico permissivo

Il modello democratico permissivo, nel quale il rapporto è improntato sul dialogo tra i componenti della famiglia ed i genitori svolgono il ruolo di amici, persino di confidenti, dei propri figli. In questo tipo di famiglia regna una democrazia incondizionata, ma proprio per questo i figli si sentono caricati di una responsabilità a volte troppo grande per loro.

Il modello iperprotettivo

Nel modello iperprotettivo i genitori si sostituiscono in tutto ai propri figli, anticipandone i bisogni e risolvendo le difficoltà, nel tentativo di rendere loro la vita più facile. Il rischio in questi casi è quello che i figli crescano all’ombra dei genitori e che sviluppino comportamenti di incertezza e di insicurezza nei confronti del mondo esterno.

Il modello autoritario

Il modello autoritario è caratterizzato da modalità relazionali di tipo rigido ed impositivo. Il genitore (talvolta anche entrambi i genitori) esercitano il potere da una posizione dominante, ordine e disciplina sono i valori di riferimento, i figli non hanno voce in capitolo. Il controllo delle decisioni finisce per scoraggiare qualsiasi iniziativa non in linea con il sistema di regole imposte, l’eventuale posizione di rifiuto può condurre a posizioni radicali di contrapposizione.

Il modello delegante

Nel modello delegante i genitori delegano il loro ruolo alla famiglia allargata, di solito ai nonni, generando una dinamica interna di competizione in termini affettivi. Venendo a mancare una figura autorevole, e non essendo i nonni modelli adatti ad essere imitati, i genitori inducono nei figli la sensazione di essere persone deboli e poco convincenti.

Senza scendere più a fondo nel dettaglio e senza trattare ulteriori schemi caratteristici – ad esempio quelli della famiglia sacrificante e della famiglia intermittente – è importante notare che ciascun modello è caratterizzato da regole e strategie comunicative assolutamente peculiari, che tendono ad influire sulla crescita dei nostri figli.

Assume quindi la massima importanza capire a quale modello si ispira il nostro rapporto con i figli, per essere in grado di impostare o correggere, ove necessario, il dialogo genitoriale e per dare la giusta dimensione alla relazione affettiva che lega i membri della famiglia.

Se senti di avere delle difficoltà con tuo figlio oppure se sei un adolescente che ha bisogno di aiuto, contattami al 340.41.90.915 per una consulenza o per avere maggiori informazioni.

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Tag: adolescenza, dipendenza, genitorialità

Che cos’è l’efficacia personale? Come facciamo a gestire al meglio la nostra vita e le nostre decisioni? Molte volte ci siamo chiesti più o meno consciamente come fare per riuscire nella vita lavorativa, e in quelle strettamente connesse di relazioni sociali e famigliare. E soprattutto come fare per essere sempre efficaci ed anche efficienti. L’articolo di oggi prende in esame quegli aspetti che possono essere rielaborati e migliorati allo scopo di aumentare la concezione di efficacia ed efficienza nella nostra quotidianità.

Efficacia ed efficienza

Pur avendo significati diversi i due termini, nel contesto giornaliero abituale, vengono spesso impiegati come sinonimi. L’efficacia personale, secondo il mio punto di vista, è soggettiva, nel senso che ciascuno di noi stessi ha la tendenza ad un esame critico di ciò che facciamo, tuttavia vi sono alcuni aspetti che possono essere presi in esame, in termini generali, per aiutare a sentirsi più risolutivi, più incisivi nella nostra vita. Con efficacia si intende quindi la capacità di raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati, mentre l’efficienza riguarda la capacità di ottenerlo con il modalità e le risorse minime indispensabili.

 

Troppi impegni!

Sul lavoro il telefono squilla ogni cinque minuti, bisogna rispondere a troppe mail, ci sono continue riunioni, senza contare poi gli impegni familiari: la spesa, la casa, i figli… Gli obblighi sono sempre tantissimi e possono crearci un senso di frustrazione. Non riuscire a tenere tutto sotto controllo potrebbe indurre una sensazione di disagio e di conseguenza attenuare la nostra sensazione di efficacia personale. Gli impegni eccessivi possono determinare un blocco psicologico, che ci porta a non iniziare o a non portare a termine nulla, una sorta di “rifiuto” nei confronti delle troppe cose da fare. Un’altra sensazione negativa è quella di non riuscire ad intravvedere mai la fine di un lavoro, di un compito, di una incombenza. Le giornate iniziano ma non finiscono mai, c’è sempre qualcosa da fare e impegni da assolvere. Entrambe queste situazioni ci portano a vivere una sensazione di scarsa efficacia personale, con il rischio di sentirsi emotivamente tristi e arrabbiati con se stessi.

Come gestire gli impegni

Per gestire al meglio i nostri impegni, e dare quindi un’organizzazione ben articolata alle nostre giornate, è fondamentale attribuire un grado di “priorità” alle nostre attività e ai nostri obiettivi. Di fronte ad un nuovo progetto può essere utile chiedersi quale sia il risultato che vogliamo raggiungere, cercando di stimare l’impegno che dobbiamo investire per arrivare al nostro scopo. In questo modo saremo in grado di valutare le energie necessarie, il tempo di cui abbiamo bisogno ed il grado di coinvolgimento necessario. Riguardo al grado di priorità, sarebbe importante scartare a priori tutte quelle richieste che sono chiaramente superflue, poco importanti o che comunque possiamo rimandare al giorno successivo. Il fatto di essere in grado di organizzarsi senza essere travolti dagli impegni, trovando le soluzioni opportune e mantenendo in alcune situazioni una “dose minima” di cose da fare, aumenta l’efficacia personale.

Paura di non farcela

Il fallimento in qualche caso può essere dietro l’angolo, per questo la paura di sbagliare talvolta ci blocca e non ci consente di mettere in atto le azioni che ci siamo prefissati. Nella nostra società moderna i fallimenti vengono interpretati sempre in chiave negativa. In realtà ogni volta che sbagliamo o abbiamo un insuccesso, questo dovrebbe essere interpretato come un’opportunità di modificare il nostro approccio, una nuova e diversa possibilità di crescita, che ci consenta di diventare ancora più efficaci e performanti. Può sembrare paradossale, ma sbagliare è necessario, quasi fondamentale, così come è fondamentale soprattutto non fermarsi, ripartire. E’ facile che una battuta d’arresto possa scoraggiarci, tuttavia è ancora più importante gestire le emozioni di sofferenza e disagio, per poter così ripartire, trasformando un limite in risorsa.

Insoddisfazione lavorativa ed efficacia personale

L’insoddisfazione lavorativa il più delle volte è direttamente proporzionale alla sensazione di non essere efficaci. Non poterci esprimere come vorremmo anche sul lavoro genera dei veri e propri blocchi emotivi e innesca una sorta di routine che ci fa vivere la quotidianità in maniera poco soddisfacente e positiva. Nelle situazioni lavorative si riscontrano alcuni aspetti che possono determinare una sensazione di scarsa efficacia personale.

Cosa porta all’insoddisfazione lavorativa

Il primo è il fatto di sentirsi ignorati, come invisibili, e di conseguenza di non riuscire ad attirare le attenzioni dei colleghi e del capo, oppure dei collaboratori. L’impossibilità di stabilire una relazione sana con i colleghi e con i propri collaboratori genera una sensazione di incapacità ed inefficacia. Un secondo aspetto è quello di non riuscire a dare rilevanza e spessore al proprio lavoro. Se il nostro lavoro non conta né per me stesso né tantomeno per qualcun altro, difficilmente sarò soddisfatto e mi sentirò efficace. L’insoddisfazione lavorativa è molto diffusa e a sua volta provoca una condizione di scarsa efficacia personale. Cercare di lavorare su questo aspetto così pregnante della propria vita deve diventare una priorità per favorire un funzionale percorso di crescita personale.

Se vuoi saperne di più sull’efficacia personale o fissare una consulenza psicologica, chiamami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

 

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Tag: efficacia personale, emozioni, Terapia Breve Strategica

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Terapia Breve Strategica e disturbi alimentari

17 Settembre 2020

I disturbi del comportamento alimentare sono una tipologia di problematica psicologica molto diffusa. Il cibo è un piacere fondamentale e nel nostro “bel Paese” c’è una grande attenzione all’alimentazione. In ogni situazione, al bar, in ufficio, con gli amici, non si fa altro che parlare di cibo, ricette e cene al ristorante. Il momento del pasto è una situazione conviviale che soddisfa e fa sentire bene le persone. Tuttavia nel caso di persone con problematiche di disturbi del comportamento alimentare, il cibo può diventare una “prigione” che sconvolge la vita. L’articolo di oggi mira a far conoscere le diverse patologie connesse con il cibo ed il loro profondo legame con le dinamiche emotive.

I disturbi del comportamento alimentare: anoressia e bulimia

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che si caratterizza per una ricerca ossessiva della magrezza e la conseguente paura di ingrassare. Questi due requisiti determinano un’importante riduzione dell’assunzione di cibo, in alcuni casi addirittura una vera e propria astensione dallo stesso. In tal modo il peso corporeo si riduce notevolmente, senza per questo far sentire il soggetto anoressico realmente soddisfatto. Diventa una vera e propria ricerca ossessiva della magrezza.

Viceversa nella bulimia vi è una ricerca sfrenata del cibo. La persona vive il cibo come qualcosa di irrinunciabile e, pur cercando di frenarsi, perde il controllo concedendosi delle vere e proprie abbuffate alimentari. Spesso accade che il peso aumenti in maniera considerevole, portando a situazioni di sovrappeso o addirittura di obesità.

Binge eating e Jo-jo

In queste due situazioni particolari, la problematicità è data dall’alternarsi di digiuno e di dieta a situazioni diperdita di controllo. Nel caso del binge eating questi momenti di astensione dal cibo e successiva perdita di controllo con abbuffata si possono verificare anche nello stesso giorno. Oppure nell’arco di una settimana, vi possono essere giorni interi di dieta e giorni interi di totale perdita di controllo e di ricerca del piacere del cibo. Nel caso Jo-jo la differenza essenziale sta nel fatto che a lunghi periodi di dieta restrittiva segue una ripresa con abbuffate di cibo alla ricerca di una alimentazione “normale”, con conseguente rapido aumento del peso corporeo. In realtà nei momenti di dieta restrittiva il nostro corpo tende a conservare le riserve di grasso e quindi a bruciare meno, perciò nel momento in cui si riprende a mangiare si riprende velocemente peso. Ovviamente questa situazione genera effetti negativi sul metabolismo.

Vomiting

Nel vomiting l’impulso a mangiare e vomitare è impossibile da controllare. Questa particolare forma di disturbo del comportamento alimentare si sviluppa nel momento in cui la persona trae piacere dalla sequenza:mangiare e vomitare. In un primo momento l’atto del vomitare serve solo per liberarsi dal cibo ingurgitato, evitando così di aumentare di peso. Solo in un secondo momento mangiare e vomitare si trasforma in un vero e proprio rituale piacevole, un vortice da cui diventa complicato e molto difficile uscire.

I disturbi del comportamento alimentare e la dinamica di piacere

Una delle caratteristiche che accomuna tutti questi disturbi del comportamento alimentare è la dinamica del piacere. Il cibo è uno strumento attraverso il quale ci possiamo concedere o privare di questa emozione primaria. Le dinamiche emotive connesse con il cibo sono essenziali per poter affrontare e superare i disturbi del comportamento alimentare. Segui il mio blog per avere più informazioni; nelle prossime settimane inoltre uscirà il mio e-book sui disturbi del comportamento alimentare. L’articolo di oggi è un anticipo di alcuni aspetti che troverai esposti in dettaglio in questa guida gratuita, con anche esempi e alcuni consigli pratici.

Se vuoi maggiori info segui le mie pagine social dalle quali potrai scaricare l’e-book, oppure chiamami al 340.41.90.915 per avere maggiori informazioni.

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Tag: anoressia, binge eating, bulimia, disturbi del comportamento alimentare, jo jo, Terapia Breve Strategica, vomiting

Ansia e attacchi di panico possono diventare così invalidanti da non permetterci di sentirci più sicuri in nessuna delle nostre attività quotidiane. Oggi parlerò di ansia, e lo farò attraverso un racconto di terapia, per far capire come l’ansia possa veramente essere superata, perchè non è necessario conviverci ma è davvero possibile tornare a vivere in maniera serena. La storia che mi accingo a raccontarvi è reale. La sua particolarità sta nel fatto che la sensazione di paura ha determinato come conseguenza una totale insicurezza e indecisione. L’autostima del soggetto si è ridotta praticamente a zero, la capacità di cambiare e prendere decisioni senza essere sovrastati dall’ansia sembrava diventato qualcosa di impossibile.

Se vuoi saperne di più su ansia e attacchi di panico, scarica il mio e-book gratuito:

ANSIA E PAURA, una breve guida sulle diverse patologie fobiche e sulle strategie per superare ansia e panico.

Ansia e attacchi di panico: la storia di S.

S. si presenta nel mio studio dopo aver svolto altrove un lungo percorso di terapia. Ha molto chiaro come la sua ansia sia legata ad una realtà lavorativa poco edificante e ad una difficoltà nel prendere decisioni. Lavora da anni come dipendente e ha sviluppato competenze significative nel proprio campo. Nella prima fase della carriera il capo lo ha sempre valorizzato, tuttavia a seguito di un spiacevole evento con un cliente, il capo ha iniziato a rendergli la vita lavorativa più complicata. Invece di supportarlo e aiutarlo a superare l’errore, il capo ha creato una situazione di tensione, S. ha avvertito sempre più l’insicurezza durante ogni attività lavorativa, tanto da iniziare a vivere sensazioni di panico.

la cosa peggiore è quella di sentirsi come morire durante il turno, non riesco a controllarmi, stringo i denti ma temo di crollare da un momento all’altro”.

Le tentate soluzioni

L’autocontrollo che esercita sulle sue sensazioni lo aiuta a portare a termine la giornata di lavoro; questo modo di affrontare il lavoro al momento sembra funzionale. Ma le giornate di lavoro diventano interminabili, il capo si accorge che la brillantezza è sparita. Invece di supportarlo inizia a vessarlo, arrivando addirittura a pensare al licenziamento. S. è in crisi, riversa le sue preoccupazioni in famiglia, con i fratelli e i genitori. Inizia ad uscire sempre meno di casa, rinunciando anche ad alcune sue passioni. Diventa insicuro in qualsiasi cosa, più si chiude in se stesso e più il problema aumenta creando una “prigione” nella quale l’ansia e gli attacchi di panico trovano nutrimento.

Ansia e attacchi di panico: come superarli

Il primo step della terapia si è incentrato sul favorire una riduzione della sintomatologia attraverso alcune strategie paradossali: S. ha iniziato a sperimentare come la paura affrontata si può trasformare in coraggio.

Attraverso il training definito la peggiore fantasia, S. ha vissuto in prima persona il fatto che se toccata con mano la paura svanisce. Questa tecnica è molto efficace, in quanto spinge la persona a non evitare ma addirittura ad affrontare le sue paure, a guardarle in faccia. Spesso descrivo la paura come un fantasma, più noi scappiamo dal fantasma e più quest’ultimo ci rincorre e ci spaventa. Attraverso la tecnica della peggiore fantasia si smette di scappare al fantasma e lo si tocca, facendolo scomparire. S. racconta come l’applicazione di questa tecnica gli abbia sin da subito fatto avvertire una forza nuova, l’insicurezza si è mano a mano sgretolata, lasciando sempre più spazio a nuove (ritrovate) energie.

Pensavo fosse un esercizio impossibile, invece mi ha aiutato ad uscire dalle mie paure

La Terapia Breve Strategica per il trattamento di ansia e panico

S. durante, il percorso di terapia, ha trovato una soluzione alla sua ansia e all’insicurezza che aveva maturato. E’ riuscito addirittura a licenziarsi e ad aprire una Partita IVA, diventando un lavoratore autonomo. Inoltre anche le passioni e gli hobby che aveva lasciato in sospeso, sono tornati parte integrante della sua vita. L’indecisione è ormai un lontano ricordo. La terapia breve strategica è efficace ed efficiente in quanto aiuta la persona a superare l’ansia e gli attacchi di panico, per poi favorire il consolidamento di una nuova realtà di benessere e salute mentale.

Se vivi una situazione simile e vuoi superare ansia e panico, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it in breve tempo riusciremo insieme a superare i tuoi problemi.

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Tag: ansia, Attacchi di Panico, fobie, monofobie, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Quest’anno il TEDxCortina 2020 ha avuto luogo in una cornice speciale: il rifugio Lagazuoi. L’ultima volta che avevo raggiunto il rifugio Lagazuoi era stata una lunga giornata di montagna, molto dislivello, un lunghissimo sentiero attrezzato e tantissima pioggia. Gli ultimi 600 metri di dislivello erano stati massacranti: stanchezza fisica, lieve dolore alle ginocchia, pioggia forte, tuttavia l’arrivo al rifugio alpino valeva la pena. La doccia bollente e l’ottima cucina mi avevano fatto recuperare dalle fatiche, e la bellezza del rifugio era stato un nutrimento per gli occhi. Situato a 2.752 metri sul livello del mare, il Lagazuoi si trova in una posizione panoramica nei confronti di numerose vette dolomitiche: le Tofane, le Odle, la Marmolada, solo per citarne alcune.

Purtroppo quest’anno non sono potuto essere presente di persona all’avvenimento, tuttavia averlo seguito in rete mi ha riportato nel meraviglioso ambiente alpino del rifugio. L’articolo di oggi è un report di quanto ascoltato in streaming durante il TEDxCortina 2020, tenutosi all’aperto nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti contagio.

TEDxCortina 2020: “Emergenze”, un tema attuale

Il tema delle Emergenze, scelto dal team del TEDx addirittura prima della pandemia COVID-19, è decisamente molto attuale. Come psicologo e psicoterapeuta mi trovo spesso a lavorare con problematiche connesse a momenti di crisi e di emergenza. La salute mentale ed il benessere possono facilmente essere intaccati da momenti di difficoltà, da situazioni problematiche con risvolti stressanti, che incontriamo quotidianamente. In particolare i recenti mesi di emergenza sanitaria hanno comportato conseguenze e riflessioni importanti nella vita di ciascuno di noi. TedxCortina ha affrontato la tematiche dell’emergenza da diverse prospettive, avvalorando l’importanza di sapersi adattare alle situazioni allarmanti ed entrare nella dinamica del cambiamento: Perché emergenza è necessità, ma anche possibilità e responsabilità di coltivare il cambiamento”.

 

Gli speaker del TEDxCortina 2020

L’epidemiologa Ilaria Dorigatti ha aperto l’edizione del TEdxCortina 2020 parlando di contagio. Una seconda ondata di COVID-19 può essere evitata solamente dall’essere umano più imprevedibile: l’uomo. Solo seguendo in maniera rispettosa le regole e le norme sanitarie possiamo veramente evitare un nuovo lockdown. Il futuro è incerto, la nostra responsabilità personale farà la differenzaThomas Ambrosi, C.E.O. di ONO Exponential Farming, una start-up innovativa nel settore dell’Agritech, distingue tra emergenze lente e veloci, situazioni cioè che richiedono risposte più o meno rapide; il concetto di emergenza ci porta a modificare le nostre abitudini e a prospettarci un futuro diverso. L’emergenza intesa come possibilità e non come limite. Marco Landi, ex presidente di Apple, vede l’uomo – ed in particolare i giovani – al centro del progetto futuro, per questo è importate continuare a valorizzarli, puntando sull’innovazione come motore per la crescita. Nina Zilli, cantautrice, personaggio televisivo e conduttrice radiofonica, ha gridato che dobbiamo indignarci di fronte alle ingiustizie e comunicare al mondo quello che pensiamo. Claudia Belli, (head) Social business e Microfinance Mgr. – BNP PARIBAS, alla domanda: “Cosa risolverà le emergenze?”, ha risposto: “Modelli sociali che possono creare soluzioni inedite, con impatto positivo”Luca Foresti, A.D. del Centro Medico Sant’Agostino, mette in primo piano la volontà come motore per costruire uno stile di vita sano, l’importanza di sentirsi bene con se stessi sia in termini di salute fisica che mentale. Come psicologo psicoterapeuta non posso che concordare con la tesi del dottor Foresti, ricordando che uno stile di vita salutare genera la condizione di benessere necessaria per affrontare positivamente lo stress della vita modernaSimona Atzori, ballerina e pittrice, ha emozionato con il suo slogan: “Io ho le mani in basso!”. Dalla nascita Simona è priva delle mani, tuttavia questo non l’ha scoraggiata, con grande forza di volontà ha spostato il focus dalle mani ai piedi, che sono diventati il mezzo per esprimersi. Non ha mai guardato a quello che manca, ma a quello che c’è! Gaetano Farina, Tenente Colonnello dell’Aeronautica Militare, comandante delle Frecce Tricolori, ha sottolineato l’importanza della formazione e dell’addestramento per prevenire le possibili emergenze. Solo lo studio e l’attenzione continua aiutano a riconoscere un problema prima che si presenti.

La chiusura del TEDxCortina ha visto sul palco Vittorio Di Tomaso, Presidente e CEO di Celi, una PMI innovativa nel campo della progettazione di sistemi basati su Intelligenza Artificiale. Di Tomaso ha presentato l’innovativo progetto di “benessere urbano”, in grado di migliorare l’esperienza urbana delle persone attraverso la raccolta dati, effettuata tramite l’ausilio di cosiddette “panchine sensoriali”.

TEDxCortina un evento ecosostenibile

Il TEDxCortina 2020 è stato come sempre un evento splendido, ricco di interessanti spunti di innovazione e divulgazione, impreziosito dal fatto di essere stato organizzato in un luogo speciale, nel rispetto del criterio di sostenibilità ambientale e di uso consapevole delle risorse.

Il 17 ottobre vi aspettiamo al TEDxPadova 2020, al quale collaboro in team, con il ruolo di “Speaker Assistant”. Il tema del convegno sarà “Identità” e stupirà con ospiti di primo piano; vi consiglio di seguire il sito di TEDxPadova, per rimanere aggiornati su tutte le news  relative all’evento.

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Tag: emergenze, psicologia dell'emergenza, TEDxCortina, TEDxCortina 2020, TEDxPadova

Cos’è il TEDx Padova Salon e cos’è il TED

Innanzi tutto vorrei chiarire che la sigla TED è l’acronimo di Technology, Entertainment and Design, una Organizzazione internazionale che si prefigge lo scopo di facilitare la diffusione di idee riguardanti una grande varietà di argomenti (dalla scienza, al business, alle tematiche globali) attraverso brevi conferenze tenute da esperti di ogni settore. TEDx Padova è la sigla dell’ente locale, indipendente, organizzatore di peculiari eventi sul proprio territorio. Il TEDx Padova Salon è uno degli eventi satellite all’evento principale, che permettono alla community di rimanere collegati con il TEDx Padova durante tutto l’anno.

TEDx è innovazione

Quando cerco di dare una definizione più personale di cosa significhi TEDx per me, entro in un mondo meccanico fatto di ingranaggi, immagino una serie di ruote dentate che si inseriscono una nell’altra, dapprima ferme ed immobili, che iniziano poi lentamente a ruotare e proseguono in maniera sempre più veloce e coordinata. Ogni intervento (speech) che ascolto durante il TEDx fa lavorare gli ingranaggi della mia mente, crea spunti di riflessione, mi fa vivere un’esperienza formativa e di valore. Questo è’ quello che puntualmente mi è successo anche durante l’ultimo TEDxPadova Salon.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Il Salon è un evento satellite che anticipa l’evento annuale di TEDx Padova. Il titolo come l’acqua prende spunto dalla considerazione che l’acqua è un elemento fondamentale, qualcosa di cui noi tutti abbiamo bisogno. Allo stesso modo, appunto come l’acqua, anche la solidarietà è qualcosa, un valore, di cui tutti noi abbiamo bisogno e di cui non possiamo fare a meno. E’ questo il grande insegnamento che ci portiamo a casa dall’interessante Salon di lunedì 27 luglio, svoltosi nella meravigliosa cornice del Castello Carrarese in centro Padova. In particolare questo evento sottolinea l’importanza della città di Padova come Capitale Europea del Volontariato per l’anno 2020, ed è stato organizzato appunto in collaborazione con il CSV (Centro Servizio Volontariato) della provincia di Padova.  Oggi vorrei brevemente riassumere gli interventi di questo evento sui generis, a mio giudizio così particolare ed emozionante.

Le storie di chi lavora nel sociale

Patrizia Tolot, della cooperativa “Down Dadi” di Padova, ci ha fatto entrare nel vivo della loro attività, ci ha fatto capire come affrontare il tabù della diversità di coloro che sono affetti da sindrome di Down. Inoltre ha sottolineato l’importanza della mission della cooperativa: favorire una sempre maggiore autonomia per le persone affette da disabilità intellettive, sia dal punto di vista occupazionale che sociale.

La psicologa psicoterapeuta Patrizia Zantedeschi, responsabile del centro antiviolenza, ci ha illustrato le problematiche che si presentano nel Centro Veneto Progetti Donna. La sua scioccante statistica, ovvero che una donna su tre è vittima di violenza, fisica o verbale, ha riportato l’attenzione su una tematica, quella della violenza sulle donne, che non può essere considerata come argomento scontato e relegata in secondo piano nell’attenzione generale.

Storie d’integrazione

Si sono poi succeduti quattro speaker speciali, protagonisti di storie di integrazione sociale, quattro persone le cui storie raccontano di lunghi viaggi e di grandi sofferenze prima di poter finalmente arrivare ad inserirsi e ad integrarsi nel mondo del lavoro, attraverso la Cooperativa di Solidarietà.

Mamadou è stato costretto ad intraprendere un lungo viaggio che dal Mali lo ha portato in Italia; ha vissuto ingiustamente l’esperienza del carcere in Libia, ha visto morire decine di persone durante la traversata in barcone, ha dovuto lottare duramente per riuscire ad integrarsi. Aneto è arrivata in Italia con la promessa di un lavoro in un negozio di scarpe e si è ritrovata invece sul marciapiede. Solo la sua grande forza d’animo l’ha aiutata a scappare e a cercare una nuova vita. Fhad avrebbe potuto essere un grande campione di atletica se le problematiche burocratiche non avessero ostacolato il suo sogno. Anche lui, però, con la forza di volontà è riuscito a rialzarsi e ad integrarsi nel tessuto sociale del padovano. Infine Hannou e sua moglie Youssef hanno raccontato le loro storie. Il primo ha lottato e superato ogni pregiudizio, riuscendo infine a partecipare alla vita politica della città di Padova. Sua moglie ha continuato ad indossare il velo, simbolo culturale in cui si riconosce, contro tutto e contro tutti i pregiudizi.

La presentatrice Francesca Trevisi ha brillantemente condotto la serata e a renderla ancora più prestigiosa hanno contribuito la lettura del “Pranzo di Babette” da parte dell’attrice e scrittrice Lella Costa e le musiche dell’Orchestra Radiomondo, diretta dal maestro Maurizio Camardi.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Con la metafora di quanto sia vitale la solidarietà – esattamente come l’acqua – per chi ne ha bisogno, l’evento sponsorizzato dal TEDx Padova Salon insegna l’importanza dell’aiuto reciproco, del sostegno, dell’integrazione e soprattutto di come quest’ultima sia effettivamente realizzabile nella nostra società.

In chiusura vorrei sottolineare come questo evento sia stato reso possibile dal grandissimo lavoro di tutto il team di TEDx Padova, che come sempre riesce a realizzare qualcosa di importante (magico) attraverso il lavoro sincrono e ben coordinato di tutti i suoi componenti. Rimanete collegati e non dimenticate la data del 17 ottobre 2020 quando andrà in scena l’annuale TEDx Padova 2020, avente per tema: “Identità”.

 

 

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Adolescenza, ansia e panico

C’è chi pensa che l’ansia ed il panico non si verifichi in adolescenza e sia un problema solo degli adulti. In realtà l’ansia ed il panico in adolescenza possono creare grandi difficoltà e momenti di chiusura relazionale anche e soprattutto nei ragazzi. Dando vita a situazioni di evitamento”, di impedimento e di crisi vera propria, molto complesse da superare. Il senso di nervosismo e di preoccupazione possono prendere il sopravvento e favorire una rinuncia a frequentare gli amici, ad andare a scuola o a continuare l’attività sportiva.

Quali conseguenze per ansia e panico?

Le conseguenze di queste intense emozioni di ansia e panico possono derivare dalla paura di non riuscire (es. nello studio, nello sport), di non farcela anche nelle situazioni più semplici da gestire, e possono comportare una successiva difficoltà anche nella strutturazione dell’identità personale. Oggi, attraverso le storie vere di alcuni giovani ragazzi, affronteremo questa importante problematica dell’ansia e del panico in adolescenza.

Marco ci racconta l’ansia ed il panico in adolescenza

Ero in gita a Vienna e ad un certo punto mi sono sentito morire

Marco (nome di fantasia) esordisce in questo modo al primo appuntamento nel mio studio. La sensazione che descrive è stata quella di una de-personalizzazione, come se non fosse lui a vivere quelle emozioni  e come se stesse per morire proprio in quel momento. Il panico aveva preso il sopravvento durante la mattina in giro per la città.

Il racconto di Marco

La sera precedente avevamo fatto tardi con i compagni di classe, ridendo scherzando e bevendo qualche birra di troppo”, racconta Marco, “poi improvvisamente ho sentito una morsa allo stomaco e ho iniziato ad aver paura”. Per la prima volta nella sua vita aveva sperimentato cosa significasse veramente morire di paura”; Marco ha stretto i denti per sopportare lo stress emotivo, non ne ha parlato con nessuno e ha cercato di evitare di attirare l’attenzione. I pensieri sono diventati insopportabili, si è sentito fuori luogo, fuori dal proprio corpo, però ha retto e sopportato fino al rientro a casa. Si è rivolto al mio studio per cercare di controllare i pensieri negativi e capire se questa sensazione di de-personalizzazione fosse reale o meno.

La terapia breve strategica

Il lavoro terapeutico sul disturbo ansiogeno ha portato in breve tempo ad ottimi risultati, in particolare riducendo i sintomi della paura improntando un lavoro sulla consapevolezza di se stesso. Le grandi paure del futuro, di come sarà la sua vita e di come di svilupperà la sua identità, sono state risolte con successo e hanno condotto ad deciso miglioramento della sintomatologia.

Federica e la paura di andare a scuola

Federica (nome di fantasia) ha smesso di andare a scuola. Da alcuni mesi la paura di non essere all’altezza e di non riuscire a superare le verifiche le ha creato un blocco psicologico:

Quando sono in classe entro in uno stato di tensione, mi viene paura e mi trovo costretta ad uscire e a rifugiarmi in bagno”.

La paura di perdere il controllo prende il sopravvento, lasciandola senza forze. Nell’ultimo periodo Federica per l’ansia non riusciva neppure a salire sull’autobus, ormai era più di un mese che non andava a scuola.

Il percorso di psicoterapia

Sin dal primo appuntamento iniziamo a lavorare sulla sensazione di ansia, cercando di ridurre la paura attraverso il riconoscimento delle sensazioni e la conoscenza del modo migliore per affrontarle e superarle, nei momenti più delicati. L’uso di uno strumento specifico come il “diario di bordo”, un accorgimento terapeutico che serve a monitorare gli attacchi di panico nel momento stesso in cui arrivano, le ha permesso di essere più tranquilla, tanto che già alla seconda seduta è riuscita nuovamente a tornare a scuola. L’intero percorso di terapia strategica è stato veramente efficace, Federica ha rapidamente trovato un soddisfacente stato di serenità e benessere.

Adolescenza, ansia e panico: la terapia breve strategica

La Terapia Breve Strategica lavora nel breve periodo proprio per ridurre i sintomi della paura, favorendo la costruzione di una nuova realtà. Specialmente in adolescenza, quando la costruzione dell’identità è un momento delicato e fondamentale, è importante intervenire in maniera tempestiva sui casi di ansia e panico, per favorire sin da subito un miglioramento ed una decisiva soluzione del problema.

Se vuoi saperne di più su come funziona la terapia breve strategica, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

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Tag: adolescenza, ansia, Attacchi di Panico, genitori, genitorialità, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Genitorialità e adolescenza saranno trattate in questo articolo partendo da un recentissimo fatto di cronaca avvenuto in Umbria: la morte di due ragazzi di 15 e 16 anni che avevano assunto una dose di metadone scambiandolo per purple drank, la droga dei trapper (sigla che identifica i musicisti esponenti del trap, un sottogenere musicale del rap). Le modalità che hanno portato al drammatico epilogo stanno emergendo con chiarezza, e a colpire l’attenzione è soprattutto la facilità con la quale i nostri ragazzi arrivano a consumare le prime dosi di sostanze stupefacenti. Il fatto che si tratti di due giovanissimi in età adolescenziale ci fa ulteriormente riflettere sul ruolo della società nel contrasto al fenomeno dilagante dello spaccio e su quello delle famiglie nel rapporto con i figli, in particolare nel delicato momento della loro crescita.

Adolescenza, famiglia e gruppo dei pari

Nelle fasi della pubertà e preadolescenza, tra gli 11 e i 14 anni, il corpo del bambino si sviluppa, le sue emozioni si fanno più intense, il rapporto con i coetanei cambia registro, compaiono i primi turbamenti sessuali. Nel ragazzo si scontrano due opposte tendenze: da una parte egli vorrebbe rimanere al sicuro nel mondo dell’infanzia, dall’altra invece è tentato di esplorare il mondo degli adulti, ed in questo contesto si sente attratto principalmente da tutto quello che è estraneo alla famiglia. Diventano importanti gli amici, la loro solidarietà, l’accettazione all’interno del gruppo, le pratiche di socializzazione, il fumo, il consumo di alcool e – purtroppo sempre più di sovente – anche l’assunzione di sostanze stupefacenti. D’altra parte è anche vero che i comportamenti degli adolescenti sono in qualche modo il riflesso dell’ambiente familiare in cui vivono.  C’è da chiedersi qual è il ruolo della famiglia in tutto questo, non come se fossimo in tribunale, per “sputare” una sentenza, ma per aiutare le famiglie a migliorarsi e a capire come trovare soluzioni funzionali.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia come sistema organizzato 

La famiglia è il luogo di incontro dei diversi ruoli e delle diverse esigenze dei componenti il nucleo familiare. La famiglia è un sistema organizzato e come tale ha bisogno di regole certe, basate su un sistema di principi ben definiti e di direttive altrettanto chiare e condivise. Se non esiste una linea comune ad entrambi i genitori, si corre il rischio che i figli tentino di approfittare di uno dei due per soddisfare le proprie esigenze. In termini tecnici potremmo dire che si rischia di attivare dei circoli viziosi disfunzionali.

Genitori si diventa

E’ forse paradossale sostenere che genitori non si nasce, si diventa, ma certo il percorso non è dei più facili, viste anche le ingerenze esterne del mondo dei social, della televisione, e delle amicizie dei nostri figli. Uno degli aspetti fondamentali è rappresentato dalle modalità e dalle forme della comunicazione all’interno del nucleo familiare. La comunicazione infatti risulta essenziale per costruire e mantenere un corretto rapporto relazionale a livello affettivo-emotivo. Vi sono occasioni in cui è opportuno assumere con i figli posizioni più morbide e flessibili, altre in cui è invece indicata una posizione più rigida e direttiva. La situazione ideale è quella di saper modulare l’atteggiamento genitoriale in relazione alle differenti situazioni che si possono venire a creare: l’importante è che la comunicazione non venga mai a mancare e che sia adeguata al particolare momento.

Genitorialità e adolescenza: la famiglia e i modelli di relazione

La famiglia è l’ambito in cui avviene la comunicazione genitori–figli ed è il centro focale di questo rapporto. E’ necessario pertanto comprendere bene come funziona il nostro ambiente familiare, per essere in grado di impostare correttamente l’insieme di regole in grado di influire sulla crescita funzionale dei nostri figli e per correggere eventuali aspetti negativi. Volendo fornire qualche indicazione più di dettaglio, si possono individuare alcune tipologie di modelli familiari che presentano ciascuna caratteristiche peculiari riguardo al loro funzionamento.

Il modello democratico permissivo

Il modello democratico permissivo, nel quale il rapporto è improntato sul dialogo tra i componenti della famiglia ed i genitori svolgono il ruolo di amici, persino di confidenti, dei propri figli. In questo tipo di famiglia regna una democrazia incondizionata, ma proprio per questo i figli si sentono caricati di una responsabilità a volte troppo grande per loro.

Il modello iperprotettivo

Nel modello iperprotettivo i genitori si sostituiscono in tutto ai propri figli, anticipandone i bisogni e risolvendo le difficoltà, nel tentativo di rendere loro la vita più facile. Il rischio in questi casi è quello che i figli crescano all’ombra dei genitori e che sviluppino comportamenti di incertezza e di insicurezza nei confronti del mondo esterno.

Il modello autoritario

Il modello autoritario è caratterizzato da modalità relazionali di tipo rigido ed impositivo. Il genitore (talvolta anche entrambi i genitori) esercitano il potere da una posizione dominante, ordine e disciplina sono i valori di riferimento, i figli non hanno voce in capitolo. Il controllo delle decisioni finisce per scoraggiare qualsiasi iniziativa non in linea con il sistema di regole imposte, l’eventuale posizione di rifiuto può condurre a posizioni radicali di contrapposizione.

Il modello delegante

Nel modello delegante i genitori delegano il loro ruolo alla famiglia allargata, di solito ai nonni, generando una dinamica interna di competizione in termini affettivi. Venendo a mancare una figura autorevole, e non essendo i nonni modelli adatti ad essere imitati, i genitori inducono nei figli la sensazione di essere persone deboli e poco convincenti.

Senza scendere più a fondo nel dettaglio e senza trattare ulteriori schemi caratteristici – ad esempio quelli della famiglia sacrificante e della famiglia intermittente – è importante notare che ciascun modello è caratterizzato da regole e strategie comunicative assolutamente peculiari, che tendono ad influire sulla crescita dei nostri figli.

Assume quindi la massima importanza capire a quale modello si ispira il nostro rapporto con i figli, per essere in grado di impostare o correggere, ove necessario, il dialogo genitoriale e per dare la giusta dimensione alla relazione affettiva che lega i membri della famiglia.

Se senti di avere delle difficoltà con tuo figlio oppure se sei un adolescente che ha bisogno di aiuto, contattami al 340.41.90.915 per una consulenza o per avere maggiori informazioni.

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Tag: adolescenza, dipendenza, genitorialità

Che cos’è l’efficacia personale? Come facciamo a gestire al meglio la nostra vita e le nostre decisioni? Molte volte ci siamo chiesti più o meno consciamente come fare per riuscire nella vita lavorativa, e in quelle strettamente connesse di relazioni sociali e famigliare. E soprattutto come fare per essere sempre efficaci ed anche efficienti. L’articolo di oggi prende in esame quegli aspetti che possono essere rielaborati e migliorati allo scopo di aumentare la concezione di efficacia ed efficienza nella nostra quotidianità.

Efficacia ed efficienza

Pur avendo significati diversi i due termini, nel contesto giornaliero abituale, vengono spesso impiegati come sinonimi. L’efficacia personale, secondo il mio punto di vista, è soggettiva, nel senso che ciascuno di noi stessi ha la tendenza ad un esame critico di ciò che facciamo, tuttavia vi sono alcuni aspetti che possono essere presi in esame, in termini generali, per aiutare a sentirsi più risolutivi, più incisivi nella nostra vita. Con efficacia si intende quindi la capacità di raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati, mentre l’efficienza riguarda la capacità di ottenerlo con il modalità e le risorse minime indispensabili.

 

Troppi impegni!

Sul lavoro il telefono squilla ogni cinque minuti, bisogna rispondere a troppe mail, ci sono continue riunioni, senza contare poi gli impegni familiari: la spesa, la casa, i figli… Gli obblighi sono sempre tantissimi e possono crearci un senso di frustrazione. Non riuscire a tenere tutto sotto controllo potrebbe indurre una sensazione di disagio e di conseguenza attenuare la nostra sensazione di efficacia personale. Gli impegni eccessivi possono determinare un blocco psicologico, che ci porta a non iniziare o a non portare a termine nulla, una sorta di “rifiuto” nei confronti delle troppe cose da fare. Un’altra sensazione negativa è quella di non riuscire ad intravvedere mai la fine di un lavoro, di un compito, di una incombenza. Le giornate iniziano ma non finiscono mai, c’è sempre qualcosa da fare e impegni da assolvere. Entrambe queste situazioni ci portano a vivere una sensazione di scarsa efficacia personale, con il rischio di sentirsi emotivamente tristi e arrabbiati con se stessi.

Come gestire gli impegni

Per gestire al meglio i nostri impegni, e dare quindi un’organizzazione ben articolata alle nostre giornate, è fondamentale attribuire un grado di “priorità” alle nostre attività e ai nostri obiettivi. Di fronte ad un nuovo progetto può essere utile chiedersi quale sia il risultato che vogliamo raggiungere, cercando di stimare l’impegno che dobbiamo investire per arrivare al nostro scopo. In questo modo saremo in grado di valutare le energie necessarie, il tempo di cui abbiamo bisogno ed il grado di coinvolgimento necessario. Riguardo al grado di priorità, sarebbe importante scartare a priori tutte quelle richieste che sono chiaramente superflue, poco importanti o che comunque possiamo rimandare al giorno successivo. Il fatto di essere in grado di organizzarsi senza essere travolti dagli impegni, trovando le soluzioni opportune e mantenendo in alcune situazioni una “dose minima” di cose da fare, aumenta l’efficacia personale.

Paura di non farcela

Il fallimento in qualche caso può essere dietro l’angolo, per questo la paura di sbagliare talvolta ci blocca e non ci consente di mettere in atto le azioni che ci siamo prefissati. Nella nostra società moderna i fallimenti vengono interpretati sempre in chiave negativa. In realtà ogni volta che sbagliamo o abbiamo un insuccesso, questo dovrebbe essere interpretato come un’opportunità di modificare il nostro approccio, una nuova e diversa possibilità di crescita, che ci consenta di diventare ancora più efficaci e performanti. Può sembrare paradossale, ma sbagliare è necessario, quasi fondamentale, così come è fondamentale soprattutto non fermarsi, ripartire. E’ facile che una battuta d’arresto possa scoraggiarci, tuttavia è ancora più importante gestire le emozioni di sofferenza e disagio, per poter così ripartire, trasformando un limite in risorsa.

Insoddisfazione lavorativa ed efficacia personale

L’insoddisfazione lavorativa il più delle volte è direttamente proporzionale alla sensazione di non essere efficaci. Non poterci esprimere come vorremmo anche sul lavoro genera dei veri e propri blocchi emotivi e innesca una sorta di routine che ci fa vivere la quotidianità in maniera poco soddisfacente e positiva. Nelle situazioni lavorative si riscontrano alcuni aspetti che possono determinare una sensazione di scarsa efficacia personale.

Cosa porta all’insoddisfazione lavorativa

Il primo è il fatto di sentirsi ignorati, come invisibili, e di conseguenza di non riuscire ad attirare le attenzioni dei colleghi e del capo, oppure dei collaboratori. L’impossibilità di stabilire una relazione sana con i colleghi e con i propri collaboratori genera una sensazione di incapacità ed inefficacia. Un secondo aspetto è quello di non riuscire a dare rilevanza e spessore al proprio lavoro. Se il nostro lavoro non conta né per me stesso né tantomeno per qualcun altro, difficilmente sarò soddisfatto e mi sentirò efficace. L’insoddisfazione lavorativa è molto diffusa e a sua volta provoca una condizione di scarsa efficacia personale. Cercare di lavorare su questo aspetto così pregnante della propria vita deve diventare una priorità per favorire un funzionale percorso di crescita personale.

Se vuoi saperne di più sull’efficacia personale o fissare una consulenza psicologica, chiamami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

 

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Tag: efficacia personale, emozioni, Terapia Breve Strategica

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Terapia Breve Strategica e disturbi alimentari

17 Settembre 2020

I disturbi del comportamento alimentare sono una tipologia di problematica psicologica molto diffusa. Il cibo è un piacere fondamentale e nel nostro “bel Paese” c’è una grande attenzione all’alimentazione. In ogni situazione, al bar, in ufficio, con gli amici, non si fa altro che parlare di cibo, ricette e cene al ristorante. Il momento del pasto è una situazione conviviale che soddisfa e fa sentire bene le persone. Tuttavia nel caso di persone con problematiche di disturbi del comportamento alimentare, il cibo può diventare una “prigione” che sconvolge la vita. L’articolo di oggi mira a far conoscere le diverse patologie connesse con il cibo ed il loro profondo legame con le dinamiche emotive.

I disturbi del comportamento alimentare: anoressia e bulimia

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che si caratterizza per una ricerca ossessiva della magrezza e la conseguente paura di ingrassare. Questi due requisiti determinano un’importante riduzione dell’assunzione di cibo, in alcuni casi addirittura una vera e propria astensione dallo stesso. In tal modo il peso corporeo si riduce notevolmente, senza per questo far sentire il soggetto anoressico realmente soddisfatto. Diventa una vera e propria ricerca ossessiva della magrezza.

Viceversa nella bulimia vi è una ricerca sfrenata del cibo. La persona vive il cibo come qualcosa di irrinunciabile e, pur cercando di frenarsi, perde il controllo concedendosi delle vere e proprie abbuffate alimentari. Spesso accade che il peso aumenti in maniera considerevole, portando a situazioni di sovrappeso o addirittura di obesità.

Binge eating e Jo-jo

In queste due situazioni particolari, la problematicità è data dall’alternarsi di digiuno e di dieta a situazioni diperdita di controllo. Nel caso del binge eating questi momenti di astensione dal cibo e successiva perdita di controllo con abbuffata si possono verificare anche nello stesso giorno. Oppure nell’arco di una settimana, vi possono essere giorni interi di dieta e giorni interi di totale perdita di controllo e di ricerca del piacere del cibo. Nel caso Jo-jo la differenza essenziale sta nel fatto che a lunghi periodi di dieta restrittiva segue una ripresa con abbuffate di cibo alla ricerca di una alimentazione “normale”, con conseguente rapido aumento del peso corporeo. In realtà nei momenti di dieta restrittiva il nostro corpo tende a conservare le riserve di grasso e quindi a bruciare meno, perciò nel momento in cui si riprende a mangiare si riprende velocemente peso. Ovviamente questa situazione genera effetti negativi sul metabolismo.

Vomiting

Nel vomiting l’impulso a mangiare e vomitare è impossibile da controllare. Questa particolare forma di disturbo del comportamento alimentare si sviluppa nel momento in cui la persona trae piacere dalla sequenza:mangiare e vomitare. In un primo momento l’atto del vomitare serve solo per liberarsi dal cibo ingurgitato, evitando così di aumentare di peso. Solo in un secondo momento mangiare e vomitare si trasforma in un vero e proprio rituale piacevole, un vortice da cui diventa complicato e molto difficile uscire.

I disturbi del comportamento alimentare e la dinamica di piacere

Una delle caratteristiche che accomuna tutti questi disturbi del comportamento alimentare è la dinamica del piacere. Il cibo è uno strumento attraverso il quale ci possiamo concedere o privare di questa emozione primaria. Le dinamiche emotive connesse con il cibo sono essenziali per poter affrontare e superare i disturbi del comportamento alimentare. Segui il mio blog per avere più informazioni; nelle prossime settimane inoltre uscirà il mio e-book sui disturbi del comportamento alimentare. L’articolo di oggi è un anticipo di alcuni aspetti che troverai esposti in dettaglio in questa guida gratuita, con anche esempi e alcuni consigli pratici.

Se vuoi maggiori info segui le mie pagine social dalle quali potrai scaricare l’e-book, oppure chiamami al 340.41.90.915 per avere maggiori informazioni.

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Tag: anoressia, binge eating, bulimia, disturbi del comportamento alimentare, jo jo, Terapia Breve Strategica, vomiting

Ansia e attacchi di panico possono diventare così invalidanti da non permetterci di sentirci più sicuri in nessuna delle nostre attività quotidiane. Oggi parlerò di ansia, e lo farò attraverso un racconto di terapia, per far capire come l’ansia possa veramente essere superata, perchè non è necessario conviverci ma è davvero possibile tornare a vivere in maniera serena. La storia che mi accingo a raccontarvi è reale. La sua particolarità sta nel fatto che la sensazione di paura ha determinato come conseguenza una totale insicurezza e indecisione. L’autostima del soggetto si è ridotta praticamente a zero, la capacità di cambiare e prendere decisioni senza essere sovrastati dall’ansia sembrava diventato qualcosa di impossibile.

Se vuoi saperne di più su ansia e attacchi di panico, scarica il mio e-book gratuito:

ANSIA E PAURA, una breve guida sulle diverse patologie fobiche e sulle strategie per superare ansia e panico.

Ansia e attacchi di panico: la storia di S.

S. si presenta nel mio studio dopo aver svolto altrove un lungo percorso di terapia. Ha molto chiaro come la sua ansia sia legata ad una realtà lavorativa poco edificante e ad una difficoltà nel prendere decisioni. Lavora da anni come dipendente e ha sviluppato competenze significative nel proprio campo. Nella prima fase della carriera il capo lo ha sempre valorizzato, tuttavia a seguito di un spiacevole evento con un cliente, il capo ha iniziato a rendergli la vita lavorativa più complicata. Invece di supportarlo e aiutarlo a superare l’errore, il capo ha creato una situazione di tensione, S. ha avvertito sempre più l’insicurezza durante ogni attività lavorativa, tanto da iniziare a vivere sensazioni di panico.

la cosa peggiore è quella di sentirsi come morire durante il turno, non riesco a controllarmi, stringo i denti ma temo di crollare da un momento all’altro”.

Le tentate soluzioni

L’autocontrollo che esercita sulle sue sensazioni lo aiuta a portare a termine la giornata di lavoro; questo modo di affrontare il lavoro al momento sembra funzionale. Ma le giornate di lavoro diventano interminabili, il capo si accorge che la brillantezza è sparita. Invece di supportarlo inizia a vessarlo, arrivando addirittura a pensare al licenziamento. S. è in crisi, riversa le sue preoccupazioni in famiglia, con i fratelli e i genitori. Inizia ad uscire sempre meno di casa, rinunciando anche ad alcune sue passioni. Diventa insicuro in qualsiasi cosa, più si chiude in se stesso e più il problema aumenta creando una “prigione” nella quale l’ansia e gli attacchi di panico trovano nutrimento.

Ansia e attacchi di panico: come superarli

Il primo step della terapia si è incentrato sul favorire una riduzione della sintomatologia attraverso alcune strategie paradossali: S. ha iniziato a sperimentare come la paura affrontata si può trasformare in coraggio.

Attraverso il training definito la peggiore fantasia, S. ha vissuto in prima persona il fatto che se toccata con mano la paura svanisce. Questa tecnica è molto efficace, in quanto spinge la persona a non evitare ma addirittura ad affrontare le sue paure, a guardarle in faccia. Spesso descrivo la paura come un fantasma, più noi scappiamo dal fantasma e più quest’ultimo ci rincorre e ci spaventa. Attraverso la tecnica della peggiore fantasia si smette di scappare al fantasma e lo si tocca, facendolo scomparire. S. racconta come l’applicazione di questa tecnica gli abbia sin da subito fatto avvertire una forza nuova, l’insicurezza si è mano a mano sgretolata, lasciando sempre più spazio a nuove (ritrovate) energie.

Pensavo fosse un esercizio impossibile, invece mi ha aiutato ad uscire dalle mie paure

La Terapia Breve Strategica per il trattamento di ansia e panico

S. durante, il percorso di terapia, ha trovato una soluzione alla sua ansia e all’insicurezza che aveva maturato. E’ riuscito addirittura a licenziarsi e ad aprire una Partita IVA, diventando un lavoratore autonomo. Inoltre anche le passioni e gli hobby che aveva lasciato in sospeso, sono tornati parte integrante della sua vita. L’indecisione è ormai un lontano ricordo. La terapia breve strategica è efficace ed efficiente in quanto aiuta la persona a superare l’ansia e gli attacchi di panico, per poi favorire il consolidamento di una nuova realtà di benessere e salute mentale.

Se vivi una situazione simile e vuoi superare ansia e panico, contattami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it in breve tempo riusciremo insieme a superare i tuoi problemi.

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Tag: ansia, Attacchi di Panico, fobie, monofobie, panico, paura, Terapia Breve Strategica

Quest’anno il TEDxCortina 2020 ha avuto luogo in una cornice speciale: il rifugio Lagazuoi. L’ultima volta che avevo raggiunto il rifugio Lagazuoi era stata una lunga giornata di montagna, molto dislivello, un lunghissimo sentiero attrezzato e tantissima pioggia. Gli ultimi 600 metri di dislivello erano stati massacranti: stanchezza fisica, lieve dolore alle ginocchia, pioggia forte, tuttavia l’arrivo al rifugio alpino valeva la pena. La doccia bollente e l’ottima cucina mi avevano fatto recuperare dalle fatiche, e la bellezza del rifugio era stato un nutrimento per gli occhi. Situato a 2.752 metri sul livello del mare, il Lagazuoi si trova in una posizione panoramica nei confronti di numerose vette dolomitiche: le Tofane, le Odle, la Marmolada, solo per citarne alcune.

Purtroppo quest’anno non sono potuto essere presente di persona all’avvenimento, tuttavia averlo seguito in rete mi ha riportato nel meraviglioso ambiente alpino del rifugio. L’articolo di oggi è un report di quanto ascoltato in streaming durante il TEDxCortina 2020, tenutosi all’aperto nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti contagio.

TEDxCortina 2020: “Emergenze”, un tema attuale

Il tema delle Emergenze, scelto dal team del TEDx addirittura prima della pandemia COVID-19, è decisamente molto attuale. Come psicologo e psicoterapeuta mi trovo spesso a lavorare con problematiche connesse a momenti di crisi e di emergenza. La salute mentale ed il benessere possono facilmente essere intaccati da momenti di difficoltà, da situazioni problematiche con risvolti stressanti, che incontriamo quotidianamente. In particolare i recenti mesi di emergenza sanitaria hanno comportato conseguenze e riflessioni importanti nella vita di ciascuno di noi. TedxCortina ha affrontato la tematiche dell’emergenza da diverse prospettive, avvalorando l’importanza di sapersi adattare alle situazioni allarmanti ed entrare nella dinamica del cambiamento: Perché emergenza è necessità, ma anche possibilità e responsabilità di coltivare il cambiamento”.

 

Gli speaker del TEDxCortina 2020

L’epidemiologa Ilaria Dorigatti ha aperto l’edizione del TEdxCortina 2020 parlando di contagio. Una seconda ondata di COVID-19 può essere evitata solamente dall’essere umano più imprevedibile: l’uomo. Solo seguendo in maniera rispettosa le regole e le norme sanitarie possiamo veramente evitare un nuovo lockdown. Il futuro è incerto, la nostra responsabilità personale farà la differenzaThomas Ambrosi, C.E.O. di ONO Exponential Farming, una start-up innovativa nel settore dell’Agritech, distingue tra emergenze lente e veloci, situazioni cioè che richiedono risposte più o meno rapide; il concetto di emergenza ci porta a modificare le nostre abitudini e a prospettarci un futuro diverso. L’emergenza intesa come possibilità e non come limite. Marco Landi, ex presidente di Apple, vede l’uomo – ed in particolare i giovani – al centro del progetto futuro, per questo è importate continuare a valorizzarli, puntando sull’innovazione come motore per la crescita. Nina Zilli, cantautrice, personaggio televisivo e conduttrice radiofonica, ha gridato che dobbiamo indignarci di fronte alle ingiustizie e comunicare al mondo quello che pensiamo. Claudia Belli, (head) Social business e Microfinance Mgr. – BNP PARIBAS, alla domanda: “Cosa risolverà le emergenze?”, ha risposto: “Modelli sociali che possono creare soluzioni inedite, con impatto positivo”Luca Foresti, A.D. del Centro Medico Sant’Agostino, mette in primo piano la volontà come motore per costruire uno stile di vita sano, l’importanza di sentirsi bene con se stessi sia in termini di salute fisica che mentale. Come psicologo psicoterapeuta non posso che concordare con la tesi del dottor Foresti, ricordando che uno stile di vita salutare genera la condizione di benessere necessaria per affrontare positivamente lo stress della vita modernaSimona Atzori, ballerina e pittrice, ha emozionato con il suo slogan: “Io ho le mani in basso!”. Dalla nascita Simona è priva delle mani, tuttavia questo non l’ha scoraggiata, con grande forza di volontà ha spostato il focus dalle mani ai piedi, che sono diventati il mezzo per esprimersi. Non ha mai guardato a quello che manca, ma a quello che c’è! Gaetano Farina, Tenente Colonnello dell’Aeronautica Militare, comandante delle Frecce Tricolori, ha sottolineato l’importanza della formazione e dell’addestramento per prevenire le possibili emergenze. Solo lo studio e l’attenzione continua aiutano a riconoscere un problema prima che si presenti.

La chiusura del TEDxCortina ha visto sul palco Vittorio Di Tomaso, Presidente e CEO di Celi, una PMI innovativa nel campo della progettazione di sistemi basati su Intelligenza Artificiale. Di Tomaso ha presentato l’innovativo progetto di “benessere urbano”, in grado di migliorare l’esperienza urbana delle persone attraverso la raccolta dati, effettuata tramite l’ausilio di cosiddette “panchine sensoriali”.

TEDxCortina un evento ecosostenibile

Il TEDxCortina 2020 è stato come sempre un evento splendido, ricco di interessanti spunti di innovazione e divulgazione, impreziosito dal fatto di essere stato organizzato in un luogo speciale, nel rispetto del criterio di sostenibilità ambientale e di uso consapevole delle risorse.

Il 17 ottobre vi aspettiamo al TEDxPadova 2020, al quale collaboro in team, con il ruolo di “Speaker Assistant”. Il tema del convegno sarà “Identità” e stupirà con ospiti di primo piano; vi consiglio di seguire il sito di TEDxPadova, per rimanere aggiornati su tutte le news  relative all’evento.

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Tag: emergenze, psicologia dell'emergenza, TEDxCortina, TEDxCortina 2020, TEDxPadova

Cos’è il TEDx Padova Salon e cos’è il TED

Innanzi tutto vorrei chiarire che la sigla TED è l’acronimo di Technology, Entertainment and Design, una Organizzazione internazionale che si prefigge lo scopo di facilitare la diffusione di idee riguardanti una grande varietà di argomenti (dalla scienza, al business, alle tematiche globali) attraverso brevi conferenze tenute da esperti di ogni settore. TEDx Padova è la sigla dell’ente locale, indipendente, organizzatore di peculiari eventi sul proprio territorio. Il TEDx Padova Salon è uno degli eventi satellite all’evento principale, che permettono alla community di rimanere collegati con il TEDx Padova durante tutto l’anno.

TEDx è innovazione

Quando cerco di dare una definizione più personale di cosa significhi TEDx per me, entro in un mondo meccanico fatto di ingranaggi, immagino una serie di ruote dentate che si inseriscono una nell’altra, dapprima ferme ed immobili, che iniziano poi lentamente a ruotare e proseguono in maniera sempre più veloce e coordinata. Ogni intervento (speech) che ascolto durante il TEDx fa lavorare gli ingranaggi della mia mente, crea spunti di riflessione, mi fa vivere un’esperienza formativa e di valore. Questo è’ quello che puntualmente mi è successo anche durante l’ultimo TEDxPadova Salon.

TEDx Padova Salon “come l’acqua

Il Salon è un evento satellite che anticipa l’evento annuale di TEDx Padova. Il titolo come l’acqua prende spunto dalla considerazione che l’acqua è un elemento fondamentale, qualcosa di cui noi tutti abbiamo bisogno. Allo stesso modo, appunto come l’acqua, anche la solidarietà è qualcosa, un valore, di cui tutti noi abbiamo bisogno e di cui non possiamo fare a meno. E’ questo il grande insegnamento che ci portiamo a casa dall’interessante Salon di lunedì 27 luglio, svoltosi nella meravigliosa cornice del Castello Carrarese in centro Padova. In particolare questo evento sottolin