Cocaina e alcol: quando il vero problema non è la cocaina
Dipendenza da cocaina e alcol: una storia che insegna qualcosa
Quando R. arriva nel mio studio, è convinto di sapere perfettamente quale sia il suo problema. Pur avendo un lavoro stabile, si sente ormai esausto. Dorme poco, vive con una costante sensazione di vuoto e, soprattutto, ha la percezione di non riuscire più a fermarsi. Per lui la risposta è semplice: il problema è la cocaina. Ogni sera, finito il lavoro, raggiunge un bar dove incontra alcune persone che conosce da tempo. Qualche bicchiere, due chiacchiere e la sensazione di poter finalmente abbassare la guardia dopo una giornata intensa. Poi arriva la cocaina.
Cocaina e solitudine
Quella che inizialmente era una presenza occasionale diventa progressivamente una compagna abituale delle sue notti. La sostanza gli permette di sentirsi energico, brillante, meno stanco. Ma soprattutto gli permette di non sentire qualcosa che da tempo cerca di tenere lontano: la solitudine. Le notti si allungano sempre di più. La mattina seguente si alza, spesso dopo poche ore di sonno, e riparte come se nulla fosse successo. Con il passare del tempo il prezzo diventa sempre più alto. La concentrazione peggiora, l’umore oscilla continuamente e il corpo inizia a presentare il conto. Quando decide di chiedere aiuto, è convinto che liberarsi della cocaina significhi risolvere tutto.
Cocaina e identità
La cocaina, almeno all’inizio, non viene vissuta come un problema. Al contrario, dà l’illusione di stare bene. Per qualche ora sembra che tutto sia più semplice: le preoccupazioni si allontanano, la stanchezza scompare e ci si sente finalmente presenti a sé stessi. Per molte persone non è soltanto una sostanza, ma un modo per ritrovare una versione di sé che percepiscono come più sicura, più brillante, più libera. Il problema è che questa sensazione dura poco. E, lentamente, ciò che sembrava restituire qualcosa finisce per portarlo via. Nel caso di R., la cocaina non rappresentava soltanto uno stimolante.Era diventata il modo più veloce per sentire in profondità. Per alcune ore sparivano il senso di insoddisfazione e quel silenzio interiore che da tempo cercava di evitare.
Questo è un aspetto importante quando si parla di dipendenza da cocaina: spesso la sostanza non viene cercata soltanto per il piacere che produce, ma per ciò che permette di non sentire.
Alcol e cocaina: un’associazione molto frequente
Nel corso delle sedute emerge però un dettaglio che fino a quel momento era rimasto quasi invisibile. La cocaina non arrivava mai da sola. Arrivava sempre dopo l’alcol. Ogni sera il rituale iniziava nello stesso modo: il lavoro, il bar, i drink, gli amici. Solo dopo compariva la cocaina. Questa combinazione tra alcol e cocaina è molto frequente. Da una parte l’alcol abbassa le difese e rende più facile cedere all’impulso. Dall’altra la cocaina sembra compensare gli effetti sedativi dell’alcol, creando l’illusione di poter continuare senza conseguenze. In realtà, le conseguenze arrivano eccome. Ma soprattutto, nel caso di R., questa associazione nascondeva qualcosa di più profondo.
Quando smetti con la cocaina ma non riesci a smettere di bere
Dopo alcuni mesi di lavoro terapeutico accade qualcosa di importante. R. riesce a interrompere l’uso della cocaina. È un passaggio fondamentale e rappresenta una vittoria significativa. Eppure qualcosa non torna e continua a sentire un bisogno quasi automatico di andare al bar ogni sera. Continua a bere, cercando nell’alcol quella sensazione di sollievo che gli permette di arrivare a fine giornata. È in quel momento che diventa evidente una realtà che fino ad allora era rimasta nascosta. Sebbene la cocaina fosse certamente un problema non era il principale. La vera dipendenza era costruita attorno all’alcol e alla funzione che aveva assunto nella sua vita.
Il vero problema non era la sostanza
Quando si parla di dipendenze, spesso si pensa che il problema coincida con la sostanza. Dal punto di vista psicologico, però, la domanda più utile è un’altra:
“Che funzione ha quella sostanza nella vita della persona?”
Per R. l’alcol non serviva semplicemente a bere ma a spegnere la sensazione di solitudine. Serviva a rendere meno pesante la sera, a creare un momento in cui non sentirsi solo con i propri pensieri. Quando la cocaina è scomparsa, questa funzione è diventata improvvisamente visibile. Ed è stato proprio lì che è iniziato il vero lavoro terapeutico.
Come uscire dalla dipendenza da alcol e cocaina
Molte persone cercano informazioni su come uscire dalla dipendenza da cocaina o dalla dipendenza da alcol pensando che la soluzione consista semplicemente nell’interrompere il consumo. Certamente smettere è fondamentale, ma spesso non basta. Se non si comprende il bisogno che la sostanza stava cercando di soddisfare, il rischio è che il problema si ripresenti sotto forme diverse. Per questo motivo, in terapia, il lavoro non riguarda soltanto il comportamento di consumo, ma anche il rapporto con emozioni come la solitudine, il vuoto, l’ansia o il senso di inadeguatezza.
Quando queste emozioni trovano uno spazio diverso per essere riconosciute e affrontate, la sostanza perde gradualmente la funzione che aveva assunto.
Da dove iniziare?
La storia di R. mostra una realtà che incontro spesso nel lavoro clinico. A volte ciò che vediamo come il problema principale è soltanto la parte più visibile della difficoltà. La cocaina era il sintomo più evidente mentre l’alcol era il rifugio quotidiano.Il primo passo è smettere di considerare la dipendenza come qualcosa che si risolverà da sola con il tempo o con la sola forza di volontà.
Rivolgersi a uno specialista permette non solo di interrompere l’uso della sostanza, ma soprattutto di comprendere quali bisogni, emozioni o difficoltà quella sostanza stava cercando di colmare. È proprio da questa consapevolezza che può nascere un cambiamento più profondo e duraturo.


