Perché mi sento sempre stanco anche se dormo?
Quando non è solo stanchezza. Dormo, ma non recupero mai
Dormire sette o otto ore e continuare a svegliarsi senza energie è una sensazione che molte persone conoscono bene. La giornata inizia già in salita, la concentrazione diminuisce, tutto sembra richiedere uno sforzo enorme e, anche dopo un fine settimana di riposo, quella stanchezza continua a essere presente. È naturale pensare che il problema sia il sonno ed in alcune situazioni lo è realmente. In altri casi, però, il corpo e la nostra mente stanno cercando di comunicarci qualcosa di diverso.
Perché mi sento sempre stanco anche se dormo? Stanchezza e lavoro
Sempre più spesso, dietro una stanchezza che non passa, troviamo un rapporto con il lavoro diventato insostenibile. Non significa necessariamente lavorare troppe ore. Significa vivere per mesi una condizione di stress continuo, nella quale le richieste aumentano mentre le risorse personali diminuiscono. L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce il burnout come una sindrome legata allo stress cronico sul posto di lavoro non gestito con successo. Non si tratta semplicemente di sentirsi affaticati, ma di un progressivo esaurimento che coinvolge il modo in cui lavoriamo, pensiamo e viviamo il nostro lavoro.
Quando il lavoro smette di essere solo lavoro
Molte persone immaginano il burnout come qualcosa che riguarda solo professioni particolarmente impegnative. In realtà può interessare chiunque. Il punto non è il numero di ore lavorate, ma il rapporto che si crea tra la persona e il proprio lavoro. Nel modello sviluppato da Christina Maslach e Michael Leiter esistono alcune aree che, quando si sbilanciano, aumentano il rischio di burnout. Tra queste troviamo il sovraccarico di lavoro, la sensazione di non avere controllo sulle proprie attività, la mancanza di riconoscimento, relazioni lavorative deteriorate, percezioni di ingiustizia e il conflitto tra ciò che facciamo e i nostri valori personali. Anche una sola di queste aree può diventare fonte di sofferenza se protratta nel tempo.
Le tre aree che spesso iniziano a cambiare
Nel corso del tempo il burnout non modifica soltanto il nostro livello di energia. Inizia lentamente a cambiare il modo in cui viviamo il lavoro. La prima area riguarda le competenze. Le richieste aumentano, ma diminuiscono le risorse per affrontarle. Non è solo una questione di quantità di lavoro: ci si sente senza autonomia, senza strumenti e con la sensazione di rincorrere continuamente ciò che c’è da fare.
La seconda riguarda la socialità. Il lavoro perde progressivamente quella dimensione di collaborazione che rende un ambiente sano. Ci si sente poco riconosciuti, aumenta la distanza dai colleghi e il clima lavorativo diventa sempre più pesante.
Infine c’è la moralità. È forse l’aspetto meno conosciuto ma anche uno dei più importanti. Succede quando iniziamo a svolgere attività che sentiamo lontane dai nostri valori o quando percepiamo il contesto come ingiusto. A quel punto non diminuisce soltanto la motivazione: iniziamo a perdere il significato stesso del nostro lavoro.
La storia di M.
M., nome di fantasia, arriva nel mio studio convinto di avere un problema di ansia. Mi racconta che da mesi si sente costantemente stanco. Dorme, ma al mattino si sveglia già senza energie. Ha smesso di fare sport, la sera non ha voglia di uscire e durante il fine settimana spera soltanto di recuperare un po’ di forze. La prima domanda che si pone è semplice:
“Perché sono sempre così stanco?”
Il percorso di psicoterapia
Nel corso dei colloqui emerge però anche altro. Da quasi due anni il suo lavoro è cambiato profondamente. Le responsabilità sono aumentate, le richieste sembrano non finire mai e ogni giornata è accompagnata dalla sensazione di non fare mai abbastanza. Anche quando torna a casa continua a pensare alle mail, alle scadenze e alle decisioni del giorno successivo. I pensieri si affollano nella sua mente creando grande confusione. Il problema non era soltanto il lavoro. Era il modo in cui quel lavoro aveva lentamente occupato ogni spazio della sua vita, fino a farlo sentire svuotato. Quando iniziamo a lavorare su questo equilibrio, non cambia soltanto il livello di stanchezza. Cambia il modo di vivere il lavoro, di dare valore ai propri limiti e di recuperare spazi personali che da tempo erano stati messi da parte.
Cosa fare se ti riconosci in questa situazione
Se da tempo ti senti sempre stanco, anche dopo aver dormito, prova a fermarti un momento e chiederti se il problema riguarda soltanto il sonno oppure il modo in cui stai vivendo il tuo lavoro. Il burnout non è un segno di debolezza né un difetto caratteriale. È il risultato di uno squilibrio che si crea tra la persona e il proprio ambiente lavorativo, e proprio per questo può essere affrontato sia sul piano individuale sia organizzativo.
Il Copenhagen Burnout Inventory è uno strumento di autovalutazione che esplora tre dimensioni – burnout personale, lavorativo e relazionale – e può rappresentare un buon punto di partenza per comprendere meglio la propria situazione, pur non avendo valore diagnostico.


