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La paura del volo in arrampicata raccontata da alcune testimonianze

18 Luglio 2022

La paura del volo in arrampicata è qualcosa da non sottovalutare. Non stiamo parlando della semplice paura di arrampicare o della paura dell’altezza. Stiamo proprio parlando di paura di volare, la sensazione che ci può cogliere nel momento in cui stiamo arrampicando da primi, quando siamo sopra il rinvio e non siamo “protetti” dalla corda. 

Nell’articolo di oggi approfondiremo questa paura irrazionale evidenziando il ruolo del pensiero, le sensazioni di timore e il modo per cercare di superare il terrore della caduta non protetta. 

La paura del volo in arrampicata. Il pensiero invalidante

“Ci penso anche quando sono al lavoro. In alcuni momenti mi capita di tornarci su, mi domando come potrò superare quel momento difficile. Mi chiedo; “e se poi non riesco più ad andare avanti e mi blocco?“, “e se la gamba non dovesse reggere?”, “e se volo e mi faccio male?Questi pensieri mi bloccano”. 

Uno dei componenti principali della paura è il pensiero riflessivo e insistente. La nostra mente è così potente che in alcuni casi può diventare addirittura invalidante. Allo stesso modo, pensare in maniera funzionale può essere la svolta per tornare ad essere performanti. Nella situazione sopra descritta una mia paziente spiega come il pensiero ossessivo la assilli durante la giornata. Lo stesso pensiero che la accompagna quando sale in parete cercando di aprire un tiro. Idee e timori costanti e ripetitivi, che aumentano la sensazione di paura di non riuscire ad arrampicare da primo. 

La paura del volo in arrampicata. La paura di perdere il controllo

Il ruolo negativo della mente rischia di rendere l’esperienza dell’arrampicata particolarmente pesante. Molti pazienti che seguo in studio, pur amando questo sport, confessano di iniziare a credere che la pratica invece di essere rilassante, diventi gravosa e stressante. Il motivo sono proprio quelle sensazioni di paura di perdere il controllo che si provano durante l’arrampicata da primo. La sensazione irrazionale di paura, che viene percepita nel momento in cui ci troviamo sopra lo spit può diventare invalidante. Il rischio a questo punto è di cercare di evitare la condizione di arrampicata da primo, cercando quindi di arrampicare solamente come secondo, con la corda dall’alto. Una situazione di evitamento che fatalmente porta ad un calo di autostima, e a sedimentare in maniera preoccupante la paura di arrampicare. 

La paura di perdere il controllo. Una testimonianza

E’ una situazione che non posso controllare. All’inizio la vivevo solo in quelle vie che erano sopra il mio grado. In quelle situazioni in cui mi trovavo a sfidare me stesso in gradi e difficoltà maggiori a quelle da me acquisiti. Tuttavia il problema si è esteso, sino a diventare problematico anche su vie più semplici. La paura di volare e di perdere il controllo mi ha portato quasi ad allontanarmi dalla falesia e dall’arrampicata in generale. Ho smesso per alcuni mesi, avevo l’autostima a terra. Poi ho deciso di prendere in mano la situazione diversamente.”

paura di volare in arrampicataCome affrontare la paura del volo

La testimonianza del paragrafo precedente ci racconta di come la paura di volare e le sensazioni di perdere il controllo in arrampicata, possano portare ad un allontanamento totale da questo sport. Ma questa storia ha un lieto fine. Ho conosciuto S. (nome di fantasia) circa un anno fa, nel momento più buio del suo rapporto con l’arrampicata. Una passione nata quattro anni prima, che lo ha portato a vivere esperienze fantastiche. Improvvisamente alcune vicende personali hanno reso l’arrampicata un momento realmente poco piacevole. Timore e inquietudine hanno iniziato ad insinuarsi nelle crepe della sua sicurezza, determinando un allontanamento totale dallo sport, in pratica un evitamento

Il volo e la rabbia!

Il percorso con S. ha visto coinvolti sia elementi della sua vita personale, che anche quelli dell’esperienza “arrampicata”. Alcuni conflitti nella sua vita personale avevano generato in lui emozioni intense di rabbia, una collera che continuava ad accumularsi dentro di sé. Nel passato questa emozione veniva canalizzata e superata arrampicando, soluzione diventata ben presto non più realmente efficace. In terapia sono state prese in esame contemporaneamente la rabbia e la paura irrazionale del volo in parete. Non possiamo pensare all’arrampicata come qualcosa di separato e distante dalla nostra vita personale. In falesia portiamo anche le frustrazioni, le emozioni e i momenti chiave delle nostre settimane. Per tale motivo era fondamentale lavorare in parallelo sia sulla rabbia che sulla paura del volo. 

La paura affrontata diventa coraggio

Durante le sessioni di psicoterapia, la paura del volo è stata ripresa in esame mediante esercizi specifici in cui cercare di rivivere la stessa emozione in momenti diversi da quelli in parete. La “peggiore fantasia” è una tecnica chiave con la quale si è in grado di affrontare e superare la paura di perdere il controllo di se stessi. Calandosi a fondo nelle proprie sensazioni di ansia e di perdita di controllo in parete, S. è riuscito a realizzare che questa paura inconscia non era così razionale ed anzi si riduceva a sensazioni di assoluta padronanza di sé. Ad oggi il percorso terapeutico è concluso e S. ha ripreso ad arrampicare. Si è reso conto di saper gestire bene le sue paure e ha capito che nelle giornate più stressanti, quando la rabbia si fa sentire in maniera eccessiva, è tutto sommato meglio evitare di andare in falesia. 

Se anche tu soffri di paura del volo e di arrampicare, o più semplicemente sai di non riuscire a tenere sotto controllo le tue emozioni, contattami al 340 41.90.915 oppure scrivimi a studio@guidodacutipsicologo.it insieme possiamo trovare strategie funzionali per superare l’ansia e la paura. 

Categorie:

Tag: ansia, arrampicata, monofobia, paura di volare

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