Perché in vacanza non riesco a rilassarmi? Quando fermarsi diventa difficile.

1 Agosto 2026 Categoria: Ansia e panicoCrescita Personale

Perché in vacanza non riesco a rilassarmi? Quando fermarsi diventa difficile.

Ansia in vacanza: perché proprio quando ci fermiamo iniziamo a stare peggio?

Aspettiamo le vacanze per mesi. Le immaginiamo come il momento in cui finalmente potremo staccare dal lavoro, dormire qualche ora in più, dedicare tempo a noi stessi e recuperare le energie. Eppure, per molte persone che ricevo nel mio studio, le cose non vanno così. C’è chi si sente improvvisamente nervoso, chi continua a pensare al lavoro, chi controlla il telefono ogni pochi minuti e chi, proprio nei primi giorni di ferie, finisce addirittura con l’ammalarsi. Nel mio lavoro incontro spesso persone che aspettano con entusiasmo le vacanze, ma che fanno molta fatica a vivere davvero quel tempo di riposo. Non perché non lo desiderino, ma perché interrompere una routine costruita per mesi non è così semplice come sembra.

Perché il cambiamento mette in difficoltà anche quando è positivo

Siamo abituati a pensare che il cambiamento sia sempre qualcosa di positivo. In realtà, ogni cambiamento richiede un adattamento, anche quando lo abbiamo desiderato a lungo. Per mesi la nostra giornata è scandita da orari, telefonate, riunioni, responsabilità e scadenze. Il cervello si abitua a questo ritmo e, nel tempo, lo considera normale. Quando tutto questo si interrompe improvvisamente, non entra immediatamente in modalità “vacanza”. Anzi, spesso continua a funzionare come se fosse ancora immerso nella quotidianità. È per questo che molte persone raccontano di sentirsi quasi spaesate nei primi giorni di vacanza. Come se, venendo meno gli impegni di sempre, mancasse improvvisamente un punto di riferimento. Non è il tempo libero a creare disagio ma il cambiamento di ritmo.

Quando il bisogno di controllo ci fa perdere il controllo

C’è un altro aspetto che merita attenzione. Molte persone cercano di controllare anche il modo in cui dovrebbero rilassarsi. Vorrebbero smettere subito di pensare, sentirsi immediatamente tranquille e vivere le vacanze nel modo “giusto”. Ma la mente non funziona così. Più proviamo a controllare le nostre sensazioni, più rischiamo di amplificarle. Durante le ferie può accadere un paradosso: più ci diciamo “devo rilassarmi”, più ci accorgiamo di non riuscirci.

La storia di M.: quando il corpo si ferma, presenta il conto

M., nome di fantasia, è un manager che lavora con ritmi molto intensi. Durante l’anno vive praticamente sempre sotto pressione dall’alba al tramonto. Telefonate continue, responsabilità, decisioni da prendere e giornate che sembrano non finire mai. Poi arrivano finalmente le ferie. E ogni anno succede la stessa cosa: dopo due o tre giorni si ammala. Piccola febbre, raffreddore, stanchezza profonda, il suo corpo, rimasto in tensione per mesi, sembra concedersi improvvisamente il diritto di fermarsi. Il problema non sono le vacanze. Il problema è che la sua mente non ha ancora imparato a rallentare.

 

La storia di L.: il lavoro che va in vacanza insieme a noi

L., invece, parte ogni anno con le migliori intenzioni. Prima di chiudere l’ufficio organizza tutto nei minimi dettagli, ma lascia il telefono sempre acceso: “solo per le emergenze”, si dice. In realtà le emergenze diventano una mail da leggere, una telefonata, un messaggio WhatsApp, una decisione veloce da prendere. Ogni interruzione dura pochi minuti, ma è sufficiente per riportare la sua attenzione al lavoro Il suo corpo è in vacanza, ma la sua mente, invece, continua a essere in ufficio. Ed è proprio questa reperibilità continua a impedire al cervello di comprendere che quel tempo dovrebbe essere dedicato al recupero.

Come rilassarsi davvero durante le vacanze

Riuscire a staccare completamente da un giorno all’altro non è semplice. Per questo motivo può essere utile rendere il cambiamento più graduale. Se sai che spegnere il telefono ti genera ansia, prova a stabilire un solo momento della giornata in cui controllare eventuali comunicazioni davvero urgenti. Dieci minuti possono essere sufficienti. Tutto il resto può aspettare. Anche la giornata non ha bisogno di essere completamente vuota, ma nemmeno trasformarsi in una nuova agenda piena di attività. Può essere sufficiente programmare una passeggiata al mattino, una visita o un’escursione, lasciando il resto della giornata libero. Oppure fare il contrario e dedicare la mattina al riposo, organizzando qualcosa soltanto nel pomeriggio. L’obiettivo non è riempire il tempo, ma imparare lentamente a viverlo senza sentirsi obbligati a produrre continuamente qualcosa.

Imparare a stare bene anche quando non stiamo facendo nulla

Le vacanze rappresentano spesso un’occasione preziosa per osservare il rapporto che abbiamo con il tempo, con il lavoro e con il controllo. Se ogni volta che provi a rallentare emergono ansia, irrequietezza o il bisogno costante di tornare a fare qualcosa, probabilmente non è il tempo libero il problema. È il modo in cui, negli anni, hai imparato a vivere te stesso, il tuo equilibrio vita lavoro. Comprendere questi meccanismi significa iniziare a costruire un rapporto diverso con il riposo, con le emozioni e con il cambiamento.

Se ti riconosci in queste situazioni e senti che la difficoltà a staccare sta influenzando il tuo benessere, puoi contattarmi al 340 419 0915 oppure fissare direttamente un primo colloquio tramite la mia agenda online cliccando qui.