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Efficacia personale ed insoddisfazione lavorativa

9 Luglio 2020

Che cos’è l’efficacia personale? Come facciamo a gestire al meglio la nostra vita e le nostre decisioni? Molte volte ci siamo chiesti più o meno consciamente come fare per riuscire nella vita lavorativa, e in quelle strettamente connesse di relazioni sociali e famigliare. E soprattutto come fare per essere sempre efficaci ed anche efficienti. L’articolo di oggi prende in esame quegli aspetti che possono essere rielaborati e migliorati allo scopo di aumentare la concezione di efficacia ed efficienza nella nostra quotidianità.

Efficacia ed efficienza

Pur avendo significati diversi i due termini, nel contesto giornaliero abituale, vengono spesso impiegati come sinonimi. L’efficacia personale, secondo il mio punto di vista, è soggettiva, nel senso che ciascuno di noi stessi ha la tendenza ad un esame critico di ciò che facciamo, tuttavia vi sono alcuni aspetti che possono essere presi in esame, in termini generali, per aiutare a sentirsi più risolutivi, più incisivi nella nostra vita. Con efficacia si intende quindi la capacità di raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati, mentre l’efficienza riguarda la capacità di ottenerlo con il modalità e le risorse minime indispensabili.

 

Troppi impegni!

Sul lavoro il telefono squilla ogni cinque minuti, bisogna rispondere a troppe mail, ci sono continue riunioni, senza contare poi gli impegni familiari: la spesa, la casa, i figli… Gli obblighi sono sempre tantissimi e possono crearci un senso di frustrazione. Non riuscire a tenere tutto sotto controllo potrebbe indurre una sensazione di disagio e di conseguenza attenuare la nostra sensazione di efficacia personale. Gli impegni eccessivi possono determinare un blocco psicologico, che ci porta a non iniziare o a non portare a termine nulla, una sorta di “rifiuto” nei confronti delle troppe cose da fare. Un’altra sensazione negativa è quella di non riuscire ad intravvedere mai la fine di un lavoro, di un compito, di una incombenza. Le giornate iniziano ma non finiscono mai, c’è sempre qualcosa da fare e impegni da assolvere. Entrambe queste situazioni ci portano a vivere una sensazione di scarsa efficacia personale, con il rischio di sentirsi emotivamente tristi e arrabbiati con se stessi.

Come gestire gli impegni

Per gestire al meglio i nostri impegni, e dare quindi un’organizzazione ben articolata alle nostre giornate, è fondamentale attribuire un grado di “priorità” alle nostre attività e ai nostri obiettivi. Di fronte ad un nuovo progetto può essere utile chiedersi quale sia il risultato che vogliamo raggiungere, cercando di stimare l’impegno che dobbiamo investire per arrivare al nostro scopo. In questo modo saremo in grado di valutare le energie necessarie, il tempo di cui abbiamo bisogno ed il grado di coinvolgimento necessario. Riguardo al grado di priorità, sarebbe importante scartare a priori tutte quelle richieste che sono chiaramente superflue, poco importanti o che comunque possiamo rimandare al giorno successivo. Il fatto di essere in grado di organizzarsi senza essere travolti dagli impegni, trovando le soluzioni opportune e mantenendo in alcune situazioni una “dose minima” di cose da fare, aumenta l’efficacia personale.

Paura di non farcela

Il fallimento in qualche caso può essere dietro l’angolo, per questo la paura di sbagliare talvolta ci blocca e non ci consente di mettere in atto le azioni che ci siamo prefissati. Nella nostra società moderna i fallimenti vengono interpretati sempre in chiave negativa. In realtà ogni volta che sbagliamo o abbiamo un insuccesso, questo dovrebbe essere interpretato come un’opportunità di modificare il nostro approccio, una nuova e diversa possibilità di crescita, che ci consenta di diventare ancora più efficaci e performanti. Può sembrare paradossale, ma sbagliare è necessario, quasi fondamentale, così come è fondamentale soprattutto non fermarsi, ripartire. E’ facile che una battuta d’arresto possa scoraggiarci, tuttavia è ancora più importante gestire le emozioni di sofferenza e disagio, per poter così ripartire, trasformando un limite in risorsa.

Insoddisfazione lavorativa ed efficacia personale

L’insoddisfazione lavorativa il più delle volte è direttamente proporzionale alla sensazione di non essere efficaci. Non poterci esprimere come vorremmo anche sul lavoro genera dei veri e propri blocchi emotivi e innesca una sorta di routine che ci fa vivere la quotidianità in maniera poco soddisfacente e positiva. Nelle situazioni lavorative si riscontrano alcuni aspetti che possono determinare una sensazione di scarsa efficacia personale.

Cosa porta all’insoddisfazione lavorativa

Il primo è il fatto di sentirsi ignorati, come invisibili, e di conseguenza di non riuscire ad attirare le attenzioni dei colleghi e del capo, oppure dei collaboratori. L’impossibilità di stabilire una relazione sana con i colleghi e con i propri collaboratori genera una sensazione di incapacità ed inefficacia. Un secondo aspetto è quello di non riuscire a dare rilevanza e spessore al proprio lavoro. Se il nostro lavoro non conta né per me stesso né tantomeno per qualcun altro, difficilmente sarò soddisfatto e mi sentirò efficace. L’insoddisfazione lavorativa è molto diffusa e a sua volta provoca una condizione di scarsa efficacia personale. Cercare di lavorare su questo aspetto così pregnante della propria vita deve diventare una priorità per favorire un funzionale percorso di crescita personale.

Se vuoi saperne di più sull’efficacia personale o fissare una consulenza psicologica, chiamami al 340.41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it

 

Categorie:

Tag: efficacia personale, emozioni, Terapia Breve Strategica

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