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I sintomi dell’anoressia nervosa e l’anoressia sacrificante.

31 Luglio 2017

L’anoressia nervosa è una problematica molto diffusa in Italia, in particolare nella popolazione adolescenziale. Con “Anoressia nervosa” si indica un comportamento di restrizione nei confronti del cibo, ossia un comportamento attivato dalla paura di ingrassare che stimola la persona anoressica ad “evitare” non solo il cibo ma anche qualsiasi altra forma di “piacere”. In un precedente articolo ho fornito alcune indicazioni generali rispetto all’anoressia:

“Anoressia: una dipendenza dal cibo”

Oggi entriamo sempre più nello specifico, andando a definire l’anoressia nervosa ed una categoria ancora più particolare: l’anoressia sacrificante.

Anoressia nervosa

Vediamo i criteri con i quali il DSM V (il Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali), classifica l’anoressia nervosa:

  • Restrizione dell’assunzione di calorie in relazione alle necessità, che porta a un peso corporeo significativamente basso nel contesto di età, sesso, traiettoria di sviluppo e salute fisica. Il peso corporeo significativamente basso è definito come un peso inferiore al minimo normale oppure, per bambini e adolescenti, meno di quello minimo atteso.diet-calorie-counter-weight-loss-healthIntensa paura di aumentare di peso o di diventare grassi, oppure un comportamento persistente che interferisce con l’aumento di peso, anche se significativamente basso.
  • Alterazione del modo in cui viene vissuto dall’individuo il peso o la forma del proprio corpo, eccessiva influenza del peso o della forma del corpo sui livelli di autostima, oppure persistente mancanza di riconoscimento della gravità dell’attuale condizione di sottopeso.

Due ulteriori criteri molto importanti che ci aiutano a capire e definire meglio il fatto che vi sia una problematica di tipo anoressico sono: una restrizione alimentare durante gli ultimi tre mesi o una condotta anomala di eliminazione o di assunzione di cibo (le caratteristiche “abbuffate”) durante gli ultimi tre mesi. Infine definiamo una persona come anoressica quando il peso è sotto l’85% di quello previsto a seconda dell’età e dell’altezza oppure quando presenta un indice di massa corporea inferiore a 17,7 rispetto a valori ……….???.

Una storia

M. è una ragazza di 17 anni e pesa 36 kg, arriva in studio accompagnata dai genitori. Rimane in silenzio per quasi l’intero colloquio, mentre i genitori espongono le loro preoccupazioni, i loro dubbi e le loro paure, rispetto alle problematiche alimentari della figlia. Dopo aver escluso possibili cause di natura organica, sono arrivati a pensare che vi potesse essere un problema di tipo psicologico. Descrivono l’astinenza dal cibo della figlia con molta sofferenza: “Se non ci fosse stata lei, a quest’ora la nostra relazione sarebbe finita”. La “malattia” – così la definiscono – della figlia, li ha spinti a rimanere uniti per cercare di aiutarla a guarire. M. parla solo gli ultimi minuti del primo appuntamento, sottolineando come i famigliari siano continuamente preoccupati per lei, e spiegando che vorrebbe uscire da tale situazione, ma che proprio non ci riesce.

pexels-photo-167704Questa breve storia, mi permette di introdurre una tipologia di anoressia descritta in letteratura dalla scuola sistemica (S. Palazzoli): l’anoressica sacrificante, in cui l’astinenza dal cibo è strettamente connessa con le vicissitudini famigliari.

Anoressia sacrificante

Questa tipologia di anoressia è considerata nell’ambito dell’anoressia nervosa, l’anoressica sacrificante viene definita come “portatrice del problema”, in quanto la problematica si sviluppa contemporaneamente alla crisi all’interno della famiglia. Questa tipologia di problematica è strettamente connessa al ruolo della ragazza all’interno della famiglia: il rifiuto del cibo aiuta a tenere unita la famiglia (i genitori o altri membri), favorendo così il mantenimento di un sistema famigliare disfunzionale.

scale-diet-fat-health-53404L’esempio tipico è quello del “capro espiatorio” (Costin, 1996), il ruolo in cui la ragazza e il suo sintomo aiutano ad evitare litigi o separazioni fra la coppia dei genitori, che per aiutare la figlia rimangono insieme e non si lasciano.

Un altro esempio è quello dell’“eroe di famiglia”: la ragazza come un eroe si assume le responsabilità della gestione della famiglia, l’astinenza dal cibo permette di costruire una indipendenza perfetta e una tendenza al controllo in generale.

Nei prossimi articoli vedremo meglio l’anoressica astinente, un ulteriore tipologia di astinenza nei confronti del cibo.

La terapia breve strategica propone interventi molto efficaci sia nel breve che nel lungo periodo, con un percentuale minima dell’83% di risoluzione completa del problema.

Se pensi di avere un famigliare che presenta un disordine del comportamento alimentare oppure se desideri confrontarti su questa difficile problematica, scrivimi via mail oppure chiamami al 340.41.90.915 per fissare un appuntamento o una videochiamata su skype di 15 minuti

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Tag: anoressia, disturbi del comportamento alimentare, Terapia Breve Strategica

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