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La storia delle dipendenze: un viaggio per conoscere le sostanze d’abuso

7 Giugno 2019

La storia delle dipendenze può aiutare a mettere in luce e a capire meglio la funzione che le sostanze hanno avuto nel corso del tempo ed il ruolo che hanno rivestito per la società. Durante l’incontro che ho svolto presso l’Università di Rovigo con gli studenti della facoltà di Scienze dell’educazione, ho cercato di fare una fotografia della diffusione delle sostanze e delle caratteristiche che la dipendenza ha assunto a partire dagli antichi egizi sino ai giorni nostri. 

In questo articolo cercherò di riassumere il viaggio che abbiamo fatto insieme agli studenti durante la giornata di formazione.

Mesopotamia, Antico Egitto, Grecia e Roma

La storia delle sostanze che possono dare dipendenza si intreccia fin dai tempi antichi al consumo di sostanze alcoliche. Nell’antichità gli oppiodi – ovvero le sostanze oppiacee, una miscela di alcaloidi ricavata dal papavero: Papaver somniferum – erano ben note ai Sumeri, ai babilonesi ed agli egizi,che utilizzavano l’oppio come anestetico, per ridurre il dolore, e come analgesico, come calmante, addirittura per non far piangere i bambini. Peraltro in Egitto era noto anche l’uso di bevande alcoliche come la birra, ritenuta un tonificante per le donne incinte, come testimonia unatavola del 2200 a.C.

Nella Grecia antica le Droghe erano considerate come sostanze che agiscono raffreddando, riscaldando, asciugando, umidificando contraendo e rilassando, o addormentando un modo cioè di curare l’organismo. Vino e birra erano consumati in grande quantità nei cerimoniali, così come pure sostanze quali hashish e altre appartenenti alla famiglia delle piante Solanaceae, come la Belladonna, avente proprietà antispasmiche, e la Mandragora, cui venivano accreditate virtù afrodisiache. Sostanze allucinogene venivano molto probabilmente consumate anche nel corso di cerimonie religiose, come simbolo spirituale d’iniziazione. A tal proposito sono noti i Misteri Eleusini, che si celebravano annualmente nell’antica città di Eleusi, nelle cui cerimonie rituali venivano consumate sostanze psichedeliche per creare un’atmosfera ed evocare l’aldilà. La dipendenza a livello di pericolosità sociale si concentrò invece sul vino, anche se i filosofi non si trovano tutti concordi a riguardo.

Nella Roma classica secondo Cesare fumare fiori di canapa era concesso per procurarsi ilarità e godimento. La Lex Corneliaunica norma sull’argomento dice: “Droga è una parola indifferente, che comprende sia ciò che serve a uccidere sia ciò che serve a curare, e i filtri d’amore, ma questa legge condanna solo ciò che viene usato per uccidere qualcuno”. Il grande medico Galeno prescriveva all’imperatore una porzione di oppio come antidolorifico ed il suo effetto anestetico, come già detto, era ben noto fin dall’antichità. La cosa che stupisce è che sebbene vi fossero consumatori regolari non sono documentate problematiche di ordine pubblico o privato, non sono riportati casi clinici e neppure si ha notizia di persone emarginatesocialmente. Invece il vino provocherà conflitti personali e collettivi (disordini, risse), anche se il suo consumo era proibito alle donne e ai minori di trentanni. 

Paganesimo, Islam e Medioevo

In opposizione al Cristianesimo, il Paganesimo vede nelle sostanze psicotrope l’azione di “spiriti neutri” che intensificano nel soggetto le sue inclinazioni naturali, buone o cattive, contribuendo alla conoscenza di se stesso. In questo senso possiamo intravvedere un collegamento con lo sciamanesimo e l’uso di sostanze e di alcol durante le cerimonie: usi magico-religiosi, sapere pagano contaminato dalla stregoneria.

Secondo le leggi islamiche non vi sono né droghe “sacre” né droghe “sacrileghe”. Maometto comunque proibì il vino, anche se non si può negare l’esistenza di un consumo di alcolici malgrado le pene severe per i contravventori. L’oppio nella cultura araba viene usato per indurre uno stato generale di euforia e nelle persone della terza età per sopportare i dispiaceri o addirittura per provocare l’eutanasia. AL-Ukbari, un erudito e saggio, sosteneva: Devi sapere che la legge islamica non proibisce il consumo di farmaci cordiali, con effetti come quelli dell’hashish, e poiché non vi è alcuna notizia sulla sua illiceità, il popolo considera che è permesso usarli. Ma l’uso dell’hashish non era sempre inteso in senso terapeutico. Nell’XI secolo la setta dei Nizariti, attiva in Persia ed in Siria, era nota come Setta degli Assassini– o più semplicemente Assassini– perché i loro feroci guerrieri ricorrevano alla pratica dell’omicidio a fini politici. Pare che il termine assassinipossa derivare dal sostantivo arabo al-Hashīshiyyūnossia coloro che sono dediti al consumo di hashish.

Durante il Medioevo droga, lussuria e stregoneria si intrecciano strettamente. L’uso religioso o ludico di sostanze diverse dall’alcol viene punito con la tortura o la morte, tuttavia è ampiamente riconosciuto il loro impiego nella fabbricazione di pozioni, pomate psicoattive, farmaci elementari.  Ledroghe” delle streghe nascondono ciò che è proibito per eccellenza e sarà l’Inquisizione ad occuparsi in modo spiccio della faccenda, bruciandole senza pietà sul rogo!

Nell’XI secolo oppio e canapa sono impiegati nelle pozioni curative di re, nobili e dagli stessi prelati; i medici traggono un grande e nuovo prestigio sociale usando l’oppio e la canapa a scopo terapeutico. La rinascita della farmacologia porta alla nascita dei primi ordini” di medici e speziali, fatto questo che ne aumenterà considerevolmente il prestigio, malgrado la considerazione che i loro preparati non siano molto diversi da quelli delle fattucchiere.

XIX e XX secolo

Con un salto nel tempo ci portiamo alle soglie del XIX secolo, quando ormai si possono contare almeno 70.000 medicinali con formula segreta che contengo in varie dosi sostanze psicoattive. 

Durante l’800 fu molto in voga l’uso del Laudano, un composto a base di oppio e alcool avente proprietà narcotiche, antidolorifiche e antispastiche simili a quelle degli oppiacei. Lo sciroppo a base di laudano veniva utilizzato dalle lavoratrici operaie inglesi per calmare i loro bambini.

La ricerca scientifica nel frattempo ha fatto passi da gigante e nel campo della farmacopea sono stati scoperti molti dei principali principi attivi delle sostanze. In particolare una delle più grandi scoperte nel 1804 è stata la morfina, uno degli alcaloidi dell’oppio utilizzato soprattutto in medicina, la cui commercializzazione avviene a partire dal 1817 come analgesico e nel trattamento della dipendenza da oppio e alcolici. Nel 1827 incomincia la sua produzione a livello industriale da parte di quella che diventerà una delle più importanti case farmaceutiche mondiali: la Merck.

Cinque volte più forte della morfina viene sintetizzata ed esce sul mercato la Diacetil morfina, meglio nota come eroina, così chiamata per e sue energiche virtù; grazie all’eroina introdotta sul mercato nel 1898 e all’aspirina (acido acetil-salicilico, commercializzato nel 1897) la ditta tedesca produttrice Bayer diventeràun colosso di rilevanza mondiale. 

Al contrario della morfina, l’eroina produce un aumento di attività, calma e riduce ogni sentimento di timore. Anche dosi minime fanno sparire ogni tipo di tosse. I morfinomani trattati con questa sostanza hanno perso immediatamente ogni interesse per la morfina”. 

La cocaina, forte agente stimolante del sistema nervoso centrale (CNS), è nota fin dall’antichità alle popolazioni del Sud America, che masticavano le foglie di coca come tonico, anestetico e per calmare i morsi della fame. Il principio attivo verrà isolato nel 1859 da parte di un farmacista tedesco e verrà inizialmente utilizzato come anestetico. Per lungo tempo in Europa una bevanda a base di vino e cocaina verrà venduta come tonico per il sistema nervoso e per curare la tristezza. Lo stesso Sigmund Freud era solito farne uso come antidepressivo, proponendolo addirittura in qualche caso anche ai pazienti. Nel 1886 un farmacista di Atlanta, negli Stati Uniti, brevettò la formula di un tonico in cui erano presenti anche le noci di cola, una miscela che, privata della cocaina, diventerà ben presto una delle bevande più note e consumate al mondo: la Coca Cola.

Nel 1900 tutte le droghe conosciute sono ormai in farmacia. Si contano persone dipendenti da oppio, morfina, eroina, ma il fenomeno richiama ancora poco l’interesse di giornali, riviste, opinione pubblica, magistratura e polizia. Si alzano però le prime voci di protesta: l’uso di sostanze anche se occasionale viene giudicato un vizio e viene considerato come una malattia contagiosa. Nel 1920 la prima legge sul proibizionismo vieta negli Stati Uniti la fabbricazione, vendita, importazione e trasporto di sostanze alcoliche. Bisognerà attendere ancora qualche anno per l’estensione del concetto di proibizionismo a sostanze quali la cannabis, l’oppio, l’eroina, la cocaina; questo intervento proibizionista si espanderà a livello internazionale con il dichiarato intento di tutelare la salute pubblica dei cittadini

Gli anni ‘50 e ’70 del secolo scorso sono quelli dell’LSd e della Beat generation. Tra gli anni ‘30 e ‘50 vi fu una grandissima diffusione delle anfetamine: per curare ladepressione, impiegate come stimolanti ed antidepressivi per le truppe, etc., nel 1950 la loro diffusione è capillare. Sempre negli anni ’50 – ‘60 viene sintetizzatoun farmaco oppiaceo sintetico: il metadone, al cui uso iniziale come analgesico nella terapia del dolore cronico verrà affiancata anche la terapia per la riduzione della dipendenza da stupefacenti.

Nel 1938 a Basilea viene sintetizzata da Hofmann la molecola della dietilammide 25- dell’acido lisergico, meglio nota come LSD, una droga semisintetica estratta da un fungo parassita della segale chiamato ergot. Inizialmente molto utilizzato nel campo della psicoterapia, l’LSD venne commerciato dalla ditta Sandoz come farmaco (Delysid), con risultati eccezionali per il trattamento della schizofrenia, autismo, depressione e alcolismo. Le sue caratteristiche psichedeliche lo resero famoso negli anni ’60 presso la generazione hippy, di cui divenne addirittura un simbolo. A partire dagli anni ’70 ne viene riconosciuta la pericolosità ed attualmente è considerata una sostanza illegale.

La Beat Generationè un movimento giovanile che trovò una sua espressione anche in campo artistico, poeticoe letterario, sviluppandosinel secondo dopoguerraprincipalmente negli Stati Uniti. Nasce da un gruppo di scrittori americani e viene alla ribalta nel 1950, così come i fenomeni culturali da esso ispirati. Gli elementi centrali della cultura “Beat” sono l’anticonformismo, il rifiuto di norme imposte, l’innovazione dello stile letterario, la sperimentazione delledroghe, la sessualità alternativa, l’interesse per la religione orientale, un rifiuto del materialismo, e rappresentazioni esplicite e crude della condizione umana. La Beat Generation è l’esempio della ribellione giovanile degli anni cinquanta, la “gioventù bruciata”; tra i suoi autori di riferimento più celebri troviamo Jack Kerouac, Allen Ginsberg, William Burroughs, Norman Mailer. I giovani beat sono sofferenti, viaggiano facendo l’autostop, spesso ricorrono all’alcool e alla droga ma il loro disagio sfocerà infine nella rivolta verso la borghesia statunitense e nel rifiuto e nella protesta contro la guerra in Vietnam.

Scavare nell’anima. Metterla a nudo. Rivelarla. Significa esattamente questo il termine psichedelia. Il termine, per derivazione, descrive anche una categoria di musica, arte visiva, moda, cinema, letteratura, fumettisticae cultura, associata originariamente agli anni sessanta: la cultura hippie(o hippy). In origine si tratta di un movimento giovanile che ha inizio negli Stati Uniti d’Americanel corso degli anni sessantae si diffonderà poi in tanti altri Paesi del mondo. La parola «hippie» deriva da «hipster», il cui significato si può tradurre come giovani “anticonformisti o alternativi”.

Queste persone avevano ereditato i valori sottoculturali della Beat Generation, creando una controcultura e proprie comunità che ascoltavano rock psichedelico, abbracciavano la rivoluzione sessuale e l’uso di stupefacenti come gli allucinogeni e la cannabis, al fine di esplorare e allargare lo stato di coscienza.

Ifigli dei fiori sono gli aderenti al movimento hippie abbigliati convestiti decorati a fiori o con vivacissime stoffe dai colori forti. Il loro ideale di pace e libertà erasintetizzabile in slogan quali “Mettete dei fiori nei vostri cannoni” e “Fate l’amore, non la guerra”, che risuonavano in maniera fortemente criticanel periodo della guerra del Vietnam. La ricerca sfrenata della totale libertà era il significato insito nel loro stile di vita. Questo movimento toccò particolarmente l’opinione pubblica, tanto da stimolare l’interesse diregisti e cantanti.

A partire dagli anni ‘80del secolo scorso sul mercato illegale compaiono moltisurrogati: cocaine artificiali, ecstasy, crack. L’Ecstasy, o MDMA, è una droga sintetica con effetti fortemente stimolanti che ha trovato diffusione a partire dagli anni novanta soprattutto nei rave party; viene assunta solitamente sotto forma di pastiglie o sciolta in un liquido o anche fumata. L’ecstasy facilita la comunicazione soggettiva, l’empatia e l’accesso a sentimenti repressi.

E al giorno d’oggi? Cosa caratterizza la nostra realtà ed il fenomeno della dipendenza? Segui il mio blog per saperne di più.

Oppure se vuoi maggiori informazioni contattami al 340.41.90.915 o scrivimi una mail: studio@guidodacutipsicologo.it

Bibliografia:

“Piccola storia delle droghe. Dall’antichità ai giorni nostri” Antonio Escohotado 2008, Donzelli.

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Tag: dipendenza da droghe, dipendenza nella storia, dipendenze, sostanze stupefacenti, storie di dipendenza

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