Dipendenza da eroina: quando la sostanza prende tutto e sembra impossibile uscirne

8 Agosto 2025 Categoria: Dipendenze

Dipendenza da eroina: quando la sostanza prende tutto e sembra impossibile uscirne

La dipendenza da eroina è una delle forme di dipendenza più insidiose e pervasive. Non sempre si manifesta in modo eclatante: a volte si infiltra nella quotidianità, divorando lentamente tempo, relazioni, e identità.

In molti casi, chi ne soffre riesce comunque a lavorare, a “funzionare” in apparenza, ma vive in una trappola invisibile, dove ogni emozione diventa un motivo per tornare alla sostanza.

Eroina e giovani: dati e consapevolezza

Secondo un rapporto del governo italiano, circa il 39 % degli adolescenti tra i 15 e i 19 anni – quasi 960.000 giovani – ha sperimentato almeno una volta l’uso di sostanze illegali nel 2023  . Sebbene cannabis e cocaina predomini, studi precedenti (ESPAD) mostrano che tra il 2015 e il 2016 anche 320.000 adolescenti avevano fatto uso di eroina, prevalentemente fumata. Tra i ragazzi di 15 anni circa il 2 % ha già sperimentato l’eroina, spesso considerata “meno rischiosa” rispetto all’uso iniettivo .

Una dipendenza rapida e potente

Chi prova l’eroina ha circa il 23–26 % di probabilità di sviluppare una dipendenza entro un anno dall’uso iniziale, con incrementi fino al 38 % in contesti a rischio . È classificata tra le sostanze con il più alto potenziale di dipendenza – sia fisica sia psicologica – insieme al tabacco. La dipendenza non è solo una questione fisica: comporta anche una serie di effetti cognitivi ed emotivi, compresi craving intensi, declino delle capacità di decisione e regolazione emotiva compromessa .

Eroina fumata: una dipendenza sottovalutata

Quando si parla di eroina, si pensa spesso all’uso per via endovenosa. Ma oggi l’eroina fumata è una modalità sempre più diffusa, percepita da alcuni come “meno pericolosa”. In realtà, il rischio di dipendenza psicologica e fisica è altissimo, proprio perché può sembrare meno distruttiva sul piano fisico immediato.

La sostanza diventa una risposta automatica a ogni stimolo: se va tutto bene, si consuma, se qualcosa va storto, si “cura” con l’uso. In entrambi i casi, l’eroina si appropria della vita emotiva e comportamentale della persona.

“La sostanza prende tutto”, una storia di psicoterapia

S. ha poco più di quarant’anni e lavora come corriere. Da anni fa uso di eroina fumata. Nonostante il lavoro e una parvenza di vita stabile, la sostanza occupa ogni spazio della sua vita. 

“La fumo quando sono arrabbiato, quando sono triste, ma anche quando mi sento bene. Non c’è una situazione in cui, quando scatta qualcosa di emotivo, non senta la necessità di farlo.”

Il percorso terapeutico con S. si è focalizzato sulla motivazione al cambiamento. All’inizio, l’idea di smettere gli sembrava semplicemente impossibile.

“È come se l’eroina fosse diventata una parte di me”. 

Ma col tempo ha iniziato a riconoscere quanto la sostanza governasse le sue emozioni, e quanto poco margine avesse nella sua vita per scegliere.

Conflitti e relazioni

Un nodo centrale del lavoro è stato il rapporto conflittuale con il figlio adolescente, segnato da distanza emotiva, rabbia reciproca e senso di colpa. Le difficoltà di S. erano profondamente intrecciate con la complessità della relazione genitoriale, dove i ruoli erano spesso confusi. Un obiettivo importante è stato aiutarlo a sviluppare un atteggiamento relazionale più equilibrato, capace di unire comprensione e fermezza, aprendosi a un dialogo più costante e autentico con il figlio.

Attraverso la terapia, S. ha iniziato a coltivare una consapevolezza più lucida del modo in cui l’eroina anestetizzava il suo mondo interno, impedendogli di affrontare le proprie emozioni in modo autentico. Piccoli obiettivi, tempi realistici, e la costruzione di alternative emotive e relazionali hanno segnato le tappe iniziali del cambiamento.

La dipendenza non è mancanza di volontà

È importante chiarire: la dipendenza da eroina non è una questione di debolezza o mancanza di forza di volontà. È un processo complesso, in cui la sostanza diventa un regolatore emotivo, un rifugio ma anche un tiranno.

Chi ne soffre si trova spesso bloccato tra la vergogna e il bisogno, tra il desiderio di cambiare e la paura di affrontare la vita senza “quel filtro”.

Per questo motivo ritengo che la psicoterapia possa offrire uno spazio fondamentale per riflettere sulle motivazioni profonde che spingono all’uso della sostanza, ritrovare un equilibrio emotivo e costruire relazioni più sane, sia con se stessi che con gli altri.

Uscire dalla dipendenza è possibile

Anche quando “sembra impossibile”, uscire dalla dipendenza è possibile. Ma è necessario un percorso personalizzato, che tenga conto della storia, dei bisogni e delle difficoltà della persona. Per maggiori informazioni oppure per iniziare il tuo percorso di psicoterapia contattami al 3404190915 oppure fissa direttamente dalla mia agenda online.